Germania, il colosso di Seebad Prora

A Seebad Prora, località posta a nord est della Germania sul lungomare dell’isola di Rügen, sorge un colossale edificio che lascia immancabilmente esterrefatti i visitatori che lo raggiungono per soddisfare una ben giustificata curiosità…

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Seebad Prora (Foto: Creative Commons, autore: Jim Maurer)

L’edificio impressiona, ma non per il suo sviluppo verticale, bensì per quello orizzontale. Normalmente, sono le costruzioni realizzate con le dimensioni più vertiginose e le forme più originali a sorprenderci: in questo caso, invece, l’architettura è decisamente semplificata e l’altezza è quella di una modesta palazzina. Ciò che colpisce è l’estensione del complesso che sembra non avere mai fine: non a caso, si parla di un “colosso”…

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Seebad Prora (Foto: Creative Commons, autore: Jim Maurer)
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Seebad Prora (Foto: Creative Commons, autore: Jim Maurer)

In lunghezza, il colosso di Seebad Prora misura quattro chilometri e mezzo: non saprei se esiste un’altra costruzione al mondo così estesa, Muraglia Cinese a parte. Ho calcolato che chi decide di percorrere a piedi il perimetro dell’edificio ci mette più di due ore, ma deve camminare con un certo ritmo. Chi lo farà, da un lato vedrà il Mar Baltico, dall’altro, un edificio alto sei piani con una facciata talmente regolare e monotona che ne rimarrà certamente stranito. Nel percorso, incontrerà alcune strette interruzioni che separano le otto ali del complesso e un grande piazzale rimasto vuoto (ma cosa doveva sorgere al suo interno?). L’edificio ha un nome che è KdF Seebad-Rügen; ha anche una storia che è, come prevedibile, interessante e un futuro che è sempre meno incerto…

La forza attraverso la gioia

Per ideare una costruzione di siffatte proporzioni ci vuole qualcuno con una visione completamente fuori controllo e un decisore con larghe possibilità di manovra. Entrambe le premesse erano ampiamente disponibili presso le autorità tedesche negli anni del nazionalsocialismo. Il complesso, infatti, è una delle rare testimonianze architettoniche dell’epoca nazista: un’epoca di grandi progetti, che, tuttavia, per lo più, non trovarono realizzazione.

L’idea alla base dell’opera fu quella di offrire al popolo tedesco una struttura di villeggiatura in grado di ospitare contemporaneamente 20.000 persone. Ipotizzando un soggiorno estivo della durata di dieci giorni e una “stagione” di sei mesi, il KdF Seebad-Rügen avrebbe accolto 360.000 persone all’anno e, in poco tempo, avrebbe visto alloggiare nelle sue stanze buona parte della popolazione tedesca.

L’obiettivo era quello di offrire una sistemazione a basso costo con la previsione di una tariffa giornaliera per ciascun ospite di soli due Reichsmark, comprendendo anche le tasse, le sedie a sdraio, l’asciugamano e il costume.

In Italia, strutture simili, furono chiamate “colonie estive” e anche da noi, ebbero un notevole sviluppo proprio durante gli anni di una dittatura, quella fascista. A Seebad Prora, tuttavia, ciò che caratterizza l’edificio posto nel lungomare è la sua straordinaria dimensione e, più in generale, il progetto di incasellare un intero popolo in piccole stanze, tutte uguali e tutte con la loro ambita vista sul mare.

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Seebad Prora (Foto: Creative Commons, autore: Jim Maurer)
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Seebad Prora (Foto: Creative Commons, autore: Jim Maurer)

L’organizzazione che avrebbe dovuto presiedere e gestire la struttura fu individuata nell’ente dal curioso e immaginifico nome: Kraft durch Freude, in italiano la forza attraverso la gioia, che fu ispirata proprio alla nostrana Opera Nazionale Dopolavoro. Il KdF aveva come missione quella di offrire una fitta serie di attività ricreative a basso costo. I beneficiari erano i tedeschi con modeste capacità economiche, ma pur sempre meritevoli di provare anch’essi la “gioia di regime”. Per fare tutto questo, erano necessarie strutture adeguate come le grandi navi da crociera e le colonie e tra queste ultime, quella più grande era proprio il KdF Seebad-Rügen.

Per chi volesse approfondire il tema del rapporto tra architettura e dittatura, suggerisco la lettura del testo Memorie di pietra. I monumenti delle dittature di G. P. Piretto (ed. Cortina Raffaello 2014). Per viaggiare in Germania scoprendo questa e altre mete insolite, suggerisco la lettura di Viaggio nell’altra Germania di Tilde Giani Gallino (ed. Einaudi 2013). Un’altra lettura sugerita è il testo A partire da ciò che resta di Elena Pirazzoli che dedica un’ampio capitolo all’edificio di Seebad Prora (attualmente il libro non è disponibile presso i principali siti e-commerce).

Forma e cemento

Il progetto prevedeva la costruzione di otto enormi edifici dedicati all’ospitalità dei turisti e del personale di servizio. Prevedeva, inoltre, la realizzazione di un teatro, un cinema, alcune piscine e di un ampio spazio dedicato ai festival e ai raduni. L’edificazione iniziò nel 1936 e impegnò 9.000 lavoratori. Responsabile dell’attuazione del progetto KdF Seebad-Rügen fu il Dr. Robert Ley che aveva il doppio ruolo di direttore del Fronte Nazionale dei Lavoratori e di responsabile dell’ente Kraft durch Freude. 

Il lavoro procedette speditamente ma, tre anni dopo, nel 1939, venne interrotto perché iniziò la Seconda Guerra Mondiale a seguito dell’offensiva lanciata dai tedeschi nel suolo polacco. La colossale opera, nel mentre, era stata per lo più realizzata escludendo le sole piscine e l’area dedicata ai festival (si tratta dell’enorme piazzale rimasto vuoto).

A Seebad Prora, in ogni caso, i festosi turisti sventolanti le bandiere con la croce uncinata non sarebbero mai arrivati.

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Seebad Prora (Foto: Creative Commons, autore: Moellerh)

Ciò che emerse nell’isola di Rügen fu un’architettura che impegnò una quantità di cemento tale che gli stessi sovietici (o i nostrani “palazzinari”) ne sarebbero rimasti affascinati. Lo stile fu semplificato al punto che si fa fatica a parlare di uno stile. Potrebbe essere catalogata come un’architettura razionalista perché non vi è traccia di alcuna decorazione, la forma è drammaticamente ridotta al puro volume, la sua semplificazione diventa quasi paradigmatica e il materiale impiegato è decisamente e “brutalmente” economico. In realtà, la dimensione è tale che il complesso può essere considerato e a buon titolo, anche come espressione sui generis del monumentalismo architettonico particolarmente in voga durante gli anni del nazionalsocialismo.

Vediamo alcuni numeri del complesso di Seebad Prora. Posto a 150 metri dalla spiaggia, il complesso misura in lunghezza 4,5 chilometri. Gli otto edifici che lo compongono ospitavano 10.000 alloggi ciascuno con superficie di 12,5 metri quadri (5 per 2,5 metri). Ogni alloggio conteneva due letti per un totale di 20.000 posti letto. Per la sua parziale realizzazione furono impiegati 9.000 lavoratori. In occasione di un progetto di estemporanea vestizione artistica del complesso venne calcolato che i muri perimetrali del complesso misurano 110.000 metri quadri.

Durante l’Esposizione Internazionale di Parigi del 1937, il progetto del KdF Seebad-Rügen vinse il premio Grand Prix per l’architettura. Il modello del nascituro complesso venne esposto all’interno dell’austero e minaccioso padiglione Germania che sorgeva proprio frontalmente a quello altrettanto minaccioso dell’Unione Sovietica. Il padiglione Germania era caratterizzato da uno sviluppo verticale particolarmente slanciato, caso unico tra le architetture “di regime” e in totale contrapposizione rispetto all’architettura “orrizzontalissima” del colosso di Seebad Prora.

Il padiglione Germania fu progettato da Albert Speer e fu lo stesso Albert Speer a coordinare, nella veste di commissario, la gara per la progettazione del complesso KdF Seebad-Rügen. La gara venne vinta dall’architetto Clemens Klotz insieme, per la sola imponente arena (mai realizzata), al collega Erich Putlitz.

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Seebad Prora (Foto: Creative Commons, autore: Jim Maurer)
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Seebad Prora (Foto: Creative Commons, autore: Jim Maurer)

La storia è beffarda

A tutto servì l’immenso complesso eccetto che per dare ospitalità ai turisti teutonici.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, il complesso di Seebad Prora ospitò gli sfollati in seguito ai bombardamenti alleati di Amburgo del luglio 1943. Successivamente ospitò i tedeschi che fuggivano dalla Prussia orientale a seguito della inesorabile avanzata della Armata Rossa. Nessun turista quindi e tanto meno la “gioia”.

Terminata la guerra, il complesso fu impiegato proprio dall’Armata Rossa e, successivamente, venne ceduto all’esercito della Repubblica Democratica Tedesca. Nel 1990, con l’unificazione delle due Germanie si iniziarono a elaborare piani per un possibile impiego della colonia estiva. Dal 1992 al 1994, parte dell’edificio fu impiegata come ricovero per i profughi delle guerre balcaniche nei territori della ex Jugoslavia.

Successivamente, nel 2001, una sezione del colosso è stata impiegata per realizzare un ostello con 400 posti letto. All’interno del complesso, inoltre, sono stati allestiti alcuni musei: il centro di documentazione sulla storia del complesso, il museo militare della Nationale Volksarmee, l’Armata Popolare Nazionale della DDR, il museo ferroviario e della tecnologia di Rügen e altre esposizioni minori.

Ciò che definitivamente cambierà le sfortunate sorti dell’edificio sarà il progetto Neues Prora che consiste in un esteso intervento di riqualificazione che insisterà, in una prima fase, su due degli otto edifici. La riqualificazione è finalizzata alla vendita o all’affitto stagionale delle unità abitative attualmente in corso di realizzazione (scrivo nel 2016).

Finalmente, l’idea di offrire un luogo dove i tedeschi possano trascorrere le loro meritate vacanze potrà realizzarsi…

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Seebad Prora (Foto: Creative Commons, autore: Jim Maurer)


Fonti principali:

Third Reich Ruins (in inglese)

Abitare.it, presentazione del libro A partire da ciò che resta di Elena Pirazzoli

Centro di documentazione Prora (in inglese)

Sito ufficiale del Kultur Kunststatt di Prora (in tedesco)

Neues Prora sito ufficiale (in inglese e tedesco)

 

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