Spazi d’arte: Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci

Inaugurato nel 1988 e rinnovato nel 2016 con l’aggiunta della futuribile struttura a navicella spaziale, il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato è dedicato alla presentazione della vasta collezione della Fondazione Pecci oltre alle mostre temporaneamente allestite. Tra i principali riferimenti nazionali del contemporaneo e con un invidiabile e originale percorso espositivo, il centro merita una visita, anche solamente virtuale…

Visitare il centro Pecci di Prato

La sede del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci

In origine, le mostre del Centro Pecci erano ospitate nel serioso edificio progettato negli anni ottanta dall’architetto razionalista fiorentino Italo Gamberini (1907 – 1990) che lo ideò come una articolata composizione di elementi cubici caratterizzata da una possente intelaiatura in acciaio. Il centro venne inaugurato nel giugno del 1988.

Nel 2016, la struttura preesistente è stata radicalmente modificata con l’aggiunta del caratterizzante ampliamento a forma di navicella spaziale che la integra, nascondendola quasi per intero. Autore del nuovo progetto è stato lo studio di Rotterdam NIO architecten guidato dall’architetto Maurice Nio. Il progettista olandese ha descritto il suo intervento con l’espressione Sensing from the Waves traducibile con “captare dalle onde” spiegandoci, in questo modo, la ragione dell’antenna curvata posta nella sommità dell’edificio. Chiaramente, le “onde” sono quelle delle tendenze artistiche che il centro intende “captare” e diffondere. Nel suo complesso, il Centro Luigi Pecci si articola su 3.000 metri quadri di spazio espositivo.

La Fondazione e la collezione Pecci

la Fondazione Pecci e il centro espositivo pratese nacquero per volontà dell’imprenditore Enrico Pecci in memoria del figlio Luigi prematuramente scomparso. La famiglia Pecci vanta un consistente patrimonio frutto della secolare e fruttuosa attività nel settore laniero. Disponibilità economica e passione per l’arte contemporanea hanno costituito le basi di un progetto in continua evoluzione.  Negli anni, la fondazione ha acquisito una invidiabile collezione d’arte che conta circa mille opere tra dipinti, sculture, installazioni e opere di video arte. Il focus sono gli anni cinquanta e sessanta del Novecento con particolare attenzione alla produzione nazionale. Le opere vengo in prevalenza acquisite a seguito delle esposizioni.

La collezione comprende dipinti, sculture, installazioni e opere di video arte. Tra i movimenti più rappresentati troviamo l’Arte Povera, la Transavanguardia, la Poesia Concreta, la Poesia Visiva, l’Architettura Radicale e le espressioni artistiche dei paesi della ex Unione Sovietica. Tema comune delle acquisizioni è quello di testimoniare e promuovere le ricerche artistiche più avanzate.

L’elenco degli artisti rappresentati è infinito e tra questi troviamo Nobuyoshi Araki, Stefano Arienti, Marco Bagnoli, Botto & Bruno, Paolo Canevari, Enzo Cucchi, Jan Fabre, Lucio Fontana, Marco Gastini, Piero Gilardi, Dmitry Gutov, Emilio Isgrò, Ilya Kabakov, Anish Kapoor, Jannis Kounellis, Barbara Kruger, Francesco Lo Savio, Sol LeWitt, Philip-Lorca di Corcia, Eliseo Mattiacci, Fausto Melotti, Mario Merz, Bruno Munari, Vik Muniz, Maurizio Nannucci, Hermann Nitsch, Julian Opie, Anatolij Osmolovskij, Mimmo Paladino, Michelangelo Pistoletto, Julian Schnabel, Daniel Spoerri, Mauro Staccioli, Superstudio, David Tremlett, UFO, Massimo Vitali, Yelena & Viktor Vorobyev e Erwin Wurm.

Qui sotto trovate una galleria di immagini relative alla collezione stabile del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci.

Henrique Oliveira, Transarquitetonica
Loris Cecchini, Steelorbitalcocoons
Paolo Canevari, Nobody Knows
In primo piano, Vito Acconci, multi-bed
Pinot Gallizio, Caverna dell’antimateria
Mario Merz, la Spirale Appare
Jean Fabre, Metamorphoses (dettaglio)
A destra: Anish Kapoor, Here and There

Nel sito web ufficiale del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci trovate tutti gli eventi in programmazione e ogni informazione utile per visitarlo.

 

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