Heidelberg: la “città ideale”

Ci sono infinite ragioni per sostare a Heidelberg in Germania. La città è vivace, ricca di storia, architettonicamente coerente e connotata da magnifiche architetture barocche e rinascimentali. Il celebre castello, il magnifico portale che dal Ponte Vecchio conduce al centro storico, le università che sono tra le più prestigiose e ambite al mondo e molto, molto altro, fanno di Heidelberg una città da scoprire e, sopratutto, da vivere. Insomma, Goethe ci aveva visto giusto: Heidelberg è la “città ideale”…

Cosa visitare? Niente paura, non c’è molto: qui ci si può proprio rilassare anche perché la grandezza di Heidelberg è tutta o quasi, racchiusa nel suo spirito…

Il Castello di Heidelberg

Di impianto gotico, il castello venne edificato nel XIII secolo e fu successivamente ristrutturato e ampliato a seguito delle distruzioni prodotte dalle guerre contro i francesi del XVII secolo. Da questi interventi, nacque, tra le altre, l’ala della costruzione denominata Ottheinrichsbau che è considerata una delle opere di maggior valore del Rinascimento tedesco.

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Il Castello di Heidelberg visto dal centro storico (Foto: Looking for Europe)

Prima fortezza e poi sfarzosa reggia dei principi del Palatinato, il castello venne successivamente abbandonato. Nel 1764 un grande incendio causato da un fulmine determinò la sua magnifica decadenza. La ricostruzione, infatti, non è mai stata compiuta e buona parte del complesso continua a mostrarsi al visitatore come una suggestiva e affascinante rovina del suo glorioso e tormentato passato.

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Le rovine del Castelllo di Heidelberg (Foto: CC, Michael Theis)
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Particolare dell’ala rinascimentale Ottheinrichsbau del castello di Heidelberg (Foto: Looking for Europe)

Oltre alla straordinaria architettura composita, ciò che maggiormente caratterizza il castello di Heidelberg è il colore rosato dato dalla pietra arenaria proveniente dalla valle del fiume Neckar utilizzata per la sua costruzione.

Il castello è posto a circa 80 metri di altezza dalla città lungo il pendio settentrionale del colle Königstuhl ed è circondato da magnifici giardini (l’Hortus Palatinus). Proprio in questi giardini possiamo incontrare Goethe che spesso raggiunge il parco del castello per passeggiare placidamente e per sostare su una delle panchine in pietra dove si dedica alla scrittura, ma di cosa starà scrivendo?

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Uno “scatto rubato” presso l’Hortus Palatinus: in posa accanto al basamento del busto di Goethe (Foto: CC, Looking for Europe)

In Germania, è difficile trovare una città dove Johann Wolfgang von Goethe (Francoforte 1749-Weimar 1832) non vi abbia soggiornato. Anche Heidelberg fu più volte visitata dal sommo poeta che, tuttavia, vi si fermò solamente per brevi periodi. Durante le sue permanenze, era solito salire nei giardini del castello dove, oltre alla scrittura, si dedicava alla pittura affascinato dai ruderi rosati dell’antico edificio. Si dedicava anche alle sue complicate faccende sentimentali e, in particolare, alla sua (ma non era già sposata?) Marianne von Willemer che pensò di omaggiare inviandole una foglia di Ginkgo Biloba staccata proprio dall’esotico albero posto nel parco del castello…

Il Ponte Vecchio

Heidelberg è stata tra le poche località risparmiate dai bombardamenti alleati (1943-1945) nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Solo lo storico Ponte Vecchio (Alte BrückeKarl Theodor Brücke) che attraversa il fiume Neckar (affluente del Reno), fu danneggiato, ma dagli stessi tedeschi e per fermare l’avanzata delle truppe nemiche. Fu rapidamente ricostruito (1947) per diventare nuovamente l’ingresso privilegiato al centro storico della città. Tra i più antichi ponti della Germania, fu realizzato in legno nel 1248 e, successivamente, è stato più volte ricostruito a seguito delle numerose distruzioni. Nel 1788 venne interamente riedificato in pietra nella versione che possiamo ancora oggi vedere e percorrere.

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Il Ponte Vecchio visto dal Castello di Heidelberg (Foto: Looking for Europe)

Dal ponte, l’ingresso al centro della città avviene tramite il Brückentor Portale del Ponte. Parte della antica fortificazione, il portale è stato aggiornato allo stile barocco nei primi del XVIII secolo ed è affiancato da due torri gemelle alte 28 metri. La torre occidentale fu impiegata come prigione, quella orientale ospita la scala che conduce al piccolo appartamento posto al di sopra dell’arco. Dalla fine della seconda guerra mondiale e fino al 1991, l’appartamento è stato abitato da un certo Rudolf Steinbach, un architetto con importanti amicizie che ospitò proprio nella sua piccola, ma suggestiva dimora: tra queste anche Karl Jaspers e il simpatico Hans-Magnus Enzensberger (si, proprio quello citato in Caro Diario di Nanni Moretti...).

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Il Brückentor o Portale del Ponte visto dal Ponte Vecchio (Foto: CC, Alf Igel)

Ma come può essere che il simbolo di una città così intellettuale sia una scimmia e per giunta immortalata mentre fa il gesto delle corna? Nessuno si ricorda più il perché, ma sì, il simbolo di Heidelberg è proprio una scimmia, la Affen zu Heydelberg e la trovate rappresentata in una statua bronzea (1979) posta accanto alle torri del Ponte Vecchio. La mano destra tiene esposto uno specchio, mentre quella sinistra fa le corna per esorcizzare il diavolo perché, si sa, c’è sempre un maldestro diavoletto che si aggira nelle città tedesche. In una precedente versione, invece, con la mano sinistra, si grattava il didietro… Nel monumento troviamo anche un’iscrizione che vi traduco alla bella e buona: Perché rimani sorpreso davanti a me? Non hai mai visto l’antica scimmia di Heidelberg? Guardati in giro, probabilmente troverai altri miei simili. Ah… Ora capisco perché quello specchio… Ma insomma! Quanta irriverenza!

 Il centro storico

Dal portale, proseguendo davanti a voi lungo la Steingasse, giungerete nella magnifica Marktplatz dominata dalla Heiliggeist Kirche (la Chiesa dello Spirito Santo). Si tratta di una chiesa collegiale risalente al XV secolo in stile tardo gotico con tetto e guglia in stile barocco. L’edificio è molto grande ed è possibile risalire il suo campanile alto 38 metri per poter godere di un meraviglioso panorama. Dalla piazza, si può percorrere la appartata e pittoresca Untere strasse e poi intraprendere la Hauptstrasse che è il corso principale della città e anche una delle strade pedonali più lunghe d’Europa (1,8 km).

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La Piazza Marktplatz vista dal campanile della Heiliggeist Kirche (Foto: CC, Kelly Kline)

Lungo la Hauptstrasse vedrete numerosi edifici di pregio realizzati per lo più in stile barocco tedesco, ma anche in stile rinascimentale e nello Jugensdtil. Tra tutti, noterete la facciata di colore rosso del leggendario Hotel zum Ritter (lo trovate al nr. 178a) che miracolosamente sopravvisse a tutti gli incendi e alle distruzioni durante le guerre del XVII secolo. Noterete anche il superbo Palais Morass (al nr. 97) che ospita il Museo del Palatinato (il Kurpfälzisches Museum) e la Haus zum Riesen  (al nr. 52) di proprietà della celebre università Ruprecht Karls University.

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Decoro in stile Jugendstil lungo la Hauptstrasse (Foto: Looking for Europe)
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Una delle molte proposte commerciali tradizionali lungo la Hauptstrasse (Foto: Looking for Europe)

Relax

Negli stretti vicoli del centro storico si trovano moltissimi locali: caffetterie, bar e ristoranti. In questi spazi si svolge buona parte della “dura vita” degli oltre trentamila studenti che da tutto il mondo si raccolgono a Heidelberg per studiare, ma non solo… Non sarà difficile trovare il ristorantino giusto per voi ma, per non sbagliare, iniziate la ricerca dalla Untere Strasse… Tra i locali non posso non suggerirvi il magnifico Pannonica che troverete nel centro storico, nella defilata e placida Ingrimstrasse al numero 22. Intimo, artistico, gestito con entusiasmo e con l’ammirevole strategia del tutto fatto in casa, dolci compresi. Al suo interno altre agli originali murale, ai comodi salottini e ai preziosi libri d’arte messi a disposizione del pubblico, si trova anche un piccolo record store: il locale ideale nella città ideale…

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Murale all’interno del locale Pannonica di Heidelberg (Foto: Looking for Europe)
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Alla fine ci siamo decisi a provare la specialità della casa (Foto: Looking for Europe)

Il teatro di regime

Lasciamoci alle spalle il centro città e saliamo sulla collina di Heiligenberg posta oltre il fiume Neckar. Lasceremo non solo la magnificenza barocca e rinascimentale di Heidelberg, ma anche lo spirito della città che, negli anni, Goethe, Max WeberFriedrich HegelKarl Jaspers, Hannah Arendt, Jürgen Habermas e altre menti eccelse hanno alimentato insieme ai loro studenti. Giungeremo quindi in un luogo oscuro segnato da un passato drammatico che qui ha lasciato una traccia decisamente cupa e inquietante. Proprio nella cima del colle, infatti, troviamo un austero teatro all’aperto e, per la precisione, troviamo un Thingstätte.

Heiligenberg, Thingstätte - Heidelberg, Germany
Il Thingstätte di Heilingenberg nei pressi di Heidelberg (Foto: Looking for Europe)

I Thingstätte, ne sono stati realizzati quaranta nel suolo tedesco, sono gli anfiteatri di impianto classico che i nazisti vollero far costruire per dare un’adeguata sede alla celebrazione dei fasti del passato germanico. Quello meglio conservato è disposto proprio nella collina di Heilingenberg. Chi visita questa architettura potrà prendere atto di un progetto tanto improbabile quanto delirante che le élite del partito guidate dal loro prolifico portavoce Joseph Goebbels, vollero subito attuare una volta conquistato il potere. Il Thingstätte che stiamo visitando è uno dei più eloquenti simboli di quanto confuse fossero le idee dei gerarchi nazisti. Per approfondire, seguite questo link

Un’altra testimonianza del complicato passato di Heidelberg e più in generale della Germania, la troviamo nel centro storico, all’angolo tra la Lauerstraße e la Große Mantelgasse. Qui, una serie di blocchi di marmo e granito disposti nella pavimentazione, segnano il perimetro della antica sinagoga che venne distrutta durante lo sciagurato pogrom della Notte dei Cristalli.

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8 thoughts on “Heidelberg: la “città ideale”

    1. Cara Nicoletta, spero proprio tu possa tornarci. Anche noi, la prima volta, l’abbiamo vista di passaggio, poi, finalmente, ci siamo decisi a tornare per un piacevole soggiorno di quattro giorni… Colgo l’occasione per ringraziarti di quanto scrivi nel tuo magnifico blog che è una vera e propria miniera… La tua visita mi onora non poco… Grazie!

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