Tra le dighe del Friuli

C’è una particolare tipologia di turista che frequenta il Friuli Venezia Giulia: questi se ne va in automobile verso le montagne della provincia di Pordenone e, poi, non lo si ritrova più, ne nei sentieri alpini, neppure nei paesi montani. Solo seguendolo capiamo che ha un obiettivo preciso e che se ne sta andando placidamente “a dighe”. Ecco come seguirne le tracce nella provincia di Pordenone, dove, tra le altre, si trova anche la tristemente famosa diga del Vajont 

Il tour delle dighe

Per compiere la visita in modo ordinato, bisogna partire dal comune di Meduno, salire sino al Lago di Redona e poi ancora più in sù sino a Ca’ Selva e Ca’ Ciul o Ca’ Zul: in questo modo si possono visitare le tre dighe che appartengono all’impianto della Val Meduna. Scesi nuovamente a Meduno, bisognerà andare a Montereale Valcellina e da lì risalire il torrente Cellina verso Barcis e poi verso il comune di Erto e Casso dove si trova la famigerata diga del Vajont.

Il percorso si può realizzare compiutamente e comodamente in una giornata: tutte le dighe sono raggiungibili in automobile e tutte offrono un parcheggio nelle vicinanze per potersi soffermare e prendere atto delle loro caratteristiche. Solo la diga del Vajont prevede una visita guidata che consente di percorrere la sommità della diga ascoltando il racconto dei drammatici fatti del 1963 descritti da una ben addestrata e decisamente motivata guida.

Le tre dighe dell’impianto di Val Meduna

1.La diga del Ponte Racli

A sud del Lago di Redona o Lago dei Tramonti si trova la prima diga, quella del Ponte Racli. L’impianto, come gli altri due di Val Meduna, ha lo scopo di produrre energia elettrica, di trattenere l’acqua durante i periodi di grosse piene e di alimentare il sistema di irrigazione delle coltivazioni in pianura. La diga di Ponte Racli, interrompendo il corso del torrente Meduna, ha generato un enorme invaso che costituisce il Lago di Redona o dei Tramonti. Quando il lago non è in piena, si possono ancora vedere  le vecchie mura in pietra delle abitazioni delle borgate che furono sommerse dall’acqua.

2017-01-28_11-53-28
I resti delle borgate sommerse nel lago di Redona (Foto: Looking for Europe 2017)

La diga fu costruita in tre anni e venne collaudata verso la fine del 1963: lo scopo iniziale era quello di fornire energia elettrica all’impianto di produzione della viscosa di Torviscosa. Trovate più informazioni su questo link.

2017-01-28_11-49-16
La dga del Ponte Racli a Redona (Foto: Looing for Europe)

Percorrendo il Ponte Racli e compiendo un percorso di montagna attraverso una strada stretta e molto tortuosa, si raggiunge la località di Selva, dove si trova il Lago di Ca’ Selva e l’omonima diga.

2017-01-28_11-44-06

2.la diga di Ca’ Selva

Il percorso si compie in poco più di un quarto d’ora, la strada è tortuosa, ma è sicura e offre un panorama, a volte, decisamente mozzafiato. A pochi metri oltre l’abitato di Selva si raggiunge la diga di Ca’ Selva. Come la precedente e quella posta più sopra di Ca’ Ciul o Ca’ Zul, anche questa diga ha come scopo principale quello di produrre energia elettrica ed è gestita dalla Edison. Il torrente sbarrato, questa volta, è il Silisia che poi confluisce nel Meduna. Al contrario delle sue due sorelle, quella di Ca’ Selva non è a cupola, ma a arco e gravità: in estrema sintesi, la differenza sta nel fatto che le prime resistono alla pressione dell’acqua semplicemente scaricandone la forza ai lati e, di conseguenza, sulla montagna, la seconda, aggiunge anche la resistenza data dal proprio peso, cosa questa, che si potrebbe capire facilmente disponendo di una sezione trasversale della struttura. La diga fu costruita in quattro anni e venne collaudata nell’estate del 1952: lo scopo iniziale era quello di fornire energia elettrica all’impianto di produzione della viscosa di Torviscosa. Trovate più informazioni su questo link

Diga di Ca' Selva, Meduno
La diga a arco e gravità di Ca’ Selva (Foto: Dage 2016)
Diga di Ca' Selva, Meduno
La sommità della diga di Ca’ Selva resa accessibile alle auto (Foto: Dage 2016)
Diga di Ca' Selva, Meduno
La diga di Ca’ Selva vista dall’alto dei suoi 99 metri (Foto: Dage 2016)
Diga di Ca' Selva, Meduno
La diga di Ca’ Selva (Foto: Dage 2016)

3.La diga di Ca’ Zul o Ca’ Ciul

Lasciati Selva e la diga di Ca’ Selva, percorrendo un tragitto decisamente avventuroso, si può in breve tempo raggiungere la diga e il relativo lago artificiale di Ca’ Zul o Ca’ Ciul. Avventuroso, perché la strada che separa le due dighe corre anche all’interno di due gallerie, lunghe circa due chilometri ciascuna, completamente buie e senza rivestimento. Oltre alle infiltrazioni dell’acqua e al relativo effetto pioggia, c’è anche il brivido di stare qualche minuto in auto senza altra illuminazione al di fuori di quella dei propri fanali. In realtà, il percorso è perfettamente rettilineo e da subito si vede la famosa “luce in fondo al tunnel”. Chi le percorre va informato che a metà di ciascuna galleria c’è uno spazio dove poter sostare in caso si debba far passare un veicolo proveniente dalla direzione opposta, per il resto il tunnel è a una corsia …

2016-07-27_07-38-03
La diga a cupola di Ca’ Zul o Ca’ Ciul (Foto: Dage 2016)
Diga di Ca' Zul, Meduno (PN)
Dettaglio delle aperture che costituiscono lo “scarico di superficie” della diga di Ca’ Zul (Foto: Dage 2016)
Diga di Ca' Zul, Meduno (PN)
Dettaglio delle “scarico di esaurimento” della diga di Ca’ Zul (Foto: Dage 2016)
2016-07-27_08-08-20
Il camminamento nella sommità della diga di Ca’ Zul o Ca’ Ciul (Foto: Dage 2016)

La diga del Ca’ Zul è una diga a cupola, anch’essa può essere percorsa nella sommità in automobile e prevede due aree sosta, una all’uscita del secondo tunnel e l’altra in prossimità dell’abitazione del guardiano della diga. Come per la diga di Ponte Racli, anche in questo caso, il torrente che è stato sbarrato è il Meduna. Difficile incontrare altri visitatori in un luogo così appartato, anche se, nelle domeniche d’estate, sarà facile trovare le automobili parcheggiate di coloro che scelgono di compiere le camminate montane che hanno inizio proprio da questo luogo. Volete più informazioni tecniche? visitate questo link.

2016-07-27_07-49-06
Segnaletica dei sentieri con base a Ca’ Zul o Ca’ Ciul (Foto: Dage 2016)
Lago artificiale di Ca' Zul, Meduno
Il lago artificiale di Ca’ Zul o Ca’ Ciul (Foto: Dage 2016)

Tutte e tre le dighe dell’impianto di Val Meduna sono state progettate dall’ingegnere Manfredini che intuisco essere stato particolarmente prolifico e esperto della materia. La società che si occupò della loro costruzione fu per tutte la Caffaro Energia.

Le dighe del Cellina

Da Montereale Valcellina, risalendo lungo il torrente Cellina, si possono vedere altre due dighe decisamente interessanti. In questo caso, la strada è relativamente frequentata perché è quella che collega, attraversando il Passo di Santo Osvaldo, la Val Cellina alla Valle del Vajont e di conseguenza, la provincia di Pordenone a quella di Belluno. Lungo il percorso si trova, tra l’altro, il magnifico e ancora poco frequentato Lago di Barcis le cui acque cambiano colore dal verde intenso all’azzurro cobalto in base al clima e alla quantità d’acqua contenuta.

Le dighe che si possono vedere sono quella di Ravedis e quella di Barcis Ponte Antonoi. La prima, in verità, può essere liberamente vista solo da lontano poiché il passaggio che la raggiunge è chiuso al pubblico. Tra quelle citate, questa, è l’unica a gravità ordinaria che significa che lo sbarramento è dato dalla “massa” della diga stessa. La seconda, invece, è facilmente visitabile ed è percorribile nella sommità sia a piedi che in automobile.

La diga di Barcis Ponte Antoi è una diga a cupola, alta 49 metri e si caratterizza per avere un impianto di scarico di superficie posto a pochi metri di distanza. Il torrente Cellina è sbarrato in corrispondenza di una stretta e profonda forra, offrendo, in questo modo, una vista decisamente vertiginosa sul lato opposto a quello che dà sul lago artificiale. Anche questa diga fu costruita nei primi anni cinquanta.

Proseguendo oltre, prima di entrare nella provincia di Belluno, si può visitare la diga del Vajont: qui, tuttavia, gli aspetti ingegneristici e paesaggistici lasciano il posto alla memoria della drammatica vicenda che tutti già conosciamo.


Mappa delle dighe segnalate

Tutte le immagini fotografiche sono state realizzate da noi a luglio 2016 e gennaio 2017 e sono disponibili in modalità Creative Commons a questo link.

Annunci

9 thoughts on “Tra le dighe del Friuli

    1. … sarebbe ottimo un tuo post su quegli anni … magari hai anche delle vecchie fotografie sul paese ai tempi della ricostruzione o immediatamente successivi … cosa faccio lo aspetto?

      Mi piace

  1. Stavo pensando di andarci a Settembre, raccolgo il tuo invito. Io consiglio il sentiero che dopo il cimitero di Casso si inoltra nel bosco..permette di vedere il bacino colpito dalla frana e la famosa M di Müller. Da vedere il monologo di Paolini e da ( il consiglio lo da mia moglie) leggere “il volo della martora” di Mauro Corona e i ” Fantasmi di pietra” sempre suoi , per chi è interessato.

    Liked by 1 persona

    1. Non ho approfondito la vicenda del Vajont perché questa diga è già tristemente nota, ma, quasi a farlo a posta, è proprio lì che conduce il tour che ho presentato … molte grazie del commento …

      Mi piace

      1. Pordenonese … cosa che può sembrare drammatica, ma vuoi per la vicinanza alle montagne, al mare, a Venezia, vuoi per la prossimità all’Austria, Slovenia, Germania, Croazia in qualche modo è sopportabile …

        Mi piace

      2. Ci son venuta sebbene ti passaggio e di notte..
        E son stata in Slovenia con mio figlio e la moglie…
        Lui è ingegnere meccanico e gestionale ed ha lavorato in Emilia; non ti nascondo che per noi, da qui, è più “abbordabile”.
        Fu un trauma sapere che ero salito ancora più su, ma lei è una gran brava ragazza di tale alacrità che mi lascia stupefatta.
        Una nuora friulana è stato un dono per noi sebbene vedo poco mio figlio.
        Verranno il 31 dicembre giù e non mi pare ancora vero…Davide 🙂

        Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...