Altri 10 luoghi che prima o poi visiteremo

Nel 2015 avevo pubblicato un post con i 10 luoghi che prima o poi visiteremo (si intitolava proprio così). Di quelli elencati, ne abbiamo visitati tre, ne rimangono sette, anzi sei perché uno, considerate le mutevoli ispirazioni, non lo metteremmo più nell’elenco (ma se lo tolgo, poi, devo cambiare il titolo…). A questo punto, ne aggiungiamo altri dieci sperando di riuscire a visitarli. Non sono solo località, ma anche singoli punti di interesse…

1.Riola, La Chiesa di Santa Maria Assunta

Riola è una minuta frazione del comune di Vergato in provincia di Bologna. La sua relativa rinomanza è data da due mete di interesse: la curiosa e bizzarra roccaforte di Rocchetta Mattei e la straordinaria Chiesa di Santa Maria Assunta. L’edificio religioso è l’unico progetto architettonico presente in Italia formulato da uno dei Maestri del Movimento Moderno, l’architetto finlandese Alvar Aalto. Si annuncia come un edificio di grande interesse perché porta la firma di un progettista non solo celeberrimo, ma anche estremamente innovativo e straordinariamente contemporaneo.

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La Chiesa di Santa Maria Assunta a Riola (CC, seier+seier)

2.Monaco, la Sinagoga Ohel Jakob

In Germania sono state ricostruite dov’erano, ma non come erano, tre sinagoghe con il comune riferimento all’architettura gerosolimitana. In particolare, i tre edifici religiosi richiamano la cromia sui toni del giallo della pietra calcarea storicamente utilizzata per le antiche costruzioni ebraiche e rimasta evidente nel celeberrimo Muro del Pianto. Nell’insieme vengono definite le sinagoghe litiche. In comune hanno anche una dialettica sorniona e fortemente evocativa con gli sciagurati fatti avvenuti nella notte del 9 novembre del 1938 (denominata la Notte dei Cristalli o Kristallnacht) quando un feroce pogrom portò all’abbattimento della quasi totalità delle sinagoghe tedesche. Due le abbiamo già potute visitare, la Sinagoga di Dresda e quella di Ulm (ne scriverò a breve). La sinagoga di Monaco, Sinagoga Ohel Jakob, sarà il nostro prossimo obiettivo. Le tre opere, pur riferendosi ai tragici fatti del passato, sono anche espressione della rinascita delle comunità ebraiche nelle rispettive città che è difficile, lenta, controversa, ma pur sempre in atto (oggi la comunità ebraica di Monaco conta circa 10.000 persone grazie anche all’invito che dagli anni novanta la Germania fa agli ebrei della ex Unione Sovietica a trasferirsi nelle sue città).

sinagoghe nuove
Sinagoga Ohel Jakob di Monaco (CC, Jean-Pierre Dalbéra)

3.La regione storica della Galizia

Dopo aver visitato la regione storica della Slesia posta a cavallo tra Polonia, Germania e Repubblica Ceca, vorremmo spingerci più a est per visitare un’altra regione storica oggi divisa tra Polonia e Ucraina. Si tratta della Galizia dell’Europa Centrale spesso confusa con l’omonima comunità autonoma nel nord-ovest della Spagna. La Galizia, fu la più grande, la più popolata e la più settentrionale delle province dell’Impero Austro-Ungarico dal 1772 al 1918, con Leopoli come capitale. Straziata da entrambe le guerre mondiali, impoverita dalle grandi emigrazioni economiche di fine Ottocento e dalle pulizie etniche del regime sovietico, la regione mantiene una sua identità, radicate tradizioni e un recente slancio che si accompagna alla crescita economica dello stato polacco e a quella più lenta, ma comunque in atto, dell’Ucraina. Il viaggio, se avverrà, seguirà lo straordinario reportage dal titolo Galizia. Viaggio nel cuore dimenticato della Mitteleuropa scritto dall’austriaco Martin Pollack

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Leopoli, capitale della regione storica della Galizia dell’Europa Centrale

4.Il Ponte di Øresund

Due sono le ottime ragioni che abbiamo per percorrere il celebre Ponte di Øresund che collega la Danimarca alla Svezia. La prima è la duplice esperienza di guidare lungo il tunnel sottomarino che dai dintorni di Copenhagen porta all’isola artificiale di Peberholm e, subito dopo, di guidare “sul” mare lungo gli otto chilometri del ponte che collega l’isola alla località svedese di Lernacken a sud di Malmö. Il percorso è lungo quasi 16 chilometri e il ponte è il secondo più lungo d’Europa (il più lungo è il portoghese Ponte Vasco da Gama, che corre sopra il fiume Tago per 17,2 chilometri). Già da ora mi appunto di controllare il livello di benzina nel serbatoio, perché, conoscendomi, finirà che “quasi quasi, aspetterò il prossimo benzinaio”… E la seconda ragione? Chiaramente, evocare le memorabili atmosfere del serial Bron e, in particolare, l’improbabile carattere gelido e asettico della svedese Saga Norén… Unica nota dolente sarà il pedaggio che per singola tratta è di euro 56,00.

ponte di oresund tra svezia e danimarca

5.Villa Savoye, Poissy, Francia

A trenta chilometri a ovest di Parigi, nel comune di Poissy, sorge la celeberrima Villa Savoye costruita tra il 1928 e il 1931 dall’architetto Charles-Eduard Jeanneret ai più noto con lo pseudonimo di Le Corbusier. Commissionata da Pierre Savoye, facoltoso broker assicurativo, la villa fu l’occasione per il progettista per esprimere, sintetizzandoli, i principi fondamentali della sua “nuova architettura” e più in generale dell’architettura razionalista. Facciata e pianta libere, uso del cemento armato, dei pilotis, della finestratura a nastro e di lunghezza e il tutto sormontato da un piacevole e invidiabile giardino pensile sono gli aspetti caratterizzanti della villa. Dopo aver visitato la Unité d’Habitation di Marsiglia e il Weissenhof di Stoccarda, Poissy rappresenta certamente una delle nostre successive mete per vedere dal vivo il lavoro del rivoluzionario progettista svizzero…

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6.Aalborg, Danimarca

Perché andare a Aalborg in Danimarca? Siamo a nord, fa freddo e non ci sono particolari architetture o monumenti e neppure musei di qualsiasi interesse. La natura circostante è quella dello Jutland: affascinante sì, ma monotona. Eppure, è proprio a Aalborg che bisogna andare per scoprire i segreti della città più felice d’Europa. Sì, perché esiste un eurobarometro della qualità della vita nelle città europee che pone il capoluogo danese al primo posto. La classifica è compilata annualmente dalla Commissione Europea per le Politiche Regionali e Urbane e comprende un’infinità di variabili. Pulizia, qualità del’aria, qualità dei trasporti pubblici, offerta di lavoro, tasso di criminalità, disponibilità di abitazioni a un prezzo sostenibile e molti altri criteri, stabiliscono dove si vive felici e dove, invece, si vivacchia… Scoprire i segreti della città più felice d’Europa sarà un’ottima occasione per riflettere sui molti gap che pongono i nostri centri urbani nelle ultime posizioni della classifica della felicità urbana. La seconda happy city europea? Ancora danese, Copenhagen…

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In bicicletta a Aalborg (CC, Nelson L.)

7.Bruxelles, l’Atomium

Diventato uno dei monumenti europei più trascurati dal turismo, l’Atomium (1958) di Bruxelles rimane per noi una meta di grande interesse. Ma ci pensate? Un’immensa molecola che possiamo percorrere dall’interno e che ci ricorda quanta fiducia, erano gli anni cinquanta, veniva riposta nella ricerca scientifica e in particolare in quella nucleare. La struttura è alta 102 metri, è composta da nove sfere interconnesse e ciascuna ha un diametro di 18 metri. L’Atomium fu progettato dall’ingegnere e architetto André Waterkeyn con l’aiuto dell’architetto Jean Polak. Interamente realizzato in acciaio e vetro, a esclusione della tre sfere superiori, è possibile risalirne la struttura anche attraverso scale elettriche poste nei tubi connettori. Il monumento rappresenta i nove atomi del cristallo di ferro ingrandendoli 165 miliardi di volte. Realizzato in occasione dell’Esposizione Universale di Bruxelles del 1958, in seguito, è diventato l’indiscutibile e futuribile landmark della capitale belga anche se recentemente è stato marginalizzato. Bisogna intervenire!

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8.La Vienna di Otto Wagner

Avete un architetto preferito? C’è un progettista che idolatrate come fareste con una rock band o un divo (o diva) del cinema? Nel nostro caso, tale personaggio è il viennese Otto Wagner (1841-1918) le cui opere, in prevalenza disposte nella capitale austriaca, ci lasciano immancabilmente ammirati. Strenuo difensore della Secessione Viennese, Otto fu un ammirato innovatore ed ebbe incarichi di grande prestigio dalla municipalità che gli affidò importanti opere. Tra le altre, intervenne sul coordinamento architettonico della rete metropolitana (sue, ad esempio, le stazioni gemelle di Karlsplatz), fu l’autore della straordinaria Majolikahaus che deve il suo nome alla piastrellatura policroma di rivestimento della facciata e della magnifica Chiesa di San Leopoldo (Kirche am Steinhof). Quando lo stile mutò verso un funzionalismo più stringente e quando l’ornamento stava diventando “delitto”, progettò la sede della Österreichische Postsparkasse (Banca postale austriaca, 1903-1912) divenuta uno dei simboli della modernità architettonica. Torneremo sicuramente a Vienna per rivedere queste opere e scoprirne di nuove…

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Interno della Österreichische Postsparkasse (CC, PROAndrew Moore)

9.Kiev, Ucraina

Perché vogliamo andare a Kiev in Ucraina? Le ragioni sono infinite: ne elenco alcune. A Kiev è disposta una delle straordinarie opere scultoree in origine dedicate alle Madri del Socialismo e oggi convertite al ruolo di rappresentanza del carattere nazionale. Si tratta della Statua della Madre Patria, landmark della città e occasione per conoscere e ricordare da vicino la storia moderna del paese. Un’altra meta è il Museo Nazionale dedicato alle Vittime della Grande Fame dove viene raccontato l’atto genocida compiuto dal governo di Stalin contro il popolo ucraino (1932-1933). Si tratta di un evento poco conosciuto che, tuttavia, comportò la morte per fame e per i frequenti eccidi di un incalcolabile numero di persone (dai 2,4 ai 12 milioni). Di nostro interesse anche il Museo nazionale ucraino “Černobyl'” che sarà l’occasione per approfondire la dinamica e le conseguenze del famigerato Disastro di Černobyl’ (26 aprile 1986). Di natura commemorativa sarà la visita al fossato di Babij Jar divenuto il luogo simbolo delle prime uccisioni di massa poste in atto dal nazionalsocialismo durante l’occupazione dei territori a est. Oltre a questi luoghi della memoria, vorremmo visitare le straordinarie architetture religiose della Cattedrale di San Andrea, della Cattedrale di Santa Sofia, del Monastero di San Michele e del Kyevo Pečers’ka Lavra o Monastero delle Grotte di Kiev. Vorremmo, inoltre, visitare alcuni straordinari esempi di architettura sovietica come lo storico Istituto dell’Informazione, l’Hotel Saluyt e l’immaginifica architettura del Crematorio di Kiev. C’è altro? Si, i musei d’arte e la galleria d’arte contemporanea PinchukArtCentre che espone le opere di una nazione in grande fermento culturale. Non è tutto, ma è quanto basta per inserire Kiev tra i nostri desideri di viaggio…

10.Lubiana green

Ci siamo stati numerose volte, ma dobbiamo assolutamente tornare a Lubiana. Negli ultimi anni, infatti, la capitale slovena ha conquistato il ragguardevole titolo di città più green d’Europa (uffa, non compare nessuna città italiana nell’elenco…). La visita sarà alla scoperta degli interventi che hanno dato a Lubiana l’invidiabilissimo primato (secondo solo a quello di Happy City). Dalla gestione del traffico (che già dieci anni fa era ridottissimo…), al mantenimento di importanti aree verdi nel centro città, dalla riqualificazione delle aree residenziali, all’impiego delle energie rinnovabili, Lubiana è un vero e proprio laboratorio dove sicuramente potremo imparare qualcosa di utile. Ma non sarebbe meglio ci andassero in vacanza gli amministratori pubblici dei nostri capoluoghi? Boh… In ogni caso, noi ci andremo, parcheggeremo fuori dal centro e useremo i mezzi pubblici, oppure cammineremo, onde evitare di far declassare la città europea…

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8 risposte a "Altri 10 luoghi che prima o poi visiteremo"

    1. l’ultimo della lista… di passaggio ci andremmo certamente, ma la lista dei musei ambiti è stata irrimediabilmente modificata (e ora che mi ci fai pensare potrebbe diventare anch’essa oggetto di un post…). Grazie della tua visita!

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