Il Sacrario di Cima Grappa

Tra compiaciuti motociclisti e estenuati ciclisti che rimarranno a lungo increduli della loro avvenuta prodezza sportiva, la visita alla Cima Grappa (siamo in provincia di Treviso) e al suo celebre sacrario non potrà che assumere i canonici e disinvolti tratti della rituale gita domenicale. Eppure, anche il centauro più cibernetico nella sua futuribile tuta di tessuto lucido, per il tempo dell’inevitabile distacco dalla goliardica compagnia (qualcuno cammina più veloce e qualcuno più lento) e per quello ancora più breve sottratto alla cattura delle testimonianze fotografiche del suo essere giunto lì, non potrà mancare di volgere il pensiero al significato della meta raggiunta…

Saliamo anche noi nella cima del Monte Grappa, ma lo facciamo comodamente in automobile e per la ben giustificata ragione di visitare l’immensa opera commemorativa che lo domina. Cosa ne dite, ci seguite?

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Il Sacrario del Monte Grappa (Foto: CC, Looking for Europe)

Punti di interesse storico

Il sacrario e santuario del Monte Grappa (1.775 m.s.l.m.) è circondato da ulteriori punti di interesse. La visita, infatti, potrà comprendere anche l’ingresso e il lungo percorso all’interno della Galleria Vittorio Emanuele III, il piccolo ma prezioso museo ospitato nella storica Caserma Milano, alcune limitrofe postazioni di trincea, il Torrione Osservatorio posto alle spalle del sacrario, il Monumento al Partigiano e il fatiscente edificio dell’ex base NATO. C’è, infine, il Rifugio Bassano che rappresenta un propizio luogo di sosta.

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Il Sacrario del Monte Grappa (Foto: CC, Looking for Europe)

Non solo le testimonianze della Prima Guerra Mondiale, la Cima Grappa, raccoglie anche quelle della Seconda Guerra Mondiale (il Monumento al Partigiano) e della Guerra Fredda (l’ex base NATO) diventando il luogo ideale per ripercorrere la storia di un secolo attraverso i suoi tre eventi salienti.

La disfatta di Caporetto (24 ottobre 1917) comportò, durante la Prima Guerra Mondiale, la tragica rottura del fronte italiano. La precipitosa ritirata spostò la linea difensiva nel settore montano tra il Brenta e il Piave. Un eventuale secondo sfondamento avrebbe aperto all’esercito austro-ungarico un facile e inesorabile accesso alla pianura Veneta. In questo contesto, il Monte Grappa divenne il perno della strenua resistenza terminata con la risolutiva Battaglia di Vittorio Veneto (24 ottobre – 4 novembre 1918) che sancì la vittoria italiana sull’Impero Austro-ungarico. La difesa nel tratto orientale fu affidata dal marzo 1918 al Generale Gaetano Giardino posto al comando della 4° Armata, l’armata del Grappa.

Il Sacrario Militare di Cima Grappa (1935)

Il sacrario montano di Cima Grappa è un mausoleo militare di straordinaria grandezza e solennità. Cinque sono gli elementi principali che compongo il vasto complesso che, nell’insieme, ha una forma che richiama quella di una immensa padella rovesciata. L’elemento principale è il Sacrario Italiano costituito da cinque gradoni (o gironi) semicircolari e concentrici. I gradoni sono realizzati in muratura portante di pietra bianca estratta dal Monte Grappa e si caratterizzano per il motivo a colombario che ne scandisce l’intera superficie laterale. Al loro interno sono ospitati i loculi con le salme di 12.615 caduti italiani. Da sud è possibile risalire i gradoni attraverso la Scala Monumentale che, al quarto girone, si interrompe di fronte alla tomba del generale Gaetano Giardino dominata dalla scritta cubitale Gloria a voi soldati del Grappa.

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Il motivo a colombario ripetuto lungo i cinque gradoni del sacrario italiano (Foto: CC, Looking for Europe)
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Dettaglio della Scala Monumentale e della tomba del generale Gaetano Giardino (Foto: CC, Looking for Europe)
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Dettaglio del Sacrario Italiano (Foto: CC, Looking for Europe)

Raggiunta la sommità, si trova il modesto Sacello della Madonna del Grappa. Il piccolo edificio di culto di pianta circolare ospita la statua della Vergine con il Gesù Bambino tra le braccia, un busto di Papa Pio X e un rilievo eseguito su lastre di bronzo della Via Crucis.

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Il Sacello della Madonna del Grappa (Foto: CC, Looking for Europe)

Da questo punto, ha inizio la Via Eroica che collega il Sacrario Italiano al Portale Roma. Ai margini dell’ampio viale lastricato sono disposte sette coppie di cippi che riportano in rilievo i nomi delle località montane teatro delle battaglie difensive più importanti.

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La Via Eroica vista dal fianco del Portale Roma (Foto: CC, Looking for Europe)
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Uno dei 14 cippi posti ai lati della Via Eroica (Foto: CC, autore: Looking for Europe)

Il sacrario è stato progettato dall’architetto milanese Giovanni Greppi (1884 – 1960) insieme allo scultore Giannino Castiglioni. Giovanni Greppi è noto in particolare per aver firmato il progetto dei sacrari del Monte Grappa, di Bligny in Francia e di Redipuglia, quest’ultimo posto in provincia di Gorizia. Greppi era un architetto del suo tempo: era un razionalista, privilegiava le forme sobrie e moderne e poneva molta attenzione anche alla fattibilità economica delle sue opere (nei due sacrari italiani fa un sapiente uso delle pendenze naturali e dei materiali estratti in loco). L’architetto milanese, tuttavia, aveva anche la capacità di sviluppare immense scenografie che ben si adattavano alla proverbiale retorica del suo committente, il regime fascista.

Il Portale Roma dalla forma di un maestoso sarcofago, interrompe il corso della Via Eroica e svolge la funzione di solenne ingresso al vecchio Sacrario Militare (quello ipogeo costruito nel 1925 prima del sacrario di Greppi) oggi non visitabile. Progettato dall’architetto egiziano naturalizzato italiano, Alessandro Limongelli, il portale interrompe anche stilisticamente lo sviluppo del sacrario con il suo accentuato carattere monumentale e storicista. La terrazza posta nella sua sommità rappresenta l’ideale punto di osservazione dell’intera area. Il monumento è corredato dalla scritta a caratteri cubitali: Monte Grappa tu sei la mia patria.

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Il Portale Roma visto dalla Via Eroica (Foto: CC, Looking for Europe)
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Particolare del Portale Roma (Foto: CC, Looking for Europe)

Superato il Portale Roma si trova il Settore austro-ungarico che ripete il medesimo tema a gironi di quello italiano, ma con uno sviluppo limitato a soli due livelli. Il sacrario ospita i resti di 10.295 combattenti imperiali caduti sul Grappa.

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Presso il cimitero austro-ungarico, al loculo numero 107, si trova la tomba più visitata del memoriale. Si tratta della tomba del giovane soldato Peter Pan morto in combattimento a soli 21 anni il 19 settembre 1918. Il suo nome non solo genera una ben giustificata curiosità, ma anche un inevitabile riferimento al celebre personaggio di fantasia.

Galleria Vittorio Emanuele III

Con l’ingresso posto alla base dell’area monumentale, la Galleria Vittorio Emanuele III può essere liberamente visitata e percorsa per la ragguardevole lunghezza di 800 metri (lo sviluppo complessivo supera i cinque chilometri). Si tratta di un’opera bellica tra le più impegnative mai realizzate che fu attrezzata con cisterne d’acqua, magazzini per i viveri, alloggiamenti, infermerie e numerose cannoniere, postazioni per mitragliatrici e osservatori di tiro. La galleria poteva ospitare fino a 15.000 uomini. Un’opera formidabile che trasformò la montagna in una fortezza  inespugnabile.

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L’ingresso alla Galleria Vittorio Emanuele III posto sul fianco destro della Caserma Milano (Foto: CC, Looking for Europe)

Nel 1925, venne creato un allacciamento tra la galleria e il primo ossario ipogeo che in seguito fu interamente riedificato in superficie. L’ossario si sviluppava lungo sei gallerie radiali, ciascuna con un affaccio sull’esterno corrispondente ai principali campi di battaglia. Oggi, l’accesso all’area è impedito.

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Lungo il percorso della Galleria Vittorio Emanuele III (Foto: CC, Looking for Europe)
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Lungo il percorso della Galleria Vittorio Emanuele III (Foto: CC, Looking for Europe)
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Lungo il percorso della Galleria Vittorio Emanuele III (Foto: CC, Looking for Europe)

Percorrere il lungo corridoio sotterraneo è un’esperienza decisamente claustrofobica che, tuttavia, avviene senza particolari difficoltà. L’ingresso è gratuito, il percorso è ben illuminato e vi sono numerose indicazioni che rendono la visita possibile anche per i più titubanti.

Per chi volesse preparare la visita al Monte Grappa conoscendo nel dettaglio i suoi punti di interesse storici e naturalistici e i molti percorsi che vi si possono compiere, suggerisco la lettura del libro Monte Grappa. Ventuno itinerari lungo il fronte italo-austriaco 1917-1918 di Fabio Donetto (ed. DBS).

Monumento al Partigiano a alla Resistenza del Monte Grappa

A poca distanza dalla Cima Grappa, lungo il sentiero che vi conduce, si trova il complesso monumentale dedicato alla memoria dei partigiani che persero la vita durante i rastrellamenti compiuti dai nazi-fascisti sui pendii del monte veneto.

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La fenditura intagliata nella roccia, parte del complesso monumentale dedicato ai partigiani del Monte Grappa (Foto: CC, Looking for Europe)
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Terrazzamento in calcestruzzo parte del complesso del Memoriale al Partigiano e alla Resistenza (Foto: CC, Looking for Europe)
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Targa commemorativa posta nell’area del complesso monumentale dedicato ai partigiani (Foto: CC, Looking for Europe)

Durante la Seconda Guerra Mondiale il Monte Grappa diventò il rifugio delle unità partigiane che un’imponente operazione di polizia militare finì per estirpare nel modo più cruento. Parte di coloro che furono catturati vennero giustiziati pubblicamente tramite impiccagione nella città di Bassano del Grappa. Altri furono giustiziati in loco e, tra questi, sette vennero bruciati vivi nella galleria che, oggi, è segnalata da una targa commemorativa. Trovate l’intera vicenda accuratamente raccontata nel libro Assalto al Monte Grappa (ed. Istresco)

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Il Monumento al Partigiano di Augusto Murer presso Cima Grappa (Foto: CC, Looking for Europe)

Il memoriale si articola in tre interventi. Il primo è un terrazzamento in calcestruzzo di forma circolare posto sullo sperone di roccia che volge verso est. Da questo punto, si apre uno stretto camminamento letteralmente intagliato nella roccia che conduce a una piazzola nuovamente di forma circolare dove è inserita la statua bronzea commemorativa delle sofferenze dei partigiani, opera dello scultore Augusto Murer. Il memoriale fu inaugurato nel 1970.

Augusto Murer (1922 – 1985) è stato un pittore e scultore italiano. Originario di Falcade, dopo l’8 settembre 1943 aderì alla Resistenza e, in seguito, divenne partigiano operante nelle montagne bellunesi. I temi dell’antifascismo saranno quelli più ricorrenti delle sue opere. Suoi il Monumento alla Partigiana Veneta (1968) di Venezia posto di fronte all’ingresso dei Giardini della Biennale e su un basamento realizzato dal celebre architetto Carlo Scarpa, il Monumento al Partigiano di Mirano, il Monumento alla Resistenza di Teramo, il Monumento a Giacomo Matteotti di Rovigo e il Monumento alla Vittoria di Vittorio Veneto. Allo scultore e pittore è dedicato il Museo Murer realizzato nella sua località natia di Falcade.

L’ex base NATO

Nel dopoguerra, sulla cima del Monte Grappa venne edificata una struttura destinata a ospitare la Base Radar-Missilistica della Nato. Il centro aveva in gestione la sorveglianza radar dell’area e la gestione delle rampe di lancio dei missili teleguidati di fabbricazione statunitense MIM-14 Nike Hercules. Lo scopo era quello di assicurare la difesa aerea sul fronte orientale. I missili MIM-14 Nike Hercules furono in seguito sostituiti dai più efficaci missili Patriot.

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L’ex base NATO sulla Cima Grappa (Foto: CC, Looking for Europe)

La base NATO fu dismessa negli anni settanta e, dopo essere stata gestita per un breve periodo dall’ENAV (la società nazionale per l’assistenza al volo) è rimasta in stato di completo abbandono. diventando un fatiscente reperto di un’epoca controversa, quella della Guerra Fredda.

Rifugio Bassano 

Immancabile approdo per ciascun visitatore, il Rifugio Bassano offre un ben gestito servizio bar e ristorante. Al suo interno vi è anche una sala per l’ospitalità di chi ha con se il pranzo al sacco e un piccolo spazio destinato alla vendita di pubblicazioni sulla storia del territorio. All’esterno offre una terrazza che nuovamente permette di godere della vista dall’alto della Pianura Padana.

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Il Rifugio Bassano (Foto: CC, Looking for Europe)

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Tutte le immagini fotografiche sono state da noi realizzate a Marzo 2017 e sono disponibili in modalità Creative Commons a questo link
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5 thoughts on “Il Sacrario di Cima Grappa

  1. Veramente un bell’articolo! Grazie mille per averlo scritto e proposto con l’accompagnamento di ottime foto. Varie ragioni mi hanno portato a Thiene e da lì fino ad Asiago ed al relativo Memoriale ma, dovendoci tornare a breve, non mancherò di passare anche per il Monte Grappa. 🙂

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