Le 10 regole d’oro per realizzare un’architettura sovietica

Qui di seguito troverete le dieci regole d’oro per progettare un vero edificio sovietico. Seguendole con attenzione, avrete buone possibilità di vedere il vostro lavoro realizzato e, cosa ancora più importante, di non ritrovarvi ai lavori forzati nella lontana Siberia …

1.Pensare in grande

Iniziamo dalle dimensioni: l’edificio deve essere molto grande e deve esserlo al punto che chi vi si troverà davanti non potrà fare altro che pensare che l’Unione Sovietica ci sa decisamente fare con gli edifici grandi. Se per errore il palazzo vi riesce non molto grande, allora dovrete ampliare le sue pertinenze con un piazzale abnorme dove inserirete anche un sostanzioso monumento. Un vero edificio comunista è fatto per le masse e le masse richiedono spazi grandi. Un edificio comunista, inoltre, è anche uno strumento immobile di propaganda politica che, per essere efficace, deve dare l’idea di qualcosa di imponente, monumentale, solido e inamovibile.

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Progetto per il Palazzo dei Soviet di Mosca dell’architetto Boris Iofan

Un ottimo spunto sarà il progetto che l’architetto russo Boris Iofan realizzò negli anni trenta per il Palazzo dei Soviet di Mosca. L’altezza del palazzo doveva essere di 500 metri comprendendo una enorme statua di Lenin posta nella sommità. Per una sfortunata serie di avversità e, tra queste, l’improvvisa invasione dei tedeschi, il progetto non venne mai portato a termine: peccato, il risultato sarebbe stata una enorme torta nuziale, sposa a parte…

2.Amare il cemento

Prima di progettare un edificio sovietico dovete essere consapevoli della vostra passione per il cemento. Se la passione è tale da dimostrarsi prossima a un amore incondizionato, allora potete mettervi all’opera, altrimenti è meglio che vi dedichiate a altro. Concreto, pesante, grigio e inespressivo: il cemento è ciò che più si avvicina alla visione categoricamente materialista del comunista doc. Un materiale sublime che richiede passione e, appunto, amore. Se riuscite a sentirne l’odore e se lo preferite a un melenso paesaggio naturale, allora procedete con la progettazione del vostro edificio sovietico.

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Il Linnahall, un mare di cemento nel lungomare di Tallinn (Foto: Creative Commons, autore: Daniel Staemmer)

3.Seguire le direttive del leader

Prima di progettare, cercate di capire quale è lo stile più ambito dal leader in quel momento. Il leader potrà cambiare opinione e, in questo caso, gettate il lavoro già fatto e rimettetevi all’opera. Ciò che conta è che la vostra costruzione sia l’espressione della volontà di colui che è alla vetta del potere.

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“Sembra lo vogliano monumentale” (Foto: Creative Commons, autore: Asparukh Akayev)

Classicismo, monumentalismo, costruttivismo, modernismo, brutalismo e internazionalismo sono tutti stili ben rappresentati dall’architettura sovietica, ma ciascuno ha avuto una sua stagione, poi si è passati a altro. Per questo, il consiglio che vi do è quello di contattare subito il vostro conoscente più vicino alla nomenclatura di partito per chiedergli di indagare per voi sulle aggiornate direttive del Cremlino in materia di architettura…

4.Fare massa

Se non ve la sentite di progettare un monumento, un palazzo dei Soviet o un Centro Studi sul Leninismo, potete sempre mettervi alla prova con un edificio residenziale. In questo caso dovete sapere che le masse, volenti o nolenti, dovranno essere ficcate dentro enormi palazzi suddivisi in micro appartamenti. Come si suole dire: le persone dovranno “fare massa” e per questa ragione bisognerà collocarle quanto più in prossimità le une con le altre. In questo modo realizzerete il vostro primo soviet block, un enorme contenitore parcellizzato a tal punto che il vostro miniappartamento vi sembrerà una residenza di lusso.

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Soviet Blok a Tbilisi (Foto: Creative Commons, autore: Oleksandr Burlaka)

5.Commemorare il cemento attraverso le vittime

La realizzazione di un memoriale commemorativo è un incarico che offre grande prestigio e ampio margine di manovra. Non ci saranno problemi di budget e l’area occupata sarà grande quanto lo desidererete. Nel mettervi all’opera, considerate che non avrà alcuna importanza il significato della vostra realizzazione, non fatevi, pertanto, ingannare da questioni marginali come la memoria o il cordoglio. Individuate l’area utile e create un immenso piazzale di cemento: al suo centro inserite l’oggetto più grande e delirante che vi viene in mente. Assicuratevi, infine, che il cemento impiegato sia tantissimo. Se il risultato vi sembra desolante e inespressivo, allora avete in mano il progetto giusto!

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Kaunas, Lituania – Monumento ai Caduti del Nono Forte (Foto: Creative Commons, autore: markhoulder)

6.Mai dimenticare Lenin

Presentare un progetto dove non è prevista la statua di Lenin significherà necessariamente trovarsi a trascorrere buona parte della vita che vi rimane nella fredda e desolante Siberia. Un immobile Lenin sicuro e convincente va sempre previsto: meglio sarebbe trovare lo spazio anche per una coppia di kolkhoziani o per un soldato dell’Armata Rossa mentre vittorioso abbraccia la moglie: in ogni caso un Lenin non va mai dimenticato.

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Statua di Lenin (Foto: CC, autore: Sergey Melkonov)

La statua del padre del comunismo sovietico dovrà rispondere a alcuni semplici canoni. L’espressione deve essere seria e impermeabile a qualsiasi emozione, deve, tuttavia, essere anche rassicurante, impegnata e lungimirante. Dovrà indossare il cappotto, comunque e sempre: con una mano potrà tenere un libro, con l’altra, potrà semplicemente tenere il bavero del suo pastrano. In alternativa, una mano può essere alzata con l’indice proteso verso l’alto, ma non a indicare il cielo, bensì, a far intendere che sta per dire qualcosa di veramente importante.

Fra un secolo tra i popoli civilizzati non ci sarà altra forma di governo se non quella dell’URSS

Vladimir Il’ič Ul’janov detto Lenin

7.Entrare in contatto con gli alieni

Le strutture più astruse trovarono larga diffusione nei territori dell’Impero Sovietico: conviene, pertanto, lasciarsi guidare da queste esperienze e provare a progettare qualcosa di assolutamente inatteso e improbabile. Per fare questo, possiamo tranquillamente farci aiutare dal mondo alieno. Navicelle spaziali, UFO, strutture provenienti da pianeti ancora inesplorati e persino strutture provenienti da realtà parallele, potranno diventare edifici da sistemare qua e là, un po’ ovunque nei territori d’oltre cortina di ferro.

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Bulgaria, il Buzludzha, monumento commemorativo realizzato nel 1981 (Foto: CC, autore: Montecruz Foto)

8.Fare attenzione a quelle canaglie dei nazisti

Ricordate che i gerarchi nazionalsocialisti stanno anch’essi affidando all’architettura un ruolo ragguardevole per la promozione della politica e più in generale della loro ideologia. Questi cercheranno in ogni modo di farvi sfigurare e di ridurre il vostro progetto a un malriuscito tentativo di confrontarsi con la loro solida e monumentale magnificenza. Per questa ragione, non solo cercate di disegnare un vostro edificio ancora più grande, ma fate molta attenzione a sguardi indiscreti di chi potrebbe poi informare in anticipo Albert Speer sulla portata del vostro progetto consentendogli di farne uno ancora più imponente.

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I due padiglioni a confronto, quello a destra è il padiglione sovietico

Fate tesoro di quanto accadde durante l’esposizione universale a Parigi nel 1937. In quell’occasione, l’architetto che giocava insieme a Hitler a progettare le città imperiali del dopo guerra, riuscì a visionare il progetto del padiglione Unione Sovietica in largo anticipo e, di conseguenza, ne fece realizzare per la Germania uno maledettamente più alto.

9.Non trascurate la gaiezza

Il tipico volto impassibile, quasi inanimato, del burocrate sovietico, non deve confondervi le idee. A volte, nel loro animo, i burocrati incaricati di preparare la società alla realizzazione dell’egualitarismo comunista, nascondono una forte propensione all’ironia e allo scherzo.

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Sede del Ministero dei Trasporti della Repubblica Socialista di Georgia (Foto: CC,  autore: Oleksandr Burlaka)

Prendete ad esempio, la sede del ministero dei trasporti di Tbilisi, in Georgia: l’eccentrico edificio, oggi sede della Banca di Georgia, è l’esempio più illuminante di quanto, a volte, c’era proprio da divertirsi nel progettare le architetture di stato…

La gaiezza è la caratteristica più evidente dell’Unione Sovietica.

Iosif Vissarionovič Džugašvili (Stalin)

10.Prepararsi una via di fuga

Avete presentato il vostro progetto. Il committente resta impassibile e non vi dimostra alcun segnale ne di approvazione e neppure di disapprovazione. Vi viene indicata l’uscita e voi attraverserete quella porta sapendo che presto si deciderà non solo in merito al vostro lavoro, ma anche di voi stessi. Le probabilità che durante una delle notti a venire la Čeka, la polizia politica sovietica, venga a prendervi per deportarvi in Siberia è molto alta. Potreste aver messo la statua di Lenin in una posizione sconveniente, oppure potreste aver fatto qualcosa di troppo formale e per questo non apprezzabile dalle masse. Insomma, vi attende la massima gloria, oppure una lunga permanenza nei campi di lavoro. Per questa ragione è necessario che prepariate per voi e per i vostri famigliari una via di fuga, magari raggiungendo, se le cose si mettono male, proprio uno di quei maledetti paesi capitalisti che stanno al di là della cortina di ferro.

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Grazie al cielo il tunnel era pronto! (Foto: CC, autore: Daniel Mennerich)

Letture suggerite

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Una bibbia sull’architettura comunista c’è ed è stata edita dalla Taschen (è disponibile anche in lingua italiana). Il titolo del libro è CCCP: Cosmic Communist Constructions Photographed e raccoglie numerose immagini e interessanti descrizioni di molti edifici disseminati ovunque nei paesi della ex Unione Sovietica.

Suggerisco anche Soviet Ghosts (ed. Carpet Bombing Culture) che ci fa conoscere attraverso una mirabile galleria fotografica le strutture che non hanno trovato alcuna forma di impiego dopo la caduta dei regimi comunisti d’Europa diventando veri e propri immobili fantasmi di cemento.

C’è persino chi ha pensato di dedicare un progetto fotografico monografico dedicato alle sole pensiline delle fermate degli autobus. Gli autori dei libri Soviet Bus Stops e Soviet Bus Stop 2 (ed. Fuel) hanno viaggiato per ben 30.000 chilometri lungo le strade di tutta l’ex Unione Sovietica per fotografare le più originali e formalmente interessanti fermate dei mezzi pubblici.

C’è anche un libro di documentazione fotografica tutto italiano, autore e editore: si tratta della raccolta delle immagini del fotografo Marco Citron, dal titolo Urbanism 1.01.

Infine, cito Spomenik (ed. Idea Books B.V.) del fotografo Jan Kempemaers che concentra l’attenzione sui soli memoriali dell’epoca titina della Jugoslavia.

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