Biennale d’Arte di Venezia: 10 cose da sapere per chi ci andrà per la prima volta

Il 13 maggio di quest’anno inaugura la 57° Biennale d’Arte di Venezia. Al solito, l’appuntamento è attesissimo dagli appassionati d’arte di tutto il mondo che aspettano impazienti l’evento veneziano per poter nuovamente frequentare le sue straordinarie sedi espositive e conoscere da vicino le proposte artistiche presentate. Ecco qualche informazione utile per chi andrà alla Biennale per la prima volta…

1.Le sedi espositive

Due sono le principali sedi espositive dell’evento: i Giardini della Biennale e l’Arsenale. I Giardini della Biennale sono posti nell’estremo margine orientale della città. In origine quartiere popolare, poi, durante l’occupazione francese, Napoleone vi fece realizzare un parco facendo abbattere case, chiese e persino tre conventi. I Giardini sono stati la sede della Biennale già dalla prima edizione (1895). L’area espositiva è composta dai padiglioni nazionali e dall’ex padiglione Italia, ora Padiglione Centrale, dove si tiene la mostra collettiva delle opere in concorso. I padiglioni nazionali sono 29.

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Il padiglione dei paesi nordici (Finalndia, Svezia, Norvegia) presso i Giardini della Biennale (Foto: CC, autore: Jean-Pierre Dalbéra)

L’Arsenale è stato il più importante centro produttivo veneziano. Il complesso ospitava i cantieri navali, le officine e i depositi dove si costruivano le flotte della Serenissima. Concesso nel 1999 in uso alla Biennale dalla Marina Militare, la sua immensa superficie, 50.000 metri quadri di cui 25.000 al coperto, viene regolarmente impiegata per ospitare la mostra collettiva (nell’area delle ex corderie) e alcuni padiglioni nazionali (tra questi anche quello italiano).

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L’Arsenale di Venezia (Foto: CC, autore: M. Bittanti)

1895 Apre la prima esposizione internazionale d’arte nella città di Venezia alla presenza del re Umberto Primo di Savoia e della regina Margherita. Per l’occasione viene realizzato il Palazzo dell’Esposizione all’interno dei Giardini di Venezia. L’esposizione ebbe grande successo accogliendo 224.000 visitatori durante i suoi sei mesi di apertura.

2.Gli eventi collaterali

Oltre alle due sedi ufficiali, Venezia ospita decine di eventi collaterali che si tengono all’interno dei suoi palazzi, scuole, chiese, conventi o in strutture temporanee edificate per la sola durata della manifestazione. La maggior parte delle sedi sono annualmente confermate per entrambe le Biennali (arte e architettura), altre sono impiegate occasionalmente e straordinariamente. Tra le sedi maggiormente suggestive e che meritano una visita per la sola opportunità di entrarci ricordo Ca’ Zenobio degli Armeni, situato nel sestiere di Dorsoduro, la Basilica di San Giorgio Maggiore nell’omonima isola e Palazzo delle Prigioni nella vicinanza di Piazza San Marco. Potrete individuare queste e le altre sedi nella mappa distribuita gratuitamente all’interno dei Giardini della Biennale e dell‘Arsenale. Tutti gli eventi collaterali inseriti nel programma ufficiale della Biennale sono a ingresso gratuito.

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Biennale 2015, il dimesso, ma interessante evento collaterale del padiglione Iran (Foto: Looking for Europe)

1910 Durante la Biennale d’Arte il poeta futurista Filippo Tommaso Marinetti fa lanciare 80.000 volantini in Piazza San Marco in segno di protesta contro il tradizionalismo della manifestazione. In quell’anno, i principali artisti esposti furono Klimt, Renoir e Coubert al quale fu dedicata un’ampia retrospettiva. Dal padiglione spagnolo venne rimossa un’opera di Picasso perché ritenuta scandalosa…

3.In quanto tempo si visita la Biennale?

Una visita sufficientemente approfondita si realizza in tre giornate. La prima dedicata ai Giardini della Biennale, la seconda all’Arsenale e la terza agli eventi collaterali. Se si ha a disposizione solo una giornata, il suggerimento è di dedicarsi esclusivamente a questi ultimi (che sono gratuiti), oppure, ai soli Giardini della Biennale

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Biennale 2015, una delle opere dell’artista Sarah Lucas esposte presso il Padiglione Inghilterra (Foto: Looking for Europe 2015)

1922 Il nuovo segretario generale della Biennale, Vittorio Pica, organizza una esposizione dedicata alle sculture africane causando una vera e propria sommossa. L’audacia di Pica che osò esibire le lignee statuette provenienti dal continente nero fece sì che fu necessario affiancargli un consiglio di amministrazione per evitare ulteriori scelte “improprie” …

4. I padiglioni nazionali, icone dell’architettura moderna

I padiglioni nazionali presso i Giardini sono 29 e rappresentano essi stessi un’ottima ragione per visitare la Biennale. I padiglioni sono stati costruiti nel corso di quasi un secolo: il primo venne realizzato nel 1907 (padiglione Belgio), l’ultimo, nel 1995 (padiglione Corea). Alcuni sono stati ristrutturati per aggiornali alle nuove tendenze architettoniche e l’ultimo intervento risale al 2015, quando è stato interamente riedificato il padiglione Australia. La ristrutturazione più citata è quella che venne realizzata presso il Padiglione Germania che nel 1938 adattò l’edificio alle linee guida dell’architettura nazionalsocialista. Molti degli architetti che vi hanno operato sono di fama mondiale: qualche nome? G. T. Rietveld si occupò della riedificazione del padiglione Olanda, Josef Hoffmann progettò il padiglione Austria, Alvar Aalto, il piccolo, ma interessante padiglione Finlandia e l’italiano Carlo Scarpa, il padiglione Venezuela…

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Ingresso al Padiglione Francia (Foto: CC, Jean-Pierre Dalbéra)

1934 Durante il suo primo viaggio da capo di stato, Adolf Hitler incontra Benito Mussolini a Venezia. Nell’occasione Hitler visita la Biennale (non in compagnia del Duce) rimanendo deluso per le opere esposte, per l’architettura del padiglione Germania e persino per il dono che gli viene offerto …

5.Quanto costa il biglietto?

Il biglietto costa 25,00 euro e consente un ingresso nella sede espositiva dei Giardini della Biennale e un ingresso nella sede espositiva dell’Arsenale. Gli ingressi possono avvenire anche in giorni non consecutivi (es. primo ingresso a giugno e secondo ingresso a settembre). Si potrà risparmiare acquistando il biglietto online al prezzo promozionale di euro 23,50 (lo dovrete poi stampare). Più informazioni? Le trovate qui.

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Biennale 2015, l’ammiratissima opera dell’artista Chiharu Shiota presso il Padiglione Giappone (Foto: Looking for Europe 2015)

1942 A causa della Seconda Guerra Mondiale la biennale viene sospesa sino alla successiva edizione del 1948. Per la riapertura viene organizzata una retrospettiva dedicata a Picasso che per la prima volta viene esposto nella manifestazione veneziana

6.Ma ci capirò qualcosa?

E chi può dirlo? La Biennale d’Arte di Venezia è l’occasione ideale per mettersi a confronto con le idee, gli stili, le visioni, le intuizioni, i temi, le tecniche, ma anche le follie o le semplici astuzie di artisti e curatori. Le audio guide, per fortuna, non ci sono e le visite guidate sono decisamente fuori luogo: chi volesse approfondire prima, durante e dopo la visita, troverà infiniti leaflet e brochure distribuiti nei padiglioni; potrà visitare i siti internet ufficiali di ciascun evento o artista, oppure potrà semplicemente chiedere una veloce (e gratuita) introduzione al personale che presiede ciascun padiglione identificato dalla t-shirt con la scritta Ask Me. Insomma, non è detto che si finisca per fare la stessa figura di Remo e Augusta Proietti…

1972 L’artista Gino de Dominicis scandalizza il pubblico della Biennale esponendo all’interno di una sua installazione un ragazzo affetto dalla sindrome di down seduto su una sedia posta all’angolo della stanza. La cosa suscita tale clamore che viene persino fatta un’interpellanza parlamentare …

7.Dove mangiare?

Attenzione! I prezzi al self service dell’Arsenale sono decisamente impegnativi, pertanto ve lo sconsiglio… Panini e pizzette al bar? Mah… La scelta migliore è sicuramente quella di prepararsi un frugale, ma sano picnic e avvantaggiarsi di uno dei bar all’aperto (ne trovate sia ai Giardini che all’Arsenale) unicamente per un semplice caffè. Non sarete i soli perché, con i tempi che corrono, il picnic è diventato una prassi ampiamente consolidata…

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Biennale d’Arte 2011, curiosa opera del collettivo Norma Jane intitolata “Who’s afraid of Free Expression” e realizzata con il pongo … (Foto: CC, autore: Lux & Jourik)

1974 La Biennale è interamente dedicata al Cile e in segno di protesta contro il regime militare di Pinochet. Vi partecipa anche Hortensia Allende vedova del presidente cileno Salvador Allende assassinato dal nuovo regime.

8.Tre cose da non fare

Ecco i tre errori classici dei neofiti. Il primo è la rinuncia al traghetto. Si, lo so, è costoso (7,50 euro a corsa), ma, almeno per l’andata, ve lo suggerisco perché visitare le mostre stanca e aggiungere la lunga camminata dalla stazione ai Giardini o all’Arsenale, rischia di trasformare la visita in un vero e proprio tour de force. Il secondo è fare la visita lampo. Tutto in una giornata non si può fare. Se avete poco tempo scegliete prima cosa vedere… Il terzo errore è quello di non portare con se i viveri (per questo si veda sopra).

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Il traghetto per raggiungere le sedi della Biennale: soldi ben spesi (Foto: Looking for Europe)

1997 Marina Abramovich vince il Leone d’Oro con la sua opera Balkan Baroque per la quale si esibisce pulendo per sei ore al giorno 1.500 ossa di bovino dalla carne e dalla cartilagine. L’opera ha come riferimento la guerra nell’ex Jugoslavia ed è ospitata nel padiglione Italia per le controversie nate con il Montenegro sull’utilizzo di quello Jugoslavia.

9.Quando andare?

Nel 2017 la mostra inizia il 13 maggio e termina il 26 novembre. Durerà circa sei mesi offrendo ai visitatori l’opportunità di scegliere il momento e l’occasione più adatti per andarci. Secondo la nostra esperienza, il periodo migliore per visitarla è durante il mese di giugno: la mostra è appena iniziata, c’è ancora una certa euforia e tutti i padiglioni sono freschi di vernissage

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Biennale 2011, l’opera Gloria degli artisti Allora & Calzadilla presso il padiglione Stati Uniti (Foto: CC, autore: Lux & Jourik)

2015 L’Islanda allestisce il suo padiglione nazionale presso la chiesa di Santa Maria della Misericordia (rimasta chiusa dal 1969). L’artista Christoph Büchel trasforma la chiesa in una moschea con tanto di tappeti, candelabri e mihrab. L’idea è decisamente suggestiva, ma le molte polemiche suscitate e alcune irregolarità amministrative fanno sì che il padiglione venga chiuso dopo pochi giorni dalla polizia municipale.

10.Cosa portare con sé

Non dimenticate di portare macchina fotografica, pranzo al sacco, blocco note, borsa di tela e elastici. Perché una borsa di tela? Per raccogliere le molte pubblicazioni distribuite, le cartoline e le mappe tematiche della città. E gli elastici? Questo, lo dovrete scoprire da soli…

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Biennale 2015, la mappa degli eventi a Venezia (Foto: Looking for Europe)

2017 Il titolo della Biennale d’Arte sarà Viva Arte Viva e la curatrice è la francese Christine Macel (classe 1969) che dal 2000 ricopre l’incarico di curatore capo del prestigioso Centre Pompidou di Parigi. Christine presenta la “sua” mostra con queste parole di introduzione: in un mondo pieno di conflitti e scossoni, in cui l’umanesimo è seriamente compromesso, l’arte è la parte più preziosa dell’essere umano

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Viva Arte Viva: il promettente titolo dell’edizione 2017 della 57° Biennale d’Arte di Venezia (Foto: Looking for Europe)
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10 thoughts on “Biennale d’Arte di Venezia: 10 cose da sapere per chi ci andrà per la prima volta

  1. Ci sono andato per la prima volta e grazie al cielo avevo letto nel tuo post alcune utilissime indicazioni (panini, traghetto, eventi collaterali). Non ho capito, tuttavia, perché mi hai fatto portare degli elastici…

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    1. …per raccogliere i poster distribuiti gratuitamente (non li avrai mica piegati?). Ti ringrazio moltissimo della visita e spero che la visita alla Biennale sia stata soddisfacente, grazie!

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