Finalmente la Foresta Nera

Lo Schwarzwald o Foresta Nera è uno di quei luoghi che non riuscivo in alcun modo a concepire; mi era difficile comprendere quali potessero essere le caratteristiche e le località salienti di questa immensa area posta a sud-ovest della Germania; poi, è andata a finire che finalmente ci sono andato …

Qui sotto trovate alcuni temi, suggestioni, località e spunti vari, ordinati esclusivamente secondo l’impatto che hanno avuto sul mio immaginario: insomma, una non guida che spero possa comunque fungere da guida per uno dei luoghi più citati, ma meno visitati al mondo.

Perché nera?

La Foresta Nera mi dava l’idea di una foresta tetra; la immaginavo un po’ come gli scenari che i gruppi nordici di musica black metal scelgono per ambientare i loro immaginifici e mirabolanti videoclip. In realtà, la Foresta Nera è decisamente verde e d’estate, il verde è quanto mai brillante. Bisogna proprio far luce su questo nome.

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La mia idea di Foresta Nera (Foto: CC, autore: Rodrigo)

La denominazione Schwarzwald ha origini antiche, furono i Romani a definirla per la prima volta in questo modo: in latino, infatti, era chiamata Silva Nigra e per la semplice ragione che la vegetazione appariva talmente fitta da non lasciar passare i raggi di sole. La densità di conifere unitamente al loro verde intenso ha fatto sì che questa immensa foresta ricevesse una denominazione decisamente intrigante anche se un po’ fuorviante.

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La Foresta Nera nella realtà (Foto: CC, autore: esclarabunda)
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In autunno, lungo i sentieri della Foresta Nera (Foto: CC, autore: Roman Boed)

Triberg im Schwarzwald

Tra i numerosi e pittoreschi villaggi, metto al primo posto quello di Triberg in Schwarzwald e per le seguenti ragioni: il paese è decisamente tipico mostrando quasi esclusivamente architetture tradizionali che trovano nel graticcio, nei tetti a padiglione e nelle facciate a cuspide il tema comune; c’è poi la possibilità, con una piacevole camminata che dura trenta minuti, di vedere la cascata più alta della Germania, quella del fiume Gutach che, prima di scendere nel paese, rimbalza su sei gradoni in pietra per un dislivello di 163 metri creando un effetto decisamente coreografico. Nella sua caduta, la cascata vaporizza per diverse decine di metri l’area circostante, cosa che, d’estate, è particolarmente gradita. Ottima l’idea di apporre lungo il sentiero un cartello che consente a colpo d’occhio di scegliere il percorso più appropriato alla propria concezione di “camminata”.

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Il centro di Triberg im Schwarzwald (Foto: CC, autore: Vladislav Bezrukov)
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Uno dei salti della cascata del fiume Gutach (Foto: Dage 2016)
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Il cartello posto lungo il sentiero che raggiunge le cascate del fiume Gutach (Foto: Dage 2016)

Il visitatore va avvisato che l’ingresso all’area delle cascate è a pagamento anche se la cifra di quattro euro si giustifica pienamente per l’ottimale condizione del percorso e per le passerelle a bordo cascata che consentono di vivere da vicino lo sbalzo d’acqua anche senza tuffarcisi dentro. La mappa è distribuita gratuitamente e invita a scegliere tra tre possibili percorsi; quello culturale, quello naturale e quello delle cascate. Ci sono poi gli orologi a cucù, ma di questo ne parlerò poi, salvo anticipare che l’orologio a cucù più grande al mondo si trova proprio qui a Triberg.

La Torta Foresta Nera

Ho sempre ammirato chi parte per un viaggio con l’intenzione di compiere una ricerca su qualcosa di precisamente prestabilito. L’idea di raccogliere on the road le informazioni e di mettere le diverse opzioni a confronto è, forse, il modo migliore per scegliere il tragitto e per fare esperienze uniche e formative. Se il viaggio avvenisse attraverso i villaggi della Foresta Nera, suggerirei a questi intraprendenti viaggiatori di scegliere come missione la ricerca della Schwarzwälder Kirschtorte, la Torta alle Ciliegie della Foresta Nera, perfetta. Questa indagine sul campo darebbe una soddisfazione tale da obbligare gli stessi viaggiatori a ripetere e poi nuovamente a ripetere le loro esperienze di assaggio con la semplice scusa di una necessaria conferma: la Schwarzwälder Kirschtorte, infatti, è un dolce squisito e in questo territorio viene preparato in un modo irripetibile!

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La Torta Foresta Nera (Foto: Dage 2016)

La Torta Foresta Nera consiste in più strati di pan di Spagna al cioccolato separati e ricoperti dalla panna montata e dalle ciliegie che sono il frutto più generosamente offerto dalla foresta teutonica. Non bastasse, per una degna decorazione, vengono aggiunte delle scagliette di cioccolato insieme alle ciliegie, questa volta candite, super! La versione serale si completa con l’impiego del Kirschwasser che è un liquore alla ciliegia simile al brandy. La difficoltà non sta molto nella preparazione, bensì, negli ingredienti che, visto l’insieme, devono essere necessariamente freschi e genuini: una Torta Foresta Nera preparata a regola d’arte si riconosce anche dal fatto che si digerisce in brevissimo tempo, poi, è già ora di mangiarne una seconda fetta.

Durante il nostro soggiorno abbiamo visto due viaggiatrici giapponesi che, a Triberg, indicavano al cameriere di una gasthaus la foto della famosa torta stampata nella loro ben informata guida turistica. Ricevuta la abbondante porzione, prima si sono dimostrate incredule, poi, hanno dato la prima forchettata e subito hanno iniziato a ridere, a mangiare e a ridere e così per diversi minuti; le cose buone rendono felici!

Friburgo in Brisgovia

Le più grandi città poste all’interno della Foresta Nera sono Friburgo in Brislavia con 230.000 abitanti e Baden Baden con 55.000 abitanti. Entrambe rappresentano un’ottima scelta per fare quattro passi in città lasciandosi alle spalle, almeno per un pomeriggio, la florida natura della foresta. Noi abbiamo scelto di visitare Friburgo in Brisgovia perché ci è stata correttamente descritta come città estremamente vitale, giovane e ecologica.

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La cattedrale gotica di Nostra Signora vista dallo Shlossberg (Foto: Dage 2016)
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Il raccolto centro storico di Friburgo in Brisgovia (Foto: Dage 2016)
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Edificio in stile liberty a Friburgo in Brisgovia (Foto: Dage 2016)
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Edificio presso Münsterplatz (Foto: Dage 2016)

Friburgo è una città decisamente vivace, molto attraente e ricca di spunti. Ricostruita a regola d’arte dopo i bombardamenti alleati che ne cancellarono buona parte del centro storico, Friburgo offre molto agli appassionati di architettura antica e anche alcune interessanti realizzazioni moderne come la avveniristica Biblioteca Universitaria. La città è letteralmente “in mano” agli studenti che ne stabiliscono il ritmo e che la vivono in modo decisamente spontaneo e frugale: frugale al punto che qui è possibile preparare un picnic in grande stile anche lungo le vie del centro. In fondo, Friburgo accoglie più di trentamila studenti da tutta la Germania e da ogni altro paese del mondo cosa che, naturalmente, produce sperimentazione e tanta voglia di socializzare.

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La modernissima Biblioteca Universitaria di Friburgo in Brisgovia inaugurata nel 2015 (Foto: UniFreiburg)

La passeggiata lungo le vie del centro storico richiederebbe poco più di un’ora; scrivo richiederebbe perché è impossibile non fermarsi nei molti locali, negozi e negli onnipresenti spazi pubblici; la città è a tal punto ospitale che viene proprio voglia di approfittarne. La meta più ambita dai turisti è la cattedrale gotica di Nostra Signora, in tedesco Münster, che con il suo campanile alto 116 metri si fa decisamente notare. C’è poi la collina Schlossberg che può essere risalita partendo proprio dal centro città e che di sera viene presa letteralmente d’assalto dagli studenti che qui trovano il luogo adatto per ammirare il tramonto, scambiare due chiacchiere e nuovamente organizzare dei picnic.

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Giovani studenti tedeschi durante il loro magnifico picnic serale a Friburgo in Brisgovia (Foto: Dage)
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La dura vita universitaria a Friburgo di Brisgovia (Foto: Dage 2016)

Passeggiando per la città non potrete non notare e rimanere decisamente incuriositi dalla fitta rete formata dai caratteristici Freiburg Bächle che rappresentano un vero e proprio tratto distintivo di Friburgo. I Bächle sono dei micro-canali artificiali che corrono lungo molte vie del centro storico della città. Larghi circa quaranta centimetri e alti circa venti centimetri, non hanno oggi una vera e propria funzione salvo quella di arredare in modo curioso una città decisamente originale.

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I Freiburg Bächle (Foto: Wikimedia Commons, autore: Zairon)

Orologi a cucù

Schwenningen, Triberg, Donaueschingen, Titisee, Villigen e molte altre celebrate località della Foresta Nera sorgono lungo la Deutsche Uhrenstrasse che in italiano diventa la Strada degli Orologi. Si tratta di un percorso lungo 320 chilometri e che deve la sua denominazione al fatto che qui, da molti secoli, si producono orologi e in particolare gli orologi a cucù. La ragione di questa specializzazione è che, in questi territori, l’attività agricola non è mai stata così florida da impegnare per l’intera giornata la popolazione sopratutto d’inverno quando il tempo libero abbondava. C’era poi la necessità di produrre qualcosa che generasse un po’ di valore aggiunto alla comunità: la soluzione fu, appunto, la produzione di orologi a cucù che offrivano anche l’occasione di mettere a frutto l’arte della decorazione a intaglio del legno già ben radicata nel territorio.

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Particolare dell’immensa e monotematica esposizione presso la House of 1000 Clocks (Foto: Dage 2016)
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Dettaglio della facciata della House of 1000 Clocks a Triberg (Foto: Dage 2016)

Forse anche voi, come noi, non avete alcun tipo di interesse per questi oggetti che potreste considerare decisamente stucchevoli e fastidiosi. Potrà, tuttavia, capitare che di fronte alle immense esposizioni che raggiungono l’apice presso la House of 1000 Clocks di Triberg e, poi, di fronte alla sua facciata che è stata anch’essa trasformata in un grande orologio a cucù con degli enormi orsacchiotti che se ne vanno imperturbabili su e giù, troviate la giusta spinta per riconsiderare il vostro giudizio su questo oggetto. Se la cosa incominciasse a attirarvi, allora dovrete procedere, sempre a Triberg, verso via Schonachbach e raggiungere il numero 27 dove potete visitare l’orologio a cucù più grande del mondo!

Titisee

Un’altra imprescindibile meta nella Foresta Nera è il lago e l’annesso paese di Titisee. Località molto frequentata da un turismo nazionale decisamente compiaciuto, Titisee offre la possibilità di rilassarsi in riva al lago, di fare delle passeggiate lungo i molti sentieri che da qui salgono dolcemente sui rilievi circostanti, di fare un bagno nelle scurissime acque del Titisee, di affittare una barchetta e di remare da un capo all’altro dello specchio d’acqua e, infine, di farsi un pranzetto o una cenetta nei molti locali che animano questo il paese.

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Il lago di Titisee (Foto: Dage 2016)
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Il paese di Titisee-Neustadt visto dal lago (Foto: Dage 2016)

In realtà ciò che più probabilmente vi ritroverete a fare sarà un’attenta osservazione di come i tedeschi, tendenzialmente di una certa età, vivono questo luogo tutto pensato secondo il loro immaginario di località turistica. Dal piazzale delle corriere, ordinatamente percorrono il tragitto che li porta al fiume dove è già organizzata per loro una gita con il battello a motore, gita che non dura molto perché il lago è decisamente di piccole dimensioni. Al rientro vanno dritti e senza incertezze verso una delle gasthaus, le tradizionali trattorie tedesche, che prontamente dispongono sulle lunghe e festanti tavolate tutto ciò che caratterizza la cucina teutonica. Dopo gli acquisti di rito, ripartono. Titisee è decisamente il posto ottimale per una ricerca antropologica sui “tedeschi”.

Il Danubio

La sorgente del fiume Danubio si trova all’interno della Foresta Nera e in particolare nei dintorni della località di Donaueschingen. Qui, i due fiumi Brigach e Breg si uniscono formando il secondo fiume più lungo d’Europa dopo il Volga. In realtà la questione è ancora oggetto di varie interpretazioni e, quella oggi più diffusa, stabilisce che il Brigach sia a sua volta affluente del Breg, pertanto, il Breg sarebbe già il Danubio. La questione non è di poco conto perché stiamo parlando di un corso d’acqua decisamente importante per i popoli delle dieci nazioni attraversate lungo i suoi 2.860 chilometri di percorso; un corso d’acqua percepito come qualcosa di mitologico e, come ogni mito, anche il Danubio non può avere un’origine certa e certificabile.

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Il Donauquelle, la grande fontana che viene considerata la sorgente ufficiale del Danubio posta davanti al castello in stile barocco di Donaueschingen, dimora della famiglia principesa dei Fürstenberg (Foto: CC, autore: Jürgen Mangelsdorf)

Donaueschingen e la fontana di Donauquelle sono un’altra meta tipica del turismo nazionale, questa volta, complice anche in fatto che qui c’è il birrificio Fürstenberg che offre una bibita particolarmente apprezzata.

Donauquelle, la sorgente ufficiale del Danubio, scorre qui, malinconicamente, davanti allo splendore decadente del castello barocco della famiglia Fürstenberg, localmente nota per la produzione di birra fine la cui schiuma bianca si deposita sui baffi degli allegri bevitori.

Da Il mio Danubio: in bicicletta lungo il fiume d’Europa di Guillaume Prébois

To be continued …

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9 thoughts on “Finalmente la Foresta Nera

  1. Questi paesini sembrano usciti da una fiaba dei fratelli Grimm! Non sono mai stata nella Foresta Nera, ma non me la immaginavo affatto così verde.
    Mi vergogno un po’ ad ammetterlo ma io ho un debole per gli orologi a cucù, anzi li adoro proprio 😉
    Buona serata,
    Silvia.

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  2. Complimenti per il bellissimo articolo! Ho sorriso alla tua idea di “foresta nera”, che ammetto, non si discosta molto dalla mia. XD
    Le foto sono splendide (quella con il dolce è la mia preferita ehehe), più le guardo e più penso a quanta meraviglia ci circonda!
    E poi quelle casette, la sorgente del fiume Danubio, la cascata… voglio andarci!!!

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