Spazi d’arte: la Fondazione Burri di Città di Castello

In Umbria, a Città di Castello, due spazi ottimamente allestiti presentano una ampia e invidiabile retrospettiva dedicata a uno dei maestri del contemporaneo nazionale e internazionale: il pittore e scultore Alberto Burri (1915-1995). La singolarità dell’esposizione è la sua dimensione che è la più ampia al mondo dedicata a un singolo autore. Vi è inoltre il fatto che lo stesso Burri si occupò degli allestimenti garantendo in questo modo coerenza tra le opere presentate e la loro ambientazione. A Città di Castello, lo scarso interesse nazionale per l’arte contemporanea viene sovvertito offrendo un’occasione irrinunciabile per scoprire o riscoprire il lavoro di uno dei protagonisti dell’arte del Novecento…

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Presso gli Ex Seccatoi del Tabacco di Città di Castello | © Looking for Europe 2018

Visitare la Collezione della Fondazione Burri

Due sono le sedi dell’esposizione che si articola nelle collezioni di Palazzo Albizzini e in quelle degli Ex Seccatoi del Tabacco. La visita ha convenientemente inizio a Palazzo Albizzini che si trova all’interno del centro storico di Città di Castello. Nell’antico palazzo rinascimentale sono esposti in ordine cronologico i dipinti e le sculture realizzati tra il 1948 e il 1985. A 900 metri di distanza, uscendo dal centro in direzione Perugia, si trova la seconda e più ampia sede posta all’interno degli Ex Seccatoi del Tabacco. Recuperata in modo ammirevole, l’ex struttura manifatturiera ospita i “grandi cicli” pittorici e scultorei eseguiti tra il 1974 e il 1993 insieme alla più recente sezione dedicata all’opera grafica. In questa sede si trova anche il centro documentazione multimediale Burridocumenta dove il visitatore potrà agevolmente approfondire ogni aspetto relativo alla vita e alle opere di Alberto Burri.

Grande Cretto Nero, particolare – presso Palazzo Albizzini   | © Looking for Europe 2018

Il biglietto singolo costa 8,00 euro per la visita a Palazzo Albizzini e 10,00 euro per la visita agli Ex Seccatoi del Tabacco. Il biglietto cumulativo per visitare entrambe le sedi costa 15,00 euro (prezzi aggiornati al 2018). Per le agevolazioni e ogni ulteriore informazione visitate la pagina ufficiale della fondazione.

All’interno delle due sedi non è consentito fotografare le opere con attrezzature professionali è invece consentito l’uso delle fotocamere degli smartphone. Il bookshop più fornito si trova all’interno degli Ex Seccatoi del Tabacco dove sono disponibili, insieme alle numerose pubblicazioni su Alberto Burri, i prestigiosi volumi curati e promossi dalla stessa Fondazione Burri.

Gli spazi della Fondazione Burri

A Città di Castello troviamo la più ampia esposizione dedicata a un singolo autore similmente a quanto accade a Amsterdam con il Van Gogh Museum e a Barcellona con la Fundació Joan Miró. In questo caso si tratta di due edifici preesistenti, ma mirabilmente adattati alle esigenze scenografiche e tematiche dell’opera di Alberto Burri alla cui conversione ha partecipato lo stesso artista.

Gli Ex Seccatoi del Tabacco, in particolare, rappresentano un brillante esempio di rigenerazione di un opificio caduto in disuso. Edificati nell’immediato dopo guerra, furono utilizzati per immagazzinare il tabacco coltivato nella Alta Valtiberina. Cessate le coltivazioni, il loro impiego venne meno nel corso degli anni ’70. Dopo l’Alluvione di Firenze del 4 novembre 1966, furono temporaneamente impiegati per recuperare e conservare, tra gli altri, i prestigiosi testi danneggiati della Biblioteca Nazionale di Firenze. Nel 1978 venne concesso uno dei capannoni dell’impianto in uso gratuito a Alberto Burri come atelier e nel 1979 vi si tenne una prima esposizione dedicata al ciclo pittorico “Il Viaggio” (ancora oggi presente nella sala “C”). Nel 1989 fu stabilita la definitiva destinazione museale dell’intero impianto e con l’intervento di Alberto Burri, gli spazi vennero restaurati per aprire le porte ai visitatori nel 1990. Tra le scelte dell’artista vi fu anche la esclusiva dipintura di colore nero delle superfici esterne in contrasto con il colore rosso delle tre sculture monumentali poste nel giardino. Internamente, lo spazio è stato per lo più conservato nella sua conformazione originale, mantenuto sobrio, autentico e funzionale a una equilibrata esposizione delle opere.

Nell’insieme, lo spazio espositivo ospita 128 opere realizzate tra il 1974 e il 1993. Le opere sono distribuite nei nove capannoni con una superficie complessiva di 7.500 metri quadri. Le principali opere e “grandi cicli” esposti sono: Il Viaggio (1979), Orsanmichele (1980), Sestante (1982), Rosso e Nero (1984), T Cellotex (1975-1984), Annottarsi (1985-1987), Non ama il nero (1988), Grandi Neri (1988-1990), Metamorfotex (1991) e Il nero e l’oro (1992-1993).

Presso gli Ex Seccatoi del Tabacco di Città di Castello  | © Looking for Europe 2018
Presso gli Ex Seccatoi del Tabacco di Città di Castello  | © Looking for Europe 2018
Presso gli Ex Seccatoi del Tabacco di Città di Castello  | © Looking for Europe 2018
Presso gli Ex Seccatoi del Tabacco di Città di Castello  | © Looking for Europe 2018

Nel marzo del 2017, nelle ristrutturate sale interrate dello stabile, è stata inaugurata la sezione museale onnicomprensiva relativa all’opera grafica di Alberto Burri. Accanto a questa sezione è stata inaugurata l’area multimediale documentaria Burridocumenta che si articola in un’area proiezioni, un’area interattiva e due sale cinema.

Presso l’are documentale Burridocumenta  | © Looking for Europe 2018
Presso l’area documentale Burridocumenta  | © Looking for Europe 2018

Nel giardino fronte stante l’edificio sono collocate tre grandi sculture in ferro verniciato rosso dal titolo Grande Ferro Sestante (1982), Grande Ferro K (1982) e Grande Ferro U (1990).

Palazzo Albizzini è un prestigioso edificio collocato nel centro storico di Città di Castello e risalente alla seconda metà del XV secolo. Dal 1981 ospita la Collezione Alberto Burri distribuita su due livelli articolati in venti sale. Si tratta di una raccolta antologica di 150 opere che rappresentano i momenti salienti del percorso artistico del Maestro. Le opere sono sia pittoriche che scultoree e comprendono anche i modelli per le scenografie curate da Alberto Burri.

Prezzo Palazzo Albizzini   | © Looking for Europe 2018
Alberto Burri, SZ1 (1949), presso Palazzo Albizzini  | © Looking for Europe 2018

Tra i lavori esposti si possono ricordare: Nero 1 (1948), Pannello Fiat (1950), Grande Bianco (1952), Combustione Legno (1955), Tutto Nero (1956), Grande Rosso (1958), Legno Sp (1955), Grande Ferro (1959-61), Bianco Plastica B5 (1965), Grande Cretto (1973), Cellotex (1983).

Non possiamo che raccomandare una visita alle due aree espositive. Oltre a offrire una completa panoramica del lavoro di uno dei maestri dell’arte informale, gli spazi della Fondazione Burri sono anche ben organizzati, ottimamente gestiti e dotati di servizi d’eccellenza.

 

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3 risposte a "Spazi d’arte: la Fondazione Burri di Città di Castello"

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