Felici a Utrecht

Mentre in Italia siamo alle prese con il degrado delle periferie, il traffico fuori controllo, le rotonde che sembra non bastino mai, la gestione dei rifiuti e infinite altre complicate questioni urbane, nel mondo, ci sono città dove si sta affrontando un tema decisamente più intrigante: la “felicità”. Tra queste, quella più vicina a noi e tra le prime nella classifica delle happy city è Utrecht, in Olanda: facciamoci quattro passi insieme …

Utrecht è vitale, dinamica, attiva, civile e in continua evoluzione, in breve, una vera e propria: happy city. Ecco alcuni ingredienti di questa fortunatissima ricetta urbana insieme a alcune mete per poterla apprezzare anche da semplici turisti …

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Felici a Utrecht, presso Piazza del Duomo (Foto: Dage 2016)

1.Architettura di qualità

Viviamo immersi nell’architettura. Gli edifici costituiscono il nostro panorama quotidiano e questo panorama inevitabilmente ci condiziona: la loro qualità formale, funzionale, estetica e la loro capacità di interpretare esigenze e gusti che nel tempo mutano, ci offrono un contesto gradevole e stimolante: le architetture storpie e grigie, invece, ci incupiscono. A Utrecht, tutto ciò che si eleva lungo le strade è comunque piacevole, si tratti di edifici storici, moderni o contemporanei.

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Utrecht, centro città lungo il canale Oudegracht (Foto: Dage 2016)
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La torre del Duomo di Utrecht. Il visitatore può risalire i suoi 465 gradini: più informazioni a questo link. (Foto: CC, autore: E. Dronkert)

Dall’antica Cattedrale e dalla Torre del Duomo, entrambi orgoglio cittadino, ai moderni edifici che sorgono per lo più nell’area della stazione, come il nuovo e avveniristico municipio, tutto risulta coerente, ben integrato e estremamente funzionale.

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Il nuovo municipio di Utrecht, Stadskantoor, (2014) integra la propria struttura con quella della stazione dei treni (Foto: Dage 2016)
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Kleurdozenm, la moderna casa per studenti progettata da Mart de Jong presso il quartiere universitario di Utrecht De Uithof (Foto: CC, autore: Wojtek Gurak)

A proposito, proprio a Utrecht si trova la celebre Rietveld Schröderhuis, edificio simbolo dell’influente movimento artistico De Stijl.

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La casa Rietveld Schroeder (1924), capolavoro dell’architetto Gerri Rietveld, uno dei capisaldi insieme a Piet Mondrian del movimento De Stijl. Si tratta di una costruzione elementare, economica e funzionale, anti-monumentale e dinamica. La casa si trova in via Prins Hendriklaan, 50.

2.Città creativa 

Un gruppo di ragazze sta girando un video musicale all’interno del magnifico chiostro dell’antica cattedrale di Utrecht. A poca distanza alcuni turisti italiani si stanno connettendo alla onnipresente rete wifi, tutti con in volto l’espressione di chi si sta improvvisamente affacciando alla modernità. Nella stessa piazza, il personale dell’ufficio informazioni (nella Domplein al numero 9) non sa più come gestire le infinite mappe, mappe tematiche, leaflet e pubblicazioni di ogni genere che promuovono le molte proposte culturali.

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Mappe tematiche offerte gratuitamente presso l’ufficio turistico e in molti locali pubblici (Foto: Dage 2016)
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Il servizio WiFi è disponibile su tutta l’area del centro storico e in particolare presso Neude, Domplein, Vredenburg Minrebroederstraat (Foto: Dage 2016)

Ci sono biciclette ovunque, mentre le auto sono bandite dal centro città che è molto più esteso del solo centro storico. I negozi tradizionali hanno riconquistato le vie pedonali animandole con vetrine ricche di proposte originali, autentiche e, a volte, decisamente fantasiose: qui si possono trovare dischi, libri, fumetti, abiti di seconda mano, oppure abiti disegnati dagli stilisti olandesi e da quelli, decisamente più bravi, del vicino Belgio, gallerie d’arte che qui sono frequentatissime, ancora librerie e alcune sono dedicate esclusivamente all’editoria di pregio e molto, molto altro.

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In libreria a Utrecht, la lettura ideale per chi visita questa città: Happy City dell’autore canadese Charles Montgomery (Foto: Dage 2016)

I negozi e i locali più interessanti si trovano all’interno del centro storico e nel magnifico quartiere posto a sud della città, il Museum Kwartier e in particolare lungo la frequentatissima via Twijnstraat.

3.Divertimento di qualità

Dove si trova il bar più bello di tutta l’Olanda? Chiaramente si trova qui a Utrecht ed è decisamente bello. Più in generale i locali sono talmente originali, accoglienti e ben gestiti che viene voglia di frequentarli tutti anche perché i prezzi sono decisamente convenienti rispetto alla media dei nostri bar e ristoranti. La vita notturna si svolge prevalentemente lungo il canale che scorre proprio al centro della città, l’Oudegracht; qui si trovano i ristorantini e i locali notturni più ambiti. Per chi volesse festeggiare proprio “sul” canale, sono affittate anche delle barche pensate appositamente per la convivialità …

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Festiciola in barca lungo il canale Oudegracht: la società che si occupa di questo servizio è la Sloep Huren Utrecht.

E il bar più bello di tutti? Si tratta del Caffè Oliver inserito nell’insolito contesto di una chiesa sconsacrata, la Chiesa di Santa Maria Minor. Più che un caffè, in realtà, si tratta di una birreria e in particolare di una birreria belga. C’è un altro caffè Oliver in Olanda che si trova a Leiden e nuovamente all’interno di un contesto unico: l’antico ospedale di St. Elisabeth.

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Interno del Caffè Oliver di Utrecht presso la centralissima Achter Clarenburg al numero 6 (Foto: Dage 2016)
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Il bancone del Caffè Oliver di Utrecht (Foto: Dage 2016)

4.Città dei musei

A Utrecht ci sono molti musei: alcuni sono delle vere e proprie specialità come il museo Speelklok che espone una originale collezione di strumenti musicali meccanici, oppure il museo Het Spoorwegmuseum che si occupa di ferrovie, treni e stazioni e che può, ovviamente, essere raggiunto anche in treno. C’è poi il museo e galleria d’arte Centraal Museum che ospita una interessante collezione di opere contemporanee, moderne e antiche nel meraviglioso  e pacifico contesto dell’ex convento di Sant Agnese.

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Il dipinto La sensale di Gerard van Honthorst (Utrecht 1592 – 1656), presso il Centraal Museum

Il Centraal Museum si fa ammirare non solo per le opere esposte, ma anche per gli interventi che hanno trasformato l’antica architettura in uno spazio espositivo moderno, logico e funzionale. Nel giardino, inoltre, ci si può rilassare bevendo una bibita nell’accogliente bar del museo che può essere raggiunto anche se si decide di non visitare la mostra.

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Interno del Centraal Museum di Utrecht (Foto: Dage 2016)
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Il piacevole bar del Centraal Museum di Utrecht (Foto: Dage 2016)

Il Centraal Museum ha due sedi staccate, la già citata Casa Rietveld Schroeder e il Miffy Museum. Quest’ultimo, inaugurato nel 2016, è interamente dedicato al personaggio di Miffy, il famoso coniglietto creato dal fumettista, disegnatore e grafico Dick Bruna che nacque a Utrecht nel 1927. Miffy è diventato il simpatico testimonial di una città che dedica particolare attenzione alla promozione dei suoi artisti siano essi antichi pittori, architetti rivoluzionari o fumettisti.

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Miffy presso il Centraal Museum (Foto: Dage 2016)

5.Mobilità di qualità

Chi raggiunge Utrecht in automobile dovrà sostare presso gli scambiatori (i parcheggi P+R), oppure, presso i più costosi parcheggi al coperto disposti attorno al centro storico: in fondo, la modernità e l’ecologia hanno un loro prezzo … Le auto elettriche, invece, godono di una fitta serie di privilegi a partire dalla possibilità di effettuare la ricarica già nel parcheggio a loro riservato …

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Parcheggio e ricarica gratuiti riservati alle sole auto elettriche (Foto: Dage 2016)

Il mezzo di trasporto più utilizzato, come in ogni altra città olandese, è la bicicletta e in molti decidono di trasformarla personalizzandola nei colori e negli accessori. Proprio a Utrecht, tra l’altro, in prossimità della stazione, si trova il più grande parcheggio di biciclette al mondo. Unica nota dolente, qui, come in tutto il paese, le biciclette vanno letteralmente “a ruba” …

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Un accessorio indispensabile! (Foto: Dage 2016)

Niente male per una città di soli 300.000 abitanti considerando, tra l’altro, che c’è molto, molto altro da vedere e da visitare; ma un turista, poi, se ne deve tornare laconicamente a casa …

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