8 grandi memoriali di guerra europei

In Europa sono migliaia i memoriali che commemorano gli eventi e le vittime delle grandi guerre. Tra questi, alcuni hanno dimensioni iperboliche diventando maestosi seppur irrimediabilmente rigidi e severi. Non solo monito per le future generazioni, ma anche espressione delle più immaginifiche scenografie propagandistiche volute dai governi del passato, i grandi memoriali sono tanto oggetto di attenzione, quanto, a volte, di imbarazzo. Scopriamo insieme alcuni tra quelli più imponenti eretti in Europa…

1 Il Memoriale Sovietico di Treptower Park a Berlino

Nel secondo dopo guerra, a Berlino furono eretti tre grandi monumenti dedicati ai soldati sovietici caduti in guerra. Tutti svolgono anche la funzione di cimitero militare. Il più ampio si trova all’interno del Parco di Treptow occupando più di 100.000 metri quadrati. A comporlo sono una molteplicità di elementi disposti su lunghi rettilinei che terminano davanti all’imponente mausoleo. Il mausoleo è sormontato da una statua bronzea alta dodici metri che riproduce un soldato dell’Armata Rossa con in una mano la spada e nell’altra un bimbo tedesco salvato dal regime di Hitler. Ai suoi piedi distinguiamo una svastica finalmente frantumata. L’apparato del Memoriale Sovietico (Sowjetisches Ehrenmal) di Treptower Park comprende anche una serie di cippi tombali in pietra con la rappresentazione in bassorilievo delle vicende della guerra. Il lungo percorso che dall’ingresso conduce al mausoleo è inframezzato da un portale centrale formato da due bandiere russe stilizzate ai cui piedi vi sono le statue di due soldati inginocchiati. Il memoriale è fortemente suggestivo presentandosi con una scenografia epica e di forte impatto.

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Il mausoleo del Memoriale Sovietico di Treptower Park a Berlino | © looking for europe
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Memoriale Sovietico di Treptower Park, una delle statue del soldato inginocchiato| © looking for europe

2 Il sacrario di Cima Grappa

Il sacrario montano di Cima Grappa (siamo in provincia di Treviso) è un mausoleo militare dedicato ai caduti della Grande Guerra. Di straordinaria grandezza e solennità, il sacrario ha uno sviluppo longitudinale ed è una struttura interamente percorribile che invita al movimento, ma anche al silenzio e al rispetto. Il progetto fu affidato ai milanesi e ben collaudati architetti di regime Greppi e Castiglioni che consegnarono l’opera nel 1935.

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Particolare del Sacrario di Cima Grappa | © looking for europe

Cinque sono gli elementi principali che compongo il vasto complesso che, nell’insieme, ha una forma che richiama quella di una immensa padella rovesciata. L’elemento principale è il Sacrario Italiano costituito da cinque gradoni (o gironi) semicircolari e concentrici alti ciascuno tre metri. I gradoni si caratterizzano per il motivo a colombario che ne scandisce l’intera superficie. Al loro interno sono ospitati i loculi singoli con le salme di 12.615 caduti italiani. Da sud è possibile risalire i gradoni attraverso la Scala Monumentale che al quarto girone si interrompe di fronte alla tomba del generale Gaetano Giardino dominata dalla scritta cubitale “Gloria a voi soldati del Grappa”. Da questo punto ha inizio la Via Eroica che collega il Sacrario Italiano al Portale Roma. Ai margini dell’ampio viale lastricato sono disposte sette coppie di cippi che riportano in rilievo i nomi delle località montane teatro delle battaglie difensive più importanti. Superato il Portale Roma si trova il Settore austro-ungarico che ripete il medesimo tema a gironi di quello italiano, ma con uno sviluppo limitato a soli due livelli. Il sacrario ospita i resti di 10.295 combattenti imperiali caduti sul Grappa.

3 Monumento alla Battaglia delle Nazioni a Lipsia

Nei dintorni della città tedesca di Lipsia, dal 16 al 19 ottobre 1813, si svolse l’imponente Battaglia delle Nazioni. In quel luogo, la compagine militare multinazionale con in prima linea Russia, Prussia, Austria e Svezia, affrontò e sconfisse l’esercito di Napoleone. Vi parteciparono seicentomila soldati e ne morirono poco meno di centomila. Una battaglia di tali proporzioni richiedeva un imponente monumento commemorativo che fu previsto già nel 1814 scomodando per la sua progettazione l’eminente Karl Friedrich Schinkel. Solo un secolo dopo, tuttavia, su nuovo progetto del architetto tedesco Bruno Schmitz, l’imperioso monumento commemorativo venne finalmente inaugurato alla presenza del re Guglielmo II di Germania.

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Particolare del Monumento alla Battaglia delle Nazioni di Lipsia | © looking for europe

Proprio lì dove sorgeva il comando di Napoleone, tra il 1897 e il 1913 venne eretto il monumento più alto d’Europa, il Völkerschlachtdenkmal, Monumento alla Battaglia delle Nazioni. La sua dimensione è iperbolica a partire dall’altezza che supera i novanta metri: anche la sua denominazione in tedesco è monumentale comprendendo ben 22 lettere! La struttura in porfido e granito è a forma di torre con una scala di 364 scalini che porta in cima alla terrazza, accessibile anche in ascensore. Inaugurato in occasione del secondo centenario della battaglia, il monumento passò indenne o quasi, gli anni dei bombardamenti alleati durante la seconda guerra mondiale e ugualmente, superò gli anni della Repubblica Democratica Tedesca quando ne fu tollerata l’esistenza essendo anche dedicato ai valorosi combattenti russi. Visitarlo significa prendere atto della sua imponenza e mettere piede lì dove Napoleone venne fermato nelle sue brame imperiali. Ci si può passeggiare intorno e si può persino entrare e salire sino alla sommità. Accanto al monumento si trova il Forum 1813; un museo dedicato alle complicate manovre militari della Battaglia delle Nazioni.

4 Ossario di Douamont

La battaglia di Verdun, una delle più violente e sanguinose di tutto il fronte occidentale durante la prima guerra mondiale, coinvolse la limitrofa località francese di Douaumont dove sorge uno dei più imponenti e estesi ossari e cimiteri di guerra europei. L’ossario di Douaumont è una sorta di necropoli dove sono ospitati i resti di circa 130.000 soldati non identificati. Nel prospiciente cimitero sono sistemate 15.000 tombe, dotate di semplici croci: di colore bianco per i soldati considerati come appartenenti ai vincitori, nero per i vinti. La costruzione del maestoso monumento iniziò nel 1920 anno in cui il generale Pétain pose la prima pietra e terminò nel 1932.

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Sullo sfondo l’Ossario di Douamont

Il monumento presenta una singolare sagoma il cui significato simbolico è quello di una grande spada conficcata nel terreno di cui emerge soltanto l’impugnatura e la guardia. La torre centrale, denominata Torre dei Morti, è alta 46 metri e può essere risalita sino alla terrazza panoramica da cui si ha una impietosa vista sul cimitero antistante e sulle zone dove si svolsero le battaglie. Ai suoi lati, per una lunghezza di 138 metri, si estende una lunga volta a botte sotto la quale i visitatori possono seguire un percorso di singole tombe e targhe commemorative, mentre l’ossario vero e proprio si trova nella parte sotterranea. Al primo piano l’ossario ospita un piccolo museo della guerra. Architettonicamente, il monumento edificato in cemento armato riprende i decori e le forme flessuose e stilizzate dell’art nouveau di cui ne costituisce una tarda rivisitazione.

5 La Collina delle Macerie di Stoccarda

Durante la Seconda guerra mondiale, specialmente nel 1944, il centro della città di Stoccarda fu quasi completamente raso al suolo dai bombardamenti aerei alleati. Per apprezzare la portata della devastazione bellica e commemorare le vittime dell’immane tragedia, c’è una meta straordinariamente eloquente: il Birkenkopf o Collina delle Macerie (denominata anche trümmerberge o trümmerhaufen). Quella che in origine era una semplice collina, tra il 1953 e il 1957, venne trasformata in deposito dove furono ammassate enormi quantità di macerie e detriti provenienti dalla città e calcolate nella misura di centocinquanta milioni di tonnellate di materiale. Il rilievo si innalzò di quaranta metri e fu ricoperto di terra. Successivamente, fu posta una croce metallica nella sua sommità trasformando la collina in un vero e proprio memoriale il cui significato è descritto in una tabella posta lungo il percorso che la risale dove vediamo l’iscrizione “dopo la seconda guerra mondiale, questa montagna di macerie dedicata alla memoria delle vittime sia da monito ai viventi”.

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La croce nella sommità del memoriale della Collina delle Macerie | © looking for europe
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Presso la Collina delle Macerie di Stoccarda | © looking for europe

La collina e memoriale Birkenkopf è una meta appartata, esclusa dai circuiti turistici e raggiunta esclusivamente dagli abitanti di Stoccarda che non solo ne ambiscono la veduta sulla città, ma che di frequente la risalgono per porre dei fiori alla base della croce metallica. Lungo il sentiero, è ancora possibile riconoscere i resti delle facciate dei palazzi distrutti.

6 Il memoriale Slavín di Bratislava

Posto su una collina attorno al centro della capitale slovacca, l’imponente Slavín è un ampio memoriale costruito per commemorare i soldati dell’Armata Rossa caduti nella battaglia di Bratislava nell’aprile del 1945. Il complesso comprende un grandioso monumento alto 50 metri con forma di obelisco nella cui sommità è posta la statua di un combattente vittorioso mentre calpesta la famigerata svastica nazista sventolando la bandiera sovietica. Davanti ad esso si trova un ampio piazzale costeggiato dal cimitero di guerra dove sono raccolte le spoglie di 6.845 soldati sovietici morti durante le battaglie per la liberazione di Bratislava e dei suoi dintorni dalle truppe della Germania nazionalsocialista. Il memoriale fu costruito tra il 1957 e il 1960 nel luogo in cui era presente un cimitero da campo e fu aperto il 3 aprile 1960, in occasione del 15º anniversario della liberazione della città.

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Il sacrario Slavin di Bratislava | © looking for europe

L’obelisco è troneggiante sull’intera città e può essere visto da ovunque guardando a nord rispetto al Castello di Bratislava. Il monumento è sopravvissuto al processo di de-sovietizzazione non solo materiale, ma anche culturale mantenendo una certa sacralità presso gli abitanti della città slovacca.

7 Sacrario militare di Redipuglia

Nella provincia di Gorizia, presso la località di Redipuglia, troviamo l’omonimo sacrario con struttura principale a gradoni. Si tratta di un cimitero monumentale dove sono custodite le spoglie di oltre 100.000 soldati italiani caduti durante la Prima Guerra Mondiale. Il sacrario si trova sule pendici del monte Sei Busi la cui cima fu aspramente contesa durante la prima fase della guerra. L’estensione del memoriale supera i 100 ettari e comprende un ampio piazzale attraversato dalla via Eroica che corre tra due file di lastre di bronzo, diciannove per lato, di cui ciascuna porta inciso il nome di una località dove si combatté più aspramente. In fondo alla via Eroica troviamo la caratterizzante scalinata dove sono sepolti 40.000 caduti i cui nomi sono incisi in lapidi di bronzo, insieme a 60.330 militi ignoti. La scalinata è maestosa e solenne ed è formata da ventidue gradoni che ricordano lo schieramento di un’armata. L’intero monumento è longitudinalmente percorso dalla scritta a caratteri cubitali “Presente” ripetuta su ciascun gradone. L’espressione “Presente” si rifà al rito d’appello dello squadrismo dove il capo delle squadre gridava il nome del camerata defunto e la folla inginocchiata rispondeva con il grido “Presente”. Il memoriale è stato progettato da un gruppo di lavoro presieduto dallo scultore Giannino Castiglioni e dall’architetto Giovanni Greppi (gli stessi autori del Sacrario di Cima Grappa). I lavori iniziarono nel 1935 con un impiego enorme di uomini e mezzi che dopo tre anni ininterrotti di lavori permisero l’inaugurazione del monumento il 18 settembre del 1938 alla presenza di Benito Mussolini e di più di 50.000 veterani della Grande guerra.

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Particolare del Sacrario di Redipuglia | © Pier Paolo Cedaro

8 Il Memoriale di Mamayev Kurgan a Volgograd

Letteralmente dominato dalla imponente statua intitolata La Madre Patria Chiama, il vasto memoriale posto nella sommità della collina di Mamayev Kurgan è dedicato agli eroi della sanguinosa Battaglia di Stalingrado (1942-1943). La battaglia vide opposti i soldati sovietici alle Potenze dell’Asse e fu tra le più sanguinose mai combattute nella storia dell’umanità. Le sue conseguenze furono decisive legando indissolubilmente la località di Stalingrado (oggi Volgograd) alle sorti della Seconda Guerra Mondiale. La Madrea Patria Chiama è un monumento che ha vantato numerosi primati dei quali continua a mantenere quello della statua singola più grande al mondo e quello della più alta scultura rappresentante una donna. Inaugurata nel 1967, è subito diventata il landmark della città. Il basamento è in calcestruzzo, mentre la statua è realizzata prevalentemente in acciaio. Larga 52 e alta 85 metri, ricorda sia lo stile realista sovietico sia quello classico greco (riferendosi in particolare alle raffigurazioni classiche della dea Nike che personificava la vittoria in battaglia) diventando un’immensa rappresentazione allegorica della Madre Russia. Nel suo complesso, la statua pesa 7.900 tonnellate, 600 tonnellate in più della torre Eiffel.

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La statua La Madre Patria Chiama di Volgograd | © Marco Fieber

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13 risposte a "8 grandi memoriali di guerra europei"

  1. Come ben sai, ho scritto un paio di articoli dedicati ai memoriali, uno dedicato ai più imponenti mi mancava 😉 anni fa visitai il sacrario di Redipuglia, un monumento veramente maestoso che ti lascia a bocca aperta ma al tempo stessp con una sensazione di grande dolore, considerando la moltitudine di nomi scritti su quei gradoni

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  2. Grazie per questo post che ci rammenta le atrocità attraverso le quali si è passati credendo di risolvere problemi con guerre e violenze. Chissà se qualcuno impara…
    robert
    PS: per lavoro sono stato spesso a Stoccarda ma non ero a conoscenza della Collina delle Macerie. Terrò presente quando ci andrò.

    Piace a 1 persona

    1. Grazie Robert della visita e del tuo commento… La Collina delle Macerie è molto appartata e non viene in alcun modo indicata… un memoriale che i cittadini di Stoccarda conservano per se… Ancora grazie e a presto!

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