Airbnb: 8 curiose esperienze di due ospiti

Tutti conoscono Airbnb, il sito che consente ai privati di affittare stanze o interi appartamenti a viaggiatori che desiderano partecipare alla quotidianità del luogo visitato, oppure, più semplicemente, che desiderano approfittare di prezzi spesso particolarmente vantaggiosi. Il fenomeno Airbnb ha dimensioni così importanti che non è stato neppure possibile tentare di arginarlo a vantaggio delle pur ben organizzate lobbie degli albergatori. Contro ogni previsione, la formula funziona e funziona molto bene: il tasso di soddisfazione da parte degli ospiti e degli ospitanti è molto elevato e sono rarissime le situazioni critiche.

Noi siamo stati immediatamente coinvolti dall’esperienza Airbnb e da quasi quattro anni ospitiamo tramite questo sito nel nostro appartamento dove abbiamo una camera e un bagno che possiamo destinare a uso esclusivo per i nostri ospiti. Ugualmente da quattro anni viaggiamo pernottando nelle case di altri inserzionisti Airbnb. Qui, trovate alcune delle nostre esperienze sperando di poterne fare ancora molte …

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1.L’arrivo del primo ospite, il terrore si impossessa di noi …

Sulla carta ospitare a casa propria persone che non conosci e con loro fare un’esperienza di scambio culturale è cosa alquanto attraente. C’è anche un piccolo guadagno e poi la stuzzicante idea di mettere in piedi una piccola attività gestita “in house”, nel senso vero e proprio di questa espressione. Considerando tutto ciò, ci siamo prontamente iscritti, inserito la nostra proposta e dopo qualche settimana è arrivata la prima richiesta di soggiorno. La richiesta era di una utente ottimamente recensita e con un profilo molto ben corredato. Tutto bene, fino al giorno prima, quando abbiamo incominciato a formulare una serie di inquietanti ipotesi su cosa sarebbe potuto accadere compreso il fatto che l’ospite, durante la notte, decidesse di farci fuori con un’arma bianca che avrebbe facilmente reperito nella nostra cucina. Avevamo ormai dato per certo che il profilo era falso: una messa in scena perfetta per poter eliminare noi due, fessi, caduti nella rete dell’economia della condivisione. L’ultimo pensiero della giornata è stato: moriremo, questo è certo!

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Cosa abbiamo fatto, moriremo! (Foto Dage 2016)

Come è ovvio, visto che scrivo a distanza di quattro anni, la cosa non è andata in questo modo, anzi, la nostra prima ospite, Ilenia, è stata particolarmente gentile e incoraggiante. Oggi, dopo molte esperienze, possiamo dire di aver superato questa iniziale “paura dello sconosciuto in casa”, anche se, a volte, ricompare …

2.Viaggiatori insospettabili

Ospitando, abbiamo scoperto che solo alcuni viaggiano per semplice vacanza, la maggior parte lo fa per ragioni che pensavano alquanto saltuarie. La visita a lontani parenti, ad esempio, è una delle ragioni più frequenti. C’è poi chi viaggia per fare un colloquio di lavoro. Questi, tra l’altro, sono gli ospiti che ci danno più pensiero, perché la sera prima percepiamo la loro tensione e il loro timore che nasce da entrambi i possibili sviluppi: se non assunti perché dovranno cercare altre opportunità, se assunti perché dovranno trasferirsi nella nostra anonima cittadina del Friuli Venezia Giulia. C’è anche chi lavora nel mondo dello spettacolo che è sempre e inesorabilmente alle prese con le proverbiali ristrettezze economiche degli artisti non popolari.

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Ospiti particolarmente curiosi … (Foto Dage 2016)

Hanno scelto il nostro appartamento anche due giovani coreani che come mestiere girano il mondo per descrivere ai loro connazionali i vini e le cantine più curiose del mondo. Insieme gestiscono un visitatissimo blog e collaborano con molte riviste pubblicate in una nazione particolarmente vorace di informazioni su questo tema. Ci sono anche i viaggiatori d’affari che, vista la crisi, scelgono Airbnb pur mantenendo quel tipico tono di chi frequenta hotel di lusso. Così, la sera, al posto di chiacchierare del più e del meno, ci raccontano nel dettaglio le molte problematiche del loro settore. Cosa questa che non ci dispiace affatto, anzi, a volte ci appassiona al punto da superare tutti insieme la mezzanotte senza farci neppure caso, o quasi… L’ultima insospettabile categoria è quella di chi soggiorna da noi semplicemente perché gli è piaciuta l’inserzione e il prezzo era molto vantaggioso: del cosa fare se ne occupano poi guardando le cartine geografiche e le brochure turistiche che abbiamo in casa.

3.La frequente richiesta improbabile

Chi ospita può accettare o meno la richiesta di soggiorno in casa sua. Riceve un avviso della avvenuta scelta da parte del viaggiatore, guarda di chi si tratta, legge le recensioni, fa eventuali considerazioni di opportunità e poi, se tutto corrisponde, approva, altrimenti semplicemente, rifiuta. Buona norma richiede di scrivere il motivo del soggiorno, gli orari previsti di arrivo e partenza e le ragioni della preferenza. In questo modo chi ospita può decidere con tutte le informazioni necessarie.

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Vediamo chi ci scrive su Airbnb … (Foto: Creative Commons, autore: ebayink)

Nella realtà chi fa le richieste, il più delle volte, scrive cose che più che invogliare inquietano o lasciano esterrefatti, ugualmente, mette, come foto del profilo, soggetti alquanto improbabili. La cosa si fa sempre più frequente, tanto che, su due richieste, una non è in alcun modo accettabile. Ecco alcuni esempi delle molte domande di ospitalità che abbiamo dovuto rifiutare:

L’affarista – “Ciao mi chiamo Jacopo e sono un giovane architetto. Dovrò trascorrere un po’ di tempo nella vostra città per lavoro e stavo cercando un alloggio temporaneo quando mi sono imbattuto nel vostro bellissimo appartamento, oltre a farvi i complimenti per la casa vi volevo chiedere se ci potesse essere l’opportunità di accordarsi per un prezzo “speciale” visto che dovrò soggiornare per quasi 2 mesi, il mio budget sarebbe di 140 euro come cifra massima per questo periodo (dal 1 Nov – al 24 Dic)”

Il querulo – “ciao volevo chiedere se avete la stanza libera dal 12 al 17 di ottobre e a che prezzo? con colazione inclusa? posso usare la lavatrice? e la cucina? la casa è lontana dalla fiera? quanto ci metto a piedi? e con in mezzi? quanto costa l’autobus? fate sconti sul prezzo? che tipo di rete wireless avete? posso usare se mi serve il vostro pc? vedo che se cambio idea il giorno stesso non mi ritornano i soldi indietro, ma non saprò fino all’ultimo se vengo, come posso fare?”

Il sintetico – “ciao, sono corrado x camera”

I sintetici – “due, lavoro, letti separati”

L’affarista puntiglioso –  “Buongiorno, volevo verificare l’effettiva disponibilità per stasera (1notte) e se può farmi 12x1notte e 20×2 in totale. Mi chiami al telefono tre nove due uno otto (…). Grazie in anticipo. Dimenticavo: c’è una copertura della TRE o in alternativa una stabile adsl? Colazione inclusa? Posto auto?”

La sbadata irascibile – “Ciao, io ed un amico avremmo il piacere di soggiornare da te a venezia”, (mia risposta) “Cara Gabriella, nessun problema, ma il nostro appartamento è a quasi cento chilometri da Venezia, sei sicura sia la soluzione giusta per voi?”, “no, siete troppo lontani, non mi interessa!”

Il seminarista – “Vengo da voi il 10 mattina per fare un seminario di grasse risate in un centro fitness. Grazie di farmi sapere se potete ospitarmi. :-)”

In verità quest’ultima, forse, era da accettare …

4.Pastasciutta?

Ore sette e mezza di sera, l’ospite è in casa e con lui chiacchieriamo amabilmente. Ore otto, stiamo ancora chiacchierando. Ore otto e mezza, il discorso è ormai ben avviato e il tema è finalmente di sicuro reciproco interesse. Ore nove, fame! Che fare? Noi abbiamo ormai una prassi consolidata che vuole che una pastasciutta non si può e non si deve negare a nessuno. Così negli anni, abbiamo offerto decine di pastasciutte con la variante per gli stranieri che prevede una loro partecipazione alla cottura e relativo training affinché possano imparare le poche, ma essenziali regole d’oro per una corretta preparazione.

Mmm... elicoidali pasta
Una pastasciutta non si nega a nessuno (Foto: CC, autore: Jeffreyw)

Resta comunque la delicata questione di come, nell’eventualità, potersi svincolare senza apparire scortesi. Una volta ho provato a chiedere all’ospite dove aveva intenzione di andare a mangiare in modo che capisse che era arrivato il momento che ognuno provvedesse in autonomia alla sua nutrizione. La risposta che ho comunque ammirato, è stata, “mah, non so, comunque è già tardi, a questo punto potrei quasi quasi saltare la cena”. Venti minuti dopo eravamo con lui a tavola per la solita pastasciutta…

5.La recensione

Le buone recensioni sono una vera e propria conquista. Ricevere le famigerate cinque stelle è questione di grande dedizione e disponibilità. Pulizia, ordine, precisione e affidabilità non sono sufficienti. Ci vuole di più, molto di più. E il di più deve essere inaspettato e sorprendente, in modo che se ne colga appieno il valore. Se offri un passaggio, l’ospite ti ringrazierà, ma non valuterà quanto questo tuo aiuto sia prezioso. In fondo, si tratta solo di fare qualche chilometro. Noi, in queste situazioni, abbiamo iniziato a adottare la seguente strategia: offriamo dettagliate indicazioni per compiere il tragitto con i mezzi pubblici: orari, costi, tempi e facciamo valutare all’ospite la complessità del tutto. Aspettiamo che la sua incertezza e preoccupazione diventino evidenti, quindi, “caliamo l’asso” e proponiamo un passaggio. Stesso metodo per ogni altro eventuale extra che così acquista più valore.

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Foto: Creative Commons, autore: OuiShare

C’è poi una regola che non è mai stata tradita: l‘ospite meno impegnativo è quello che metterà il commento più positivo. Quello che ha mille richieste e che si avvantaggia in ogni modo della tua gentilezza, molto probabilmente, non metterà la recensione o, se la metterà, sarà particolarmente fiscale e “rigido”.

6.Vecchi amici

Uno  degli aspetti più sorprendenti dell’ospitare è l’immediatezza della relazione con chi soggiorna in casa nostra. Il più delle volte, dopo appena pochi minuti, si incomincia a parlare così come solo raramente facciamo con amici e parenti. Ci si sente liberi di approfondire subito il rapporto, vuoi perché l’ambiente casalingo all’intimità, vuoi perché entrambe le parti desiderano superare al più presto la naturale diffidenza che si crea tra sconosciuti. In fondo, per qualche giorno si dovrà convivere.

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Quattro chiacchere e un caffè con un nuovo vecchio amico (Foto: Creative Commons, autore: Marina)

Questa cosa è decisamente curiosa, perché posso affermare di conoscere aspetti anche alquanto delicati di persone che ho visto per due o tre giorni e che molto probabilmente non rivedrò mai più. Forse è proprio questo il vero valore aggiunto di Airbnb, quello di consentire al viaggiatore, citando il loro primo claim, di viaggiare come un essere umano, ossia con tutto il suo bagaglio emotivo, tematico e empatico.

7.La marmellata nello yogurt bianco, infuso di zenzero e cannella …

A ogni ospite corrisponde un prezioso lascito. Forse per semplici fortunate coincidenze, ma, per noi, ogni viaggiatore è stato fonte di grande ispirazione o almeno di utili consigli. Brendan, dopo aver preso nota della nostra libreria, mi ha caldamente suggerito di leggere i libri di W.G. Sebald che sono oggi tra i miei preferiti di sempre. Ombretta, la cantante lirica, suggerisce di chiudere la serata con un buon infuso di zenzero e cannella, semplicemente tagliati a pezzettini e messi a bollire. In questo modo abbiamo detto addio, o quasi, al mal di gola! Sara sostiene che gli yogurt alla frutta non possono avere lo stesso sapore e la stessa genuinità di uno yogurt bianco arricchito con un cucchiaio di marmellata mescolata all’interno della sua confezione ….

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Infuso zenzero e cannella (Foto: Creative Commons, autore: Linh Nguyen)

Ci sono molti altri esempi, alcuni, a dire il vero, alquanto improbabili come la Sardine Pie che un ospite californiano ci ha cucinato e fatto trovare bella e pronta, di domenica, a pranzo. Gustosa, ma frutto di un mix di ingredienti che sfida ogni buona norma alimentare compreso l’utilizzo di un intero vaso di maionese che supera abbondantemente il nostro consumo annuo di questo preparato. In ogni caso, buona… abbastanza…

8.E le tasse?

Chiunque approcci l’idea di offrire la propria stanza o intera casa su Airbnb, si imbatte nella delicata e complicata questione delle tasse. Vanno pagate? E se si come le devo pagare? Ciò che rappresenta una certezza è che i commercialisti non hanno alba di come affrontare la questione che appare loro come imperscrutabile perché non facilmente classificabile nelle abituali categorie. Si tratta di un affitto o di una prestazione occasionale? C’è un limite di importo che consente di evitare la dichiarazione? Qualora venga dichiarato il guadagno, si possono scaricare le spese?

Airbnb
Una delle sedi degli uffici di Airbnb (Foto: Creative Commons, autore: Open Grid Scheduler)

Quest’ultimo è forse il tema più rilevante perché lenzuola, asciugamani, disinfettante, riscaldamento, doccia, lavatrice, lavastoviglie, shampoo e ogni altra spesa imputabile alla ospitalità riducono notevolmente il guadagno di coloro che chiedono cifre modeste perché orientati all’esperienza più che al business. Trovare su internet una risposta chiara e semplice è praticamente impossibile anche perché la materia è oggetto di continue nuove interpretazioni.

Filing Taxes - 1040 Form
Quasi quasi chiamo il commercialista … (Foto: Creative Commons, autore: Philip Taylor)

Qui, non mi prendo la responsabilità di affermare alcunché eccetto il fatto che, sì, le tasse si devono pagare…

 

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