Venezia, isola di San Michele

San Michele è un’isola con un solo approdo, interamente cinta da alte mura e, al suo interno, vi è esclusivamente l’omonimo cimitero. Sono pochi i turisti che scelgono di fermarsi qui; per la maggior parte, infatti, sono diretti a Murano, oppure, proseguendo, a Burano …

Cimitero di San Michele, Venezia
Venezia, Cimitero di San Michele (Foto: Looking for Europe 2015)

Il cimitero è stato suddiviso in distinte aree a seconda del periodo, della religione e della confessione. Le tre sezioni principali sono quella cattolica, ortodossa e evangelica. Vi è anche un’ampia area dedicata al cimitero militare. Solo il cimitero israelitico non è compreso nell’isola poiché si trova al Lido di Venezia, in Riviera San Nicolò.

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Venezia, Cimitero di San Michele (Foto: Looking for Europe 2015)
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Venezia, Cimitero di San Michele (Foto: Looking for Europe 2015)

Al suo interno, ci si può facilmente perdere, oppure arrovellare cercando di capire dove siamo nella confusa e lacunosa mappa che all’ingresso si trova esposta in una cassettina posticcia appesa al muro. Ci si può perdere, dicevo, e forse questo è il modo migliore per visitare il meraviglioso cimitero veneziano. Solo in questo modo, infatti, il visitatore si può dedicare alle moltissime statue e sculture funerarie che impreziosiscono tombe più o meno antiche, oppure può osservare le straordinarie prospettive che le diverse sezioni offrono. Prospettive che sono definite anche attraverso le ordinate file di cipressi e tassi.

L’alto muro di cinta in mattoni rossi, interrotto solo in corrispondenza di tre aperture poste nel lato est del cimitero, nasconde la laguna e le possibili viste sulle altre isole. Il luogo è decisamente appartato, calmo, placido e suggestivo.

Il cimitero è stato ben progettato assicurando un invidiabile riposo ai veneziani e a tutti coloro che per infinite ragioni sono stati qui sepolti.

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Venezia, Cimitero di San Michele (Foto: Looking for Europe 2015)
Cimitero di San MIchele, Venezia
Venezia, Cimitero di San Michele – tomba di Igor Stravinsky (Foto: Looking for Europe 2015)

Il cimitero fu realizzato a seguito dell’editto napoleonico del 1807 che esigeva un luogo di sepoltura lontano dai centri abitati. In realtà i lavori finirono nel 1870. Nel frattempo, l’isola continuò a servire come luogo di confino, dove, tra gli altri, fu imprigionato anche Silvio Pellico.

Molte tombe sono state inevitabilmente logorate dal tempo, dalle intemperie e dalla salsedine, questo, tuttavia, aggiunge fascino a un luogo che solo in questo modo percepiamo non essere irrimediabilmente immobile così come, invece, ci appare.

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Venezia, Cimitero di San Michele (Foto: Looking for Europe 2015)
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Venezia, Cimitero di San Michele (Foto: Looking for Europe 2015)

Non cerchiamo le tombe dei personaggi illustri, ma ugualmente le incontriamo e, in particolare, nel settore greco ortodosso notiamo le tombe di Stravinskij e di Diaghilev. Nel recinto evangelico notiamo la tomba del poeta e premio Nobel Brodskij e, poco distante, la tomba di un altro celebre poeta, Ezra Pound.

Ci colpiscono le scarpette da punta, emblema della danza classica, legate insieme e posate sulla tomba di Diaghilev, così come le rose rosse, ancora fresche, su quella del suo amico Stravinskij. Leggiamo che il cimitero ospita anche le sepolture del compositore Luigi Nono, dello psichiatra Franco Basaglia, del pittore e incisore Emilio Vedova, del calciatore e allenatore Helenio Herrera e di molti altri. Uscendo, incontriamo la tomba dello scienziato austriaco Christian Doppler, quello dell’omonimo effetto. 

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Venezia, Cimitero di San Michele, particolare della tomba di Diaghilev (Foto Dage 2015)

Visitiamo velocemente anche l’area nuova del cimitero, quella realizzata secondo il progetto dall’architetto David Chipperfield. Si tratta di un luogo asettico e realizzato con tutto il cemento a vista necessario per dimostrarsi contemporaneo. Lo troviamo irrimediabilmente rigido, cupo e sterile. Capiamo che deve essere costato molto perchè è la sola struttura che viene indicata da ogni sezione del cimitero. Indicazione che, tuttavia, riporta esclusivamente la scritta Chipperfield, che, traducendola letteralmente, diventa Campo-allegro e la cosa, all’interno di un cimitero, non può non suscitare una certa curiosità.

Vicini all’uscita ci sediamo e cerchiamo su internet più informazioni sui diversi personaggi incontrati e, in particolare, sulle ragioni della loro sepoltura a Venezia. Cerchiamo anche di capire con maggiore precisione in cosa consista l’effetto doppler

Rientriamo quindi a Venezia e questa volta pensando alle parole di Brodsky che inevitabilmente ci fanno guardare sotto una nuova luce la Serenissima.

Il pizzo verticale delle facciate veneziane è il più bel disegno che il tempo-alias-acqua abbia lasciato sulla terraferma, in qualsiasi parte del globo. […] È come se lo spazio, consapevole – qui più che in qualsiasi altro luogo – della propria inferiorità rispetto al tempo, gli rispondesse con l’unica proprietà che il tempo non possiede: con la bellezza. Ed ecco perché l’acqua prende questa risposta, la torce, la ritorce, la percuote, la sbriciola, ma alla fine la porta pressoché intatta verso il largo, nell’Adriatico

Josif Alexandrovic Brodskij

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Venezia, Cimitero di San Michele, particolare della tomba di Brodsky (Foto Dage 2015)

Per vedere e scaricare la mappa distribuita presso il cimitero di Venezia dell’Isola di San Michele, cliccate qui

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