L’altra Breslavia in 15 mete

La polacca Breslavia è ricca di storia, curiosità, belle architetture, locali accoglienti e più in generale di fascino. Si tratta di uno dei segreti meglio custoditi d’Europa solo di recente svelato ai viaggiatori. La città, infatti, è divenuta meta turistica molto ambita grazie alla sua elezione a Capitale Europea della Cultura nel 2016 e ai voli low cost che hanno iniziato a raggiungerla da ovunque. La guida turistica di Breslavia (chiese, cattedrali, chiese, palazzi antichi, chiese) la trovate facilmente, la “guida alternativa” alla città polacca, invece, la trovate solo qui…

1 Da dove iniziare la visita di Breslavia? Dal campanile…

A pochi passi dalla Piazza Rinek, troviamo la Basilica di San Elisabetta (Bazylika Świętej Elżbiety). L’onesto edificio gotico con mattoni rossi a vista fu eretto a partire dal XIII secolo e vanta una torre campanaria di tutto rispetto grazie ai suoi 91 metri di altezza. L’accesso alla torre è posto all’esterno e la vista dalla cella campanaria ripaga l’impegnativa inerpicata (400 gradini…). Nel 1529, durante una tempesta, il precedente campanile crollò (fortunatamente non vi furono vittime). La vecchia torre misurava 130 metri, ma si scelse di ricostruirla abbassandola.

La Piazza del Mercato (Rynek) vista dal campanile della Chiesa di San Elisabetta  | © looking for europe

2 Gnomi ovunque!

A Breslavia vive la più grande comunità al mondo di gnomi. Si, di gnomi. Chiaramente si tratta di semplici statuette altre tra i venti e i trenta centimetri, ma sono comunque tanti e ovunque. Ci sono persino delle mappe per individuarli e c’è anche un  sito web dedicato che consente di fare delle ricerche mirate. Non si tratta di una semplice astuzia dell’ufficio turistico, bensì, di un intervento diffuso di arte pubblica che evoca una delle più singolari proteste contro il regime comunista nella ex Repubblica Popolare di Polonia. Scoprite di più sui piccoli abitanti di Breslavia seguendo questo link

Uno degli gnomi di Breslavia  | © looking for europe

3 Questo mondo brutalista

Se il vostro tour nella città della Bassa Slesia vorrà comprendere anche una delle più ambite icone del brutalismo architettonico est europeo, fate qualche passo fuori dal centro e raggiungete il distretto comunemente chiamato Manhattan o Bunker o anche Sedesowiec, ossia Tavoletta del Water (il nome ufficiale invece è Placu Grunwaldzkim we Wrocławiu). Il distretto è interamente occupato da un ampio complesso residenziale edificato ai tempi della Repubblica Popolare di Polonia e articolato in sei grattacieli a sedici piani con alla base giardini e ampie strutture di servizio (parcheggi, spazi commerciali, aree comuni e locali tecnici).

Architettura brutalista a Breslavia  | © looking for europe

Progettato e edificato tra gli anni sessanta e settanta, fu un avanguardista esempio di architettura sociale esteticamente connotato dai caratteristici balconi scultorei che ricordano degli scudi (ma anche delle tavolette da water). Il suo “carattere” brutalista è stato in parte “estirpato” con il recente intervento di intonacatura a copertura del calcestruzzo grigio che ne caratterizzava l’aspetto. Nelle intenzioni iniziali, il progetto prevedeva una ricca dotazione di alberi posti nei terrazzi che sarebbero diventati dei veri e propri grandi vasi. Erano previsti anche i tetti verdi con l’intento di coltivarci la paprika… Doveva, infine, essere costruito in calcestruzzo bianco per conferire eleganza all’intero complesso. Si dovette, tuttavia, fare qualche passo indietro…

4. La storia a 360°

A Breslavia, non visitare il Panorama di Racławice sarebbe un errore irreparabile. Si tratta di uno straordinario panorama pittorico disposto a 360° con il punto di vista posizionato al suo centro. Il dipinto ha le considerevoli dimensioni di 15 x 120 metri e ci ricorda uno dei più ambiti intrattenimenti ottocenteschi caduti in rovina per colpa dei Fratelli Lumière… L’opera venne realizzata da una squadra di pittori in solamente sei mesi per essere esposta durante la esibizione nazionale organizzata a Leopoli nel 1894. Il soggetto è la rappresentazione della vittoriosa Battaglia di Racławice (1794) che diventò l’episodio simbolo dell’orgoglio polacco contro gli “usurpatori” russi. La guerra, alla fine, fu persa, ma quanto accadde a Racławice continua a inorgoglire i polacchi. Oltre allo sfondo pittorico, l’effetto prospettico è reso più realistico con l’inserimento di elementi reali (si tratta, infatti, di un vero e proprio diorama). La visita è assistita da una infervorata e coinvolgente voce narrante gli antichi accadimenti (disponibile anche in italiano).

Particolare del dipinto del Panorama di Racławice | © looking for europe

Diventando Leopoli ucraina, dopo la seconda guerra mondiale il dipinto fu spostato a Breslavia (che nel frattempo da tedesca era diventata polacca). Il regime socialista polacco, tuttavia, trovò sconveniente esporre un omaggio ai vittoriosi sui russi. Solo nel 1985 venne nuovamente presentato al pubblico che da quella volta continua ad accodarsi per vivere un momento di grande orgoglio nazionale. Anche per i non polacchi, la visita al Panorama di Racławice rappresenta un’esperienza fortemente coinvolgente. Di notevole interesse l’architettura cilindrica dell’edificio che lo ospita…

Presso il Panorama di Racławice di Breslavia  | © looking for europe

5. Cospirazione

Prima di ordinare il proprio piatto, mentre si è seduti al Restauracja Konspira, bisogna leggere attentamente il menù perché è lì che troviamo i racconti più incisivi sulla storia moderna polacca. All’interno del locale, inoltre, sono esposti locandine, murale e una vastità di oggetti che ci ricordano gli anni delle cospirazioni, quelle del popolo polacco contro il regime comunista. Anche il cibo ha un richiamo storico, essendo ispirato a quello delle mense di Solidarność oppure quello “frutto dell’arte delle donne polacche di ricavare dal niente qualcosa di perfetto”. I piatti, in ogni caso, sono abbondanti e squisiti e costano poco e la cosa è molto apprezzata sia dai turisti che dai locali. Due informazioni importanti: all’interno di Konspira, cercate la stanza segreta e uscendo portate via con voi il menù che è anche una rivista ed è distribuito gratuitamente. Cosa abbiamo ordinato? Chiaramente il menù Solidarnościowe. Per raggiungerlo cliccate qui.

Presso il Restauracja Konspira di Breslavia  | © looking for europe

6. Ingegneria moderna

1913, in occasione del centennale della Battaglia di Lipsia (1813) vinta dalla coalizione anti francese contro l’esercito di Napoleone Bonaparte, la municipalità di Breslavia decise di celebrare la ricorrenza organizzando l’esposizione denominata l’Esposizione del Secolo. Per l’occasione si realizzarono due avanguardiste architetture giunte ai giorni nostri in un ammirevole stato di conservazione. Si tratta del Pawilion Czterech Kopul (il Padiglione a Quattro Cupole) e della Hala Stulecia (il Salone del Centennale). Siamo fuori dal centro storico e davanti a straordinarie opere di ingegneria civile che rappresentarono delle vere e proprie sfide.

LA Hala Stulecia di Breslavia  | © looking for europe

Il Salone del Centenario fu progettato per mostrare al mondo la superiorità architettonica della nazione germanica (ricordiamo che dal 1871 al 1945 Breslavia faceva parte dell’impero tedesco ed era denominata Breslau). Per questa ragione ci si ispirò all’edificio monumentale per eccellenza, il Pantheon. Con un diametro interno di 69 metri, un’altezza di 42 e una capienza pari a 10.000 persone, la sala vantò per molti anni la cupola più grande al mondo realizzata in cemento rinforzato diventando motivo di grande orgoglio per l’ingegneria germanica. Il progetto venne realizzato dall’architetto e pianificatore tedesco Max Berg.

7. Il contemporaneo nel moderno

A pochi passi dall’ammirevole salone, troviamo il Padiglione a Quattro Cupole che ospita il Museo d’Arte Contemporanea. Il padiglione fu disegnato dall’eminente architetto berlinese Hans Poelzig (1869-1936) che realizzò una straordinaria combinazione di elementi moderni e classici e che caratterizzò l’edificio con quattro cupole ellittiche. Ristrutturato nel 2015, dal 2016 ospita la collezione d’arte contemporanea polacca.

All’interno del Padiglione delle Quattro Cupole di Breslavia  | © looking for europe

Jerzy KalinaMagdalena Abakanowicz, Władysław Hasior, Tadeusz Kantor e Alina Szapocznikow sono solo alcuni degli artisti contemporanei esposti. Le opere pittoriche, le installazioni, le sculture e la video arte presentati offrono una interessante panoramica dell’arte polacca dagli anni cinquanta ad oggi in uno spazio accogliente e ottimamente organizzato.

Kazimierz Mikulski, Wybór narzeczonej (La Scelta della Sposa), 1966 – particolare dell’opera  | © looking for europe

8. I Pedoni Anonimi

In corrispondenza del trafficato incrocio tra viale Świdnicka e viale Piłsudskiego, troviamo una curiosa opera d’arte pubblica formata da quattordici sculture rappresentanti anonime e ordinarie persone. Parte delle sculture sono poste su un lato del viale e affondano nella pavimentazione. Le altre, si trovano nel lato opposto e le vediamo riemergere. Si tratta di una delle opere d’arte pubblica più note al mondo per la sua originalità e per le molteplici associazioni di significato che il pubblico vi può dare. Intitolata Przejście (passaggio), oppure Pomnik Anonimowego Przechodnia (I Pedoni Aonimi), l’opera fu realizzata dall’artista polacco Jerzy Kalina (1944), venne temporaneamente esposta a Varsavia nel 1977 e in seguito, nel 2005, venne stabilmente collocata a Breslavia. Scoprite di più seguendo questo link.

Il Monumento ai Pedoni Anonimi di Breslavia | © looking for europe

9. Edith!

La santa, filosofa e martire, Edith Stein (1891-1942) è uno dei due più celebri personaggi legati alla città di Breslavia (l’altro è Alois Alzheimer che per primo individuò l’omonima malattia). Edith era ebrea, ma divenne atea e poi si convertì al cristianesimo diventando suora carmelitana con il nome di Teresa Benedetta. Da Breslavia si trasferì in Germania e poi nel convento di Echt in Olanda dove i nazisti la colsero e la deportarono prima a Westerbok e poi a Auschwitz dove fu uccisa nelle camere a gas insieme alla sorella Rosa. A Westerbork transitarono anche Anne Frank e Etty Hillesum e proprio insieme a loro, Edith divenne la figura simbolo della luce ai tempi dell’oscurità. La vita e il pensiero della giovane slesiana sono straordinari e a Breslavia è possibile ripercorrere le tracce della sua gioventù…

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Edith Stein

L’itinerario può iniziare nella periferica via Nowowiejska 38, dove si trova la villa che la famiglia Stein abitò dal 1910 e sino al 1939 quando fu requisita dai nazisti. Attualmente, nella villa è insediata la Edith Stein Society, un’organizzazione che si occupa della reciproca comprensione tra ebrei e cristiani e della riconciliazione polacco-tedesca. La casa natia era posta in via Dubois 29, ma è stata demolita. Da bambina, Edith frequentava la Synagoga pod Białym Bocianem, la Sinagoga della Cicogna Bianca (si legga oltre) che trovate nella centrale piazza Włodkowica. Presso l’università di Breslavia, Edith studiò filosofia e tedesco (trovate la targa commemorativa in piazza Uniwersytecki).

Targa commemorativa a memoria di Edith Stein presso l’università di Breslavia  | © looking for europe

10. Grandi magazzini

Inaugurato nel 1930 con il nome di Warenhaus Wertheim, l’attuale centro commerciale Renoma posto lungo il viale Świdnicka è una delle più interessanti architetture moderne di Breslavia. L’edificio fu progettato dall’architetto tedesco Herman Dernburg che vi attribuì uno stile modernista insieme ad alcune marcate influenze jugendstil. Ciò che lo caratterizzò fu l’utilizzo della struttura portante in acciaio e le dimensioni (35.000 metri quadri di superficie) che lo resero per molti anni il più grande edificio commerciale della Polonia.

Il centro commerciale Renoma | © looking for europe

La curvatura della facciata, i piani superiori degradanti e i decori realizzati in ceramica rendono i grandi magazzini una meta immancabile per gli appassionati di architettura moderna (e anche di shopping). Al concorso per la sua progettazione partecipò anche il noto architetto ebreo tedesco Erich Mendelsohn autore di un’altra straordinaria architettura commerciale realizzata a Breslavia (si tratta degli ex magazzini Petersdorff edificati nel 1928). Di recente, l’edificio è stato ampliato con una nuova ala che costituisce uno degli elementi architettonici contemporanei più ammirati in città.

Particolare del esterno del centro commerciale Renoma di Breslavia  | © looking for europe

11. L’Antico Cimitero Ebraico

Trasformato in museo d’arte funeraria, l’Antico Cimitero Ebraico di Breslavia è uno dei più grandi e meglio conservati cimiteri ebraici d’Europa. Posto lungo via Ślężna, ospita circa 12.000 lapidi risalenti a diverse epoche e spesso di notevole pregio architettonico e artistico. Il cimitero fu inaugurato nel 1856 per far fronte alla necessità di un ampio luogo di sepoltura per i defunti di una comunità in continua crescita (a fine ottocento gli ebrei di Breslavia erano circa 18.000).

Presso l’antico cimitero ebraico di Breslavia  | © looking for europe

L’ultima sepoltura avvenne nel 1942. Nel 1943 fu chiuso dalle autorità. Il luogo è suggestivo, solitario e invita a rendere omaggio a una comunità che le deportazioni e la Shoah fecero scomparire (a Breslavia rimasero solo 200 ebrei). Tra le tombe, vi sono anche quelle di Auguste e Siegfried Stein, i genitori di Edith Stein.

Presso l’antico cimitero ebraico di Breslavia  | © looking for europe

12. Il mercato al coperto

Il centrale Hala Targowa we Wrocławiu, Mercato Coperto di Breslavia è il principale mercato al coperto della città dove si possono trovare tutti i generi alimentari, qualche specialità e alcune boutique. Frequentatissimo dagli autoctoni che vi fanno la spesa quotidiana, il mercato mantiene un carattere tipico che possiamo apprezzare soffermandoci in uno dei locali posti al suo interno. La struttura fu edificata tra il 1905 e il 1908 in cemento armato, sopravvisse miracolosamente ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e durante i primi anni ottanta venne rinforzata con l’inserimento delle ingombranti capriate.

All’interno del Mercato Coperto di Breslavia  | © looking for europe

13. Il quartiere più vivace

A nord della Piazza del Mercato (Plac Rinek), tra le vie SzewskaKiełbaśnicza, si trova il quartiere più pittoresco della città connotato da splendidi edifici di fine ‘800 accanto a quelli novecenteschi in stile jugenstil. Siamo alle spalle della Basilica di San Elisabetta, nell’area con la maggiore densità di locali e ristorantini che sono uno più attraente dell’altro (il nostro preferito? Il Vinyl Café).

Breslavia, lungo via Kiełbaśnicza  | © looking for europe

Nell’area troviamo il vicolo Stare Jatki che nel Medio Evo era la strada dei macellai e oggi ospita gallerie d’arte e boutique. All’ingresso del vicolo è posto il curioso e laconico Monumento agli Animali Macellati che ricorda le antiche attività del luogo. Il monumento in bronzo comprende un’oca, una capra, una lepre, due maiali e un gallo ed è tra le attrazioni più fotografate in città (ma nessuno ne conosce il cupo significato…).

Il Monumento agli Animali Macellati di Breslavia presso il vicolo Stare Jakti  | © looking for europe

14. La Sinagoga della Cicogna Bianca

Centro della vita comunitaria ebraica di Breslavia, la Synagoga pod Białym BocianemSinagoga della Cicogna Bianca, sopravvisse alla Notte dei Cristalli (Kristallnacht) e fu solo parzialmente danneggiata dai bombardamenti nel corso della seconda guerra mondiale. La sinagoga venne costruita nel 1929 al posto del hotel La Cicogna Bianca da cui prese il nome. Il progetto scelto fu quello proposto dal tedesco Karl Ferdinand Langhans figlio del progettista della Porta di Brandeburgo di Berlino. Dalla seconda guerra mondiale al 1996 rimase in stato di abbandono. In seguito, venne ristrutturata e dal 2000 è nuovamente al servizio delle attività comunitarie degli ebrei di Breslavia. La sinagoga si trova in un luogo appartato, all’interno di un cortile posto tra via Antoniego e via Włodkowica, è visitabile e ospita mostre e eventi dedicati alla promozione della tolleranza e della conoscenza delle tradizioni e della storia della comunità ebraica di Breslavia.

Interno della Sinagoga della Cicogna Bianca  | © looking for europe

15. Promenade Staromiejska

Lungo il corso del canale del fiume Oder che delimita a sud il centro storico di Breslavia, una piacevole promenade lunga più di 2 chilometri offre l’occasione di passeggiare nel verde in centro città. La passeggiata inizia nei dintorni del Panorama di Racławice e raggiunge il quartiere denominato Dzielnica Czterech Świątyń, il Distretto delle Quattro Denominazioni detto anche Quartiere della Tolleranza, poiché insieme alla Sinagoga della Cicogna Bianca, troviamo una chiesa cattolica, una evangelica e una ortodossa. Lungo la passeggiata, tra le altre, vediamo il Teatro dell’Opera, i Magazzini Renoma e la moderna sala da concerto Narodowe Forum Muzyki.

Lungo la Promenade Staromiejska  | © looking for europe

Non è tutto, anzi, mancano proprio le mete di maggior richiamo come le straordinarie architetture di Piazza Rinek (Piazza Mercato), le chiese, la cattedrale e il quartiere medioevale disposti nelle isole lungo i canali dell’Oder. Manca anche l’Aula Leopoldina, lo Zoo e l’acquario e non solo… Per tutto questo, in ogni caso, ci sono le guide (come quella che trovate qui)…

Dove non diversamente indicato le immagini fotografiche sono state realizzate da noi nel 2017

 

8 pensieri su “L’altra Breslavia in 15 mete

  1. Non conoscevo assolutamente questa città, se non di nome. Mi hai fatto venire voglia di visitarla. Ovviamente prima mi piacerebbe passare qualche giorno a Cracovia, Varsavia e Danzica, ma non posso che allungare la lista delle città polacche da vedere.
    Grazie mille per i suggerimenti!

    Un abbraccio,
    Elena

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      1. Ho da poco iniziato una nuova attività per vendere viaggi online e per il momento mi sto specializzando proprio nei paesi dell’Est (guarda un po’ che caso 🙂 ) Quindi se un giorno vuoi un consiglio, o addirittura comprare un viaggio con me in Polonia e visitare Torun (con l’accento sulla N 🙂 )
        scrivimi pure!

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