Il “turista moderno”

Ci siamo appostati in tutta Europa e lo abbiamo osservato a lungo. Lo abbiamo osservato mentre si muoveva nei contesti urbani con maggiore familiarità e dimestichezza degli autoctoni, mentre si dedicava ai suoi originali e invidiabili soggetti fotografici, mentre evitava scaltramente le folle turistiche e anche, mentre alloggiava placido tra amici che non aveva mai conosciuto prima. Ecco cosa abbiamo scoperto sulla natura e sulle abitudini del turista moderno

1.Amore per l’abbandono e il terzo paesaggio

Castelli, chiese antiche e antiche mura e ogni resto millenario non hanno per il turista moderno lo stesso fascino di un astruso monumento sovietico, di un immenso edificio industriale abbandonato o di una spettrale ghost town… Che si riferisca alle intuizioni di Gilles Clément (teorico del terzo paesaggio e autore del testo Manifesto del Terzo Paesaggio), alle intriganti tematiche sociali, storiche e architettoniche collegate ai luoghi dell’abbandono o, più semplicemente, che preferisca seguire un autonomo e più moderno percorso di attribuzione di valore; sognerà non Roma o Pompei e neppure Efeso e tanto meno Siracusa o Petra: il suo sogno sarà raggiungere Pryp’jat’, le periferie di Tbilisi, Mosca, Kiev o il quartiere di Plagwitz a Lipsia, oppure il Linnahall di Tallinn e i docks di Amburgo…

ex filatura di Torre di Pordenone

2.Esseri(e) umani

Il turista moderno predilige situazioni semplici, ma autentiche. Per questa ragione, sceglierà la formula “appartamento condiviso” (quella inaugurata da Airbnb) che gli permetterà di osservare la quotidianità del luogo raggiunto attraverso i racconti e le indicazioni dei suoi ospiti. Sceglierà esclusivamente bar o ristoranti suggeriti dai local (ecco le mappe che cercherà in città), perché diffiderà di tutti gli altri. Anche le sue fotografie ritrarranno per lo più persone riprese in situazioni ordinarie e saranno queste le immagini più gratificanti collezionate dal turista moderno.

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3.La fisicità della memoria 

Il turista moderno ha un approccio tattile con la memoria. Immerso nella società dell’immagine, del foto-ritocco, delle fake news, della realtà edulcorata e prepotentemente mistificata, ha sviluppato una certa sfiducia in ciò che gli viene mostrato, detto, condiviso e teletrasmesso. Per questa ragione preferirà andare sul luogo e constatare. Anche la narrazione delle grandi tragedie del Novecento che per lo più viene imbastita in soporifere e inutilmente consolatorie trame cinematografiche o letterarie non è in alcun modo convincente per il turista moderno. Meglio andare di persona nei luoghi simbolo di antichi e moderni fatti e toccare con mano e toccando, comprendere…

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4.Brutalista!

L’architettura di una città è come un libro e di questo libro possiamo leggerne solo alcune pagine (ma chi lo farebbe?) perché contengono i momenti salienti della narrazione, oppure possiamo leggerlo per intero. Nel primo caso sapremo di singoli fatti che semplicemente accadono, nel secondo, conosceremo la storia per intero potendone apprezzare lo svolgimento. Per questa ragione, il turista moderno non trascura l’antichità architettonica, ma si dedica anche alla modernità e alla contemporaneità seguendo rotte che inevitabilmente lo porteranno fuori dal centro storico per entrare nel vivo degli sviluppi di una materia in continua evoluzione. Scoprirà la magnificenza architettonica e artistica rinascimentale, ma anche le derive architettocratiche della modernità (avete presente l’Unité d’Habitation di Le Corbusier?), la concretopia brutalista (seguite questo link per scoprire la fiorente letteratura sul tema) e anche le nuove prospettive urbane siano esse di rigenerazione (di nuovo i docks di Amburgo) o di nuova edificazione…

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5.Goethe!

Conoscere i luoghi, vicino o lontani, non vale la pena, non è che teoria; saper dove meglio si spini la birra, è pratica vera, è geografia

Johann Wolfgang von Goethe

Il turista moderno non dimentica l’antica e preziosa lezione di Goethe. Ha compreso che la “vera geografia” è quella dei luoghi che lo coinvolgono e non più quella delle “mete turistiche”. Conta solo quanto i posti raggiunti possano “appartenere” al suo immaginario e alle sue (più o meno limitate) sfere di interesse. Tralasciando persino l’ingresso all’antica cattedrale, il turista moderno visiterà il quartiere più intensamente decorato con i murale o almeno, così farà se la street art, per lui, è “vera geografia”. Oppure Goethe sbagliava?

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(Foto: CC, Rob Schofield)

6.Lettura fotografica

Il turista moderno ugualmente al turista tradizionale ha una spiccata propensione allo scatto fotografico. A differenza del secondo, tuttavia, dedicherà all’immagine catturata vere e proprie sessioni di ripresa che saranno tanto più intense quanto maggiore sarà il suo coinvolgimento nel momento e nel contesto. La fotografia servirà soprattutto a mettere in ordine le cose tra ciò che sta in primo piano e ciò, invece, sfuma sullo sfondo. La fotografia servirà anche per “entrare” nella complessità di un paesaggio urbano affrontandone i singoli aspetti con immagini dedicate e chiarificatrici (le dinamiche, la tipicità, l’architettura, il vissuto…). Infine, la fotografia sarà anche il mezzo per esprimere se stesso interpretando ciò che vede attraverso una personale composizione o ricomposizione del soggetto (ecco perché lo vedrete seduto in attesa che qualcuno si metta giusto lì dove serve per dare movimento all’immagine).

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(Foto: CC, PROstekelbes)

7.Stile di viaggio

Il turista moderno adotta uno stile di viaggio. Potrà cambiarlo nel corso del suo estemporaneo transitare da un luogo all’altro, ma non partirà senza averne prima individuato uno. La meta sarà importante, ma lo stile di viaggio lo sarà ancora di più. Ecco alcuni possibili approcci-guida perché il suo muoversi sia massimamente soddisfacente:

  • solo località poco conosciute o comunque poco frequentate: niente mete tradizionali, meglio andare a Pordenone, Halbertstadt, Leopoli, Katowice… ci sarà pur qualcosa da fare anche lì, no?
  • city explorer: ossia, infilarsi nei luoghi più segreti di una città. A Berlino, ad esempio, visiterà la base militare abbandonata di Teufelsberg, a Vienna, raggiungerà la Wotrubakirche e le Flackturm e anche i Gasometri e a Parigi? Beh, seguite questo link per sapere dove andrà…
  • seguire le vie del progresso: visiterà le smart city e le happy city per comprenderne le dinamiche e i contenuti di innovazione sociale, urbana, tecnologica… Andrà in Olanda o in Danimarca?
  • scriverne: sapevo che da qualche parte sarebbe sbucata la figura del travel blogger e del suo viaggiare scrivendo…
  • leggere: porterà con se alcuni libri e viaggerà sostando a lungo lì dove la lettura potrà avvenire nel modo più soddisfacente;
  • prima l’alloggio e dopo la meta: un appartamento metropolitano, una casa isolata affacciata sul mare, oppure una casa in mezzo al nulla o una house boat: ok, ho deciso, vediamo dove…
  • tour fotografico: sceglierà la località secondo le preferenze di soggetto per la propria incurabile fotomania (ma c’è anche la variante della sketchbookmania…)…
  • viaggio letterario o storico: seguire le orme di uno scrittore o di un personaggio letterario, oppure i luoghi simbolo di una vicenda storica. Si tratta uno stile di viaggio di antica tradizione che sta tornando di moda grazie al turista moderno. Un esempio di itinerario sulle orme di qualcuno? Seguite questo link

8.In viaggio con le orecchie

La musica conta. Il turista moderno ne è perfettamente consapevole e sa che la musica, esattamente come il cibo, potrà essere scoperta e ascoltata con la massima soddisfazione solo lì dove questa nasce (o nacque) o dove viene vissuta con particolare intensità e interesse. Chiaramente, la prima meta sarà Londra (magari seguendo questa mappa), ma potrà anche decidere di inerpicarsi nel Caucaso georgiano attirato dai canti polifonici, oppure, potrà decidere di frequentare la Istanbul underground seguendo le orme di Alexander Hacke nella veste di interprete del documentario Crossing the Bridge. Potrà infine, scegliere di perdersi in chissà quale località della Bulgaria alla ricerca del punto esatto dove la musica orientale finì per fondersi con quella slava…

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9.Al museo niente audio-guide

Audio-guida? No! Il turista moderno preferisce di gran lunga mettersi di fronte all’opera e lasciarsi ispirare. Il resto è superfluo e tanto più lo è una astrusa voce che gli si infila prepotentemente dentro le orecchie (così direbbe lui)… Se in futuro vorrà saperne di più se lo andrà a leggere: sì, perché il turista moderno, legge. Libertà di non capire, di scegliere cosa approfondire e di vivere le mostre d’arte come momenti dedicati al semplice piacere, godimento, scoperta, entusiasmo, gioco e meraviglia, sono i principi cardine della visita al museo del turista moderno…

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10.Con poco, tutto…

Il turista moderno ha la non ordinaria capacità di capire, pur nella assoluta novità del contesto, cosa fare e come farlo nel modo più soddisfacente e conveniente. Frutto dell’esperienza o semplice fattore genetico, saprà scegliere strepitose location urbane o naturalistiche per dare corso al suo semplice, ma invidiabilissimo picnic. Saprà visitare luoghi normalmente affollati nell’esatto momento in cui non vi è nessuno al loro interno (ma come fa?). Saprà anche muoversi in economia utilizzando i mezzi pubblici e alle tariffe più convenienti. Insomma, riuscirà a viaggiare ottenendo, con poco, tutto (o quasi)…

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9 thoughts on “Il “turista moderno”

  1. Grazie! Mi sento moderna (almeno come turista)! Niente audioguide, tante foto (anziani seduti, donne con la spesa, mix etnico/generazionali), Airbnb tutta la vita, street art (ma anche le chiese antiche però) e ho appena visitato una fabbrica abbandonata della mia zona (trevigiano)…

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  2. Il punto 6 ….. mi ci ritrovo…. 🙂

    Lo stile city explorer mi ha da sempre intrigato.

    Anche il punto 1 mi ha da sempre coinvolto, scrivo quasi di getto qualche riflessione disordinata. Come sai io vivo a Brescia. Brescia è una bella città, davvero…è ricca d’arte, dall’età romana a proseguire. Ha chiese splendide e neppure troppo conosciute ( si consideri la chiesa del santissimo corpo di Cristo), c’è poi Santa Giulia, il Duomo vecchio e via dicendo. Insomma , la città farebbe la gioia del “turista classico”.
    Però della città è bene anche ricordare la famigerata Caffaro (la Seveso taciuta con la sua diossina ed i famigerati PCB); meritano per me una visita le rovine industriali vicino alla Caffaro (ora purtroppo sbarrate). I puristi inorridirebbero ma si capisce tanto sulla storia della Leonessa tuffandosi al loro interno. Si “capisce” molto anche di qualche inquietante risvolto tipicamente italico….
    Inutile dirti che questi sono posti che interessano solamente al “turista moderno”.

    Se si vuole approfondire:

    https://www.internazionale.it/reportage/marina-forti/2017/02/01/brescia-inquinamento-industriale

    Cito un estratto : “Quello di Seveso è riconosciuto come uno dei più gravi disastri industriali mai registrati in Europa: e là si trattava di chili, a Brescia di tonnellate.”

    Ti domanderai perché ti scrivo questo…

    Quando arrivai a Brescia (2005) non mi era noto nulla. Il punto 1 è stato fondamentale per me, mi ha fatto conoscere e capire la portata di questo disastro avendo avuto la curiosità di visitare e fotografare una fabbrica dismessa vicino allo stabilimento bresciano della Caffaro. La curiosità mi ha spinto ad informarmi. Poi trasmissioni televisive ed articoli hanno reso noto il tutto…

    Insomma tutte queste chiacchiere per dirti che hai scritto un articolo interessante, mi ci sono ritrovato in diversi punti. Ed hai citato il fascino dei “luoghi dell’abbandono”.
    Parlano questi luoghi….alle volte davvero molto!

    A presto

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    1. Caro Gianluca, occhio che se mai verrò a Brescia ti contatto per fare insieme i “turisti moderni” nella tua città… Letto tutto con interesse come sempre ti leggo con interesse. Colgo l’occasione per spronarti a scrivere di più perché nei tuoi (troppo rari) post trovo sempre ottimi spunti di riflessione. Da poco ho saputo che in famiglia hai un altro blogger… e anche nei suoi articoli ho trovato ottimi spunti (forse, il miglior post di sempre da me letto è proprio lì), quindi, mi raccomando SCRIVETE!

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