Innsbruck, Austria, l’antico cimitero ebraico

A Innsbruck, passeggiando lungo il pendio del monte Nordkette, seguendo il percorso che dalla località di Hungerbur scende verso il centro della città austriaca, si può fare una scoperta casuale e interessante …

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Innsbruk, la modernissima funicolare Nordkettenbahn (Foto: Looking for Europe, 2012)

Hungerbur si raggiunge con la modernissima funicolare Nordkettenbahn che dal centro di Innsbruck porta fino alle piste da sci del monte Nordkette. Poi scendendo a piedi lungo la tortuosa strada che conduce all’Alpenzoo e girando a sinistra in corrispondenza di un ponte in legno ci si può ritrovare nella “Collina degli Ebrei”. Ci vuole un po’ di fortuna perché la “Collina degli Ebrei” o la Judenbühel non è indicata in alcun modo. In ogni caso è li che porta il ponte di legno.

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Innsbruck, Austria, antico cimitero ebraico (Foto: Looking for Europe, 2012)

Una volta arrivati ci si trova in un’area pianeggiante dalla forma circolare, senza alberi, ricoperta dal manto erboso, con all’interno un’area delimitata da una serie di lastre verticali in metallo corten posizionate una accanto all’altra. Le lastre nell’insieme formano un quadrato. Poiché non ci sono indicazioni e nessuno sceglie di attraversare il ponte si ha la sensazione di aver fatto una scoperta, non una semplice visita. Due sono gli indizi che aiutano a capire dove siamo. Il primo è una targa in metallo che riporta la scritta Alter Judischer Friedhof, l’Antico Cimitero Ebraico, il secondo sono delle aperture nelle lastre sagomate con il contorno della Stella di David. Altro non c’è, quindi per il momento della visita ci si deve accontentare di sapere che li, nell’area delimitata dall’acciaio color ruggine, in un tempo antico c’era un cimitero ebraico.

Innsbruk, Austria, antico cimitero ebraico
Innsbruk, Austria, antico cimitero ebraico (foto DAGE 2012)

Al rientro, facendo delle ricerche, trovo qualche informazione sulla Collina degli Ebrei. Non molto, ma è anche vero che in pochi scelgono e sceglieranno di attraversare quel ponte di legno che porta fuori dal sentiero verso una destinazione non indicata.
Scopro che la sua storia ha inizio nel tredicesimo secolo, quando a Innsbruck si forma una piccola comunità ebraica. Tre secoli dopo, tra una persecuzione e l’altra, la comunità ottiene il permesso di realizzare un cimitero privato nella collina che verrà per questo chiamata, la Collina degli Ebrei.
Non fu una grande concessione, il cimitero era collocato in un luogo remoto, su pendii scoscesi e difficilmente percorribili, sopratutto d’inverno. Al tempo, poi, i confini della città di Innsbruck erano molto più lontani di quelli attuali. Penso alla difficoltà di portare le salme fin lassù, magari in inverno con la neve, ma, in ogni caso, quello fu il luogo designato.
Malgrado la comunità ebraica di Innsbruck fosse molto ristretta, nel 1861 e nel 1863 ci furono nuovi episodi di antisemitismo che portarono, tra le altre, a ripetuti attacchi al cimitero. Le pietre tombali, in ebraico le matzevot, vennero divelte e spezzate.
Il 1867 fu un anno fortunato per gli ebrei austro-ungarici, poiché con l’adozione di una nuova costituzione, nel regno vengono parificati i diritti di tutte le minoranze a quelli dei cittadini austriaci e magiari. Agli ebrei del Tirolo venne anche successivamente concesso di trasferire il loro cimitero presso il Westfriedhof,  il Cimitero Occidentale della città di Innsbruck, creando al suo interno un’apposita sezione. Nel 1864 vennero fatte le ultime sepolture nel Antico Cimitero Ebraico che poi viene abbandonato definitivamente nel 1880; le tombe furono spostate dal vecchio al nuovo cimitero e il muro che cingeva il luogo di sepoltura fu demolito e livellato.
Del suo passato, Judenbühel manteneva solo il nome, almeno, fino a quando i nazisti non si occuparono anche di questo aspetto modificandolo in Spitzbühel ossia in Collina Aguzza.
Rimosso il cimitero, l’area diventa un prato utilizzato dagli escursionisti e dai bambini per giocare. Dell’antico cimitero si perde ogni traccia, almeno fino al 2007, quando l’ex vescovo di Innsbruck, Reinhold Stecher,  mobilita la cittadinanza per la creazione di un memoriale nella Collina degli Ebrei. Dopo accurate ricerche storiche si riesce a individuare il luogo esatto dove un tempo era collocato il cimitero, successivi scavi determinano il perimetro del muro di cinta che viene riprodotto simbolicamente con lastre in metallocorten collocate una accanto all’altra. Nel lato sud un’apertura ricorda l’ingresso del cimitero.
L’opera è stata finanziata dalla città di Innsbruck, dalla regione Tirolo e dal Memorial Foundation austriaco. Fu inaugurata due anni dopo nel luglio del 2009.
Questo intervento non ha solo l’obiettivo di trasformare il posto in un luogo di contemplazione e di riflessione, ma anche in una memoria che prova l’antichità delle radici del giudaismo nel Tirolo.
Fatto sta che nel 2013, quando accidentalmente lo visitiamo, non c’è ancora una segnaletica che lo indica e non compare in nessuna guida della città.

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La stazione della Nordkettebahn a Hungerbur progettata dallo studio di Zaha Hadid e completata nel 2007 (Foto: CC, Looking for Europe 2012)
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