20 ottime ragioni per visitare Dresda

La tedesca Dresda è una città magnifica che offre grandi soddisfazioni a chi vuole immergersi nella storia, nell’arte e nell’architettura. Oltre alle mete più rinomate: il prestigioso museo Gemäldegallerie Alte Meister, la luccicante collezione del Grünes Gewölbe, il castello barocco dello Zwinger e il Teatro Semperoper, ci sono molte altre attrazioni che richiedono tempo e anche gambe ben allenate… Ecco tutti i suggerimenti di Looking for Europe tra le mete più rinomate e quelle più insolite…

1.Frauenkirche

La Frauenkirche non è solo il landmark della città di Dresda: la celeberrima chiesa è soprattutto la testimonianza della rinascita di un popolo e più in generale di un continente. Chi la osserva dalla immensa piazza Neumarkt vede un’antica chiesa luterana dalla singolare architettura barocca e caratterizzata da una grande e slanciata cupola centrale e vede anche l’edificio che è il simbolo più eloquente della pace e della riconciliazione tra i popoli dopo le smisurate tragedie della seconda guerra mondiale.

La sua ricostruzione a seguito dei famigerati bombardamenti alleati del 1945, terminò nel 2005 e ciò che lentamente riemerse dalle macerie venne subito consacrato alla pace e al dialogo tra i paesi che parteciparono al conflitto più drammatico della modernità…

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La Frauenkirche a Dresda, Germania (Foto: CC, autore: Jim Maurer)

2.L’Albertinum

All’estremità orientale della Brühlsche Terrasse, la magnifica terrazza che si affaccia sull’Elba, si trova l’Albertinum, l’antico palazzo trasformato in museo d’arte moderna e contemporanea. Al suo interno sono disposte due collezioni particolarmente interessanti e significative: la Galerie Neue Meister dedicata all’arte pittorica e la Skulpturensammlung dedicata alla scultura. Entrambe meritano un’accurata visita perché ospitano artisti e opere di grande valore. Al visitatore, infatti, è offerta un’esperienza diretta con l’arte di Claude Monet, Edgar Degas, Max Liebermann, Max Slevogt, Ernst Ludwig Kirchner, Karl Schmidt-Rottluff, Otto Dix, Oskar Kokoschka, Carl Lohse, Arnold Böcklin, Franz von Stuck, Max Klinger e Auguste Rodin.

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Albertinum (Foto: Creative Commons, autore: Kieran Lamb)

3.La Nuova Sinagoga

L’architetto Gottfried Semper realizzò a Dresda molte delle sue celebri architetture in stile barocco. Anche la locale comunità ebraica si affidò a Semper per la progettazione della Sinagoga di Dresda che fu concepita seguendo i canoni dello stile moresco. Realizzata nel 1840, il luogo di culto anticipò una tendenza architettonica che caratterizzerà molte importanti sinagoghe europee come quelle di Berlino e di Budapest.

Chi si reca nel centralissimo viale Hasenberg per vedere la Sinagoga di Dresda, tuttavia, non troverà quella di Semper, troverà invece la Nuova Sinagoga: un edificio minimalista, privo di ogni decoro e caratterizzato dallo spazio vuoto compreso tra due volumi (uno regolare a forma di parallelepipedo, l’altro, invece, immobilizzato nel suo “andamento tortile”).

La precedente sinagoga, come gran parte delle sinagoghe tedesche, fu abbattuta a seguito dell’incendio che venne appiccato durante la sciagurata Notte dei Cristalli (9 novembre 1938). L’incendio comportò gravi danni alla costruzione e alla comunità ebraica fu imposta la sua demolizione… Lo spazio vuoto che separa l’attuale luogo di culto dal centro servizi, è esattamente quello che fu occupato dalla  Sinagoga di Semper. Per approfondire leggete il post dedicato

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4.La Brühlsche Terrasse

La straordinaria Brühlsche Terrasse, la terrazza che si affaccia sull’Elba, è un luogo magnificente e debitamente definito: il Balcone d’Europa. La terrazza costeggia, da un lato, il fiume Elba e, dall’altro, i monumenti più importanti e imponenti della città.

Anche la celeberrima terrazza fu integralmente ricostruita dopo la sua totale distruzione a seguito dei bombardamenti alleati del febbraio 1945. La ricostruzione è stata particolarmente minuziosa e non si può notare alcun segno dell’intervento. Suggerisco di frequentarla di giorno e poi la sera, approfittando del clima romantico che il sopraelevato lungofiume inevitabilmente crea.

Una curiosità: fu il sommo poeta Goethe e definire la Brühlsche Terrasse, il Balcone d’Europa. Lo fece durante uno dei suoi frequenti soggiorni a Dresda, città che ammirava e che più volte raggiunse per brevi visite mentre risiedeva nella relativamente vicina Lipsia. A Goethe è dedicata anche un’effige che i più attenti potranno distinguere tra i molti ornamenti che lo stile barocco impone.

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5.La salute prima di tutto

È arrivato il momento di raggiungere l’immenso parco Großer Garten. Dalla Frauenkirche bisogna mettere in conto una camminata di venti minuti e soprattutto, bisogna mettere in conto una necessaria visita al Deutsches Hygiene-Museum che si trova in prossimità dell’ingresso al parco. Suggerisco la visita poiché è un museo particolarmente interessante, con un tema, quello dell’igiene e della salute, che solo qui trova un’esposizione così ampia, completa e diretta. Diretta, perché, molte informazioni su temi di non facile approccio come la malattia, la sessualità e la morte sono trasmesse senza alcun filtro, salvo, ovviamente, la decenza.

La fondazione del museo si deve a Karl August Lingner che lo inaugurò nel 1912. Lingner fu l’inventore del collutorio che poi commercializzò con il marchio Odol (ancora oggi presente nei supermercati). Durante gli anni della dittatura nazista (1933-1945) i contenuti del museo furono aggiornati a sostegno della sciagurata ideologia razziale. Parzialmente distrutto a seguito dei bombardamenti del 1945, è stato completamente ristrutturato per diventare un museo ricchissimo di informazioni utili a vantaggio di tutti i suoi fortunati visitatori.

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Il Deutsches Hygiene-Museum (Foto: Creative Commons, autore: BriYYZ)

6.I giardino grande

Meta estiva per eccellenza, il centrale Großer Garten è un immenso giardino in stile barocco che copre un’area di due chilometri quadrati. Molto frequentato, è la sede ideale per un picnic, per osservare i giovani del luogo nei loro svaghi pomeridiani e per respirare aria fresca ammirando le fontane, la residenza estiva Sommerpalais, le piante secolari…

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La residenza estiva Sommerpalais nel Großer Garten(Foto: Creative Commons, autore abejorro34)

Passeggiare al suo interno è molto piacevole e, se avete ancora qualche risorsa, potete decidere di visitare il Giardino Botanico di Dresda o lo zoo, entrambi compresi nel Großer Garten. Se invece siete appassionati di automobili e, come noi, guidate fieramente una Volkswagen, troverete, sempre all’ingresso del parco, la Fabbrica Trasparente della famosa casa automobilistica dove potrete approfondire le vostre conoscenze sui processi produttivi e sui prodotti a quattro ruote della nota casa automobilisitca.

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Questo sono io, beatamente disteso al sole nel Giardino Grande (Foto Dage 2013)

7.Lingnerallee

Andando dal centro storico al Großer Garten, ci si trova a passeggiare in un’area caratterizzata da enormi edifici, disposti ai due lati del viale Lingnerallee, che hanno la forma standardizzata di lunghissimi parallelepipedi. Si tratta di costruzioni sorte durante gli anni della Repubblica Democratica Tedesca che appaiono come enormi contenitori destinati a dare spazio a un numero iperbolico di uffici e laboratori: proprio a questo, infatti, servivano. Gli appassionati di tecnologia potrebbero avere un sussulto sapendo che al numero 3 di questo viale, sorge quella che fu l’antica sede centrale della mitologica VEB Kombinat Robotron, azienda culto della DDR.

La VEB Kombinat Robotron impiegava più di 30.000 persone e produceva televisori, radio, personal computer, minicomputer e molte altre apparecchiature innovative. Era la punta di diamante del settore in tutta l’Unione Sovietica: un’azienda che cercava di sfidare persino l’occidentale e dannatamente più evoluta IBM!

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Il monumento all’Internazionalismo Proletario, a destra le sede della VEB Kombinat Robotron (Foto: Dage 2012)

Proprio davanti a questo edificio sorge l’unica statua presente a Dresda ancora legata in modo esplicito all’ideologia comunista. Si tratta di una scultura in cemento realizzata nel 1982 dall’artista Vincent Wanitschke e intitolata Internazionalismo Proletario.

8.Kulturpalast

All’interno del centro storico della città sono pochi gli edifici di matrice socialista che ricordano il lungo periodo di appartenenza di Dresda alla Repubblica Democratica Tedesca. Uno in particolare si fa notare, vuoi perché è incredibilmente grande, vuoi per l’esplicito mosaico posto esternamente e lungo l’asse più frequentato della città. Si tratta dell’edificio denominato Kulturpalast, il Palazzo della Cultura, eretto in stile modernista nel 1969 e progettato dall’architetto Wolfgang Haensch, lo stesso architetto che progettò, tra le altre, la Haus der Presse, sempre a Dresda.

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Il Kulturpalast (Foto Dage 2013)

L’edificio occupa un intero lato della piazza Altmark, situata a metà strada tra la Frauenkirche e la stazione dei trene. La straordinaria ampiezza di questa piazza, come quella della vicina Neumarkt, sono il risultato del vuoto creato dalle bombe alleate e poi mai più riempito. Il Palazzo della Cultura rappresentò la principale opera architettonica costruita negli anni della Repubblica Democratica Tedesca con il duplice obiettivo di offrire un luogo dedicato ai concerti e di segnalare la conquistata modernità della città attraverso l’intervento del governo socialista. Poiché di modernità si doveva parlare, l’edificio fu pensato secondo i canoni dell’epoca che aderivano alle linee guida dell’ideologia affermatasi: grande, moderno, regolare, rigido e privo di qualsiasi decoro, salvo il murale posto in una delle pareti e dall’eloquente titolo “la via della bandiera rossa”.

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Il murale “La Via della Bandiera Rossa” del Kulturpalast (Foto Dage 2013)

9.La moschea del tabacco

Dalla Brühlsche Terrasse, dal ponte Augustusbrueke e da qualsiasi altro punto panoramico della città, si può scorgere a ovest, lungo il corso dell’Elba, una grande cupola in stile orientale attorniata da colonne che hanno tutto l’aspetto di minareti. La cosa è alquanto sorprendente poiché sembra proprio un’antica e imponente moschea che in qualche modo si sia trasportata da un paese arabo alla città sassone. Straniante al punto che diventa necessario approfondire la questione.

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La Moschea del Tabacco dietro il Haus der Priesse (Foto: Creative Commons, autore: NH53)

Avvicinandosi l’effetto è ancora più realistico, ma quella che sembra una vera e propria imponente moschea in realtà è l’antica fabbrica di tabacco Yenizde, oggi trasformata in un centro servizi che, negli ultimi due piani, accoglie anche un ristorante con tanto di terrazza panoramica. Costruita a iniziò novecento, questa fabbrica rappresenta un memorabile esempio di architettura al servizio della pubblicità, in questo caso della pubblicità alle sigarette Yenizde prodotte con tabacco di provenienza dall’omonima città ottomana, oggi facente parte della Grecia. Per approfondire la storia e le caratteristiche di questo edificio cliccate qui.

10.Il mattatoio

Un mattatoio non è certo un luogo particolarmente ambito dal turista. A Dresda, tuttavia, è possibile visitare l’edificio che in passato ha avuto questa funzione e che oggi è parte di un’area in fase di riqualificazione dove ogni anno, per tutta l’estate, si allestisce un’interessante e molto estesa mostra d’arte. L’edificio, costruito nei primi anni del ‘900 è molto significativo: lo è sia dal punto di vista architettonico che per l’atmosfera orrorifica che difficilmente si riesce a sottrarre a un luogo che fu così inevitabilmente sanguinolento …

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L’ex mattatoio e cella frigorifera nel quartiere Ostragehege (Foto: Dage 2012)

L’ex mattatoio si trova nell’area Ostragehege situata a ovest della città e circondata dal fiume Elba. Ogni anno in questo edificio e nelle sue antiche pertinenze: le stalle, i fienili e le scuderie di bestiame, tutte non più impiegate, si svolge l’Ostrale, una mostra d’arte contemporanea dove, artisti da tutto il mondo, espongono opere particolarmente suggestive e, a volte, particolarmente inquietanti. La mostra è aperta da luglio a settembre, per conoscerne i dettagli seguite questo link . Controllate bene il prezzo del biglietto perché non è proprio a buon mercato …

11.Edifici lungo la Ostra Halle e nel quartiere Friedrichstadt

Dal centro storico, seguendo le rive dell’Elba e dirigendosi a ovest, oltre alla Moschea del Tabacco e al più lontano mattatoio, è possibile immergersi nell’architettura di inizio novecento e in quella socialista della DDR: basterà seguire la Ostra Halle e poi gironzolare per il quartiere Friedrichstadt. Se l’architettura moderna non è di vostro interesse potete trascurare questa area che altrimenti suggeriamo di visitare girando in automobile e fermandosi qua e là per le foto di rito.

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La Haus del Presse nella Ostra Halle (Foto Dage 2016)

Noi abbiamo ammirato molte architetture che sono prevalentemente residenziali e collocate in un’area segnata da ampi viali e da una quotidianità autentica perché estranea ai circuiti turistici più frequentati. Lungo la Ostra Halle si trova uno degli edifici più alti della città, la Haus der Presse che fu progettata, come il Palazzo della Cultura, dall’architetto Wolfgang Haensch che intuiamo essere stato un professionista particolarmente apprezzato dall’amministrazione locale durante gli anni della DDR. Realizzato nel 1966, l’edifico è alto 13 piani e ancora oggi è la sede del quotidiano locale.

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Edificio presso Friedrichstadt (Foto: Dage 2012)

Il quartiere Friedrichstadt ha una pianta regolare, è molto esteso e si compone di ampi isolati costituiti da architetture residenziali costruite a inizio ‘900 per accogliere le maestranze in una città in grande sviluppo economico. Gli stili vanno dal barocco alla Nuova Oggettività.

12.Lo stucchevole fregio Fürstenzug

102 metri di fregio realizzato in piastrelle di porcellana e rappresentante i governatori di Sassonia, sono decisamente tanti, forse troppi. In origine dipinto e poi, a inizio ‘900, rivestito in porcellana proveniente dalla vicina Meissen, questo murale rappresenta duchi, granduchi, principi, re e nobiltà varia per un totale di 35 personaggi, tutti rappresentati in sella al loro cavallo. Ci sono poi molte figure di contorno, compreso un gruppo di fanciulli che giocano. Tra di loro, una bambina che è l’unico personaggio femminile di tutta l’opera. L’unica su un totale di 93 persone rappresentate. Il Fürstenzug, ossia, il corteo dei duchi, appare come terribilmente stucchevole, ma detiene pur sempre il record del più lungo fregio in porcellana al mondo!

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Il Fuerstenzug (Foto: Creative Commons, autore: Wolfgang Stief)

13.Quattro passi a Neustadt

È arrivato il momento di attraversare il fiume Elba per scoprire l’altra Dresda, la Dresda bohémien che si nutre di locali, ristorantini, negozi, boutique e in generale di tutto ciò che fa di un quartiere un’attrazione per i giovani e non solo. Per entrare nell’area di interesse bisogna raggiungere la piazza Albertplatz percorrendo la poco interessante, per usare un eufemismo, Hauptstrasse. Da questa piazza, basterà proseguire sulla Alaunstrasse e poi farsi guidare dalla propria curiosità. Non servirà leggere le indicazioni perché in ogni caso è lì che da Albertplatz vanno tutti.

Neustadt è una quieto quartiere residenziale che fu in buona parte risparmiato dalle bombe alleate. Per questo la sua urbanistica è rimasta quella più accogliente, tipica dei quartieri costruiti a fine Ottocento: le vie sono strette, i palazzi a quattro piani, edificati per accogliere la borghesia cittadina, sono in stile barocco, vi sono alcune piazze, dei giardinetti e molti molti locali: tutto il contrario della Altstadt caratterizzata prevalentemente dagli ampi viali in stile sovietico. In quest’area il traffico è ridotto al minimo e ci si sente al sicuro, anche di sera.

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Boutique in Altstadt (Foto: Dage 2012)

Passeggiando, si incontrano negozi di ogni genere e prevalentemente piccole boutique per la gioia di chi vuole acquistare qualcosa di originale a un prezzo da occasione o quasi. Si trovano numerosi murales che decorano, a volte in modo particolarmente curioso, alcune facciate, i molti passaggi verso i tradizionali cortili interni e molti elementi dell’arredo urbano.

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Curiosa panchina in Altstadt (Foto: Dage 2016)

14.Kunstpassage (Neustadt)

Dalla Alaunstrasse o dalla parallela Goerlitzerstrasse, è possibile raggiungere il Kunsthofpassage. L’ingresso è indicato da entrambi i lati con un cartello che rappresenta una mucca che, placida, prende il volo … Negli anni questa meta è diventata particolarmente ambita dai turisti più facilmente conquistabili dall’arte dei murales: sono gli stessi turisti che a Vienna visitano con grande soddisfazione le multicolori e originali opere di Hundertwasser. Noi apparteniamo decisamente a questa categoria!

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Il passage offre due cortili dove si può vedere, tra le altre, la Fullen Wall, la casa dalle grondaie che suonano. Le grondaie sono state pensate in modo tale che quando piove, o quando decidono di simulare l’effetto facendoci scorrere dell’acqua, si sentono dei suoni che trasformano la facciata in un’opera d’arte sonora. Grondaie, condotti e imbuti sono collocati su una parete colorata in varie tonalità di azzurro. Curioso e originale.

L’architettura è musica nello spazio, una sorta di musica congelata

Friedrich Schelling

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Particolare della Fullen Wall (Foto Dage 2012)

15.Raskolnikoff, Lebowski e Gagarin (Neustadt)

Nella Neustadt, i locali da frequentare sono così tanti e così originali che il suggerimento è quello di fare piccole soste qua e là per approfittare delle tante proposte concentrate in uno spazio molto ristretto e comunque accogliente. Qualche suggerimento ve lo diamo comunque e partendo dal ristorantino più curioso della città. Si tratta del Raskolnikoff che si trova in via Böhmische al numero 34 e che offre a prezzi modici (12,00 – 16,00 euro per il piatto unico) un ambiente curato, un giardinetto per cenare all’aperto e piatti tradizionali rielaborati con ricette particolarmente gustose tanto da renderli ambiti anche e sopratutto dai locali. Per gli appassionati di Dostoevskij, c’è anche il gusto di mangiare in un locale titolato al suo personaggio letterario più celebre: il logo del ristorante è un’accetta!

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Ristorante Raskolnikoff (Foto: Dage 2012)

Lungo la Louisenstraße si trovano numerosi ristorantini adatti per un pranzo economico e in linea con qualsiasi esigenza: anche i vegetariani e i vegani qui trovano un’ampia scelta. Noi, invece, abbiamo scelto il Curry & Co. attirati dall’odore di currywurst emanato dalla porta del locale che rimane sempre aperta per ovvie ragioni di marketing. Gli appassionati di design stile anni settanta che vogliono bere un te o un caffè tra sedie, lampade e oggetti vintage di varia natura possono sostare al Combo Caffè che si trova sempre nella Louisenstraße al numero 66. La sala principale è dominata dalla foto del primo cosmonauta, Yuri Gagarin, uno dei pochi miti sovietici sopravvissuti nei paesi d’oltre cortina di ferro.

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Il Combo Caffé (Foto: Dage 2016)

In Alaunstraße, al numero 48 si trova il Katy’s Garage che è la versione giovane e multicolore della tradizionale biergarten tedesca. Qui si può sostare per qualsiasi esigenza, da una bibita a una cena frugale, ma gustosa e a buon prezzo. Oltre ai tavolini ci sono infinite decorazioni fatte con materiali di recupero di varia natura. Alcune sono particolarmente improbabili e pertanto curiose. L’ultimo suggerimento è dedicato ai fan dei fratelli Coen che qui hanno un locale interamente dedicato al film Il Grande Lebowski. All’interno i due caratteristici e particolarmente amichevoli gestori offrono la proiezione continua del film, alcolici serviti lungo un bancone in stile American Bar e la possibilità di fumare, cosa che, vista la ridottissima dimensione del locale, diventa particolarmente coreografica … Questo luogo fieramente fuori dal tempo si trova in via Görlitzer al numero 5, l’insegna riporta il solo nome Lebowski.

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Murale presso Kati’s Garage (Foto: Dage 2016)

16.Antico cimitero ebraico (Neustadt)

A Neustadt la costruzione più alta è la graziosa chiesa di Martin Lutero che si trova nella omonima piazza. Raggiunta la chiesa, proseguendo lungo Pulsnitzer Straße, è possibile entrare nel più antico cimitero ebraico della Sassonia. Il luogo è particolarmente evocativo e, ciò che si fa notare sono sopratutto le lapidi tombarie, in ebraico le matzevah, rimaste divelte e comunque cancellate nella loro iscrizione. Non tutte, ma la maggioranza. Il cimitero è rimasto in funzione fino al 1869 quando fu inaugurato il nuovo cimitero ebraico di Johannstadt. Non trovo informazioni sulla ragione di questo stato di abbandono …

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Antico Cimitero Ebraico in Altstadt (Foto: Dage 2012)

17.La guerra 

Nei dintorni di Dresda è stato aperto nel 2012 il Museo di Storia Militare. Si tratta di una esposizione particolarmente interessante che unisce la formazione fatta secondo i tradizionali criteri didascalici, al coinvolgimento emotivo del pubblico che in questo caso è dato dalla possibilità di prendere atto delle drammatiche storture che la guerra comporta negli uomini e più in generale nella società. Tre sono le sezioni ospitate: Guerra e sofferenza, Tecnologia militare e Politica e uso della forza. Interessante.

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Esterno del Museo di Storia Militare (Foto: Dage 2012)

Il museo è collocato nella sede dell’antico arsenale e nella innovativa estensione costituita da un enorme cuneo metallico progettato dall’architetto statunitense Daniel Libeskind, lo stesso architetto che ha progettato a Berlino il Museo Ebraico. Curioso il fatto che questo museo, che è decisamente un museo pacifista, sia stato finanziato dalle forze armate tedesche, la Bundeswehr, con una spesa, 53 milioni di euro. Un museo contro la guerra finanziato dall’esercito, bravi!

18.DDR (Radebeul)

A Radebeul, una località facilmente raggiungibile dalla città di Dresda, è insediato il DDR Museum Zeitreise, una magnifica e praticamente infinita esposizione di tutti gli oggetti che caratterizzavano la vita ai tempi della DDR. Bisogna proprio andarci perché al suo interno si impara e si sorride. Solo in questa esposizione dedicata agli anni della Repubblica Democratica Tedesca, tra l’altro, si può approfondire la quotidianità di un paese che, nel bene e nel male, ha comunque trascorso quarant’anni al di là della cortina di ferro.

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DDR Museum Zetreise (Foto: Dage 2012)

Consiglio la visita per le molte scoperte che si possono fare e perché qui si possono conoscere molti aspetti della vita nella DDR senza doversi confrontare con i suoi innumerevoli lati oscuri. Insomma se vi è piaciuto il magnifico Good Bye, Lenin!, andateci a qualsiasi costo … Per approfondire questa meta, cliccate qui.

19.Scartamento ridotto (Radebeul – Moritzburg)

A Radebeul, è possibile scambiare, presso la stazione del paese, l’auto, l’autobus o il treno tradizionale, con il caratteristico treno a scartamento ridotto con tanto di locomotiva a vapore: un’esperienza che suggeriamo perché sono pochissime le opportunità di provare l’emozione di un viaggio con un mezzo così suggestivo e caratteristico. Un’ottima meta per provare l’ebbrezza dello scartamento ridotto è la relativamente vicina Moritzburg dove si può visitare il magnifico castello settecentesco in stile barocco che sorge nel centro di un laghetto artificiale. Una gita consigliata per riposare dopo le molte fatiche che Dresda inevitabilmente comporta.

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Castello di Moritzburg (Foto: Dage 2012)

Sempre a Moritzburg è possibile visitare anche la casa dove nel 1945 morì l’artista Kathe Kollwoitz. Situata in Meissner Strasse al numero 7, questa casa offre anche una piccola mostra di alcune opere della straordinaria scultrice e pittrice tedesca.

20.La latteria più bella di tutte (Altstadt)

Nella Bautzner Straße al numero 79 si trova latteria più bella del mondo o almeno, così la considera la giuria del Guiness dei primati. Si tratta della latteria Pfunds Molkerei, oggi non più indaffarata in mungitura e pastorizzazione, ma in ogni caso ancora attiva nella distribuzione di prodotti derivati dal latte. Al suo interno ci sono circa 250 metri quadrati di pareti, soffitti e colonne, rivestiti con piastrelle decorate a mano che la Villery & Boch realizzò insieme agli artisti di Dresda. Il locale è stato aperto nel 1891 e riuscì miracolosamente a sopravvivere ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Con la nazionalizzazione forzata imposta dal governo della DDR il locale cadde in disgrazia e nel 1978 fu chiuso. Nel 1990, questo meraviglioso negozio riaprì finalmente i battenti. Scoprite di più su questa curiosità andando al sito ufficiale.

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La latteria Pfunds Molkerei(Foto: Lvova Anastasiya (Lvova) – Public Domain)

Ci sono molte cose che ho tralasciato, alcune perché le visiterete comunque come il museo Gemäldegallerie Alte Meister, la collezione del Grünes Gewölbe, il castello barocco Zwinger e il Teatro dell’Opera Semperoper, altre perché a Dresda bisogna fare necessariamente delle scelte.


LETTURE SUGGERITE

Piccolo viaggio nell’anima tedesca

Storia naturale della distruzione

C’era una volta la DDR

Il Grünes Gewölbe di Dresda

Mattatoio n. 5

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4 thoughts on “20 ottime ragioni per visitare Dresda

  1. Ho scoperto questo articolo per puro caso grazie al wifi di un bar mentre mi trovavo a Dresda per il weekend, fantastico, grazie davvero! Ho scoperto una città meravigliosa, in questi giorni sommersa da un monte di neve, ma che sicuramente tornerò a scoprire fra qualche mese per vederne altri colori e posti che non ho fatto in tempo a visitare. In una parola: meraviglia!

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