Brunico in lungo e in largo

Brunico, località del Trentino-Alto Adige, è una cittadina particolarmente vivace e ricca di spunti. Frequentata da sciatori e più in generale dagli amanti della montagna, Brunico, offre molto anche a chi, come noi, non ha una vera e propria passione per le lunghe camminate o per le piste di neve battuta …

Se avete deciso di trascorrere le vostre vacanze in questa cittadina dell’Alto Adige o, se preferite, del Südtirol, ecco dove potete andare e cosa potete fare per non restare immobili in una località che richiede un certo dinamismo.

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Cenare all’Agnello Bianco

Iniziamo dalla fine, dalla sera, quando avrete voglia di mangiare qualcosa di tipico e di sostanzioso. Ci sono molti ristoranti e trattorie nei dintorni di Brunico, ma solo al Weißes Lamm troverete tutto ciò che cercate senza uscire dalla piccola cittadina. Il Weißes Lamm che in italiano diventa l’Agnello Bianco, è un locale storico, ben gestito, caldo e accogliente, caldo anche perché ogni sala da pranzo ha la sua Stuben, la tradizionale stufa tirolese rivestita in maiolica.

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Il ristorante l’Agnello Bianco di Brunico (Foto: Dage 2016)

La famiglia Piffrader che gestisce il locale, offre i saporiti piatti della tradizione tirolese a prezzi decisamente accettabili; in fondo, il motto del ristorante è “il buon cibo dovrebbe essere un diritto, non un privilegio”. Per non sbagliare e per mettere alla prova la vostra voracità, provate lo stinco di maiale che è il piatto più richiesto e più fieramente offerto. Il locale si trova in via Stuck al numero 5, a due passi dal corso principale di Brunico.

Visitare il cimitero di guerra

Dal castello di Brunico, un lungo ponticello sospeso porta direttamente al cimitero militare austro-ungarico, in tedesco, il Soldatenfriedhof Bruneck o Waldfriedhof Bruneck. Il cimitero è posto sul pendio del colle denominato Kühbergl; raggiungerlo è decisamente semplice e la sua posizione, immersa nel bosco, lo rende comunque suggestivo. Visitare il cimitero non è solo l’occasione per commemorare le vittime della Grande Guerra che, in questo caso, sono in prevalenza le vittime dell’esercito che ci fu “nemico”; qui si può anche comprendere meglio la storia di questo territorio e più in generale la storia del Novecento.

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Segnaletica bilingue a Brunico (Foto: Dage 2016)

Il cimitero ospita i caduti dell’esercito austro-ungarico, l’esercito che noi italiani impegnammo in una lunga e logorante guerra nei confini nord orientali. Furono sepolti qui perché a Brunico si stabilirono tre ospedali militari per la cura dei feriti provenienti dalle battaglie dolomitiche. Poiché in molti morirono in questi lazzareti, si decise di realizzare un ampio cimitero a loro dedicato scegliendo come localizzazione proprio le pendici del Kühbergl. Oltre ai caduti che a seguito del conflitto rimasero senza patria, il glorioso impero cessò di esistere proprio a seguito della Grande Guerra, qui furono sepolti anche molti prigionieri provenienti, in particolare, dalla Russia. Inizialmente il cimitero ospitava anche i caduti dell’esercito italiano, poi, nel 1932, le loro salme vennero tradotte nel nuovo sacrario militare di Pocol nei pressi di Cortina d’Ampezzo

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Presso il Cimitero di Guerra di Brunico (Foto: Dage 2015)
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Tombe ebraiche presso il Cimitero di Guerra di Brunico (Foto: Dage 2016)

Per chi decidesse di osservare con attenzione le molte tombe, potrà notare la presenza della croce latina dei cattolici e dei protestanti, delle croci ortodosse, delle stelle ebraiche e delle mezzelune islamiche; queste ultime, in particolare, indicanti la sepoltura dei militari bosniaci. Si tratta di un cimitero decisamente inter-etnico e interconfessionale così come lo era l’impero austro-ungarico. Eh, l’impero austro-ungarico …

Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo

Sir Winston Churchill riferendosi all’Impero Asburgico

Passeggiare lungo la discesa della mucca

Raggiunto il cimitero austro-ungarico, due sentieri portano rispettivamente a Riscone e in cima al colle Kühbergl. Suggeriamo di percorrere questo secondo sentiero che offre la possibilità di passeggiare placidamente e per circa quaranta minuti immersi nel verde del bosco e nel silenzio di un luogo poco frequentato dai turisti. Lungo il percorso si attraversa anche un’area pianeggiante dove due laghetti e alcune panchine consentono di fare una piacevole sosta.

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Pilastro comemorativo presso il Kaiserwarte (Foto: Dage 2016)

Il punto di arrivo del sentiero coincide con la cima del colle ed è contrassegnato da un pilastro in pietra riportante un’iscrizione in lingua germanica. Questo punto ha anche un nome alquanto altisonante: Kaiserwarte, che, traducendolo in italiano, diventa “l’attesa dell’Imperatore”. Pilastro e denominazione furono quanto si pensò di approntare per la visita dell’Imperatore Francesco Giuseppe I che dal 16 a 21 settembre 1886 soggiornò a Brunico. Non fu solo una visita di piacere, ma anche l’occasione per ispezionare le truppe austro-ungariche durante le manovre generali di combattimento, le Kaisermanöver. L’ispezione venne fatta osservando la vallata proprio dalla cima di questa collina.

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Presso il Kaiserwarte (Foto: Dage 2016)

Il bilinguismo non è sempre la regola e il Kühbergl non è mai indicato nella denominazione italiana che, traducendo letteralmente la parola tedesca, diventerebbe “Discesa della Mucca”.

Per il momento il meglio che noi possiamo sperare dall’Italia è che conservi la sua neutralità: per il momento. Ma non appena la nostra fortuna volti, essa non esiterà a passare dalla parte dei nostri nemici.

Francesco Giuseppe I d’Austria durante i primi mesi della Grande Guerra

Shopping compulsivo

Mentre voi state meditando su Francesco Giuseppe e più in generale sui fasti dell’Impero Austroungarico, oppure, mentre state cercando un testo nella Librika, la vostra compagna di viaggio sarà già stata risucchiata dai molti negozi che animano il corso principale di Brunico, la Stadtgasse. Qui si può approfittare di una fitta serie di proposte e alcune sono delle vere e proprie calamite.

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Acherer lungo la Stadtgasse (Foto: Dage 2016)

Il primo suggerimento è di soffermarvi da Acherer che trovate lungo il corso pedonale Stadtgasse o Via Centrale. Acherer è una pasticceria ed è anche una fioreria. Un’idea originale che richiede una sosta, magari, per farvi preparare una confezione di cioccolatini che potrete scegliere tra le molte varietà, comprese quelle più originali (il costo di una gustosissima e ben presentata confezione regalo è di 9,99 euro).

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Noterete una certa frenesia da parte dei turisti nell’accaparrarsi un bottino quanto più cospicuo possibile delle specialità del luogo. Il fatto è che questo territorio ha moltissime proposte che vengono presentate con cura e dedizione; difficile resistere alla tentazione. Speck, gulasch, sali aromatici, marmellate, aceti, prodotti lattiero-caseari, infusi, farine, vini, mostarde, cioccolate, strudel, sono solo alcuni tra i prodotti più richiesti. Lungo la Stadtgasse troverete tre negozi dedicati alle specialità made in Südtirol, tra questi, uno in particolare si fa notare, vuoi perché è un negozio decisamente attraente, voi perché è sempre molto frequentato. Si tratta di Harpf, una gastronomia che offre anche una ricca selezione di vini e birre tirolesi. I prezzi non sono proprio d’occasione, ma la varietà e la qualità dell’offerta giustificano un piccolo sacrificio, magari, per fare un regalo originale e ben presentato.

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Harpf lungo la Stadtgasse (Foto: Dage 2016)
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L’interno della cantina di Harpf a Brunico (Foto: Dage 2016)

Se la gastronomia tirolese vi ha conquistati e se deciderete di fare una spesa senza troppo guardare il cartellino dei prezzi, potete approfittare anche di Pur, una gastronomia che raccoglie esclusivamente il meglio delle produzioni locali con un’esposizione particolarmente attraente. Qui potete anche fermarvi per un gustoso pranzo presso il ristorantino interno. Trovate questo “mercato dei sapori” a quattro passi dal corso pedonale, in via Duca Sigismondo al numero 4. Pur offre anche il servizio di vendita online, se volete approfittarne, cliccate qui.

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Pur, il mercato dei sapori (Foto:Dage 2016)

Tornando nella Stadtgasse , fate molta attenzione ai due punti vendita che portano l’insegna Maximilian. Frequentatissimi e maledettamente ben assortiti, questi negozi sono l’indiscusso riferimento per chi volesse acquistare un abito, una borsa o un paio di scarpe alla moda, magari approfittando dei saldi che a Brunico sono particolarmente vantaggiosi.

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Maximilian lungo la Stadtgasse (Foto: Dage 2016)

L’ultima novità del piccolo centro cittadino è il negozio e galleria d’arte Variatio. Qui potete trovare complementi d’arredo, abiti e accessori esclusivamente made in Tirol: prodotti originali, decisamente interessanti, ben disegnati e realizzati in modo ineccepibile sono proposti in uno spazio che comprende anche una galleria d’arte con allestimenti che meritano in ogni caso una visita. I prezzi sono adeguati alla qualità dell’offerta. Trovate questo negozio in Via Ragen di Sopra (la incontrate proseguendo oltre la Stadtgasse) al numero 12 e facendo attenzione allo stretto passaggio che vi conduce all’ingresso.

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L’ingresso del concept store Variatio a Brunico (Foto: Dage 2016)
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Abiti e oggetti esclusivi e made in Tirol presso Variatio (Foto: Dage 2016)
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La Stadtgasse a Brunico (Foto: Dage 2016)

Conoscere lo speck

Nel corso pedonale della città, la Stadtgasse, sorge quello che è stato proclamato come “il primo museo dello speck al mondo”, lo Speckmuseum. In realtà, si tratta di un semplice negozio che offre una vasta presentazione della famosa specialità della salumeria sud-tirolese dove è anche consentita la curiosa esperienza di addentrarsi in insospettabili aree sotterranee e di apprendere, chiacchierando con il personale, i segreti di un prodotto molto gustoso. Inserirei questa proposta nell’ambito delle “trappole per turisti”, ma la cosa andrebbe più che altro valutata da un vero appassionato di speck: per noi profani, speck è speck, buono sempre e comunque …

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Il Museo dello Speck di Brunico (Foto: Dage 2016)
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Esposizione di speck presso i sotterranei dello Speckmuseum di Brunico (Foto: Dage 2016)

Se non avete alcuna pratica con questo preparato, sappiate che consiste in un prosciutto crudo, disossato e lievemente affumicato, che è il prodotto tipico più apprezzato del territorio altoatesino e che è pericolosamente buono!

Torte

Dove si possono mangiare le torte più gustose di Brunico? La risposta è univoca: presso la pasticceria Stadt Café che si trova anch’essa nella Stadtgasse al numero 26. Il locale è un po’ datato e il servizio non è dei più cortesi, ma poco importa, se volete assaporare una squisita torta Sacher oppure una memorabile torta Linzer è li che dovete andare. Avendole più volte assaggiate nel Sud Tirolo e in Austria, posso confermare che questo locale ha trovato la formula magica per ciascuna delle due: andateci!

Stadt Cafè, Brunico
La pasticceria Stadt Cafè di Brunico presso la Stadtgasse al numero 26 (Foto: Dage 2016)

Visitare il museo MMM Ripa 

L’interno del castello di Brunico ospita uno dei sei musei che portano la firma dell’alpinista di fama internazionale Reinhold Messner. In questo caso, il tema è quello dei popoli della montagna. Il museo, denominato Messner Mountain Museum Ripa, è stato inaugurato nel 2011 e consente di conoscere da vicino usi e costumi dei popoli di montagna che abitano le aree più impervie del mondo: tra questi i Touareg, i Massai, i Mongoli, gli Sherpa, i Turkmeni, i Beduini e i Walser.

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Il Castello di Brunico (Foto: Dage 2016)

La mostra è allestita in modo particolarmente coinvolgente. La proiezioni di filmati, la musica di sottofondo e persino i profumi, consentono al visitatore un’esperienza multi sensoriale oltre che culturale. Oltre alla mostra, si possono visitare le stanze vescovili, il castello, infatti, in antichità, è stato per lungo tempo la residenza dei vescovi di Brunico; è anche possibile salire nella cima del mastio (la torre principale dei castelli medioevali) per raggiungere un invidiabile punto panoramico che domina la città e la vicina Valle Aurina. Perché il museo si chiama Ripa? In lingua tibetana “ri” sta per montagna e “pa” per uomo. Per approfondire, cliccate qui.

Le fasi delle mia vita sono sette e sono cicliche durano circa 10/15 anni. Ora sono alla 6° fase con la conclusione del progetto dei musei in montagna e l’anno prossimo entrerò nella 7° fase. La mia prossima attività sarà la ricerca della visione totale.

Reinhold Messner

Visitare un monumento decisamente problematico

Una statua che rappresenta il mezzobusto di un alpino è diventata uno dei simboli più controversi del complicato percorso storico del territorio sud-tirolese. Il monumento che è decisamente insignificante per qualità artistica e per dimensione, ha ricevuto così tante attenzioni, offese, strenue difese e veri e propri attacchi che non c’è da stupirsi se in tutto il resto di questo territorio non si trovano altre statue riferite alla storia moderna del Sud Tirolo.

Brunico, Monumento all'Alpino
Brunico, Monumento all’Alpino (Foto: Looking for Europe 2014)

Leggere la cronologia di questo monumento è il modo ideale per conoscere i vari passaggi storici e politici del Sud Tirolo, terra che non nasconde una certa irrequietezza e una radicata e diffusa ostinazione nel voler conservare la sua autonomia. Trovate questo monumento all’angolo tra via Dante Alighieri e Via Stuck. Per approfondire cliccate qui.

Chiederci di festeggiare l’Unità d’Italia è come chiedere ad una donna stuprata di festeggiare con lo stupratore l’anniversario della violenza subìta

Eva Klotz fondatrice e leader dell’Union für Südtirol

Fare un salto in biblioteca

Ci sono molte ragioni per entrare nella biblioteca di Brunico. La prima è che si tratta di un’architettura particolarmente interessante: moderna, ma senza eccessi e studiata con intelligenza per offrire uno spazio accogliente, originale e rilassante. Un altro motivo è che al suo interno viene voglia di leggere, oppure di scrivere così come sto facendo io, proprio ora … Viene anche voglia di approfittare della terrazza che dal quarto piano offre una magnifica vista su Brunico e sulle montagne che la circondano: è questo il luogo ideale per sfogliare una rivista, per meditare, oppure, semplicemente, per osservare i giovani tirolesi affaccendati nei loro studi.

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La Biblioteca Librika di Brunico (Foto: Dage 2015)

Se volete diventare pigri e stupidi andate a scuola o all’università. Ma se volete farvi un’educazione andate in biblioteca.

Frank Zappa

Ci sono delle comode poltroncine che possono essere orientate verso le vetrate, c’è la curiosa e altissima pila di fogli posta verticalmente al centro della tromba delle scale e che porta nel fianco l’indicazione del piano raggiunto, ci sono interessanti edizioni dedicate all’arte, alla cucina e alla storia, non manca, inoltre, un silenzio tombale perché anche qui il proverbiale rispetto delle regole degli alto atesini è ben rappresentato. Questa biblioteca ha anche un nome originale e fantasioso: Librika.

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Brunico vista dala terrazza della Biblioteca Librika (Foto: Dage 2015)

Tre cose da sapere prima di partire

A Brunico e più in generale in tutto il Sud Tirolo, si parla in tedesco. L’italiano è usato pochissimo e esclusivamente per rivolgersi ai turisti. La cosa può stupire, ma può anche offrire l’opportunità di raccogliere le poche o molte conoscenze della lingua teutonica per divertirsi nel suo utilizzo, magari semplicemente per un’ordinazione al bar. Da sapere che qui il saluto informale viene fatto tramite la curiosa espressione, Grüß Gott che è quella tipica dell’Austria, della bassa Bavaria e, appunto, del Sud Tirolo. Noi la pronunciamo semplicemente “cruscot” …

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“Salve” alla tirolese (Foto: Dage 2016)

Nel Sud Tirolo, la raccolta differenziata è tassativa. Non è possibile preparare dei sacchettini con all’interno di tutto e di più per poi gettarli nelle pattumiere. Bisogna differenziare. Lo scrivo, perché anche il turista dovrà rispettare questa regola e preparare una busta per la carta, una per il vetro, una per la plastica e l’ultima per l’umido. Il residuo, in tedesco il restmüll, a dir la verità, non ho capito bene dove possa essere messo; chi vi soggiorna per qualche giorno, tuttavia, non avrà la necessità di gettare piatti, spazzolini da denti, spugnette o altro. Se vi troverete a girare con un sacchettino di immondizia alla ricerca di una pattumiera generica, mettete in conto la possibilità di essere seguiti e persino malamente aggettivati per il semplice mal celato intento criminale …

Nella classifica dei “Borghi Felici 2015”, la classifica è stata elaborata dal Centro Studi Sintesi per il Sole 24 Ore, Brunico è risultata la prima località d’Italia. Gli aspetti sociali, economici, culturali e ambientali, contabilizzati e sintetizzati in una gradutatoria, hanno posto il comune alto atesino al di sopra di ogni altro comune tra i quasi ottomila concorrenti nazionali. Anche “la ricerca della felicità” può diventare un interessante tema di viaggio per il vostro soggiorno, ricerca che invitiamo a compiere cercando quanti più spunti possibili …


LETTURE SUGGERITE

Alto Adige. Südtirol. Una guida curiosa

Alto Adige Südtirol. Tra masi e castelli, laghi e cime alpine, strade del vino e sapori mitteleuropei

La mia vita al limite. Conversazioni autobiografiche con Thomas Hüetlin

La guerra verticale. Uomini, animali e macchine sul fronte di montagna. (1915-1918)

Cucina tirolese

Speck Alto Adige. Gusto della tradizione

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13 thoughts on “Brunico in lungo e in largo

  1. Uau! Che dire, c’è tutto. Noi siamo andati a Brunico l’estate scorsa e abbiamo visto molte delle cose che elenchi … pultroppo alcune ce le siamo perse, ma non potevi pubblicarlo prima? 🙂

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