La collina delle croci (Šiauliai, Lituania)

In Lituania è raro trovare colline. Si incontrano a Vilnius e in cima a una di esse sono state erette tre grandi croci bianche realizzate in cemento. Se ne incontra anche un’altra che, tuttavia, assomiglia più a un mucchietto di terra perché è alta appena sei metri. Quest’ultima si trova a poca distanza dalla anonima città di Šiauliai, posta a nord est del paese e in prossimità del confine con la Lettonia. Malgrado le sue dimensioni, questo minuscolo rilievo naturale è diventato uno dei luoghi più famosi dell’intero stato baltico. Anche qui troviamo delle croci, ma il loro numero è iperbolico, tant’è che si parla una cifra che spazia dalle 100.000 alle 400.000 unità di questo simbolo della cristianità. Per questa ragione, il luogo è chiamato la Collina delle Croci o, in lituano, la Kryziu Kalnas.

Noi ci siamo andati perché si tratta del luogo simbolo della resistenza di un popolo dall’oppressione del regime sovietico che per più di quarant’anni ha dominato questo territorio. Le croci letteralmente accatastate in questo spazio così modesto, sono l’espressione più eloquente della imperitura fede cristiana dei lituani che il materialismo imposto dal regime dei Soviet non riuscì neppure a scalfire.

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La Collina delle Croci (Foto: Dage 2014)

Più volte, dal 1961 in poi, le autorità sovietiche, tentarono di far sparire questo luogo portando via non solo le croci, ma l’intera collina. La cosa curiosa è che non solo venivano immediatamente sistemate nuove croci, ma veniva ricostruita la stessa collina. Per vent’anni si cercò di rimuovere questo fastidioso retaggio di un mondo intossicato dall’oppio dei popoli, ma nessuno sforzo fu sufficiente. Il giorno dopo, ancora croci e sempre in maggior numero.

The Hill of Crosses
La Collina delle Croci (Foto: Creative Commons, autore: Ian Britton)

Noi l’abbiamo visitata provando una sincera commozione. Si raggiunge la collina e poi si trascorre del tempo tra infinite croci provenienti da ogni luogo perché ancora oggi i pellegrini provenienti da tutto il mondo continuano ad aggiungerne. Oltre alle croci, ci sono le iscrizioni, le targhe commemorative e le icone. All’interno di questo spazio si finisce per trascorrere molto più tempo del preventivato  e, come dicevo, ci si può facilmente commuovere.

Alcuni si appassionano alla storia di questo monumento spontaneo e alquanto frastagliato, storia che leggono nelle pubblicazioni in vendita sui tavoli delle bancarelle poste all’ingresso. Non molte per la verità e fortunatamente perché il luogo non si presta a accogliere distrazioni che, poi, renderebbero più complicato riflettere e, se lo si ritiene, pregare.

Siauliai, Lithuania - Hill of Crosses, Detail
La Collina delle Croci (Foto: Creative Common, autore: Scarknee)

La nascita di questo monumento precede di quasi un secolo la seconda guerra mondiale e la successiva occupazione sovietica. Le prime croci furono poste nel 1831 e in memoria dei partecipanti alla Rivoluzione dei Cadetti che si ribellarono all’impero zarista che aveva annesso il territorio lituano nel 1795. Poiché i parenti dei caduti non potevano raggiungere o ricevere le salme, scelsero questo luogo per pregare per le loro anime. La cosa, successivamente si trasformò in un rito che richiamava sempre più persone. Durante i primi anni dell’occupazione sovietica il regime non si curò di questa tradizione che lasciò relativamente indisturbata. Nel 1961, tuttavia, la polizia segreta russa, il KGB, scelse di cancellare questo simbolo spianando l’intera collina. Lo fece altre due volte, ma come dicevo, tutto tornava come prima e quasi per miracolo. Nel 1979 di fronte a una imponente processione che raggiunse la Collina delle Croci, i sovietici abbandonarono definitivamente l’idea di farla sparire e lasciarono che il sacerdote conducesse, alla luce del sole, le persone in quello che avevano eletto come il luogo simbolo della cristianità lituana. Nel 1993, dopo la liberazione del paese baltico e la sua raggiunta indipendenza, il papa Giovanni Paolo II visitò questo luogo e dichiarò: “La Collina delle Croci costituisce una testimonianza eloquente e un avvertimento. L’eloquenza di quel santuario è universale: è una parola scritta nella storia dell’Europa del XX secolo”.

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La piccola croce che abbiamo anche noi riposto (Foto: Dage 2014)

Dopo questa visita, abbiamo pernottato a Šiauliai che, come dicevo, è una città alquanto anonima e che ci ha trasmesso sgradevoli sensazioni pur non mostrando alcuna particolare bruttura. L’emozione della visita alla Collina delle Croci è, così, durata il tempo di un pomeriggio e fino a quando l’autobus ci ha lasciati nel centro di questa città …

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