Germania, il colosso di Seebad Prora

A Seebad Prora, località posta a nord est della Germania sul lungomare dell’isola di Rügen, sorge un colossale complesso che non ha eguali e che lascia esterrefatto chiunque vi si trovi davanti…

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Seebad Prora (Foto: Creative Commons, autore: Jim Maurer)

L’edificio impressiona, ma non per il suo sviluppo verticale, bensì per quello orizzontale. Normalmente, sono le costruzioni con altezze vertiginose e forme originali a sorprenderci: in questo caso, invece, l’architettura è estremamente semplificata e l’altezza è quella di una modesta palazzina. Ciò che colpisce è l’estensione del complesso che sembra non avere mai fine, non a caso, si parla di “colosso”…

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Seebad Prora (CC: Jim Maurer)
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Seebad Prora (CC: Jim Maurer)

In estensione, il complesso misura quattro chilometri e mezzo. Non saprei dire se esiste un’altra costruzione al mondo così estesa, Muraglia Cinese a parte. Ho calcolato che chi decidesse di percorrere a piedi il perimetro dell’edificio ci metterà più di due ore, ma dovrà camminare con ritmo. Chi lo farà, da un lato vedrà il Mar Baltico, dall’altro, un edificio alto sei piani con una facciata talmente regolare e monotona che ne rimarrà certamente stranito. Nel percorso, incontrerà alcune strette interruzioni che separano le otto ali del complesso e un grande piazzale rimasto vuoto (ma cosa doveva sorgere al suo interno?). L’edificio ha un nome che è KdF Seebad-Rügen

La forza attraverso la gioia

Il complesso è una delle rare testimonianze architettoniche compiute o semi-compiute dell’epoca del nazionalsocialismo (1933-1945). L’obiettivo dei suoi promotori fu quello di offrire al popolo tedesco una struttura di villeggiatura a basso costo e in grado di ospitare contemporaneamente 20.000 persone insieme a 2.000 addetti ai servizi e all’assistenza. Ipotizzando un soggiorno estivo della durata di dieci giorni e una “stagione” di sei mesi, il KdF Seebad-Rügen avrebbe accolto 360.000 persone all’anno e in poco tempo avrebbe visto alloggiare nelle sue stanze buona parte del popolo tedesco.

In Italia, strutture simili sono chiamate colonie estive e anche da noi ebbero un notevole sviluppo durante gli anni di una dittatura, quella fascista. A Seebad Prora, tuttavia, ciò che caratterizza l’edificio posto nel lungomare è la sua straordinaria dimensione e, più in generale, il progetto di incasellare un intero popolo in piccole stanze, tutte uguali e tutte con la loro ambita vista sul mare.

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Seebad Prora (Foto: Creative Commons, autore: Jim Maurer)
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Seebad Prora (Foto: Creative Commons, autore: Jim Maurer)

L’organizzazione che avrebbe dovuto presiedere e gestire la struttura fu individuata nell’ente dal curioso e immaginifico nome Kraft durch Freude (la forza attraverso la gioia) che fu ispirata proprio alla nostrana Opera Nazionale Dopolavoro. Il KdF aveva come missione quella di offrire una fitta serie di attività ricreative a basso costo. I beneficiari erano i tedeschi con modeste capacità economiche, ma pur sempre meritevoli di provare anch’essi la “gioia di regime”. Per fare tutto questo, erano necessarie strutture adeguate come le grandi navi da crociera e le colonie e tra queste, quella più grande era proprio il KdF Seebad-Rügen che avrebbe affiancato quelle più ridotte di Danzica, Travemünde, Kolberg e Koenigsberg.

Al culmine del riarmo, con lo slogan Kraft durch Freude che farebbe impallidire dall’invidia qualsiasi agenzia pubblicitaria contemporanea, venivano organizzate vacanze e crociere per i lavoratori.

Da Hammerstein o dell’ostinazione di Hans Magnus Enzensberger

La realizzazione del complesso di Seebad Prora fu possibile grazie alla donazione del terreno posto nel lungomare (si trattava di una delle baie più ambite dell’isola) da parte di un facoltoso proprietario terriero, il nobile Malte von Putbus. Malte, era un fervente nazista che, tuttavia, si trovò presto in disaccordo con le scelte del partito e dopo varie vicissitudini finì i suoi giorni nel campo di concentramento di Sachsenhausen

Per chi volesse approfondire il tema del rapporto tra architettura e dittatura, suggerisco la lettura del testo Memorie di pietra. I monumenti delle dittature di G. P. Piretto (ed. Cortina Raffaello 2014). Per viaggiare in Germania scoprendo questa e altre mete insolite, suggerisco Viaggio nell’altra Germania di Tilde Giani Gallino (ed. Einaudi 2013). Un’altra lettura suggerita è il testo A partire da ciò che resta di Elena Pirazzoli che dedica un’ampio capitolo all’edificio di Seebad Prora (attualmente il libro non è disponibile presso i principali siti di e-commerce).

Forma e cemento

Il progetto prevedeva la costruzione di otto enormi edifici dedicati all’ospitalità dei turisti e del personale di servizio. Prevedeva, inoltre, la realizzazione di un teatro, un cinema, alcune piscine e un ampio spazio dedicato ai festival e ai raduni. L’edificazione iniziò nel 1936 e impegnò 9.000 lavoratori. Responsabile dell’attuazione KdF Seebad-Rügen fu il Dr. Robert Ley che aveva il doppio ruolo di direttore del Fronte Nazionale dei Lavoratori e di responsabile dell’ente Kraft durch Freude. 

I lavori procedevano speditamente, ma tre anni dopo, nel 1939, vennero interrotti perché iniziò la Seconda Guerra Mondiale a seguito dell’offensiva lanciata dai tedeschi nel suolo polacco. La colossale opera, nel mentre, era stata per lo più realizzata escludendo le sole piscine e l’area dedicata ai festival (si tratta di un’enorme piazzale rimasto vuoto).

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Seebad Prora (Foto: Creative Commons, autore: Moellerh)

L’architettura è di stampo razionalista poiché straordinariamente semplificata: non vi sono decorazioni, la forma è drammaticamente ridotta al puro volume e il materiale impiegato è decisamente economico. Gli edifici sono disposti in linea realizzando l’obiettivo di massimizzare gli affacci sul mare. Nel lato rivolto all’interno, verso la pineta, sono inseriti i vani scale e i locali tecnici e di servizio disposti perpendicolarmente a pettine.

Per la sua inedita dimensione il complesso potrebbe essere considerato anche come espressione sui generis del monumentalismo architettonico particolarmente in voga durante gli anni del nazionalsocialismo.

È la ripetizione del modulo a generare quel senso di grandissimo: anche le forme severe e essenziali come quelle funzionaliste possono trasformarsi in una monumentalità impressionante, se portate su una scala estrema.

Memorie di Pietra di Gian Piero Pietro

Vediamo alcuni numeri del complesso di Seebad Prora. Posto a 150 metri dalla spiaggia, il complesso misura in lunghezza 4,5 chilometri. Gli otto edifici che lo compongono ospitavano 10.000 alloggi, ciascuno con superficie di 12,5 metri quadri (5 per 2,5 metri). Ogni alloggio conteneva due letti per un totale di 20.000 posti letto. Per la sua parziale realizzazione furono impiegati 9.000 lavoratori. In occasione di un progetto di estemporanea vestizione artistica del complesso, venne calcolato che i muri perimetrali del complesso misurano 110.000 metri quadri.

Durante l’Esposizione Internazionale di Parigi del 1937, il progetto del KdF Seebad-Rügen vinse il premio Grand Prix per l’architettura. Il modello del nascituro complesso venne esposto all’interno dell’austero e minaccioso padiglione Germania. Il padiglione era caratterizzato da uno sviluppo verticale particolarmente slanciato, caso unico tra le architetture “di regime” (Hitler, infatti, osteggiava la verticalità) e in netta contrapposizione rispetto all’architettura “orrizzontalissima” del colosso di Seebad Prora. Il padiglione Germania fu progettato dall’architetto Albert Speer e fu lo stesso Albert Speer a coordinare, nella veste di commissario, la gara per la progettazione del complesso KdF Seebad-Rügen.

La gara fu vinta dall’architetto Clemens Klotz (autore anche del centro educativo nazionalsocialista di Ordensburg Vogelsang). Per la sola imponente arena o Festhalle (mai realizzata), si scelse invece il progetto presentato dall’architetto Erich Putlitz. La halle dedicata alla propaganda e ai festeggiamenti, infatti, doveva realizzarsi in uno stile architettonico aderente al modello neoclassico che i nazionalsocialisti richiedevano per gli edifici di rappresentanza (si veda ad esempio l’architettura programmatica della Haus der Deutschen Kunst di Monaco).

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Seebad Prora (Foto: Creative Commons, autore: Jim Maurer)
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Seebad Prora (Foto: Creative Commons, autore: Jim Maurer)

La storia è beffarda

A tutto servì l’immenso complesso eccetto che per dare ospitalità ai turisti teutonici. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il complesso di Seebad Prora ospitò gli sfollati in seguito ai bombardamenti alleati su Amburgo del luglio 1943. Successivamente ospitò i tedeschi che fuggivano dalla Prussia orientale a seguito della inesorabile avanzata della Armata Rossa. Nessun turista quindi e tanto meno la “gioia”.

Terminata la guerra, il complesso fu impiegato dall’Armata Rossa e, successivamente, venne ceduto all’esercito della Repubblica Democratica Tedesca. Nel 1990, con l’unificazione delle due Germanie, si iniziarono a elaborare piani per un possibile impiego della colonia estiva. Dal 1992 al 1994, parte dell’edificio fu impiegata come ricovero per i profughi delle guerre balcaniche nei territori della ex Jugoslavia.

Nel 2001, una sezione del complesso è stata impiegata per realizzare un ostello con 400 posti letto. All’interno del complesso, inoltre, sono stati allestiti alcuni musei: il centro di documentazione sulla storia del complesso, il museo militare della Nationale Volksarmee, l’Armata Popolare Nazionale della DDR, il museo ferroviario e della tecnologia di Rügen e altre esposizioni minori.

Ciò che definitivamente cambierà le sfortunate sorti dell’edificio sarà il progetto Neues Prora che consiste in un esteso intervento di riqualificazione che insisterà, in una prima fase, su due degli otto edifici. La riqualificazione è finalizzata alla vendita o all’affitto stagionale delle unità abitative attualmente in corso di realizzazione (scrivo nel 2017).

L’idea di offrire un luogo dove i tedeschi possano trascorrere le loro meritate vacanze potrà quindi, finalmente, realizzarsi…

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Seebad Prora (Foto: Creative Commons, autore: Jim Maurer)


Fonti principali:

Third Reich Ruins (in inglese)

Abitare.it, presentazione del libro A partire da ciò che resta di Elena Pirazzoli

Centro di documentazione Prora (in inglese)

Sito ufficiale del Kultur Kunststatt di Prora (in tedesco)

Neues Prora sito ufficiale (in inglese e tedesco)

Memorie di Pietra di Gian Piero Pietro

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