10 cose da sapere per viaggiare felici in Germania

State pensando a una vacanza in Germania? Ecco un elenco di cose da sapere per essere a vostro agio in una nazione magnifica, sorprendente e particolarmente generosa verso i suoi visitatori…

1.Preconcetti

Ma i tedeschi sono così come ce li immaginiamo? Dipende, ma questo può essere proprio uno dei temi del vostro viaggio in Germania. Anche i tedeschi, quando vengono in Italia, portano con se un ricco bagaglio di preconcetti su di noi e mi è capitato più volte di vederli soddisfatti quando trovano l’italiano che fa qualcosa di “originale” o di improvvisato. Ugualmente noi, quando in Germania incappiamo nell’efficienza o nella scarsa capacità empatica degli autoctoni, ci sentiamo soddisfatti per aver trovato una prova tangibile di quanto avevamo sino a quel momento solo ipotizzato. Per capire quanto veri siano i reciproci pregiudizi non c’è niente di meglio di un’esperienza diretta. Italiani e tedeschi sono due popoli inevitabilmente destinati al confronto e il confronto può essere per tutti particolarmente costruttivo…

Ma le tedesche sono tutte cosi? (CC, Alessandra Nölting)

2.Goethe in valigia

Quando si viaggia, si possono portare con se molte più cose di quante la valigia può contenere. Idee, suggestioni, espressioni nella lingua del paese visitato, immagini derivate dalla visione di film o documentari, brani letterari e molto, molto altro. In Germania, questi “accessori di viaggio” sono particolarmente utili per un soggiorno quanto più intenso e significativo. Si potrebbe pensare che la stessa cosa valga per ogni destinazione, ma ci si accorgerà che in Germania, come in nessun altro luogo, chi se ne intende, viene letteralmente premiato a ogni angolo della strada.

C’è la storia che è quanto mai complicata, ci sono i grandi romanzieri, i filosofi, gli scienziati e le invenzioni, gli architetti e più in generale l’architettura, i compositori e poi gli eroi e le eroine, le tradizioni e di nuovo la storia che è anche quella della ricostruzione, della separazione e poi della riunificazione. Tutto questo è rappresentato attraverso numerosi musei, memoriali, statue, tabelle, placche che sono ovunque, anche nella pavimentazione. Viaggiare a secco di informazioni è rischioso, anche se i musei, i memoriali e in generale tutte le mete culturali sono particolarmente curati e offrono infiniti spunti e informazioni.

3.Frühstück

Frühstück significa semplicemente colazione, ma mentre da noi questo termine riassume la semplice abbinata caffellatte e biscotti, in Germania, la colazione è un pasto completo. Pane, formaggio, salumi, uova sode, burro, marmellata, miele, müsli, latte, yoghurt, caffè e frutta sono gli ingredienti base per iniziare una giornata da tedeschi doc. Non solo negli alberghi, ma anche in molti locali è possibile richiedere il menù frühstück che spesso è offerto a un prezzo particolarmente vantaggioso (6,00/7,00 euro). Approfittarne significa partire con il piede giusto e iniziare già di prima mattina a allenare il vostro stomaco alle fatiche di una cucina sostanziosa.

Sonntagsfrühstück * В воскресенье завтрак * Sunday breakfast
La colazione tedesca (CC, Mike Herbst)

4.Gasthaus

La gasthaus che tradotto in italiano diventa “trattoria”, è un’altra istituzione nazionale. Lo è perché ogni centro cittadino ha le sue gasthaus dove si possono mangiare i piatti tipici in locali spesso di antica tradizione. Non c’è bisogno di scovare il “posticino giusto” per assaggiare le specialità teutoniche: basta cercare nei dintorni dei monumenti principali la scritta gasthaus e il gioco è fatto. Comodo e anche vantaggioso poiché il piatto unico che spesso rappresenta una vera e propria sfida per lo stomaco del cliente è venduto a un prezzo conveniente (12,00/14,00 euro). Non solo, la maggior parte delle gasthaus dei centri storici ha anche un passato interessante come quello della Hofbräuhaus di Monaco o della Auerbachs Keller di Lipsia.

Birra, carne di maiale, carne di manzo, patate, zuppe, trota, crauti, würstel sono il pezzo forte di ogni trattoria che si rispetti, ovviamente, questi locali sono off-limits per i vegetariani, anche se, qua e là, iniziano a comparire i primi menu a loro dedicati. Simili alle gasthaus sono le brauhaus dove i pezzo forte è la birra prodotta in house insieme ai piatti tradizionali.

5.Conoscere la latitudine attraverso il Würstel

Per capire a che punto si è quando si attraversa il paese da sud a nord, ci si può affidare alla cartina geografica, al navigatore GPS, alle insegne stradali, oppure, in alternativa, ci si può basare sulla dimensione del würstel. A Monaco di Baviera, il gustoso insaccato è corto e cicciottello, tant’è che il panino lo racchiude per intero. Più si sale e più il würstel si allunga e si assottiglia. La cosa interessante è che il panino, invece, si riduce fino ad assolvere l’esclusiva funzione di tampone tra le dita e il salsicciotto!

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Siamo a metà strada (CC, Giuseppe Bellantuono)

6.Distruzione e rigenerazione

Nel 1945 la Germania era una nazione rasa al suolo. Dresda, Amburgo, Norimberga, Monaco, Kassel e ogni altro centro urbano furono devastate dalla furia alleata che si abbatté, a torto o a ragione, contro tutto ciò che interrompeva il paesaggio naturale. La ricostruzione fu esemplare e in molti la interpretano come un chiaro segnale della volontà del popolo tedesco di cambiare rotta. Viaggiando in Germania tutto ciò non si può vedere. Non vi è alcun segno della distruzione e ugualmente nessuna memoria della faticosa ricostruzione.

Ciò che si vede è una nazione in continua evoluzione e alla ricerca di soluzioni architettoniche e urbanistiche sempre aggiornate e accuratamente realizzate. Questo è decisamente un tema di viaggio che consiglio. Guardare come cambiano le città tedesche e quali sono i piani per i prossimi interventi è particolarmente interessante. E pensare che tutto ebbe inizio con le trümmerfrauen, le donne delle macerie…

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Le truemmerfrauen a Dresda (CC, Dutsche Fotothek)

7.Musei

La lista dei musei delle città tedesche è incredibilmente lunga. È sorprendente quanti se ne possono incontrare e visitare. Sorprende anche la qualità degli edifici e la laboriosa e instancabile attività per la loro continua trasformazione e per l’organizzazione delle molte iniziative che al loro interno si svolgono.

Tutto ha un museo, tutto ha un luogo dove viene spiegato o semplicemente mostrato. Arte, scienza, storia, natura, igiene, servizi segreti, design, giocattoli, automobili, aerei, treni, trenini, architettura, religione, folklore, tecnologia, antropologia, stampa, sono solo alcuni dei soggetti delle infinite esposizioni distribuite in tutto il territorio nazionale. Museo, inoltre, significa anche ristorantino, sala relax, bookshop, divani, divanetti, poltroncine, accessibilità per i portatori di handicap, visite guidate programmate e gratuite e molto molto altro…

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Berlino, museo della tecnologia (CC, Artie)

8.Schadenfreude

In molti ritengono che la lingua tedesca sia poco attraente perché dura e fredda al contrario dell’italiano che risulta melodioso e dolce. Va detto, invece, che se non si cerca una pronuncia stile film nazista, la realtà non è poi così drammatica, anzi. Proprio la lingua, peraltro ampiamente connotata in base alla regione, può essere un interessante tema di viaggio. Utilizzarla anche per semplici espressioni del tipo “ein kleine bier und eine wiener schnitzel“, può offrire grande soddisfazione perché, lo si riconosca o meno, ci si può sentire per un attimo parte di un sistema complesso e prossimo alla perfezione…

Ci si può anche appassionare alla puntigliosità concettuale delle parole tedesche. Io, ad esempio, ammiro la differenza tra ausfahrt e ausgang, la prima usata per indicare l’uscita delle auto e la seconda per quella delle persone. Adoro l’idea che esista una sola parola per dire “piacere provocato dalla sfortuna altrui” che si riassume in schadenfreude e, appena posso, mi diletto nella melodiosa e fanciullesca pronuncia del saluto informale per eccellenza: tschüß che pronuncio semplicemente con un “ciuus”…

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La mia espressione da shadenfreude

9.Falso mito

La Germania non è costosa per il viaggiatore. I prezzi sono particolarmente convenienti, o meglio, ci sono sempre delle ottime soluzioni per chi deve viaggiare con un occhio al portamonete. Dicevo delle gasthaus, ma anche l’offerta alberghiera comprende numerose offerte per qualsiasi tasca. In tempi recenti, inoltre, stanno fiorendo gli alberghi low-cost di seconda generazione dove non si fa mancare all’ospite alcuna comodità a fronte di una struttura estremamente razionalizzata. L’autostrada è gratuita e la benzina costa circa venti centesimi in meno che qui da noi. I parcheggi sono spesso gratuiti e in ogni caso ampiamente più economici di quelli delle città italiane. Il coperto non è annoverato nella prassi dei ristoratori teutonici, non è richiesta la mancia e i piatti unici sono pensati per stomaci molto più capienti di quelli medi italiani. I mezzi pubblici in alcune città sono particolarmente convenienti, in altre, il prezzo del biglietto singolo è più elevato, ma a vantaggio di chi decide di acquistare un abbonamento. Unica nota dolente è il costo del caffè (ma ne basterà uno per almeno quattro persone)…

10.Il tranello del brezel

Quando si beve tanta birra, si desidera qualcosa di secco da sgranocchiare. Se tuttavia ciò che si sgranocchia è particolarmente salato, si vorrà bere altra birra. In questo modo si attiva un meccanismo circolare che ci riporta sempre e inesorabilmente al punto di partenza. Per questo l’abbinata birra e brezel è tanto invitante quanto pericolosa.

Il brezel è un tipo di pane molto popolare in Germania. Viene servito praticamente ovunque e in particolare nelle biergaten, le famose e frequentatissime birrerie all’aperto. La sua forma è quella di un anello con le estremità annodate. Superficialmente è glassato ed è spolverato di sale grosso e mettendo insieme tutto il sale grosso di un brezel, viene fuori proprio un bel mucchietto. Dopo averlo mangiato, pertanto, bisogna necessariamente ordinare un’altra birra…


 

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5 thoughts on “10 cose da sapere per viaggiare felici in Germania

  1. Articolo completo e ben ponderato, mi è piaciuto molto 🙂 Io vivo in Germania e vorrei solo puntualizzare che i tedeschi in foto hanno tutto l’aspetto di bavaresi! Qua la Baviera (culturalmente parlando, come insieme di tradizioni, ma anche dal punto di vista linguistico) viene considerata dai tedeschi stessi come una regione a sè…e i bavaresi per conto loro ne vanno pure orgogliosi! Per cui ci tenevo semplicemente a dire che gran parte delle immagini che abbiamo in testa su come si vestono i tedeschi ad esempio altro non sono che tradizioni ancora molto in voga in Baviera. Che siano grandi bevitori e mangiatori di salsicce invece è cosa assestata. 😉
    Poi chiaro che gli stereotipi hanno un fondo di verità, anche se non si deve per questo generalizzare o cercarne per forza la confema.
    Ti correggo due piccolezze linguistiche: “ein kleines Bier” e “Biergärten” (al plurale, o comunque Biergarten al singolare).
    Molto utile, diffonderò!

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    1. Cara Fiorella, grazie del tuo commento, prezioso e puntuale … dicevo dei pregiudizi e degli stereotipi solo per incuriosire e per ipotizzare un possibile tema di viaggio, magari proprio alla scoperta di come le cose siano, nella realtà, molto diverse da come ce le prefiguriamo …
      Ti ringrazio moltissimo e sono felice che ti sia piaciuto!

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