In Belgio, tra i fantasmi di Doel

In Belgio, superando Anversa e proseguendo a nord ovest lungo il corso del fiume Schelda abbiamo raggiunto la località di Doel, una delle più note città abbandonate o ghost town europee. Doel è un luogo cupo, desolante, vuoto, ma anche suggestivo e intrigante. La visita è avvenuta con più di qualche brivido di paura e spesso abbiamo attentamente misurato con gli occhi la distanza tra noi e l’auto per una eventuale e repentina fuga. L’esperienza, in ogni caso, è stata memorabile… Per scoprire Doel e visitarla insieme a noi, leggete oltre…

Doel è una località interamente disabitata costituita da edifici residenziali a uno o due piani disposti in modo regolare in un reticolo formato da quattro strade che corrono parallele al corso del fiume Schelda e da cinque strade che le intersecano. Molti edifici hanno i mattoni a vista e furono eretti secondo i modesti canoni architettonici delle abitazioni di inizio Novecento destinate ad ospitare le famiglie operaie (in questo caso, dei lavoratori nell’adiacente porto di Anversa). C’è anche una poco attraente chiesa e accanto a questa, un cimitero…

La via centrale della ghost town di Doel in Belgio
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Presso la città fantasma di Doel in Belgio
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Street art a Doel in Belgio
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Street art nella ghost town di Doel in Belgio

Lo spopolamento di Doel

Il progetto di espansione del vicino porto di Anversa che interrompe la propria estensione in prossimità della località di Doel rese tassativo l’abbandono delle abitazioni che nel 2001 vennero cedute dagli abitanti alla società incaricata di eseguire i lavori di ampliamento (ancora oggi, tuttavia, non avviati). L’operazione fu accettata di buon grado dai quasi 1300 residenti di un’area marginalizzata e fortemente degradata. D’improvviso, Doel diventò una città fantasma…

Oltre alla necessità di dare spazio ai nuovi impianti, l’abbandono di Doel si era reso auspicabile per la sua stretta e pericolosa vicinanza con un impianto nucleare. Tra il 1969 e il 1985, infatti, in prossimità dell’abitato, è stata realizzata e successivamente più volte ampliata, l’omonima centrale nucleare che conta quattro reattori di seconda generazione oltre al poco invidiabile primato della centrale nucleare europea inserita all’interno dell’area più densamente popolata. Le sue due colossali torri di raffreddamento si possono notare da ovunque all’interno della ghost town di Doel offrendo ai visitatori una scenografia irreale e minacciosa…

Presso la ghost town belga di Doel
Presso la ghost town belga di Doel
Presso Doel in Belgio

Visita alla ghost town di Doel

La visita si è svolta senza particolari complicazioni salvo qualche brivido poiché Doel non solo è disabitata, è anche inserita in un territorio anonimo e opprimente poiché dominato dagli enormi impianti portuali e dalle già citate torri di raffreddamento la cui dimensione iperbolica non può che impressionare. Le strade che la raggiungono, inoltre, sono utilizzate esclusivamente dai tir diretti verso i magazzini del porto. Non vi sono in giro ne ciclisti, ne pedoni e neppure semplici automobili. Nell’area abbiamo provato un forte senso di smarrimento e più volte abbiamo ripensato alla reale opportunità della prevista deviazione…

Il corso del fiume Schelda è per intero “mascherato” dall’argine rialzato che può essere raggiunto e percorso nella sommità tramite scalinate o tramite le rampe dei percorsi ciclistici di cui nessuno ne fa uso… C’è anche un antico mulino a vento che svolge il solo compito di offrire un inatteso e suggestivo contrappunto visivo alle bianche torri di raffreddamento poste alle sue spalle. L’immagine simbolo della località è proprio il mulino rappresentato in primo piano sullo sfondo della centrale nucleare di Doel.

L’immagine simbolo di Doel
Le torri di raffreddamento della centrale nucleare viste dalla località di Doel
Presso Doel in Belgio
Presso Doel in Belgio
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Presso Doel in Belgio

Abbiamo lungamente girovagato solitari nelle strade deserte e abbiamo guardato ostinatamente dentro le finestre delle case nell’ostinata ricerca, nel più completo e definitivo abbandono, di qualche segno di vita che, tuttavia, non c’è.

Ad accompagnarci lungo le strade sono stati i molti interventi di street art che decorano le facciate delle abitazioni anche se, per lo più, sono di modesta fattura.

Durante la permanenza abbiamo compreso che per ragioni di sicurezza personale è raccomandabile non spingersi troppo oltre verso l’area limitrofa al porto poiché vi si svolgono i tradizionali mercimoni… Dal lato opposto, verso la centrale nucleare, invece, il passaggio è impedito anche a causa dei recenti allarmi terrorismo che hanno fatto aumentare il livello di sorveglianza dell’impianto.

Una curiosità, nel 2013, la band belga Daan ha ambientato proprio a Doel alcune sequenze della clip video per il brano dal testo surreale La Crise

Come raggiungere Doel

Per raggiungere Doel basta impostare nel navigatore satellitare la località Beveren e come indirizzo, semplicemente Doel. Dall’uscita autostradale il percorso in auto dura circa dieci minuti. La strada che raggiunge il paese termina nelle rive del fiume Schelda.

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12 risposte a "In Belgio, tra i fantasmi di Doel"

    1. sembra che la cosa non abbia un termine preciso … c’è anche chi sta protestando … va detto che il porto è ormai a ridosso di Doel e che con il prossimo ampliamento sarà inevitabile “andarci sopra” … grazie della visita!

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