Visita alla sede del Bauhaus di Dessau

Sognavamo da tempo di visitare la sede del Bauhaus a Dessau in Germania. Alla fine ci siamo andati e l’esperienza ha ricambiato la lunga deviazione fatta per raggiungerla. Il luogo è ricco di testimonianze, agevolmente visitabile e perfettamente conservato. Siamo davanti all’edificio simbolo del Neues Bauen, la modernità architettonica, che fu anche il luogo dove operarono i massimi esponenti dell’arte tedesca e, di conseguenza, europea ai tempi della Repubblica di Weimar: vi pare cosa da poco?

La sede del Bauhaus di Dessau | © looking for europe

Qui troverete alcune indicazioni per visitare la sede del Bauhaus e qualche informazione sul celebre complesso che fu definito “splendida concretizzazione di tutte le tendenze dell’architettura moderna”…

Tre sedi per una scuola

Senza riferirsi ai convulsi accadimenti del periodo compreso tra la fine della prima guerra mondiale e l’inizio del governo nazionalsocialista (1918-1933) sarebbe inconcepibile il fatto che un’istituzione come il Staatliches Bauhaus abbia dovuto per due volte spostarsi nel territorio tedesco perché indesiderata. Insediatasi a Weimar dal 1919, nel 1925 dovette spostarsi a Dessau e, nuovamente, nel 1932, a Berlino dove l’anno successivo fu definitivamente chiusa. Transitando i governi locali e infine quello nazionale dalla socialdemocrazia al nazionalsocialismo la celebre scuola si trovò messa alle corde perché le si attribuiva uno schieramento politico avverso e la promozione di idee e metodi eccessivamente liberi (il funzionalismo architettonico, invece, fu assorbito anche dal nuovo regime…).

Il trasferimento da Weimar a Dessau, in ogni caso, fu inizialmente un’operazione particolarmente ambita dalla municipalità che garantì sussidi e congrui investimenti. Questi ultimi consentirono al direttore della scuola, Walter Gropius, e ai suoi assistenti, di progettare la celebre sede manifesto, espressione delle più avanguardiste teorie e pratiche architettoniche. Vi fu anche l’opportunità di edificare in una vasta area isolata e separata dalla città dalla linea ferroviaria che consentì un “raggruppamento libero e asimmetrico dei volumi cubici degli edifici”. Gropius fu insieme progettista e cliente…

Ingresso della storica sede del Bauhaus di Dessau |© looking for europe

Curiosamente, Dessau, una città a esclusiva vocazione industriale (tra le altre, vi era insediata la sede principale della industria aeronautica Junkers Flugzeug und Motorenwerke) si trovò eletta luogo simbolo dell’architettura, del design e della pittura moderne e non solo. Quello che si direbbe un colpaccio… Sette anni di gloria, poi il sipario calò e con esso la gloria e anche il semplice rispetto. Dopo la seconda guerra mondiale, gli eminenti protagonisti del Bauhaus operavano con successo all’estero e l’esperienza dell’istituto non proseguì.

Visitare la sede del Bauhaus di Dessau

La sede del Bauhaus si trova lungo la Gropiusallee all’incrocio con la Bauhausstrasse. Il quartiere è posto nella periferia di Dessau, una città divenuta anch’essa periferica a seguito del collasso dell’industria locale nel immediato post-riunificazione (siamo nella ex Repubblica Democratica Tedesca) e, prima ancora, dei bombardamenti alleati che colpirono, a torto o a ragione, non solo le aree industriali, ma anche quelle del centro città. Anche la sede del Bauhaus subì gravi danneggiamenti, ma fu ben ristrutturata con successivi interventi (l’ultimo è stato completato nel 2006) che ne ripristinarono integralmente l’aspetto originale.

Il quartiere è placido e caratterizzato dalle monotone architetture delle residenze operaie prefabbricate costruite per lo più in epoca socialista in lastra di calcestruzzo (Plattenbau). La scuola e la sua ricercatezza formale è una mosca bianca come lo è il vicino quartiere delle Case dei Maestri (se ne parlerà in un altro post…).

Presso la sede del Bauhaus di Dessau |© looking for europe

La visita avviene in modo ordinato e ha inizio presso il centro di accoglienza posto all’interno della ex scuola che oggi ospita, tra gli altri, gli uffici della Fondazione Bauhaus Dessau, una biblioteca, spazi espositivi, un albergo, una delle sedi staccate dell’Università delle Scianze Applicate dell’Anhalt e il Bauhaus Kolleg dove si svolgono i corsi pst-laurea della omonima fondazione.

La vista ai locali del Bauhaus (quelli accessibili) è libera. Se si vogliono visitare anche le esposizioni temporanee e stabili (cosa che suggeriamo di fare), è richiesto il biglietto che costa 7,50 euro. Se la visita proseguirà presso le Meisterhäuser (le Case di Maestri) vi è la possibilità di acquistare un biglietto combinato al costo di 13,00 euro. All’interno delle sale espositive della scuola non è permesso fare fotografie. Il book shop è maledettamente ben assortito, quindi, il costo del biglietto non sarà la principale spesa nel corso della visita. Nell’edificio si trova anche il Bauhaus Caffè con prezzi allineati a quelli di un normale bar in Germania.

Presso il punto vendita del museo del Bauhaus di Dessau|© looking for europe

Due avvertimenti: le esposizioni sono dedicate ai progettisti, pratiche e studi architettonici e alle attività di progettazione e prototipazione di oggetti (arredi e lampade) che si svolgevano all’interno della scuola. Della produzione artistica non vi sono testimonianze. Bisognerà, inoltre, tenere conto che la sede è in uso e alcuni ambienti non sono visitabili (come ad esempio il celebre auditorium).

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Presso il museo del Bauhaus di Dessau | © michimaya
Presso la sede del Bauhaus di Dessau |© looking for europe

Il complesso del Bauhaus di Dessau

Sarà utile ora una veloce descrizione del complesso. La scuola del Bauhaus si articola in cinque corpi tra loro collegati. Ciascun corpo o ala è identificato dalla sua funzione. L’edificio maggiormente caratterizzante e dove si trova il centro visitatori è la storica ala della celeberrima scuola tecnica che ospitava le officine (werkstattfluegel) e le aule. A distinguerla sono le ampie superfici vetrate che si sviluppano su tre piani sorrette da una intelaiatura in profilati di ferro. Le vetrate o cortina di vetro, sono un componente liberamente inserito nella struttura e garantiscono una invidiabile illuminazione naturale. In occasione della prima ristrutturazione post bellica, a queste furono sostituite delle maldestre pareti in mattoni, poi soppiantate dalla riproduzione filologica del rivestimento trasparente. Oltre a rappresentare la soluzione più avveniristica, le superfici trasparenti divennero anche l’elemento più controverso nell’uso dell’edificio richiedendo ampi tendaggi oscuranti a protezione dalla eccessiva illuminazione e dall’eccessivo riscaldamento estivo. D’inverno, inoltre, l’isolamento termico era insufficiente.

Non solo elemento funzionale, la cortina di vetro aveva il compito di dichiarare la trasparenza di ciò che avveniva all’interno dell’edificio rendendolo visibile anche dall’esterno. Una innovazione già sperimentata (ma in ambito industriale) che per la prima volta caratterizzò un grande edificio pubblico.

Il Bauhaus di Dessau incapsula l’ethos del nuovo pensiero rivoluzionario della scuola. Con le sue forme cubiche a incastro, la struttura intelaita in cemento armato e le pareti vetrate, è stato il primo grande edificio a cristallizzare la concezione del Movimento Moderno di forma e spazio.

Da Bauhaus, Dessau: Walter Gropius (Architecture in Detail) di Dennis Sharp (liberamente tradotto)

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Particolare delle vetrate del corpo delle officine |© Alexander Kluge
Presso le sale delle officine|© looking for europe
Le sedie Wassily presso l’edificio delle aule e delle officine del Bauhaus|© looking for europe

Dell’ala delle officine si può proseguire la visita percorrendo il ponte a due piani che la collega all’altro edificio destinato alla formazione in aula. Il ponte è sorretto da quattro piloni in cemento. Al suo interno era ospitato, tra gli altri, lo studio di Gropius. Si accede così all’ala della scuola professionale organizzata in aule, biblioteca e uffici amministrativi (i locali sono per lo più in uso e non visitabili).

Nel compiere il percorso si nota una straordinaria dinamica interna all’edificio che ospita ampie scalinate che raggiungono ampi pianerottoli di arrivo e dove sono assenti corridoi o passaggi ristretti e forzati. Ovunque è ottimamente illuminato di luce naturale. Un edificio stimolante che invita alla interazione e allo scambio…

Presso l’edificio delle aule e delle officine del Bauhaus|© looking for europe
Vista dall’edificio delle aule e delle officine del Bauhaus|© looking for europe

Non vi è alcun elemento di disturbo: maniglie, lampadari, prese elettriche, termosifoni, infissi ecc. sono stati mantenuti o riprodotti coerentemente con il progetto di Gropius che prevedeva l’impiego di arredi e elementi funzionali progettati e, dove possibile, realizzati all’interno del Bauhaus. Ovunque sono disposte le celebri sedie Wassily in pelle e tubo di acciaio.

Lungo il ponte di collegamento|© looking for europe
Il ponte di collegamento visto dalla sede delle aule e delle officine del Bauhaus|© looking for europe

Ripercorrendo il ponte si raggiunge l’ala del teatro, aula magna e area libera. Non è possibile (se non furtivamente) accedervi. Nello spazio è ancora collocato il palcoscenico e la platea è allestita con la riedizione delle sedie originali disegnate da Marcel Breuer. Il teatro era lo spazio dove operava in particolare e sino al 1929, il pittore, scultore e coreografo Oskar Schlemmer. Il suo volume prosegue con il refettorio o mensa (tutt’ora attivo), in parte sormontato dall’iconico edificio degli alloggi.

Ingresso all’auditorium e teatro del Bauhaus|© looking for europe

L’ultima ala del complesso è quella degli alloggi studio nata per ospitare gli insegnanti junior e gli alunni più meritevoli. La visita può avvenire unicamente dall’esterno, ma dal 2013 è possibile prenotare una stanza e soggiornarvi (la prenotazione, tuttavia, deve avvenire con grande anticipo). L’edificio è chiamato anche Prellerhaus riferendosi alla denominazione degli alloggi della precedente scuola di Weimar che a loro volta erano titolati al pittore paesaggista e weimarer Friedrich Preller (1804 – 1878).

Particolare dell’ala degli alloggi studio|© looking for europe
I balconi degli alloggi studio|© looking for europe

Al suo interno sono ospitati 24 alloggi disposti nei quattro piani sormontanti l’area comune e la mensa. Ciascun alloggio ha il suo balconcino con parapetto in ferro che ci permette di individuare dall’esterno la composizione interna. L’edificio ospita un invidiabile tetto terrazzato vivibile e impiegabile anche per gli incontri.

Solo percorrendo per intero il complesso del Bauhaus di Dessau, si può comprenderne la logica e la natura di un sistema brillantemente interconnesso, ma sopratutto, possiamo apprezzarne la straordinaria funzionalità che lo rende tutt’oggi più moderno del contemporaneo (avete presente la dimessa e “ospedalesca” sede del vostro liceo?).

Dopo la sede del Bauhaus, è arrivato il momento di recarsi alle vicine (10 minuti a piedi) Meisterhäuser ossia, le Case di Maestri dove ci aspettano, tra gli altri Paul Klee, Wassily Kandinsky, László Moholy-Nagy e, chiaramente, Walter Gropius

10 cose da sapere sul complesso del Bauhaus di Dessau

Chiaramente mi rivolgo ai colleghi non architetti…

1 I tetti piatti furono un’innovazione (che fece anche un certo scandalo e fu probabilmente prematura rispetto alla disponibilità di materiali atti a impermeabilizzare e correttamente incanalare le acque piovane) nell’ambito dell’edilizia non residenziale.

2 I corpi interconnessi dell’edificio suddivisi per funzionalità, rappresentarono la novità più ammirata del complesso (dopo la sua inaugurazione, la sede del Bauhaus divenne uno dei più discussi e fotografati edifici in Europa)

3 Ogni area o corpo aveva un design specifico che ne esprimeva la funzionalità (e non la gerarchia).

4 La cortina di vetro fu l’elemento più discusso e comportò le resistenze più tenaci al progetto. Si tratta, in ogni caso, dell’elemento più spettacolare e significativo dell’intera opera (non a caso posto nella sede delle aule e dei workshop del Bauhaus).

5 Il complesso fu innalzato in poco più di un anno. Chiarezza di idee, progettualità definita nel dettaglio e adozione di soluzioni semplici (e economiche) consentirono una rapida realizzazione.

6 Assenza di una facciata di rappresentanza (e di ornamenti) e forma libera. Bisogna percorrere l’edificio per comprenderlo.

7 Per meglio orientare i fruitori, ciascuna ala dell’edificio era ed è ancora identificata da un colore.

8 Nella progettazione, Gropius considerò anche il punto di vista dall’alto, in fondo, il Staatliches Bauhaus sorgeva nella città che ospitava la più importante fabbrica tedesca di aeroplani, la Junkers Flugzeug und Motorenwerke che a quel tempo impiegava più di 40.000 persone nella sola Dessau.

9 Le mascherature sono assenti lasciando gli elementi strutturali e gli impianti a vista.

10 I nazionalsocialisti odiavano i tetti piatti e le pareti vetrate (valutando il progetto per l’Olympiastadion, Adolf Hitler comunicò al suo consulente Albert Speer: non entrerei mai in una scatola di vetro moderna). Durante la dittatura, arrivarono a ipotizzare di sormontare l’edificio con tetti a falde, di tamponare le pareti vetrate (cosa che in seguito fu temporaneamente realizzata dai comunisti della DDR) e persino di completarne lo sviluppo sino a trasformarne la pianta a forma di croce uncinata…

Lungo il ponte di collegamento|© looking for europe
Ingresso al centro visitatori|© looking for europe

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