In viaggio con il Bauhaus

Se siete amanti dell’arte, dell’architettura moderna e del design, uno dei percorsi europei più interessanti da compiere è quello alla scoperta delle tracce lasciate dall’istituto del Bauhaus durante la sua breve ma intensa esperienza. Nell’anno del centenario dalla sua fondazione avvenuta nel 1919, vi invitiamo a scoprire e visitare i luoghi del Bauhaus e in particolare quelli posti nelle tre città che hanno ospitato le sue sedi.

Come probabilmente già sapete, il Bauhaus (per intero Staatlitches Bauhaus) fu fondato a Weimar nel 1919, venne trasferito a Dessau nel 1925 e terminò la sua esperienza a Berlino dove l’11 aprile del 1933, le SA, le milizie nazionalsocialiste, ne posero sotto sequestro l’edificio impedendo la prosecuzione delle attività. A testimonianza dell’esperienza del Bauhaus, in ciascuno dei tre siti potrete trovare un museo dedicato alle realizzazioni, alle metodologie di insegnamento e alle più influenti figure tra i suoi maestri e allievi o bauhausler. Negli stessi siti, inoltre, troverete numerose altre testimonianze che vi invitiamo a conoscere…

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Particolare della sede del Bauhaus a Dessau | pixabay

Weimar, dove tutto nacque

Weimar sarebbe rimasta per lo più nota come la città di Goethe e più in generale della classicità se non fosse capitato che proprio lì, nel 1919 nacque il Bauhaus. Fu un caso? Si trattò di una fortunata coincidenza: a Weimar preesisteva una ben avviata scuola d’artigianato artistico e fu proprio il suo direttore a indicare come successore il giovane, visionario e talentuoso architetto con base a Berlino, Walter Gropious. Gropius, a sua volta, approfittò del rinnovato clima culturale del dopo guerra che anche a Weimar produsse una incondizionata, ma temporanea, apertura al cambiamento, alla sperimentazione e al progresso. Non mancarono, inoltre, adeguati finanziamenti.

La sede storica del Bauhaus

Vediamo ora cosa visitare a Weimar. Tre sono le principali mete da raggiungere e tutte risalgono agli anni del Bauhaus. A queste, se ne aggiungerà una quarta poiché è in costruzione il nuovo Bauhaus Museum Weimar che sarà inaugurato in occasione dell’imminente centenario. Da dove iniziare? Chiaramente dalla storica sede dell’istituto che fu edificata tra il 1904 e il 1911 secondo il progetto dell’influente architetto e designer belga Henry van de Velde. La sede è divisa in due edifici adiacenti ed è tutt’ora in uso poiché vi si tengono i corsi universitari della Bauhaus-Universität nuovamente attiva dal 1996. Liberamente accessibile, al suo interno è visitabile l’ufficio del direttore Walter Gropius recentemente ristrutturato con la riproduzione degli arredi e delle caratterizzanti pitture murali presenti durante gli anni del Bauhaus.

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La storica sede del Bauhaus di Weimar | © Ralf Herrmann

Il viaggio in breve. Weimar si trova nella Turingia, una regione ricca di storia, di belle città e di attrazioni naturalistiche come la catena montuosa dello Hartz con i suoi gradevoli paesaggi boschivi. Da Weimar, Dessau dista meno di due ore di automobile. Dessau si trova nello stato confederato della Sassonia-Anhalt ed è una località che risente tutt’oggi di un passato tormentato dalla guerra e dal collasso manifatturiero di cui ne costituiva principale vanto l’industria aeronautica Junkers Flugzeug und Motorenwerke. Dopo la visita ai luoghi del Bauhaus (che vi richiederà più di una giornata), sarà meglio mettervi subito in moto per raggiungere la capitale che dista anch’essa meno di due ore di automobile. Ah, dimenticavo, tutto il viaggio avverrà nei territori della ex Repubblica Democratica Tedesca ad eccezione del museo Bauhaus-Archiv di Berlino che si trova all’interno dell’ex settore o enclave occidentale.

La casa modello Haus am Horn

Weimar è una minuta località e vi basteranno pochi passi per raggiungere la casa museo Haus am Horn il cui progetto risultò vincitore in una gara di idee svoltasi internamente al Bauhaus. Gropius era sicuro di vincere, ma la giuria che comprendeva maestri e allievi, votò la soluzione proposta dall’insegnate Georg Muche che per di più era un pittore e non un architetto. Gropius accettò il verdetto, ma a denti stretti…

La Haus am Horn è la sola testimonianza architettonica del Bauhaus presente a Weimar (va precisato che il corso di architettura fu attivato successivamente nella sede di Dessau). Fu costruita nel 1923 ai margini del Park an der Ilm in occasione della grande Esposizione del Bauhaus che, tra le molte iniziative, prevedeva anche l’edificazione di una casa modello espressione dei più moderni criteri progettuali e funzionali. La casa unifamiliare è caratterizzata dal tetto piatto, da una forma squadratissima (a Weimar venne subito chiamata la “casa macina-caffè”) e si articola in un salotto centrale a pianta quadrata attorniato dalle varie stanze. Ma come, un salotto senza finestre? Beh, prima di giudicare, visitatela…

Il Monumento ai Caduti di Marzo

Vi porto ora davanti a un monumento che nell’immediato potreste considerare di poco conto, ma le cui implicazioni teoretiche e stilistiche e i cui rimandi storico culturali vi impegneranno lungamente. Si tratta del Monumento ai Caduti di Marzo (Denkmal der Märzgefallenen), un’opera scultorea eretta nel 1922 per commemorare i martiri tra i weimarer della resistenza al tentato putch nazionalista di Kapp (1920). Il monumento fu progettato da Walter Gropius ed è posto all’interno del Cimitero Storico di Weimar a poca distanza dalla celebre Cripta dei Principi dove sono sepolte le spoglie di Johann Wolfgang von Goethe. Per approfondire seguite questo link.

Il Bauhaus Museum Weimar

L’ultima meta sarà l’atteso Bauhaus Museum Weimar che inaugurerà il 6 aprile 2019 all’interno di un edificio di nuova costruzione la cui architettura dovutamente moderna e essenziale, si annuncia di grande fascino e eleganza. Per informarvi, consultate il sito ufficiale del museo.

Il Goethe National Museum

Prima di partire, non dimenticate di fare una visita a casa Goethe che si trova nella centrale Frauerplan dove troverete l’ambitissimo Goethe National Museum. Anche i giovani bauhausler erano soliti frequentare il museo e in particolare la sezione dedicata agli studi e alle teorie sul colore di cui lungamente il sommo poeta se ne occupò. Tra i frequentatori vi furono anche i maestri senior Kandinsky e Paul Klee: quest’ultimo in particolare, rivolgeva la sua attenzione e ammirazione alle collezioni e agli studi di Goethe sulla mineralogia e biologia trovando di grande interesse e ispirazione gli aspetti legati alla morfologia e alla metamorfosi.

Il Deutches Nationaltheater

Nel vostro percorso, avrete certamente occasione di passare davanti al Deutches Nationaltheater, il Teatro Nazionale Tedesco, che trovate nella Theaterplatz alle spalle del celebre Monumento a Goethe e Schiller. Al suo interno, il 13 luglio del 1919 venne adottata la nuova Costituzione della neonata Repubblica di Weimar. All’esterno del poco attraente edificio in stile stancamente neoclassico troverete una tabella commemorativa che ricorda l’evento. La tabella è la riproduzione di quella originale che fu progettata, pensate voi, proprio da Walter Gropius

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Il Teatro Nazionale Tedesco alle spalle del monumento a Goethe e Schiller

Dessau, la sede manifesto

Spostiamoci ora a Dessau dove il Bauhaus si trasferì nel 1925. Messo alle strette dal nuovo governo dei nazionalsocialisti nella città di Weimar, Gropius trovò nella florida località industriale della Sassonia-Anhalt l’opportunità di proseguire le attività dell’istituto a cui vennero offerti congrui finanziamenti e la straordinaria opportunità di potersi dotare di un edificio di nuova progettazione. L’edificio fu disegnato dallo stesso Walter Gropius diventando la più celebrata realizzazione del Movimento Moderno.

Cosa visitare a Dessau? Due sono le mete principali: la rinomata sede del Bauhaus e le Case dei Maestri (Meisterhäuser) che si trovano nelle sue vicinanze. La visita potrà comprendere altre architetture disposte nei dintorni e che ricordano l’intensa attività progettuale dei maestri e degli allievi finalizzata anche al sostentamento economico della scuola.

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Dessau, la storica sede del Bauhaus progettata da Walter Gropius | © looking for europe

La sede storica del Bauhaus

L’edificio che accoglieva la scuola si presenta in un impeccabile stato di conservazione frutto di un attento restauro che ha cancellato le storpiature dei precedenti interventi (quelli “antagonisti” dell’epoca del nazionalsocialismo e quelli “maldestri” dell’epoca del socialismo). Gli spazi sono liberamente visitabili e vi troverete anche un museo che raccoglie numerose testimonianze come quelle relative alla progettazione e produzione di oggetti di design (tra questi anche la rivoluzionaria sedia Wassily realizzata in tubo di acciaio piegato). Per ogni informazione relativa alla visita seguite questo link.

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Presso il museo del Bauhaus di Dessau | © michimaya

Le Case dei Maestri

Proseguendo lungo la Gropiusalle sino a raggiungere la Ebertallee, troverete le Case dei Maestri, una singola e tre doppie, anch’esse progettate da Walter Gropius e anch’esse espressione delle sue più innovative soluzioni progettuali e funzionali. La casa singola era la residenza del direttore, le altre ospitarono, tra gli altri, il pittore e fotografo ungherese László Moholy-Nagy (il braccio destro di Gropius) insieme al pittore tedesco Lyonel Feininger, il pittore, scultore e coreografo tedesco Oskar Schlemmer insieme al pittore tedesco Georg Muche e il pittore franco-russo Vasilij Vasil’evič Kandinskij insieme al pittore svizzero Paul Klee. 

Interno di una delle delle Case dei Maestri di Dessau | © looking for europe

Durante la seconda guerra mondiale, la Casa di Gropius e quella di Moholy–Nagy vennero distrutte dai bombardamenti alleati mentre le altre due abitazioni doppie risultarono ampiamente danneggiate per il prolungato abbandono e per le incoerenti destinazioni d’uso (furono adibite a magazzino, a alloggio per le maestranze e a centro medico). Durante gli anni novanta si decise di ripristinare con criterio filologico le abitazioni rimaste in piedi e di ricostruire quelle distrutte. Per la ricostruzione si scelse di riprodurre i volumi originali senza, tuttavia, dettagliare l’intervento. Quest’ultima operazione fu affidata agli architetti dello studio Bruno Fioretti Marquez che attuarono la così detta Blurry reconstruction o “ricostruzione sfuocata” riferendosi alla sintesi delle forme e all’utilizzo di opalini bianchi “a vivo” in sostituzione delle finestre e degli infissi. Per ogni informazione relativa alla visita seguite questo link.


Tre direttori per una casa. Casa Gropius non ospitò unicamente il suo progettista che fu anche il fondatore e il più longevo direttore del Bauhaus (1919 – 1928). Al suo interno abitarono in successione i due illustri architetti che si susseguirono alla direzione dell’istituto. Dal 1928, infatti, divenne la residenza di Hannes Meyer e dal 1930 e sino al trasferimento dell’istituto a Berlino (1932), vi si trasferì Mies van den Rohe. Tutti vi apportarono dei cambiamenti. Gropius vi inserì i più avanguardisti arredi realizzati internamente al Bauhaus nell’ottica di un’abitazione manifesto del future living. Mayer scelse un arredamento più “accogliente” e capace di adattarsi a una placida vita domestica. Mies infine, ricercò un’eleganza minimalista inserendovi anche arredi di sua progettazione.

La Kornhaus

Cos’altro visitare a Dessau? I più interessati potranno raggiungere numerose mete per osservare edifici frutto del lavoro progettuale dei maestri e allievi del Bauhaus. Qui ve ne cito solo alcuni tra quelli di maggior interesse.

Iniziamo dalla Kornhaus posta nella parte più settentrionale della città e affacciata sul corso dell’Elba. L’edificio a due piani è caratterizzato dall’iconico giardino d’inverno semicircolare con fenestratura a nastro che guarda direttamente il lungofiume. Al suo interno troverete un piacevole caffè tutt’ora aperto al pubblico. La Kornhaus fu realizzata tra il 1929 e il 1939 su progetto dell’architetto Carl Fieger, collaboratore di lunga durata di Walter Gropius.

Lo storico Ufficio di Collocamento

Poco più a sud della storica sede del Bauhaus, in piazza August-Bebel, troverete la sede dello Storico Ufficio di Collocamento progettata da Walter Gropius e realizzata tra il 1927 e il 1928. Si tratta di uno straordinario esempio di architettura funzionalista costruita con struttura telaio in acciaio rivestita con caratterizzanti mattoni di colore giallo. Ugualmente alla Kornhaus, l’edificio si sviluppa in un ampio volume semicircolare in origine pensato per ricevere l’illuminazione naturale unicamente dal tetto con copertura a shed.

Il Siedlungen Törten

Nell’area all’estremo sud di Dessau troverete l’ampio distretto Törten che al suo interno ospita lo storico complesso residenziale Siedlungen Törten realizzato tra il 1926 e il 1928 su progetto di Walter Gropius. Il complesso aveva natura sperimentale con l’obiettivo di offrire appartamenti a basso costo costruiti secondo criteri industriali facendo un esteso impiego di elementi in cemento prefabbricati. Le abitazioni sono suddivise in tre tipologie in base alla grandezza che varia dai 55 ai 75 metri quadri. Ciascun appartamento è dotato di un ampio giardino (350 – 450 metri quadri) pensato per consentire l’auto-approvvigionamento di prodotti da coltivazione. Il complesso è stato più volte ristrutturato ed è attualmente per intero abitato.

Berlino, le premesse e la fine

Berlino ospitò il Bauhaus per solamente sei mesi tra il 1932 e il 1933. Le condizioni operative della scuola furono precarie così come lo fu la sede che venne provvisoriamente ricavata all’interno di una struttura industriale rimasta in stato di abbandono. Inutilmente Mies van den Rohe tentò di mantenere neutrale l’istituto rispetto alla politica e a poco più di due mesi dall’insediamento dei nazionalsocialisti al governo, il Bauhaus venne chiuso tramite il sequestro dell’edificio a cui seguirono anche alcuni arresti. Malgrado tutto ciò, non mancano a Berlino mete di interesse collegate al Bauhaus.

Sarà utile precisare che a Berlino non potrete visitare l’edificio che ospitò la scuola poiché è stato demolito nel 1974. Si trattava di uno stabile rimasto in disuso dopo la cessazione delle attività della storica fabbrica di telefoni Telephon-Fabrik Berliner AG. Lo stabile era posto nel quartiere di Steglitz in via Birkbusch ai numeri 49 – 51 nella cui corrispondenza (non esatta) potrete trovare unicamente una targa a memoria della fugace presenza del Bauhaus.

Il Bauhaus Archiv-Museum

La meta berlinese più rilevante è il Bauhaus Archiv-Museum ospitato nell’iconico edificio ispirato all’architettura industriale con un preciso richiamo ai tetti a shed (o a dente di sega). Progettato nel 1964 da Walter Gropius insieme alla associazione di architetti da lui fondata The Architects Collaborative (TAC), l’edificio doveva in origine essere realizzato a Darmstadt. Successivamente, venne ampiamente modificato per la nuova collocazione che venne stabilita all’interno del quartiere di Mitte nell’ex settore occidentale di Berlino. La realizzazione avvenne tra il 1976 e il 1979.

La sede del Bauhaus Museum-Archiv | © looking for europe

Nel museo è esposta la più ampia concentrazione di manufatti prodotti all’interno dell’istituto del Bauhaus. Vi si trovano gli arredi (come le sedute progettate da Marcel Breuer), i complementi d’arredo, i tessuti che rappresentarono uno dei più rilevanti successi commerciali dell’istituto (a partire da quelli disegnati dalla bauhausler e poi insegnate Gunta Stölzl), le opere pittoriche, grafiche, editoriali e fotografiche e molte altre testimonianze dell’esperienza didattica, artigianale e artistica del Bauhaus.

La Fabbrica di Turbine AEG

Se tra le premesse del Bauhaus volessimo individuare quella più rilevante, dovremmo certamente riferirci alla figura e all’opera dell’architetto e designer tedesco Peter Behrens di cui Berlino conserva alcune tra le realizzazioni più note. Dobbiamo, inoltre, ricordare che tra gli allievi di Behrens vi furono Walter Gropius e Mies van der Rohe insieme, tra gli altri, a Charles Edouard Jeanneret-Gris (meglio noto come Le Corbusier). Nella capitale tedesca, vi invitiamo a visitare il capannone industriale della Fabbrica di Turbine AEG (AEG Turbinenfabrik) costruito nel 1909 e divenuto imprescindibile riferimento del proto-razionalismo architettonico. Non è possibile qui descrivere le molte implicazioni stilistiche e funzionali di  un edificio il cui impatto sull’architettura di inizio Novecento fu enorme, ma non faticherete a trovare online numerose descrizioni e critiche. Curiosamente, l’influente Behrens non studiò architettura, bensì pittura…

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L’esterno della Fabbrica di Turbine AEG di Berlino | © Michael Day

L’eredità del Movimento Moderno a Berlino. Se Berlino è stata la città dove il Bauhaus ha forzatamente terminato la sua attività, Berlino è anche la città con la più alta concentrazione di edifici progettati dai fautori del Movimento Moderno (in tedesco Neues Bauen) in particolare durante gli anni successivi alla seconda guerra mondiale. Oltre al già citato Bauhaus Archiv-Museum, di Walter Gropius troverete l’edificio Interbau Apartment Housing (1957) e il controverso distretto da lui progettato Gropiustadt (1960). Quest’ultimo è noto per aver ospitato la scrittrice protagonista del romanzo-inchiesta Christiane F. Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino. A Berlino, Mies van de Rohe è il progettista del rinomato edificio che ospita la Neue Nationalgalerie (1968) e di alcune ville come la straordinaria Haus Lemke (1932/1933) posta lungo le rive del Weissensee che è considerata tra i suoi capolavori. C’è altro? Si, molto altro, in fondo Berlino è la città delle premesse, della fine, ma anche dell’eredità…

3 risposte a "In viaggio con il Bauhaus"

  1. Grazie Barbara! Ti devo dire che hai toccato un tasto dolente poiché per due volte abbiamo tentato di soggiornare nella Prellerhaus, ma è sempre occupata! Impossibile anche accedervi brevemente e di soppiatto per quella foto affacciati dai terrazzini che ogni fan del Bauhaus vorrebbe incorniciare in salotto… L’informazione va comunque aggiunta e di questo ti ringrazio moltissimo! A presto!

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