La Piccola Gerusalemme di Pitigliano

Siamo a sud est della provincia di Grosseto in prossimità del confine con il Lazio. Il territorio è detto Area del Tufo ed è caratterizzato dalle rocce tufacee che furono impiegate già ai tempi degli etruschi per l’edificazione di alcuni insediamenti ipogei divenuti in seguito borghi come quelli più noti di Sorano, Sovana e Pitigliano. Di questi raggiungiamo Pitigliano per visitare l’antico ghetto ebraico dove sono conservate le straordinarie e affascinanti memorie della antica e insospettabile comunità etnica che vi era insediata…

Il borgo tufaceo di Pitigliano in provincia di Grosseto

L’accesso al ghetto

L’area anticamente abitata dagli ebrei di Pitigliano è stata interamente ristrutturata ed è accessibile dallo storico ingresso posto lungo via Ziccarelli. La visita richiede l’acquisto di un biglietto (5,00 euro, chiuso il sabato) e comprende un piccolo, ma ben allestito museo sulla cultura ebraica. Il percorso è ottimamente indicato e articolato su più livelli. All’interno dell’area troviamo anche una boutique che offre alcune specialità della tradizione ebraica locale a partire dagli squisiti dolci tradizionali denominati sfratti.

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L’ingresso all’antico ghetto ebraico di Pitigliano

La visita al ghetto è anche l’occasione per conoscere l’evoluzione architettonica del borgo di Pitigliano iniziata con gli insediamenti scavati nel tufo ai tempi degli etruschi e proseguita con l’edificazione dei livelli superiori.

Gli ebrei di Pitigliano

Pitigliano è nota come la Piccola Gerusalemme per la antica presenza di una nutrita comunità ebraica risalente al XVI secolo. Il borgo toscano, infatti, divenne un privilegiato luogo di rifugio per gli ebrei espulsi dallo Stato della Chiesa tra il 1569 e il 1593. Il paese toscano ospitava già alcune famiglie ebree e la popolazione fu ospitale e capace di integrare i nuovi arrivati. Era, inoltre, già presente il cimitero ebraico che oggi possiamo vedere lungo la statale per Manciano.

La comunità ebraica arrivò a contare circa 500 persone su una popolazione di 6.000 residenti. Nel 1598 venne venne edificata la sinagoga mentre il ghetto fu costituito nei primi anni del XVII secolo quando la dinastia dei Medici subentrata a quella degli Orsini impose le tradizionali restrizioni alla mobilità degli ebrei così come accadeva in tutta Europa. La residenza coatta, tuttavia, non impedì una stretta integrazione tra le comunità locali, reciproco rispetto e una consolidata collaborazione economica, sociale e culturale.

Pitigliano, insegna posta all’ingresso del ghetto ebraico

Durante il XIX secolo, ottenuta l’emancipazione, la comunità ebraica iniziò a ridursi poiché in molti scelsero di trasferirsi nelle più economicamente attraenti città come quelle di Roma, Firenze, Lucca o Livorno. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale e dei rastrellamenti durante l’occupazione tedesca, i circa 30 ebrei rimasti a Pitigliano trovarono rifugio nelle fattorie della Maremma grazie alla generosità dei loro conterranei. Diversamente andò per coloro che scelsero in precedenza di trasferirsi nelle città…

Visita al ghetto

Nel percorso interno possiamo visitare le aree ipogee dedicate ai bagni rituali, alla cantina e al macello per la produzione di vino e carni kashèr ossia, secondo le regole alimentari della religione ebraica stabilite nella Torah. Visitiamo anche l’antica tintoria e conceria e il forno per il pane azzimo preparato con farina di cereali e acqua, senza fermentazione e aggiunta di lievito. In pochi passi apprendiamo quali furono le principali attività economiche della comunità di Pitigliano muovendoci lungo un percorso labirintico e di grande interesse. Una delle stanze è adibita a Museo della Cultura Ebraica e espone numerosi oggetti e testi legati alla ritualità e alla vita sociale della comunità etnica.

Pitigliano, la sala ipogea dei bagni rituali presso il ghetto ebraico
Pitigliano, i forno per il pane azzimo presso il ghetto ebraico
Presso il Museo della Cultura Ebraica di Pitigliano

Risalendo, percorriamo una propizia area panoramica terrazzata e poco oltre troviamo l’antica sinagoga letteralmente incassata nell’abitato. Il minuto luogo di preghiera è stato ristrutturato in modo eccellente a seguito dei crolli avvenuti negli anni ’60 a seguito di una frana ed è una eloquente testimonianza dell’importanza della antica comunità ebraica di Pitigliano di cui oggi rimane solo una persona. La ricostruzione avvenne nel 1995 grazie all’intervento del Comune di Pitigliano.

La sinagoga del ghetto di Pitigliano
Lungo i percorsi interni all’antico ghetto ebraico di Pitigliano

Kasher & Tipici

Kasher & Tipici è una piccola boutique dedita alla vendita dei prodotti alimentari della tradizione ebraica pitiglianese. In particolare, al suo interno possiamo trovare i vini kasher, le confezioni di pane azzimo e i richiestissimi sfratti, i dolci tradizionali ebraici di Pitigliano che vengono preparati nel vicino Forno del Ghetto.

Gli sfratti di Pitigliano nascono nel corso del XVIII secolo riferendosi ironicamente alla forma dei bastoni con cui un secolo prima i messi inviati dai Medici del Granducato di Toscana battevano alle porte degli ebrei per intimarli di lasciare le loro case e di trasferirsi nel ghetto. La ricetta è semplice e gustosa e prevede un ripieno composto da miele, scorzette di arancia, noci, anice e noce moscata. L’impasto per la sfoglia è realizzato con farina, zucchero, olio e vino bianco.

Per gli orari di apertura e ulteriori informazioni: http://www.lapiccolagerusalemme.it

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