Tbilisi, Georgia – L’ideale città di confine

Tbilisi è l’ideale città di confine tra Europa e Asia. Nella capitale georgiana, la fusione dei due continenti ha dato vita a una combinazione originale, suggestiva e a tratti estremamente affascinante.Venite con noi a visitarla …

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Tbilisi, il centro storico (Foto: CC, autore: Dage – Looking For Europe 2015)

Due chiacchere con Mamma Georgia

Arrivati in città per prima cosa notiamo una statua posta sopra il colle roccioso Sololaki che sovrasta a nord Tbilisi. La statua è alta venti metri ed è realizzata in alluminio. La si può vedere da ogni angolo della città, ci si volta e la si nota tra i tetti delle case, dalle finestre dei musei e delle camere d’albergo, tra le croci poste nei tetti delle numerose chiese, dietro la facciata della sinagoga e ugualmente della moschea. È la curiosa e insolita rappresentazione di una donna vestita in abito tradizionale che tiene in una mano la spada e nell’altra una coppa di vino. Sembra sorridere, ma lo fa con fierezza e con la necessaria consapevolezza del suo ruolo: il ruolo di monumento simbolo di una città, di una nazione e soprattutto di un popolo.

Statua a Madre Georgia
Tbilisi, monumento a Kartlis Deda, Madre Georgia (Foto: CC, autore: Dage – Looking For Europe 2015)

Qualsiasi sia il giudizio su quest’opera di matrice socialista, dopo qualche giorno di così assidua e inevitabile frequentazione, diventa quasi impossibile non desiderare di raggiungerla e farci due chiacchere. In fondo si capisce immediatamente che la spada è solo un monito e che l’intenzione vera è quella di offrirti del vino in segno di benvenuto. Il vino, che qui in Georgia è il prodotto che con maggiore impegno, passione e dedizione producono e promuovono.

Impera sopra l’intero giardino, in un punto visibile da tutta la città, l’alta statua di “Madre Georgia”, dal florido profilo d’alluminio, che sorveglia la capitale e tutti i georgiani … Ci ricordiamo le parole che un’amica ucraina pronunciò prima che partissimo per il Caucaso a proposito dei georgiani. ” Guardate che i georgiani sono molto ospitali e particolarmente fieri del loro paese, sono persone corrette e oneste, ma se vi fate un nemico, occhio! Perché nessuno vi potrà salvare da lui”.

Da In Viaggio coi Marshrutka di Vittoria Sangiorgio

Alla fine, ci siamo convinti a salire sul colle Sololaki dove è posta la statua. Si sale senza fatica, tramite una moderna funicolare che porta direttamente alla Fortezza di Narikala. Arrivati in cima, siamo andati direttamente verso il basamento del monumento dove abbiamo mangiato i nostri khachapuri, finalmente chiacchierando, tra un boccone e l’altro, con Madre Georgia.

La statua fa parte dei monumenti realizzati durante gli anni dell’Unione Sovietica che inneggiavano le Madri del Socialismo. Le altre “madri” si trovano a Tirana, Kiev, Volgograd e Yerevan. Seguite questo link per conoscerle da vicino.

L’armoniosa convivenza delle diverse confessioni e religioni

Sfiancati da tutte le complicazioni che in ogni altra città abbiamo incontrato per soddisfare il semplice e innocuo desiderio di visitare sinagoghe, moschee, chiese ortodosse e conventi, a Tbilisi abbiamo trovato un piccolo paradiso per questa nostra passione. Ecco, un altro buon motivo per visitare questa città, qui le religioni convivono e non solo a parole o per semplice vicinanza dei rispettivi edifici dedicati al loro culto: qui convivono realmente, nella quotidianità e senza alcuna finzione e il visitatore se ne accorge immediatamente perché è tutto sempre aperto e visitabile.

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Tbilisi, Chiesa Alta di Betlemme (Foto: Looking for Europe 2015)

Ci sono delle regole, ma sono loro a preoccuparsi di renderti atto a soddisfarle. Serve la kippah? Ce ne sono a volontà all’ingresso della sinagoga e a disposizione di tutti. La prendi e entri. All’ingresso di qualsiasi chiesa ortodossa ci sono scatoloni colmi di veli per coprirsi le gambe o, per le donne, i capelli. La moschea si visita semplicemente togliendosi le scarpe e raccogliendo il gesto di gratitudine dell’anziano che placidamente se ne sta seduto all’esterno. La moschea, che qui a Tbilisi è utilizzata sia dai Sunniti che dagli Sciiti, in barba ed è proprio il caso di dirlo, a tutte le lotte che in ogni altro territorio si scatenano tra le due confessioni. Tutte le comunità sono particolarmente attive, vivaci e aperte così come vorremmo che fosse ovunque. Ma qui a Tbilisi, come dicevo, oriente e occidente si mescolano dando vita a una soluzione unica che speriamo non resti irripetibile.

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Particolare della Sinagoga Georgiana o Grande Sinagoga di Tbilisi (Foto: Looking for Europe 2015)

La prospettiva Rustaveli

La geografia di Tbilisi è segnata dalla presenza di una lunghissima prospettiva, la prospettiva Shota Rustaveli. L’ampio viale corre parallelo al fiume Vera sino alla Piazza della Libertà. Da questa piazza ha inizio il quartiere Sololakski che è il quartiere storico di Tbilisi dove, lungo le strette vie, si affacciano le antiche case in legno con i famosi balconi decorati a intaglio. Sololakski è anche il quartiere dove sorgono le chiese più antiche della città, oltre alle due sinagoghe e alla moschea. Lungo la prospettiva Rustaveli si trovano i musei e le gallerie più importanti, il parlamento, gli alberghi più lussuosi, i teatri e i negozi più blasonati.

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Tbilisi, l’ex cancelleria sovietica presso Rustaveli Avenue (Foto: Looking for Europe 2015)

La prospettiva Rustaveli è anche il viale dove si stanno realizzando le trasformazioni architettoniche più importanti della città ben rappresentate dal monolitico Millenium Hotel. Oltre a questa iperbolica costruzione, la prospettiva Rustaveli offre al visitatore infiniti altri spunti. Percorrerla è faticoso perché ogni edificio ha una storia, uno stile e più in generale un’anima: arrivati in fondo ci si deve riposare.

Architettura

Una brochure distribuita dall’ufficio informazioni situato al centro della Freedom Square, invita il visitatore a compiere dei tour tematici della città a seconda dello stile architettonico preferito. Qui a Tbilisi, questa iniziativa non solo è possibile perché sono molti gli stili che si possono apprezzare, ma è anche un ottimo spunto per conoscere in modo approfondito la città e i suoi percorsi storici. Si trovano edifici in stile art noveau, moresco, monumentale sovietico, modernista sovietico, neo gotico, bizantino, ottomano, oltre a quello contemporaneo, eclettico e a volte iperbolico. Tbilisi offre molto agli appassionati di architettura e ugualmente a tutti coloro che passeggiano guardando all’insù. I tassisti, inoltre, quando intuiscono che state apprezzando qualche edificio lungo la strada, sono sempre pronti a fermarsi per consentirvi le foto di rito.

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Tbilisi, il Ponte della Pace progettato dall’architetto De Lucchi (Foto: Looking for Europe 2015)
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La moderna sede della compagnia petrolifera Socar (Foto: Looking for Europe 2015)
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Tbilisi, grattacielo in stile eclettico (Foto: Looking for Europe 2015)

Unione Sovietica

Tbilisi è una città post sovietica, i segni di questo controverso passato ci sono, anzi ce ne sono molti, chiaramente escludendo quelli più espliciti. Ciò che rimane, tuttavia, più che metterci di fronte al lato oscuro del regime sovietico, ci svela un’insospettabile inclinazione del regime alla più incontrollabile fantasia progettuale …

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Tbilisi, il Palazzo delle Cerimonie (Foto: CC, autore: Dage – Looking For Europe 2015)

Lungo il viale Rustaveli e il parallelo asse viario che segue il corso del fiume Vera possiamo trovare alcuni esempi di architettura monumentale e modernista sovietica tra i più rigorosi, fantasiosi e interessanti mai realizzati. Se avete questa passione, Tbilisi è il luogo ideale per soddisfare il vostro appetito. Se volete approfondire, seguite questo link.

In internet ci sono infinite risorse che magnificano le architetture moderniste sovietiche di Tbilisi. Anche il testo più rinomato e diffuso sull’argomento, CCCP: Cosmic Communist Constructions Photographed (ed. Taschen) del fotografo Frédéric Chaubin, vi dedica ampio spazio inserendo ben quattro edifici della capitale caucasica all’interno della accurata selezione proposta.

Tsereteli, Tsereteli, Tsereteli

Ci sono parole che suonano in modo così particolare che vien voglia di ripeterle per la sola soddisfazione di ascoltarle. Durante il nostro viaggio a Tbilisi ne ho collezionate molte e tra queste, tre continuano ancora oggi a darmi una certa soddisfazione: Gudiashvili, Pirosmani e Tsereteli. Sono tutti e tre cognomi e per semplice coincidenza sono anche i cognomi degli artisti che Tbilisi espone con maggiore orgoglio.

Per conoscerli basta visitare le tre gallerie che si trovano a due passi l’una dalle altre e lungo o in prossimità della prospettiva Rustaveli. A Pirosmani è dedicata l’intera esposizione stabile della Galleria d’Arte Moderna di Tbilisi. Attivo tra la fine dell’Ottocento e i primi del novecento, Pirosmani è un pittore primitivista nel senso che nelle sue opere c’è sempre qualcuno che mangia, beve, pascola o pesca. Il pittore, nasce, vive e muore povero e dipinge su tutto quello che trova: il fondo nero dei suoi quadri è sopratutto un modo per nascondere quello che c’era sotto. Facile provare una spontanea simpatia per i suoi dipinti che sono una sincera e a volte buffa rappresentazione della società georgiana che per molti aspetti è ancora ben ancorata al suo idilliaco passato.

Niko è affascinato dalla gastronomia, da quel che ci sarà da mangiare, da quello di cui si rimpinzerà la gente … e che lui non mangerà ne oggi, ne domani, forse mai.

Ryszard Kapuscinski, da Imperium (ed. Feltrinelli)

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Niko Pirosmani – Pescatore in maglia rossa (foto: Looking for Europe 2015)

Lado Gudiashvili è l’alto rappresentante della pittura novecentesca georgiana. Similmente a Modigliani, Lado ha una passione per il ritratto di giovani donne che esegue con uno stile che richiama il simbolismo francese. I volti sono sognanti e eterei quanto potrebbero esserlo quelli di antiche principesse: sorridono e a volte con malizia. Affascinante. La galleria a lui dedicata non è molto ampia, ma merita certamente una visita.

Per Zurab Tsereteli il discorso diventa molto complicato. Scultore e pittore è conosciuto in tutto il mondo per i suoi colossali monumenti caratterizzati da uno stile eccessivo e ironico. Tsereteli è uno degli artisti più quotati del momento perché fa sempre discutere e suscita tanta indignazione quanta ne serve per guadagnare attenzione e importanti commesse. La sua biografia è articolata e curiosa, così come lo sono molte sue opere. La galleria a lui titolata è il MOMA Tbilisi, inaugurata nel 2015 in uno spazio moderno e perfettamente allestito situato proprio lungo la prospettiva Rustaveli.

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Presso il Moma Tbilisi, Zurab Tsereteli (Foto: Looking for Europe 2015)

Ponte secco

C’è un luogo dove curiosamente convivono i Beatles, Stalin, Hitler, Celentano, Lenin, Chagall, gli ABBA e Mao Tse Tung: si tratta del mercatino delle pulci di Ponte Secco, un luogo che i pochi turisti presenti nella capitale Georgiana non mancano mai di visitare. Il mercatino delle pulci è attivo ogni giorno, mentre di sabato si espande ulteriormente. Dischi, libri, manifesti cinematografici, porcellane, samovar, giocattoli d’antiquariato, cimeli della seconda guerra mondiale, sono solo alcuni esempi di ciò che questo bazar può offrire.

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Tbilisi, mercato delle pulci di Ponte Secco (Foto: Looking for Europe 2015)

Un bagno caldo

La parola Tbilisi deriva da “tibli” che significa caldo. D’estate fa decisamente caldo, ma non è a questo caldo che ci si riferisce. La capitale dello stato caucasico deve il suo nome alle acque minerali che sgorgano dal sottosuolo alla temperatura costante di 47 gradi.

Secondo la leggenda, il re georgiano Vachtang Gorgosal decise di fondare la sua capitale in questo luogo quando vi scoprì una sorgente di acqua calda durante una partita di caccia. Era il V secolo. Da allora l’acqua calda non ha mai smesso di sgorgare dalle viscere di Tbilisi.

Dominique Lapierre, C’era una Volta l’URSS (ed. Net)

Per conoscere queste acque e le loro proprietà si può approfittare dei bagni sulfurei posti nella città vecchia e di preciso nel quartiere di Abanotubani. Si tratta di un complesso unico, ma diviso in due spazi. Un’entrata, quella principale, porta ai famosi Bagni Reali. Questi sono riccamente decorati in mosaico e devono il loro prestigio ai molti illustri ospiti del passato e in particolare a Puškin che li frequentò assiduamente in gioventù. Poi, nascosti, ai turisti, ci sono dei bagni più dimessi. Per raggiungerli bisogna attraversare un corridoio posto tra le cupole in mattone rosso e entrare attraverso una porta che espone la sola iscrizione in georgiano. Noi siamo andati in questi econdi perché i primi erano prenotati per tutto il giorno. In ogni caso l’acqua è la stessa.

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Le terme sulfuree di Tbilisi (Foto: Looking for Europe 2015)

Per entrambi si possono affittare stanze a uso privato, cosa che in ogni caso è obbligatoria se ci sono delle donne: niente promiscuità extrafamigliare. Entrata, poltroncine, vasca, doccia e bagno, sono a disposizione esclusiva per un’ora, se si va oltre questo tempo i gestori suonano un campanello per avvisarti che è ora di uscire. L’immersione nelle calde acque richiede una certa propensione alla autobollitura, ma dopo quindici o venti minuti si inizia a percepire una certa sensazione di benessere. Dopo una doccia tiepida, siamo usciti, ci siamo seduti su una panchina e abbiamo trascorso un’ora in uno stato di benessere assoluto. Magnifico!

“Dalla nascita non ho mai provato niente di più stupendo dei bagni di Tbilisi”

Aleksandr Sergeevič Puškin

Balconi, murales e statue

Il mosaico Tbilisi è molto articolato nel suo disegno, ma non ci sono difficoltà nello scoprire via via tutto ciò che questa città ci può offrire. Le distanze tra i principali punti di interesse sono quasi tutte percorribili a piedi e il fiume Vera insieme ai due colli segnati dalla statua della Madre Giorgia e dall’imponente Cattedrale Sameba offrono precisi riferimenti che consentono di muoversi facilmente da un quartiere all’altro.

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Tbilisi, murales (Foto: Looking for Europe 2015)

Il traffico si concentra incredibilmente solo in alcuni luoghi lasciando il resto della città in una relativa quiete. Così, passeggiando indisturbati ci si può dedicare con attenzione ai molti murales che qui sono particolarmente interessanti e ben integrati nel contesto. Lo stesso Bansky ha realizzato un interessante intervento (scoprite voi quale), ed è proprio il suo stile a prevalere, insieme alle scritte in carattere georgiano che rendono il tutto più esotico e per questo curioso.

Ci si può dedicare, inoltre, ai pittoreschi balconi lignei delle vecchie case e ai loro elaborati intarsi che li rendono particolarmente apprezzati. Diverse case nella città vecchia sono fatiscenti, altre sono state perfettamente restaurate a partire appunto dai balconi. Molte di queste abitazioni sono ora adibite a ostello, a galleria d’arte, oppure, ospitano ristoranti e locali. Il contrasto di queste abitazioni con le moderne architetture che qua e là vengono erette è un aspetto particolarmente interessante di questa città.

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Tbilisi, balconi lignei intarsiati presso  il quartiere Sololakski (Foto: Looking for Europe 2015)

A Tbilisi si trova anche un numero decisamente cospicuo di statue, spesso originali e a volte magnifiche. Va detto che la municipalità non crede molto nel potenziale interesse del viaggiatore per i soggetti di queste meraviglie: su di esse, infatti, non è apposta alcuna indicazione in carattere non strettamente georgiano. Per questa ragione, al momento del fortunato incontro, ci si deve accontentare del semplice apprezzamento della statua in sé. Qui sotto trovate la mia preferita.

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Tbilisi, monumento a Giorgis Leonidzene (Foto: CC, autore: Dage – Looking For Europe 2015)

Per godere appieno di queste opere, il luogo ideale è il Parco 9 Aprile che si trova ancora lungo la Rustaveli Avenue, dietro la chiesa ortodossa di San Giorgio, comunemente nota come Kashveti. Questo parco è anche il luogo che la città ha voluto dedicare alla memoria dei fatti accaduti il 9 aprile nel 1989, quando una dimostrazione anti-sovietica fu dispersa dall’Armata Rossa, causando venti morti e centinaia di feriti. Tutto questo accadde davanti alla vicina sede del parlamento, al tempo sede del parlamento della Repubblica Socialista Sovietica Georgiana.

Libreria caucasica

Spesso, per cogliere l’anima di una città, è utile frequentare le sue librerie. Intendo quelle tradizionali che trascurando la modernità fatta di best seller esposti come confezioni di biscotti al supermercato, offrono una selezione autentica in un ambiente che è già di per se un invito alla lettura e alla scoperta. A Tbilisi questa esperienza è offerta dalla accogliente libreria e caffetteria Prospero’s Books che offre la più ampia selezione di libri sul Caucaso disponibili nell’intero paese. Per raggiungerla basterà cercarla lungo la prospettiva Rustaveli al numero 34.

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La libreria e caffetteria Prospero’s Books di Tbilisi (Foto: CC, autore: Looking for Europe 2015)

Letture suggerite

CCCP: Cosmic Communist Constructions Photographed

In viaggio coi Marshrutka. Da Baku a Yerevan nelle terre dell’Orda d’oro

Georgia. Viaggio nel cuore del Caucaso

Imperium

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