Trieste, il tempio al cemento del Monte Grisa

Per anni siamo andati a Trieste e per anni, guardando la costa occidentale, in alto, sopra le montagne, abbiamo notato la presenza di una struttura particolarmente curiosa. Curiosa perché ha la forma di un solido trapezoidale e, a ben guardarla, si scopre che ha la forma ancora più inusuale di due solidi trapezoidali, uno più alto e uno più basso e leggermente sfalsato. Per anni ci siamo chiesti di che cosa si trattasse senza mai deciderci a indagare sulla cosa…

Le nostre ipotesi, le ricordo ancora, erano: un centro di ricerca, un monumento ai caduti di guerra, una palazzina post moderna, oppure, un centro sportivo, ma, in questo caso, restava incerto per quale sport. Mai avremmo detto che poteva trattarsi di un santuario, tanto più di un santuario cristiano cattolico. Nella realtà, proprio di questo si tratta. L’enorme edificio che sovrasta il Golfo di Trieste è il tempio cattolico denominato Tempio di Monte Grisa o Tempio Nazionale a Maria Madre Regina, oppure, Santuario mariano di Monte Grisa.

Per gli studenti universitari, invece, si tratta semplicemente del “formaggino” poiché lo vedono sempre da lontano, quindi, ai loro occhi, rimane comunque piccolo e con la stessa forma dei prodotti della Mio o, per i fuori corso, della Tigre

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Igresso del Santuario mariano di Monte Grisa o Tempio di Monte Grisa (Foto: Dage 2016)

Finalmente, quest’anno, ci siamo spinti fin lassù e abbiamo preso atto di come quella forma così astrusa restasse decisamente astrusa anche se vista da vicino. Il santuario appare talmente decontestualizzato e inespressivo che non viene neppure voglia di capire la ragione della sua esistenza e, sopratutto, della sua mole così imponente.

Leggendo qua e là, scopriamo che la forma nacque dall’intento di stilizzare la lettera “M” perché è la lettera iniziale di Madonna e, per fortunata coincidenza, anche di Maria. Niente di troppo complicato: se fosse stato dedicato a Gesù, la forma sarebbe stata ispirata alla lettera “G” , in questo caso, tuttavia, l’ingegnere avrebbe avuto qualche difficoltà in più…

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Santuario mariano di Monte Grisa o Tempio di Monte Grisa (Foto: Dage 2016)

Molto probabilmente, la vicinanza geografica di Trieste al comunismo, anche se a quello non allineato, ha confuso le idee al progettista del tempio e lo ha portato a realizzare un sacrario cattolico pesante, grigio, materialista, immobile e decisamente concreto. Nessuna concessione alla tradizionale “forma” dei luoghi di culto cristiani, nessuno slancio emotivo, nessuna passione, nessun campanile, nessuna croce, niente, solo cemento, tanto cemento…

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Santuario mariano di Monte Grisa o Tempio di Monte Grisa (Foto: Dage 2016)

Il tempio fu progettato dall’architetto (o ingegnere?) Antonio Guacci che sarà ricordato esclusivamente per quest’opera. Guacci seguì il bozzetto che fu “schizzato” dell’arcivescovo di Trieste e Capodistria, Antonio Santin. A quest’ultimo si deve l’idea di ispirare l’architettura alla lettera “M”.

Insieme fecero quello che spesso facciamo anche noi quando con la penna disegniamo distrattamente mentre siamo al telefono o, comunque, sovrappensiero. Proprio in questo modo nacquero tutti quei triangoli ricavati da triangoli a loro volta ricavati da altri triangoli, poi, la telefonata finisce e il disegno viene gettato via. Nel caso del santuario triestino, invece, quel disegno fece sì che una immane quantità di cemento venisse portata in cima al Monte Grisa e messa “brutalmente” insieme.

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Dopo un lunga telefonata… (Foto: Dage 2016)

Ho provato un senso misto di compassione e ammirazione per colui che, nel sito internet dedicato alla promozione del territorio carsico, ha pensato fosse opportuno magnificare l’edificio utilizzando le seguenti parole:

[…] è una costruzione straordinaria, imponente e sobria […] prisma dalle innumerevoli facce sbocciato dalla viva roccia del costone carsico e dal verde cupo dei pini. Armonia di proporzioni felicemente unite o rigorosamente calcolate, contrappunto di volumi e spazi, di pieni e di vuoti, il Tempio riserva all’osservatore attento un susseguirsi di aspetti sempre diversi, di sempre nuovi inattesi scorci che ora lo fanno apparire come un poderoso monolite ed ora come una trina lieve e trasparente.

Tratto dal sito internet carsokras.eu

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Santuario mariano di Monte Grisa o Tempio di Monte Grisa (Foto: Dage 2016)

Tutto iniziò quando il già citato arcivescovo di Trieste Antonio Santin fece un voto alla Madonna perché la città giuliana venisse salvata dalle distruzioni belliche ai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Qualora il voto fosse stato esaudito, era prevista, per riconoscenza, l’erezione di un Tempio. Trieste non fu rasa al suolo e tra il 1963 e il 1965 venne costruito il Santuario mariano di Monte Grisa.

Secondo la decisione presa nel 1959 dal papa Giovanni XXIII, il messaggio che il tempio avrebbe dovuto divulgare era quello di un’Italia consacrata al Cuore Immacolato di Maria. Più in generale il tempio doveva diventare simbolo di pace e unità tra tutte le genti.

La posizione a ridosso del confine, il Monte Grisa dista solamente 10 chilometri dalla ex Jugoslavia, avrebbe ulteriormente amplificato un messaggio particolarmente ambito in un’epoca di forti tensioni geopolitiche.

L’imponente struttura in cemento armato, in realtà, fatica non poco a rendersi espressione di amore e fratellanza…

Appassionati di architettura brutalista? Il Tempio del Monte Grisa ne è un esempio significativo e, insieme all’enorme complesso residenziale del Rozzol Melara, rappresenta l’espressione giuliana più nota dello stile architettonico che ha caratterizzato molti grandi edifici costruiti negli anni ’50 – ’80. Se volete scoprire dove si trovano queste e altre strutture brutaliste, seguite questo link

Trieste, Italy - Sacrario di Monte Grisa
Dettaglio dell’interno del Santuario mariano di Monte Grisa o Tempio di Monte Grisa (Foto: Looking for Europe 2016)
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Interno del Santuario mariano di Monte Grisa o Tempio di Monte Grisa (Foto: Looking for Europe 2016)

L’interno del tempio è costituito da due chiese sovrapposte e, ancora una volta, prevede la ripetizione del tema “triangoli” che continua a dominare imperterrito. Lo spazio è drammaticamente asettico e nuovamente è il cemento a essere l’indiscusso protagonista.

Straniante, al punto che viene subito voglia di uscire. Nel basamento è stata realizzata un’area dedicata alle esposizioni che è stata corredata da una dimessa e antiquata pannellatura. Tutto sembra confermare l’idea che il luogo sia destinato a un irrimediabile declino che non è solo il prodotto dell’evidente incuria, ma anche di un progetto già in origine decisamente improbabile e, per sua natura, incapace di richiamare una incondizionata attenzione e sostegno…

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Santuario mariano di Monte Grisa o Tempio di Monte Grisa (Foto: Dage 2016)

In realtà una ragione per raggiungerlo c’è e da sola vale la piccola deviazione richiesta per raggiungere questo luogo. La vista offerta dal piazzale posto davanti all’ingresso è incredibilmente spettacolare disponendo davanti gli occhi del visitatore un panorama a centottanta gradi sul golfo di Trieste. Da qui si possono vedere tutti i monumenti della città, il mare, le montagne, le grandi navi che lentamente raggiungono il porto, i treni che dall’alto sembrano quelli di un plastico e molto, molto altro …

L’ultima notizia di rilievo relativa al tempio è la sua recente candidatura per l’ottenimento del riconoscimento UNESCO quale patrimonio dell’umanità.

Nel 2015 è stata formulata la lista dei siti che il Ministero per i beni culturali e ambientali candiderà per ottenere il prestigioso riconoscimento dell’ente internazionale che si occupa della conservazione e della promozione delle opere di elevato valore culturale e artistico. La lista comprende anche il “sito giuliano di Monte Grisa”. Non credo che qualcuno si sognerà di concedere questo beneficio all’enorme e geometrico santuario, in caso contrario, tornerò su questo post per il dovuto e laconico aggiornamento…

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Il Tempio del Monte Grisa visto dal basso (Foto: Looking for Europe 2016)
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8 thoughts on “Trieste, il tempio al cemento del Monte Grisa

  1. Dicevani i latini: de gustibus non disputandum est. E avevano ragione. Una cosa piace ad alcuni ed è orribile per altri. Alcuni ci trovano una casa accogliente altri guardano alla scatola. Un poco come i turisti che visitano le chiese durante le funzioni; quelli che stanno gia dentro sono a tavola con GesùCristo e gli altri guardano la decorazioni del “Ristorante”. A ognuno quello che gradisce. Certo che chiamarsi Davide M. a Trieste lascia qualche perplessità e fa sorgere qualche risolino malefico.

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    1. Caro Franco, ha tutte le ragioni di questo mondo … a alcuni una cosa piace a altri no … c’è chi semplicemente visita una chiesa o un tempio e c’è chi, assorto, partecipa alle messe … ognuno, fotunatamente, fa come più gli pare … la ringrazio molto della visita e del suo commento che aggiunge un po’ di pepe anche a questo blog!

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