Un lungo viaggio attraverso i memoriali europei della Shoah

Immobili, cupi, descrittivi o concettuali, desolanti, commoventi, a volte di difficile lettura, a volte drammaticamente espliciti nel loro messaggio, i memoriali della Shoah rappresentano una delle “attrazioni” più ricorrenti del nostro continente. Li troviamo in Polonia, in Germania, in Olanda, in Belgio, in Ucraina, in Italia, in Slovacchia, in Austria e in numerosi altri paesi. Andiamo insieme a visitarne alcuni tra i più e i meno noti …

Lipsia, Germania – Memoriale agli ebrei deportati

C’è una frase in un libro dello scrittore ebreo di origine lituana Romain Gary alla quale non ho potuto non pensare quando a Lipsia ci siamo imbattuti nel surreale, ma decisamente espressivo memoriale agli ebrei deportati della città sassone: ve la riporto più sotto.

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Lipsia, Memoriale agli Ebrei Deportati (Foto: CC, autore: Dage – Looking For Europe 2016)
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Lipsia, particolare del Memoriale agli Ebrei Deportati (Foto: CC, autore: Dage – Looking For Europe 2016)

Il memoriale è costituito da un ampio basamento in cemento che delinea la pianta della antica e non più esistente sinagoga della città. Come ovunque in Germania, anche la sinagoga di Lipsia fu demolita a seguito dei danneggiamenti avvenuti durante il pogrom della Notte dei Cristalli (9 novembre 1938). Questo intervento che nuovamente occupa l’area posta all’angolo tra la Zentralstraße e la Gottschedstraße, comprende  anche la disposizione di 140 sedie rimaste inesorabilmente vuote perché i loro occupanti furono deportati e poi massacrati nei “campi” polacchi. Eppure, di fronte a questo memoriale, si ha quasi l’impressione che “gli ebrei” siano, chissà in quale modo, ancora presenti ….

Ci sono morti che non muoiono mai. Anzi direi che più li si uccide, più tornano. Prendiamo, per esempio la Germania. Oggi è un paese abitato interamente dagli ebrei. Naturalmente non si vedono, non hanno presenza fisica … ma come dire? si fanno sentire. È molto curioso, ma è così: si cammina nelle città tedesche … e ci si sente l’odore dell’ebreo. Si le strade sono piene di ebrei che non ci sono, è un’impressione veramente strana. Del resto c’è un espressione in yiddish che viene dal diritto romano: il morto si impadronisce del vivo. Ed è proprio così. Non voglio fare del male a un intero popolo, ma la Germania è un paese completamente ebraizzato.

Dal romanzo La Danse De Gengis Cohn di Romain Gary

Stoccarda, Germania – memoriale agli ebrei deportati

Non capita di imbattersi casualmente in questo austero memoriale della capitale del Baden Württemberg. Bisogna cercarlo con una certa passione e raggiungerlo seguendo un percorso che conduce ai margini della città e dentro una delle pagine più oscure della storia europea.

Lipsia, Memoriale agli Ebrei Deportati della Città
Stoccarda, Memoriale agli ebrei deportati della città (Foto: Looking For Europe 2016)
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Stoccarda, Memoriale agli ebrei deportati della città (Foto: Looking For Europe 2016)

Dai medesimi binari che costituiscono il principale elemento figurativo del memoriale, partirono gli sciagurati convogli che all’ingresso troviamo elencati nelle iscrizioni che riportano date, destinazioni e numero di “passeggeri”. Questo appartato luogo della memoria ha il complicato compito di raccontare la deportazione degli ebrei della città verso il loro già pianificato destino di morte.

Riga, Lettonia – Memoriale a Žanis Lipke 

Come si può non provare simpatia, ammirazione e persino commozione per Žanis Lipke e per la sua amata moglie Johanna dopo aver visitato il memoriale che ci ricorda la loro azione salvifica. Il memoriale è posto lì dove sorgeva la rimessa che fu ingegnosamente adattata a nascondiglio per gli ebrei liberati dal famigerato ghetto di Riga.

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Riga, quartiere di Kipsala, memoriale a Žanis Lipke (Foto:: CC, autore: Ansis Starks)
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Riga, Memoriale dedicato a Žanis Lipke  (Foto: CC, autore: Dage – Looking For Europe 2014)

Il memoriale è un luogo per lo più buio e labirintico dove, all’inizio del percorso, si potrebbe quasi pensare di essere giunti sul ciglio di uno degli abissi più oscuri della storia e di essere prossimi alla rovinosa caduta. Ma è proprio qui, in questo luogo, che veniamo a conoscenza di come un umile magazziniere portuale, occasionalmente dedito al contrabbando e capace di mentire in modo proverbiale, riuscì a liberare, accogliere e salvare cinquantasette ebrei già destinati al massacro. Il percorso termina in una sala a tal punto luminosa che è persino possibile pensare di poter portare con sé un po’ di quella luce per, in futuro, non rischiare di precipitare negli “abissi della storia” …

Mathausen, Austria – Memoriale del campo di concentramento di Mauthausen

All’ingresso del memoriale posto dove fu messo in opera uno dei più famigerati campi di concentramento europei c’è una vasta area dedicata ai monumenti commemorativi che le nazioni di provenienza delle vittime hanno fatto, negli anni, realizzare. Il tutto dà l’idea di un cupo museo del cordoglio a cielo aperto.

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Memoriale del Campo di Concentramento di Mathausen (Foto: CC, autore: Dage – Looking For Europe 2016)
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Memoriale del Campo di Concentramento di Mathausen (Foto: CC, autore: Dage – Looking For Europe 2016)
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Memoriale del Campo di Concentramento di Mathausen (Foto: CC, autore: Dage – Looking For Europe 2016)

Mentre il memoriale e il suo impeccabile centro di documentazione si occupano della descrizione e narrazione dei fatti, queste opere ci offrono concrete, immobili e spaventose suggestioni che ci invitano a riflettere e da subito, a abbandonare ogni possibile interpretazione consolatoria. Solo facendo molta attenzione ci accorgiamo che il tema comune di tutte queste forme è quello del silenzio che qui sembra essere la sola espressione adatta a accompagnare la visita.

Westerbork, Olanda  – Memoriale del campo di transito di Westerbork

Il memoriale posto nel celebre campo di transito svolge l’impegnativo compito di raccontare un passaggio drammatico del calvario dei 107.000 ebrei olandesi che da questo luogo furono poi tradotti nei campi di sterminio polacchi.

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Memoriale del Campo di transito olandese di Westerbork (Foto: CC, autore: Dage – Looking For Europe 2016)
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Memoriale del Campo di transito olandese di Westerbork (Foto: CC, autore: Dage – Looking For Europe 2016)

La locomotiva manda un fischio terribile, tutto il campo trattiene il fiato, partono altri tremila ebrei. In quei vagoni merci giacciono diversi bambini piccoli con la polmonite. A volte è proprio come se ciò che accade non fosse proprio vero.

Etty Hillesum, da Lettere 1942 – 1943, ed. Gli Adelphi

Nel campo, da alcuni diffusori audio, esce una voce che parla in olandese; la ascoltiamo commossi anche senza comprendere ciò che racconta poiché sappiamo che si tratta della lettura delle lettere che Etty Hillesum scrisse proprio durante i suoi internamenti in questo campo. Non solo Etty, ma anche Anne Frank e Edith Stein passarono per Westerbork e tutte e tre, pur inconsapevolmente, riuscirono a trasferire anche a questa odiosa e maledetta anticamera della morte il significato di luogo simbolo della vita e dell’amore per la vita ai tempi della Shoah.

Alsazia, Francia – Memoriale del campo di lavoro di Natzweiler-Struthof 

Il memoriale è posto nella regione francese dell’Alsazia a non molti chilometri a sud di Strasburgo. Qui sorgeva il più noto campo di concentramento francese. A due chilometri di distanza si trova un piccolo e anonimo edificio che fu adattato a camera a gas mentre, a pochi passi, un altro edificio ci ricorda la presenza di una piacevole locanda dove era possibile soffermarsi per rinfrescarsi con una bibita o per gustare un bicchiere di buon vino forse un po’ infastiditi dal saltuario passaggio degli scheletrici detenuti destinati alla morte.

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Memoriale del campo di concentramento francese di Natzweiler-Struthof (Foto: CC, autore: Dage – Looking For Europe 2016)
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Presso il memoriale del Campo di concentramento e di lavoro francese di Natzweiler-Struthof (Foto: CC, autore: Dage – Looking For Europe 2016)
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Presso il memoriale del Campo di concentramento e di lavoro francese di Natzweiler-Struthof (Foto: CC, autore: Dage – Looking For Europe 2016)

Il memoriale mantiene alcuni inequivocabili segni del suo passato di luogo punitivo, rieducativo e saltuariamente destinato alla eliminazione fisica di gruppo dei suoi detenuti. Gli ebrei non furono la categoria principale di internati, ma il tragico destino di coloro che vi furono tradotti inserisce anche questo “campo” nel complicato e intricato reticolo dei luoghi dove si realizzò la Shoah.

Trieste – La Risiera di San Sabba

Quando scopriamo che le pratiche genocide finirono per comprendere anche l’utilizzo di una mazza chiodata non possiamo non provare un forte senso di nausea. Fu l’efferato gruppo di lavoro che il funzionario nazista Odilo Globočnik portò con sé dai campi di sterminio polacchi di Bełżec, Sobibór e Treblinka a Trieste, a occuparsi della gestione del più noto campo di concentramento e sterminio italiano. Tra le pratiche che nuovamente finirono per porre in atto, vi fu, appunto, anche l’uccisione tramite un colpo inferto alla nuca con la pesante mazza.

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Ingresso  del memoriale della Risiera di San Sabba (Foto: CC, autore: Dage – Looking For Europe 2016)
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Presso il memoriale della Risiera di San Sabba (Foto: CC, autore: Dage – Looking For Europe 2016)

Il memoriale è stato recentemente e finalmente dotato di un accurato centro di documentazione che descrive il ruolo di questo “centro” dove transitarono numerosi ebrei che furono poi tradotti nei campi polacchi.

Theresienstadt, Repubblica Ceca – Memoriale di Theresienstadt

Il ghetto di TerezinTheresienstadt fu riservato a coloro che per qualche ragione poterono beneficiare di un temporaneo trattamento di favore.  Diventò noto come il “campo modello” che i nazisti esibirono più volte al pubblico internazionale al fine di rassicurare coloro che iniziavano a nutrire delle perplessità intorno alla scomparsa delle centinaia di migliaia di ebrei che dall’Europa occidentale venivano trasportati in quella centro orientale.

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Cartelli stradali presso il memoriale del ghetto di Theresienstadt (Foto: CC, autore: Dage – Looking For Europe 2016)
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Presso il memoriale del ghetto di Theresienstadt (Foto: CC, autore: Dage – Looking For Europe 2016)
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Presso il memoriale del ghetto di Theresienstadt (Foto: CC, autore: Dage – Looking For Europe 2016)

Particolarmente inquietanti mi parvero le porte e i portoni di Terezin, che sbarravano tutti l’accesso, come credetti di avvertire, a un oscurità non ancora violata nella quale nulla più si muoveva tranne l’intonaco che si sfalda dalle pareti …

Da Austerlitz di W. G. Sebald

Chi visita questo memoriale rimane a tal punto spaesato che non è possibile non suggestionarsi così come capitò a Austerlitz, il personaggio che lo scrittore tedesco W. G. Sebald fece vagare all’interno di questo ghetto alla ricerca del destino dei propri genitori.

Bratislava, Slovacchia – Memoriale alle vittime dell’Olocausto

Decisamente controverso, il memoriale dedicato ai 105.000 ebrei slovacchi che vennero deportati e massacrati durante la seconda guerra mondiale è un’opera concettuale poco espressiva e per nulla decifrabile. Privo di qualsiasi nota didascalica e posizionato alla fine della centrale, ma poco frequentata  Panská Street, quest’opera commemorativa lascia decisamente perplessi, oppure, indifferenti perché il suo significato può essere inteso solo da chi ne ha già avuto informazione. Più di ogni altro memoriale, quello slovacco fa sorgere il dubbio di una deliberata volontà di nascondere più che di rivelare …

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Il controverso memoriale della Shoah di Bratislava in Slovacchia (Foto: Looking For Europe 2017)

L’opera è posta nella piazza dove sorgeva l’antica sinagoga di Bratislava che viene ricordata attraverso la riproduzione della sua silhouette nel muro posto alle spalle del monumento. La cosa, tuttavia, non deve confondere le idee, la sinagoga non fu demolita dai nazisti, bensì dal regime sovietico nel 1967 per fare spazio alla strada che conduce al celebre ponte Nový Most soprannominato Ponte “UFO”. Un memoriale che da adito a molte perplessità e a qualche dubbio sulla reale volontà di “ricordare” …

Vienna, Austria – Memoriale alle vittime della Shoah della città di Vienna

A pochi passi dalla Stephansplatz, presso la Judenplatz, un solido e ampio memoriale offre l’occasione di commemorare le 65.000 vittime viennesi della Shoah e, poi, di conoscere la storia della antica comunità ebraica della capitale austriaca visitando il museo posto alle sue spalle e la più ampia succursale posta in via Dorotheergasse al numero 11.

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Il memoriale alle vittime della città di Vienna della Shoah (autore: Looking For Europe 2017)
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Il memoriale alle vittime della città di Vienna della Shoah (autore: Looking For Europe 2017)

Il memoriale ha la forma di un immenso sarcofago bianco che, da vicino, capiamo avere alle pareti una biblioteca di pietra con i lati ricoperti dai dorsi dei libri. Ciascun libro rappresenta la storia di una delle vittime, storia che non potrà mai essere letta perché nessuno potrà mai raccontarla.

Berlino, Germania – Memoriale agli ebrei assassinati d’Europa 

Il più celebre memoriale è posto a Berlino nel centrale quartiere Mitte. Inaugurato nel 2004, questa fredda, desolante e labirintica opera consiste in 2711 stele in calcestruzzo colorate di grigio scuro. Un memoriale immenso, incolore, angosciante che tramite quella che appare come una perfettamente razionale disposizione dei suoi enormi e squadrati elementi invita a sperimentare l’irrazionalità della drammatica esperienza storica di un paese gettatosi negli abissi delle più estreme politiche razziali. Percorrendolo, infatti, ci si rende conto che le stele sono posizionate su un piano irregolare e hanno diverse altezze. Il visitatore finisce per ritrovarsi irrimediabilmente disorientato e spaesato. Un’opera esperienziale che si completa con l’ampio e ben documentato centro informativo posto nei sotterranei del memoriale stesso.

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Berlino, memoriale agli ebrei assassinati d’Europa (Foto: CC, autore: poisson lucas)

Auschwitz, Polonia – Il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau

In un ipotetico viaggio della memoria, il memoriale posto lì dove era insediato il più celebre campo di sterminio rappresenta la naturale “destinazione finale”. Non c’è molto da aggiungere a quanto già conosciamo di questo campo di sterminio salvo il fatto che, una volta raggiunto, ciascun visitatore finisce inesorabilmente per prendere atto che Auschwitz esiste anche al di fuori delle sequenze cinematografiche e degli infiniti racconti ambientati in questo luogo …

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Memoriale del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau (Foto: CC, autore: Rodrigo Paredes)
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