Venezia, Biennale d’Arte 2015 – United Dead Nations

Nel padiglione della Repubblica Serba, presso i Giardini di Castello, sede della Biennale d’Arte di Venezia, un’installazione particolarmente significativa evoca i fantasmi di nazioni e imperi ormai decaduti. L’installazione è stata presentata in occasione dell’edizione 2015 della celebre esposizione veneziana.

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L’opera intitolata United Dead Nations è stata realizzata dell’artista serbo Ivan Grubanov. L’artista presenta i resti simbolici di dieci nazioni scomparse nel corso del Novecento come la Repubblica Democratica Tedesca, la Jugoslavia, la Cecoslovacchia, l’Impero Ottomano e l’Unione Sovietica.

Due sono gli elementi inseriti nell’ampio spazio espositivo: il primo sono le date di nascita e di morte delle nazioni riportate con caratteri cubitali lungo le pareti, il secondo sono le relative bandiere poste nel pavimento. Le bandiere sono presentate come tele stropicciate, ammucchiate, sporche e rovinate. Si tratta di un’installazione interessante e fortemente evocativa.

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La parola Jugoslavia, per la verità, la troviamo già all’ingresso del padiglione e sempre in un’iscrizione a caratteri cubitali. Questo perché il padiglione dell’ex paese balcanico, una volta transitato sotto la gestione della Repubblica Serba, non è mai stato aggiornato nella sua titolazione nazionale. La stessa “distrazione” riguarda anche il padiglione della Repubblica Ceca e della Slovacchia, che continua a esporre la denominazione Cecoslovacchia. In questo caso le due nazioni hanno continuato a condividere lo spazio. Bosnia Erzegovina, Slovenia, Montenegro, Macedonia, Croazia e Kosovo, invece, espongono presso altre sedi estemporanee.

Interessante l’opera di Grubanov, perché è anche un perfetto contrappunto all’idea di padiglione nazionale che caratterizza la Biennale di Venezia. Gli immobili stabili posti nei Giardini della Biennale, infatti, a volte, hanno perso la loro natura di edifici di rappresentanza nazionale proprio perché sono venute meno le nazioni titolari di questi. Dicevo della Jugoslavia e della Cecoslovacchia, ma vi è anche il padiglione Russia che ha già cambiato tre volte il suo “proprietario” e altrettante volte la titolazione (quella attuale sostituisce la precedente di “Unione Sovietica”). C’è poi anche l’intricata questione del padiglione Germania

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Ci sono molti possibili significati che possiamo attribuire all’opera di Grubanov. Tra questi, anche quello di un padiglione, quello serbo, dato in prestito alle Nazioni Morte Unite, le United Dead Nations.

L’allestimento, in ogni caso, è privo di alcun intento celebrativo, anzi. Il destino di queste costruzioni statuali è stato spesso segnato da guerre, epurazioni e da violenze di stato. È proprio il rosso sangue, infatti, a macchiare le relative bandiere che, qui, sono state poste a terra senza alcun riguardo.

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Elenco delle United Death Nations

Impero Austro-Ungarico (1867–1918)

Impero Ottomano (1299–1922)

Gran Colombia (1819–1930)

Tibet (1913–51)

Repubblica Araba Unita (1958–71)

Vietnam del Sud (1955–75)

Repubblica Democratica Tedesca (1949–90)

Unione Sovietica (1922–91)

Cecoslovacchia (1918–92)

Jugoslavia (1918–2003)


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Tutte le fotografie sono state realizzate da Looking for Europe (giugno 2015)
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