Rotfront

Li ascolto in continuazione. Li adoro. Il loro sound è una miscela di rock, hip-hop, ska, klezmer e musica balcanica. I testi sono ironici, intelligenti e decisamente rappresentano l’aspetto più caratteristico di questa band. Al loro attivo hanno tre album e una serie infinita di concerti tenuti prevalentemente nella loro patria di adozione, la Germania. Dico di adozione perché i RotFront sono una formazione prevalentemente composta da immigrati provenienti da diversi paese dell’est europeo. Proprio il tema dell’immigrazione con le varie esperienze che questa comporta è quello che più frequentemente ricorre nelle loro canzoni. In fondo già il titolo del loro primo album Emigrantski Raggamuffin la dice lunga sull’immaginario di questa band.

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I RotFront (Foto: Wikimedia Commons, autore: Libertinus)

I RotFront nascono a Berlino nel 2003, la formazione prevede musicisti provenienti, tra le altre, dall’Ucraina, dalla Bulgaria, dall’Austria, dall’Ungheria e persino dalla Tasmania. La band ha un nucleo di sette musicisti, ma può espandersi sino a quindici. Inizialmente si chiamavano Emigrantski Raggamuffin Kollektiv RotFront, poi ridotto a RotFront. Il primo album Emigrantski Raggamuffin è stato pubblicato nel 2009 dopo che le apparizioni live del gruppo erano diventate un vero e proprio culto nella capitale tedesca. Nel 2011 esce l’album Visa Free e nel 2014, l’ultima produzione, intitolata 17 German Dances.

I testi sono multilingua, i RotFront cantano in tedesco, in inglese, in russo e in ungherese. Non c’è un intento politico dichiarato anche se il nome potrebbe indicare una leggera propensione al marxismo-lieninismo militante. RotFront può essere inteso come l’abbreviazione di Roter Frontkämpferbund, l’organizzazione paramilitare tedesca affiliata al partito comunista durante gli anni della Repubblica di Weimar, ma può anche semplicemente riferirsi all’omonima fabbrica di caramelle russa; la più famosa durante gli anni dell’Unione Sovietica. In ogni caso non c’è mai alcuna invettiva politica, mentre ricorrono spesso citazioni di eventi e personaggi della storia contemporanea, il tutto in chiave ironica.

Di cosa parlano i barni dei RotFront? C’è Berlino che viene vista in tutte le sue originali espressioni da emigranti spesso basiti. C’è il viaggio che inizia mettendo in valigia chili d’aglio e bottiglie di vodka perché la paura è di non trovarne in Germania. Ci sono i cosmonauti e con loro il primo di tutti, Yuri Gagarin. Ci sono i pesanti pacchi di dischi di musica rock sovietica che vengono trasportati in treno lungo i percorsi che portano dall’est all’ovest. C’è anche la frequente passione dei berlinesi per Barcellona e poi le band klezmer che dovrebbero suonare ai matrimoni e invece finiscono per fare la world music. C’è anche la lingua russa, che tutti potrebbero parlare se solo provassero a farlo. Nella canzoni dei RotFront c’è un mondo multicolore che invita alla tolleranza e a volte lo fa in modo decisamente esplicito come nel brano che preferisco: Gay, Gypsy and Jew .


DISCOGRAFIA

61qIMbBkInLEmigrantski Raggamuffin (2009)

Etichetta: Essay Recordings

Emigrantski Raggamuffin su Amazon.it

 

 

7151ov2sV4L._SL1243_Visa Free (2011)

Etichetta: Coast to Coast

Visa Free su Amazon.it

 

 

71zWgNbdG4L._SL1200_17 Deutsche Tänze (2014)

Etichetta: GMO – THE

17 Deutsche Tänze su Amazon.it

 

 

 

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