Dessau, visita alle Case dei Maestri del Bauhaus

Quattro case, una singola e tre doppie, accoglievano gli insegnanti senior della celeberrima scuola del Bauhaus nella sua sede tedesca di Dessau. Le case sono visitabili e sono poste a poca distanza dall’istituto (a piedi si raggiungono in 10 minuti). Furono tutte progettate dall’eminente architetto Walter Gropius (1883 – 1969) completando il suo progetto per la vicina scuola. Nell’insieme, le case formano una vero e proprio insediamento che vi invitiamo a visitare insieme a noi…

Visitare le Case dei Maestri di Dessau

Per l’ingresso alle Case dei Maestri (Meisterhäuser) è richiesto un biglietto che può essere acquistato presso ciascuna abitazione, oppure all’interno del centro visite del Bauhaus. Il biglietto costa 7,50 euro. Vi è anche la possibilità di acquistare un biglietto combinato (sede del Bauhaus e Case dei Maestri) al costo di 13,00 euro. L’accesso alle case avviene da via Abertalle.

Visitare le Case dei Maestri del Bauhaus di Dessau

I celebri residenti delle Case dei Maestri

Vediamo ora chi furono gli abitanti delle celebri residenze moderniste. La casa singola era la residenza del direttore Walter Gropius, le altre ospitarono, tra gli altri, il pittore e fotografo ungherese László Moholy-Nagy (il braccio destro di Gropius) insieme al pittore tedesco Lyonel Feininger, il pittore, scultore e coreografo tedesco Oskar Schlemmer insieme al pittore tedesco Georg Muche e il pittore franco-russo Vasilij Vasil’evič Kandinskij insieme al pittore svizzero Paul Klee. Durante gli ultimi anni di attività del Bauhaus a Dessau, ospitarono gli architetti Hannes Meyer Ludwig Mies van der Rohe, i pittori Josef Albers e Hinnerk Scheper e l’architetto Alfred Arndt.

Il visitatore va avvisato che, fatte salve le scelte cromatiche di personalizzazione degli ambienti interni, non vi sono testimonianze dell’opera artistica dei celebri pittori che vi soggiornarono. Gli arredi, inoltre, sono stati solo parzialmente riprodotti (le stanze sono per lo più vuote) e due delle quattro case sono state ricostruite nei soli volumi nel modo che qui sotto vi dettaglio.

Qualche informazione sulle Case dei Maestri del Bauhaus

Per chi volesse una veloce introduzione al lavoro dell’eminente progettista tedesco, vi fornisco una sommaria descrizione delle abitazioni e delle linee progettuali.

Come per la scuola del Bauhaus, anche per le residenze l’obiettivo progettuale di Walter Gropius fu anzitutto programmatico. Le case dovevano diventare prototipi per “il modo nuovo di costruire secondo il nuovo modo di vivere” e ogni singolo elemento (mobilia compresa) fu progettato nel dettaglio secondo questo principio. Fu previsto l’impiego di materiali poveri come le pareti in lastra di pietra intonacata e furono studiate soluzioni progettuali semplificate per accelerare il processo di edificazione (che durò circa un anno).

Le case per i maestri del Bauhaus servivano come esperimento pratico del principio del “modulo da costruzione” (Baukasten im Großen)… che aveva lo scopo di consentire a seconda del numero e delle esigenze degli abitanti, l’assemblaggio di diverse “macchine per l’abitare”

Liberamente tradotto da Walter Gropius: 1883-1969: the Promoter of a New Form

Come accadde per la scuola, anche la progettazione delle Case dei Maestri fu libera poiché sarebbero sorte in una tranquilla area boscosa non edificata. Questo aspetto non si può oggi cogliere poiché lo sviluppo urbano (in particolare quello residenziale durante gli anni della Repubblica Democratica Tedesca) ha interamente abbracciato l’area.

Le tre case doppie sono state concepite una uguale all’altra e ciascuna ospita due appartamenti dalla identica planimetria a “L”. Dei due appartamenti, il secondo è ruotato di 180° rispetto al primo essendo insieme disposti a “S”. Gli edifici sono il risultato di una libera composizione di elementi cubici (i tetti sono piatti). Nelle intenzioni, si dovevano edificare tramite l’esclusiva applicazione di elementi prefabbricati, per ragioni tecniche tuttavia, Gropius dovette rinunciare a questa ambita soluzione costruttiva.

Le case, tutte a due piani, furono ideate come prototipi di edilizia residenziale accogliendo in sé numerose innovazioni. La loro composizione estremamente semplificata, i volumi puri (la forma ha una esatta corrispondenza con la funzione), lo stile di ispirazione cubista, la ripetitività del modulo abitativo, l’utilizzo di materiali poveri e la totale assenza di decorazioni, rappresentarono solo alcuni degli elementi di discontinuità con la tradizione. Tutti gli arredi forniti “di serie”, furono progettati all’interno del Bauhaus (principalmente per opera dell’architetto e designer Marcel Breuer) e, ove possibile, realizzati nelle officine della scuola.

Ciascun appartamento comprendeva: al primo piano, il soggiorno, la sala da pranzo, la cucina e i servizi, al secondo, lo studio e le camere. Gli studi dei due colleghi erano adiacenti rendendo possibile, quando richiesto, una stretta e immediata collaborazione. Ampi terrazzini e balconi insieme a un giardino alberato completavano le dotazioni. Il tetto delle abitazioni era terrazzato consentendo agli illustri ospiti di prendere il sole placidamente. Rispetto alle tre case bifamiliari, la casa singola del direttore Gropius, era più grande e prevedeva maggiori comodità come, ad esempio, il garage per l’automobile, le stanze per la servitù e il salotto per gli ospiti.

Ciò che maggiormente caratterizza l’estetica degli edifici è la loro asimmetria e le ampie vetrate con infissi di colore nero che garantivano una invidiabile illuminazione e una piacevole vista sul giardino alberato (la rotazione dei moduli abitativi, inoltre, assicurava una certa privacy). Come accadde per la cortina di vetro del vicino istituto, tuttavia, anche nelle Case dei Maestri le vetrate comportarono notevoli problematiche di natura termica (non era ancora disponibile la tecnologia per realizzare i doppi vetri). Dei maestri, Feininger si risolse per aggiungere una stufa a carbone, mentre Klee e Kandinsky ottennero un risarcimento per le alte spese di riscaldamento dalla municipalità di Dessau. Oltre alla criticità delle vetrate vi fu una costante esigenza di manutenzione poiché gli edifici iniziarono da subito a manifestare la loro “fragilità”…

Ai maestri fu data l’opportunità di colorare le pareti interne (all’esterno gli edifici sono bianchi in contrasto con i soli infissi neri) secondo le proprie preferenze e di scegliere gli arredi complementari (in questo Fenninger si dimostrò il più tradizionalista e Kandinsky il più nostalgico avendo portato con sé mobili legati alle antiche tradizioni russe). Solamente Walter GropiusMoholy-Nagy fecero esclusivo uso di arredi progettati e prodotti all’interno delle officine del Bauhaus. Per le scelte cromatiche delle pareti interne, Klee e Kandinsky scelsero soluzioni sperimentali e particolarmente “variopinte”.

Innovazione e confort nelle abitazioni dei maestri del Bauhaus

Conosciamo ora alcune interessanti e lungimiranti innovazioni tecnologiche applicate alle Case dei Maestri. Ventilatori a parete, caloriferi, stufe e forni a gas e persino un rubinetto a pressione per l’acqua calda (solo in tempi recenti riscoperto e diffuso nei paesi del nord Europa) costituirono alcune delle innovazioni messe a punto per le Case dei Maestri. Perché tutti gli impianti funzionassero e risultassero pratici, la scuola collaborò con gli ingegneri e le maestranze della locale fabbrica di aeronautica Junkers che si impegnarono anche a garantirne la manutenzione. Furono, inoltre, previsti moderni accessori quali l’asse da stiro a ribalta incassato nella parete, la lavapiatti, il passavivande e diversi armadi a muro che avrebbero reso superfluo ogni ulteriore arredo. A casa Gropius fu inserito anche un divano che si poteva aprire e trasformare in letto (oggi comunemente chiamato divano letto).

La tormentata storia delle Case dei Maestri di Dessau

Vediamo ora l’interessante percorso storico delle quattro abitazioni. Le case furono costruite in un anno tra il 1925 e il 1926. I maestri ne furono entusiasti, compiaciuti anche dalle ricche e innovative dotazioni che ciascun alloggio offriva. La sola perplessità era data dalla discordanza tra l’orientamento marxista dei “maestri” e la “lussuosità” delle abitazioni, cosa che creò qualche passeggero imbarazzo… Le abitazioni furono occupate dagli insegnanti del Bauhaus sino al forzato trasferimento dell’istituto a Berlino (1932). Negli anni trenta vennero date in uso ai dirigenti della Junker, l’importante stabilimento aeronautico con sede principale a Dessau. Nel 1945, nel corso della seconda guerra mondiale, durante gli attacchi aerei alleati, due delle quattro case vennero integralmente distrutte: si trattava della abitazione di Walter Gropius e della adiacente casa doppia di Moholy-Nagy e Fenninger. Le altre due furono temporaneamente trasformate in ospedale e in centro produttivo per sopperire alle distruzioni che nella città di Dessau furono particolarmente estese (vi si trovavano importanti impianti industriali bellici).

Durante gli anni novanta si decise di ripristinare in senso filologico le abitazioni rimaste in piedi e di ricostruire quelle distrutte. Per la ricostruzione si scelse di riprodurre i volumi originali senza, tuttavia, dettagliare l’intervento. I due odierni edifici, pertanto, sono una ben congegnata testimonianza della qualità architettonica, ma senza la pretesa di sostituire le storiche case. L’intervento (giudicato più o meno discutibile) fu affidato agli architetti dello studio Bruno Fioretti Marquez che attuarono la così detta Blurry reconstruction o ricostruzione sfuocata riferendosi sia alla sintesi delle forme che all’utilizzo di opalini bianchi in sostituzione delle finestre (e degli infissi).

Una delle due Case dei Maestri nella ricostruzione realizzata dallo studio Bruno Fioretti Marquez

Dal 1996, insieme alla scuola del Bauhaus, le Case dei Maestri (solo quelle non ricostruite) hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento di siti UNESCO patrimonio dell’umanità e continuano a attirare incuriositi visitatori anche tra i non specialisti, proprio come noi…

 

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