Riga, Lettonia – Žanis Lipke Memorial

Dal centro di Riga, attraversando il ponte Vasnu sul fiume Daugava, si raggiunge il quartiere di Kipsala. Da qui, percorrendo via Maza Balasta, al numero 8 si trova il magnifico memoriale dedicato a Žanis Lipke e alla sua famiglia. Perché visitarlo? Leggete oltre…

Kipsala, Riga, Daugava River
Riga, Lettonia – il fiume Daugava visto dal quartiere Kipsala (Foto: Dage 2014)

A Riga sono innumerevoli le occasioni per conoscere e ricordare la storia moderna della città. Si può visitare il Museo dell’Occupazione, il Museo del Ghetto Ebraico, il Monumento alla Libertà, la storica sede della NKVD in via Stabu, il Monumento alla Vittoria di Uzvaras Parks e molto altro.

Solo il piccolo memoriale posto a Kipsala, tuttavia, offre la possibilità di “attraversare” uno dei momenti più drammatici della storia europea compiendo un percorso fatto di oscurità, di terrore, ma anche di umanità e di coraggio. Si tratta del memoriale dedicato a Žanis Lipke: un luogo magnifico, dove è possibile dare un nome e un volto al concetto di “giusto”.

Zanis Lipke (Zana Lipkes) Memorial in Riga
Riga, Lettonia, memoriale a Žanis Lipke (Foto: Dage 2014)

La vicenda

Il memoriale è posto lì dove negli anni quaranta si trovava la rimessa adiacente alla casa dei coniugi Žanis e Johanna Lipke. In questo luogo, durante l’occupazione nazista della Lettonia (1941 – 1945), la famiglia Lipke ospitò e diede rifugio a cinquantasette ebrei che, grazie a loro, sopravvissero allo sterminio.

Durante l’occupazione, vi fu una partecipe e volenterosa collaborazione dei lettoni nelle operazioni di ricerca, ghettizzazione, sfruttamento e uccisione degli ebrei. In Lettonia furono circa 60.000 gli ebrei sterminati, 40.000 dei quali vivevano a Riga. Proprio in Lettonia, tra l’altro, vennero poste in atto le prime uccisioni di massa come quelle tristemente note di Daugavpils.

Solo poche persone scelsero di rimanere “giuste” e tra queste vi furono certamente i coniugi Žanis e Johanna Lipke. Grazie ai loro ben incardinati principi morali, alla loro “versatilità” e all’impiego di Žanis presso il campo di lavoro del ghetto ebraico, i due riuscirono a far evadere in più occasioni numerosi ebrei che vennero accolti e nascosti nella loro rimessa.

Eroi e soccorritori sono molto diversi anche perché questi ultimi non combattono in nome di concetti astratti, ma per degli individui. Quando agiscono, si preoccupano poco di ideali e doveri, che tra l’altro sarebbero quasi sempre incapaci di esprimere a parole, ma di persone concrete che vanno aiutate con i gesti più quotidiani

Tzvetan Todorov

Nel fabbricato posto accanto alla loro abitazione, i Lipke, crearono un interrato della dimensione di tre metri quadrati che arredarono con nove letti posti a file di tre lungo le pareti. Qui nascosero gli ebrei durante le settimane che precedevano la loro fuga nelle campagne e a seguito della loro liberazione dal ghetto di Riga.

Grazie alla collaborazione di alcuni amici riuscirono a procurare sufficiente cibo, coperte e vestiti per i rifugiati che via via venivano accolti. Procurarono loro anche delle armi che avrebbero potuto utilizzare come extrema ratio qualora il nascondiglio fosse stato scoperto. Agli “ospiti” offrirono una radio e dei giornali per cercare di rendere il loro soggiorno clandestino, per quanto possibile, meno angosciante.

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Riga, il memoriale di Kipsala a Zanis Lipke o Zana Lipkes (CC, Karl Dambrans)
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Riga, il memoriale di Kipsala a Zanis Lipke o Zana Lipkes (CC, Karl Dambrans)
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Riga, documentazione all’interno del memoriale di Kipsala a Zanis Lipke o Zana Lipkes (CC, Karl Dambrans)

Il memoriale

Il memoriale è articolato su tre piani di cui uno è interrato. Al centro dell’edificio, un’ampia apertura consente di vedere dal primo e dal secondo piano il claustrofobico, ma salvifico bunker, dove, nella pavimentazione, viene proiettato un filmato con i volti di Žanis e Johanna.

Esternamente, la costruzione si presenta come una grande arca rovesciata (con un ben congegnato richiamo alla sua simbologia salvifica), la copertura è in legno scuro e non ci sono finestre lungo tre dei quattro lati. La struttura appare anche come un solido scudo posto a protezione di coloro che trovarono rifugio nella rimessa dei coniugi Lipke.

L’ingresso avviene attraverso un lungo corridoio dove filtra solo la luce necessaria per poter individuare il percorso. Solo l’ultima stanza situata nel retro del memoriale ha un’ampia vista all’esterno che avviene tramite una parete vetrata.

L’architetto lettone Zaiga Gaile ha progettato lo spazio con molta intelligenza: tutto è essenziale e significativo. Il visitatore è da subito emotivamente coinvolto e partecipe di un’esperienza formativa e commovente.

All’interno un sofisticato sistema audio adegua il suono di sottofondo al vocio generato dai visitatori: in questo modo, ne abbiamo fatto esperienza diretta, anche eventuali disturbi vengono automaticamente bilanciati e “ammortizzati”.

Zanis Lipke Memorial, Riga
Riga, Lettonia, memoriale a Žanis Lipke (Foto: Dage 2014)
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Riga, Lettonia, memoriale a Žanis Lipke (Foto: Dage 2014)

All’uscita, un incaricato indica ai visitatori la casa che sta accanto al memoriale confermando che là vive la famiglia Lipke, ovviamente i nipoti, ma quella è la casa che abitarono Žanis e Johanna”.

Se volete conoscere la straordinaria storia dei coniugi Lipke seguite questo link.

A Riga, nel quartiere di Kipsala, nel lato ovest del fiume Daugava, un memoriale ci ricorda l’esperienza straordinaria di un umile magazziniere che scelse di restare “giusto” in un mondo corrotto dalla guerra, dall’ideologia e dallo sterminio.


Un secondo memoriale

A Riga, il volto sorridente di Žanis Lipke si può riconoscere anche in un altro memoriale che si trova in via Gogola. Si tratta di un monumento concettuale eretto nello spazio dove un tempo sorgeva la Grande Sinagoga Corale di Riga che, durante l’occupazione nazista, il 4 luglio 1940, venne distrutta e mai più ricostruita. Al suo posto troviamo una grande lastra di cemento sorretta da alcuni puntelli inclinati e che riportano i nomi di coloro che aiutarono la popolazione ebrea della capitale lettone. Žanis Lipke è il solo nome a essere corredato dall’immagine del volto.

Degli oltre 40.000 ebrei che prima della seconda guerra mondiale abitavano a Riga, sopravvissero alla Shoah unicamente 150 persone. Solo il ruolo dei “giusti” può, in qualche modo, rendere sostenibile il peso di una simile lacerazione.

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Riga, Lettonia, Memoriale ai Giusti tra le Nazioni nell’area dove sorgeva la Grande Sinagoga Corale di Riga (Foto: Dage 2014)
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Žanis e Johanna Lipke nel 1920  (Foto:  Yad Vashem)

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