Discografia Europea

Ci sono dei dischi ispirati all’Europa e in particolare alla storia moderna del nostro continente? Le pellicole cinematografiche sono infinite, anche la letteratura offre incalcolabili alternative; per la musica, invece, le produzioni sono molto rare, io ne ho trovate solamente nove…

Di seguito trovate l’elenco delle produzioni discografiche contemporanee che ho avuto modo di ascoltare e che hanno a che fare con il nostro continente e la sua storia; per ciascuna aggiungo un breve commento. Si tratta di una discografia essenziale che non mancherò di aggiornare in futuro…

Memoryhouse, Max Richter (2002)

71qNtnbGm1L._SL1400_Memoryhouse è un disco magnifico, lirico, importante che il compositore tedesco Max Richter dedica all’Europa del Novecento e ai suoi drammi evocati attraverso molteplici “frammenti sonori”. Nell’album aleggiano cupi presagi che i brani Europe, after the rain e Last days evocano in modo particolarmente esplicito. Un disco neo-classico che fa un intelligente uso dell’elettronica e di altri “inserti” come la lettura poetica che introduce il brano Maria. Tra le composizioni, Sarajevo è quella più coinvolgente e struggente e proprio da questa composizione vi invito a iniziare l’ascolto dell’album. Pubblicato nel 2002, si tratta del primo lavoro discografico di Max Richter. 


Ypres, Tindersticks (2014)

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Ypres è un album sospeso, austero, cupo e evocativo nato per offrire un suggestivo sfondo sonoro a un’esposizione museale dedicata alla Grande Guerra. I brani sono stati composti per realizzare un perpetuo loop in stile ambient al fine di non creare alcuna interruzione sonora nel percorso di visita. Il disco è stato commissionato dal museo In Flanders Field Museum in occasione del suo recente restauro. Il museo si trova in Belgio nella tristemente nota località di Ypres, Ipro in italiano. Ypres fu uno degli epicentri del fronte occidentale, molte furono le vittime delle diverse battaglie che vi si svolsero: il paese ne uscì completamente distrutto e oggi è circondato da vasti cimiteri di guerra.


Lament, Einstürzende Neubauten (2014) 

615oJ3HPcLLLament dei tedeschi Einstürzende Neubauten è un disco interamente ispirato alla prima guerra mondiale. Uscito nel 2014, l’album non è di semplice ascolto. I brani, infatti, richiedono attenzione e una certa propensione al mood disturbato, schizzofrenico, scarno, freddo, ma anche, a tratti, pomposo e avvolgente. Alcuni brani originano direttamente dagli antichi fronti, come quello di Verdun al quale è dedicata la trilogia Lament, Abwärtsspirale e Pater Pecavi. C’è poi lo scandire dei giorni del conflitto attraverso l’esatta corrispondenza di questi con il numero dei beat del brano Der 1. Weltkrieg (Percussion Version). Ci sono gli inni nazionali e l’elenco dei paesi partecipanti, i carteggi dei responsabili del conflitto e altre cupe memorabilia raccolte in un disco frutto di una ricerca fatta seguendo percorsi non comuni e per questo decisamente interessanti. Un imponente monumento commemorativo, questa volta sonoro, alla Grande Guerra.


Death in June, The Snow Bunker Tapes (2014)

DIJ_Snow_Bunker_grandeL’intera discografia dei Death in June è profondamente radicata nella storia europea del novecento. Nei loro dischi e nelle loro performance non mancano incalcolabili riferimenti più o meno occulti ai simboli che hanno caratterizzato i regimi totalitari europei. I loro brani sono tanto complessi e indefiniti nel messaggio quanto magnifici e avvolgenti nelle scarne sonorità che definiscono il genere folk apocalittico. The Snow Bunker Tapes è la versione con voce e chitarra del precedente album, The Peacefull Snow, dove gli stessi brani venivano accompagnati dal pianoforte e da rari inserti elettronici: entrambe le versioni sono degne di ascolto. I testi, le melodie, la calda e profonda voce di Douglas Pierce insieme all’immaginario evocato già dalle immagini delle copertine, esprimono una dialettica controversa, intensa e quanto mai intelligente con le tragedie del novecento europeo. Sofferto, caustico, obliquo e magnifico.


Die Weisse Rose, A Martyrium of White Roses (2009)

510ot9DFuzLA Martyrium of White Roses è il primo disco del gruppo neo-folk danese dei Die Weisse Rose. La prima impressione è visiva, come se stessimo guardando un documentario: la musica è cupa e ricca di pathos, su tutto domina la narrazione che viene fatta anche attraverso la riproduzione di frammenti di programmi radiofonici d’archivio.  Il soggetto è la drammatica parabola dei membri della Rosa Bianca che viene narrata con uno stile documentaristico e quantomai coinvolgente. Un omaggio ai giovani oppositori del regime nazionalsocialista catturati, processati e sommariamente giustiziati durante la seconda guerra mondiale. Il neo-folk, nella sua variante martial, in questo album, trova una delle espressioni più convincenti. Attualmente, scrivo a gennaio 2017, il disco non è disponile.


Vienna, Ultravox (1980)

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La svolta new wave degli Ultravox avvenne con l’album Vienna dove Midge Ure prese il posto alla voce di John Foxx. Una svolta che deluse i fan della prima ora, ma che ci consegnò un album sorprendente sia musicalmente che per i temi affrontati. Cupe visioni di un futuro sterile e desolante aleggiano su tutte le nove composizioni. L’Europa è nuovamente evocata attraverso le sue contraddizioni, le ambizioni sopite in un processo di acritica occidentalizzazione, nelle solitudini metropolitane e nella sua perduta magnificenza. New Europeans, Western Promise sono dei veri e propri anatemi che sorprendono per la loro attualità anche se scritti quasi quaranta anni fa. C’è poi la title track Vienna che già tutti già conosciamo …


Laibach – Nova Akropola (1986)

R-101831-001I Laibach sono caotici, pretenziosi, esibizionisti, oscuri, minacciosi e magniloquenti, magniloquenti in particolare. Il soggetto del loro rock elettronico è da sempre l’estetica del potere, quello totalitario. Sono sloveni e il nome deriva dalla denominazione tedesca della capitale Lubiana. Basta scorrere i titoli dei loro brani per capire quanto la musica dei Laibach sia influenzata dall’Europa delle guerre, delle dittature e delle ideologie. Država (Lo Stato), Vojna Poema (Poema di Guerra), Decreto, Krvava GrudaPlodna Zemlja (Terra Sanguinante – Fertile Terra) sono i titoli di alcune canzoni del loro Nova Akropola, inciso nel 1986 e che scelgo all’interno di una infinita discografia. Una deliberatamente eccessiva riesumazione dei linguaggi di regime che, abbinata al rock industriale e alla loro improbabile estetica, rende il messaggio tanto pomposo quanto volutamente vano e sterile.


Salt for Svanetia, Moishe’s Bagel (2015)

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I Moishe’s Bagel sono un gruppo musicale con base a Edimburgo e suonano un klezmer influenzato dal jazz e dalla musica balcanica. Nel 2015, hanno composto una magnifica sonorizzazione per il film muto sovietico degli anni ’30 intitolato Il Sale per la Svanezia. Si tratta di una pellicola propagandistica che fu realizzata nella forma di documentario recitato dove, oltre al racconto della quotidianità ai margini dell’Impero Sovietico, si magnificava l’intervento modernizzatore del regime. La Svanezia è una regione posta nelle pendici meridionali del Caucaso Alto, all’interno della Georgia. Si tratta di un disco, un film e un genere, il klezmer, profondamente europei.


17 Deutsche Tänze, Rotfront (2014)

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Ironici, intelligenti, divertenti al punto che non è possibile rinunciare a un ascolto ripetuto dei loro dischi, i RotFront sono una band decisamente “europea”. Formatasi a Berlino, i membri sono quasi tutti emigranti e principalmente dai paesi dell’est. Non solo 17 Deutsche Tänze, ma anche i precedenti Visa Free e Emigrantski Raggamuffin offrono una energica e irresistibile miscela di rock, hip-hop, ska, klezmer e musica balcanica. I brani sono in inglese, tedesco, russo e contengono per lo più il divertito racconto delle esperienze di chi ha scelto la capitale tedesca come destinazione finale del suo migrare. Nei testi, ci sono anche innumerevoli riferimenti alla storia europea e in particolare a quella dell’ex Unione Sovietica e della Germania…


To be continued…

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3 thoughts on “Discografia Europea

    1. … grazie, post decisamente complicato e sono felice sia piaciuto all’autore di un blog così curioso e ricco di interessanti notizie sulla musica come il tuo che, tra l’altro,torno subito a leggere senza perdere troppo tempo … molte grazie!

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