Berlino: 14 tappe lungo il percorso del muro

Cosa troverete? Quattordici luoghi di interesse storico, artistico e architettonico posti lungo il percorso della barriera che isolava Berlino Ovest da Berlino Est e più in generale dai territori della ex Repubblica Democratica Tedesca. Ciò che rimane del Muro di Berlino infatti, non è solamente testimonianza di un passato controverso, bensì rappresenta un persistente “elemento urbano” con cui la città continua a confrontarsi. Rappresenta anche un possibile filo conduttore per una visita formativa e ricca di spunti. Leggete oltre per precorrere i luoghi del Muro seguendone tracciato, significato e sviluppi…

1 La East side Gallery

Partiamo da sud est e iniziamo il nostro tour lungo il tracciato dell’ex Muro di Berlino dalla East Side Gallery divenuta tra le mete più ambite dal turismo berlinese. La East Side Gallery è il più lungo tratto del Muro conservatosi dopo la sua caduta avvenuta il 9 novembre 1989 e la più estesa galleria d’arte di strada presente al mondo. Con uno sviluppo di 1.300 metri, la Galleria del Lato Orientale segue, da un lato il corso del fiume Sprea e dall’altro quello del viale Mühlenstraße.

Lungo la East Side Gallery di Berlino | © looking for europe

Il tratto divenuto galleria d’arte era una sezione atipica del Muro di Berlino poiché limitato al solo muro interno (quello arretrato rispetto al confine). Al corso del fiume Sprea, infatti, era affidato il ruolo di “striscia della morte” o death strip che normalmente veniva delimitata da un secondo muro parallelo al primo e corrispondente all’esatto confine tra Berlino Est e Berlino Ovest. Le sue pareti in origine grigie e severamente sorvegliate dalla Polizia Popolare (Volkspolizei) sono state per intero ricoperte di graffiti nei giorni successivi alla turbolenta e improvvisa apertura del confine. L’intervento, inizialmente spontaneo, venne sviluppato in modo strutturato tra il 1990 e il 1992 coinvolgendo 118 artisti provenienti da 21 paesi diversi. In totale sono esposte 101 opere d’arte che ricoprono tutte le piastre del lungo nastro di calcestruzzo. Il tema comune è quello della libertà, della pace, del disarmo e della pacifica convivenza tra i popoli. Dal 1992, la East Side Gallery è considerata monumento protetto.

2 Il Luisenstädt Kanal

Non solo dal fiume Sprea, il centro della città di Berlino è attraversato anche da un canale che dal primo si distacca nel quartiere di Charlottenburg per poi ricongiungersi con esso nel distretto di Alt-Treptow. Un tempo, i due corsi erano collegati da un corso d’acqua, il Luisenstädt Kanal, che fu aperto nel 1852 su progetto dell’architetto paesaggista e urbanista Peter Joseph Lenné. Lungo il canale fu inserito anche un’ampio bacino d’acqua, l’Engelbecken (Piscina degli Angeli). La storia e l’attualità della striscia prima blu, poi grigia e segregata dal lungo nastro di cemento e ora verde, che percorre il centro città  tra i quartieri di Mitte e di Kreuzberg è particolarmente interessante perché contrassegnata dai principali accadimenti storici avvenuti a Berlino durante il ventesimo secolo.

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Il Luisenstädt Kanal e il bacino Engelbecken | ©  avda-foto

Tra il 1926 e il 1932, vista la scarsa pendenza e il conseguente raro e dispendioso impiego per il trasporto di merci e di materiali da costruzione, il Luisenstädt Kanal fu parzialmente riempito e trasformato in giardini interrati. Fu mantenuto il solo bacino Engelbecken a scopo ornamentale. Durante la Seconda Guerra Mondiale i giardini vennero gravemente danneggiati e in seguito furono riempiti con macerie e detriti. Nel 1961 fu eretto il Muro di Berlino per il cui tracciato si scelse di seguire l’ex corso d’acqua che finì per svolgere il ruolo di Striscia della Morte. Nel mentre, l’Engelbecken venne anch’esso riempito e livellato al piano stradale. Dal 1991, molti dei giardini andati distrutti sono stati riportati alla loro conformazione originale così come l’Engelbecken è nuovamente tornato ad essere un bacino d’acqua. Oggi, l’ex canale rappresenta una singolare striscia verde lunga due chilometri che viene via via sistemata allo scopo di ospitare una sempre più ricca flora e fauna.

3 Il Quartier Schützenstraße

Se lo sviluppo urbano e architettonico di Berlino continua a dialogare con l’esperienza della storica barriera contenitiva, il risultato di tale confronto assume le più varie espressioni e formule. Tra queste, vi è anche quella di riferirsi all’antichità architettonica della città, superando o semplicemente ignorando le conseguenze della moderna divisione. Ciò accadde ad esempio con l’edificazione del Quartier Schützenstraße (l’isolato di Schützenstraße). Pur sorgendo lungo il tracciato del muro e in particolare all’interno della ex “striscia della morte”, il complesso venne eretto riferendosi alla Berlino ottocentesca il cui stile architettonico fu riproposto anche se in chiave postmoderna. Diventò un esemplare intervento di ricostruzione volto a riallacciare la città al suo passato antecedente il ventesimo secolo.

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Particolare delle facciate diversificate dell’isolato di  Schützenstraße | © Jean-Pierre Dalbéra

Realizzato tra il 1995 e il 1997 su progetto del milanese Aldo Rossi coadiuvato dallo studio Bellmann & Böhm, l’isolato si trova nel quartiere di Mitte a pochi passi dal celebre Check Point Charlie. Si tratta di uno dei più importanti esempi di architettura postmoderna e di una delle opere più ammirate di Aldo Rossi, tra i rari architetti italiani contemporanei ad aver ottenuto importanti commesse nella capitale tedesca. Facendo sintesi delle forme, sono state riproposte le facciate storiche come tradizionalmente diversificate per disegno, colori e materiali. Sono stati inoltre, ricreati i tradizionali cortili accessibili tramite i passaggi carrabili. Per sottolinearne il carattere postmoderno e ironico, tra le dodici facciate presenti troviamo anche l’incongruo frammento che riproduce il rinascimentale  e seminale Palazzo Farnese di Roma. In nessun altro luogo, la teoria dell’illustre progettista relativa alla “autonomia dell’architettura” è così evidente come nell’isolato berlinese.

4 Il Checkpoint Charlie

Raggiungiamo il luogo più noto tra quelli presenti lungo l’ex cinta muraria. Posto nell’intersezione tra la Zimmerstrasse e l’asse nord-sud della Friedrichstrasse, il Checkpoint Charlie era il terzo posto di blocco situato tra il settore sovietico e quello americano dopo il Checkpoint Alpha e il Checkpoint Bravo. Veniva utilizzato principalmente dai diplomatici e dalle persone che viaggiavano da Berlino Ovest a Berlino Est. Dopo la costruzione del muro iniziata il 23 agosto del 1961, è diventato insieme alla Porta di Brandeburgo, il luogo simbolo della Guerra Fredda.

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Berlino, presso l’ex Checkpoint Charlie | © Fred Romero

A seguito della riunificazione, il Checkpoint Charlie si è trasformato in una delle più ambite attrazioni turistiche di Berlino. Nel sito sono stabilmente presenti figuranti in abito militare americano o sovietico che posano con i visitatori per le foto ricordo. Vi è, inoltre, un’insegna che riproduce da un lato il ritratto di un poliziotto di confine statunitense e dall’altro quello di una guardia russa. L’elevato numero di visitatori dimostra il diffuso desiderio di fare esperienza diretta con i fatti storici.

5 Topografia del Terrore

A pochi passi dal Checkpoint Charlie e dalla Potsdamer Platz si trova l’ampia area denominata Topografia del Terrore (Topographie des Terrors). L’area è dedicata alla memoria e alla testimonianza dell’epoca del nazionalsocialismo (1933-1945) trovandosi nel luogo dove sorgevano le centrali del terrore del famigerato regime: la sede della Gestapo, del comando delle SS, del servizio di sicurezza delle SE e la cancelleria del Reich. Nel lato nord, oggi delimitato da via Niederkirchnerstraße, proseguiva il tracciato del Muro di Berlino di cui tutt’oggi ne è conservato un tratto lungo 200 metri. In questo caso, il muro è stato mantenuto nel suo originale colore grigio consentendo al visitatore di prendere atto della sua straniante e cupa presenza.

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Berlino, presso l’area Topographies des Terrors| © Jean-Pierre Dalbéra

Attraversando via Niederkirchnerstraße troviamo uno degli edifici governativi dell’epoca del Nazionalsocialismo più noti, l’ex sede del Ministero dell’Aviazione del Reich (Reichsluftfahrtministerium) dove aveva il suo ufficio il corpulento gerarca Hermann Göring. Difficile trovare un altro luogo così esplicito nella testimonianza del drammatico passato della città e più in generale dell’Europa…

6 Torretta di guardia a Potsdamer Platz

Quello che definiamo Muro di Berlino era un sistema complesso composto da una pluralità di infrastrutture di cui la barriera esterna in calcestruzzo rappresentava una delle molte componenti (alte recinzioni metalliche, muri, fili spinati, fossati, allarmi, trappole, campi minati..). Tra queste vi erano anche le torrette di guardia (Beobachtungsturm) presiedute dalla Polizia Popolare della Repubblica Democratica Tedesca. Di queste se ne possono ancora trovare alcune in città come quella posta lungo la via Erna-Berger-Straße, una piccola strada laterale di Potsdamer Platz.

La torretta di Osservazione BT 6 di Potsdamer Platz | © looking for europe

In cemento, con sostegno rotondo e cabina a base ottagonale, la torretta era di tipo BT 6, con il numero 6 a indicarne l’altezza in metri. Una scala metallica conduce alla minuta sala di osservazione con le finestrelle disposte a 360 gradi. Il punto di osservazione era costantemente presieduto da due soldati di pattuglia con turni di otto ore all’interno di uno spazio molto ristretto. La sala è visitabile. Questa tipologia di torrette (ve ne erano 200 su un totale di 302) venne sostituita negli anni ’70 da quella a base quadrata che offriva maggiore stabilità alla struttura (leggi oltre). La sua posizione è avanzata rispetto a quella originale poiché sul terreno dove sorgeva è in fase di costruzione la nuova sede del Ministero Federale per la Protezione dell’Ambiente.

7 Potsdamer Platz

Luogo simbolo della trasformazione architettonica e urbanistica di Berlino, Potsdamer Platz era attraversata dalla doppia cinta del Muro di Berlino. A seguito delle distruzioni durante la Seconda Guerra Mondiale, gran parte degli edifici andarono completamente distrutti o furono pesantemente danneggiati soprattutto nelle ultime fasi del conflitto. Ne risultò un enorme piazzale che fu del tutto svuotato per accogliere il sistema di contenimento con la maggior area di rispetto e con la più ampia fascia destinata a “striscia della morte”. Quello che una volta era un centro trafficatissimo diventò la più vasta area metropolitana deserta. Durante gli anni Novanta, l’intero spazio che comprende anche la adiacente Leipziger Platz, fu sottoposto a un ambizioso progetto di rinnovamento urbanistico e architettonico che ha ridefinito l’intera fisionomia dell’area.

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Presso Potsdamer Platz | ©  John Menard

Quella che un tempo fu la più vivace e dinamica pizza europea e il centro nodale di transito nella Berlino pre-bellica, oggi è un moderno distretto urbano concepito sul modello dei grandi centri statunitensi. Fortemente connotata dalla presenza dei troneggianti complessi Daimler City, Sony Center e Besheim Centre, Potsdamer Platz è il discutibile risultato di un accelerato processo di privatizzazione e di ipertrofismo architettonico di un’area mantenutasi a lungo e forzatamente vuota malgrado la sua centralità. Considerando la sua estensione, tuttavia, è comunque possibile farsi un’idea del suo transitorio passato di area off limit.

8 La Porta di Brandeburgo

Con un cospicuo valore simbolico, la Porta di Brandeburgo è il solo landmark di Berlino in competizione con la Torre della Televisione. Eretta a partire dal 1788, fu commissionata dal re Federico Guglielmo II di Prussia in segno di pace anche se, come sappiamo, la pace sarebbe arrivata solo due secoli dopo… Durante la Guerra Fredda si trovava a Berlino Est prospiciente al muro che divise Berlino dal 1961 al 1989.

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Particolare della Porta di Brandeburgo | ©  micharl_foto

Il 14 agosto del 1961, un giorno dopo la costruzione del Muro di Berlino, il passaggio attraverso la porta venne chiuso e Pariser Platz si trasformò in uno spazio desolato e deserto. La Porta di Brandeburgo diventò il simbolo della divisione e proprio davanti ad essa, il 12 giugno 1987 Ronald Reagan incalzò il suo titubante avversario sovietico con le parole: “Signor Gorbachov, abbatta questo muro!”.

9 Il Band des Bundes

Superando il Reichstag che con la divisione restò all’interno di Berlino Ovest, si raggiunge l’ampio complesso Band des Bundes (letteralmente Nastro Federale) che raccoglie gli uffici parlamentari e la cancelleria federale. Il suo sviluppo ricorda quello di un nastro che scavalca il fiume Sprea collegando simbolicamente le ex Berlino Ovest e ex Berlino Est. Si trattò di una delle rare architetture dell’immediato dopo caduta del muro che al posto di “dimenticare” il lungo trascorso di città divisa, ne proponeva un ideale contrappunto simbolizzando l’avvenuta riunificazione. L’edificazione iniziò nel 1995 dopo quello che fu il più grande concorso di richiamo mondiale per la progettazione di un edificio pubblico. Vincitore per la parte architettonica fu l’architetto Stefan Braunfels. I lavori che terminarono nel 2006, affiancarono al Reichstag un edificio moderno, sobrio, dall’elevato valore simbolico e arricchito da una pluralità di spazi pubblici.

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Band des Bundes, i due ponti pedonali sullo Sprea sovrapposti | © Jorbasa Fotografie

Il Band des Bundes si allunga per circa un chilometro scavalcando due volte il corso d’acqua che in quel tratto compie una curva rientrante. La larghezza è di cento metri.  Il complesso si articola nella Cancelleria Federale (Bundeskanzleramt), nella Paul-Löbe-Haus e nella Marie-Elisabeth-Lueders-Haus, questi ultimi collegati da due ponti pedonali sovrapposti: il Marie-Elisabeth-Lüders-Steg, liberamente accessibile, e il Jacob Mierscheid -Steg, accessibile dal quinto piano degli edifici comunicanti.

10 Il Parlament der Bäume

Il Parlamento degli Alberi (noto anche come Il Parlamento degli alberi contro la guerra e la violenza ) è un memoriale dedicato alle vittime del Muro di Berlino. Fu installato il 9 novembre 1990 dall’artista tedesco Ben Wagin nelle vicinanze del Reichstag all’interno della ex Striscia della Morte sulla sponda orientale del fiume Sprea. In origine il memoriale era composto da segmenti del muro di cui parte sono stati trasformati in pietre commemorative riportando ciascuno il numero delle vittime divise per anno. Sono stati piantati anche 16 alberi che simbolicamente rappresentano gli stati confederati della Germania. Si trattò del primo memoriale dedicato ai caduti durante la lunga permanenza della barriera berlinese. Nell’insieme era, e in parte è ancora, una giardino della memoria.

Presso il Parlament der Bäume | © looking for europe

L’estensione del memoriale è stata via via ridotta diventando oggi un minuto giardino recintato il cui futuro rimane incerto. La sua posizione, infatti, si trova all’interno del vasto sito dedicato al Band de Bundes e agli altri edifici parlamentari e governativi della capitale. Nel mentre, “le barriere della memoria” sono state spostate all’interno della ampia hall della Marie-Elisabeth-Lueders-Haus in corrispondenza dell’originale tracciato del Muro. Ciò che oggi maggiormente caratterizza il Parlamento degli Alberi, oltre al suo significato, è la sua resilienza di fronte ai piani di edilizia pubblica e di riassetto dell’area.

11 Il Memoriale Günter Litfin e la postazione di comando Kieler Eck

Delle 302 torri di guardia (wachturm) disposte lungo i 155 chilometri di sviluppo del Muro di Berlino ne sono rimaste solamente quattro. Oltre a quella in prossimità di Potsdamer Platz (si legga sopra) ve ne sono tre a base quadrata, una a sud est, quella di Schlesischen Busch, una (ricollocata) a nord presso il Gedenkstätte Berliner Mauer (vedi sotto) e una intermedia lungo via Kieler Straße. Quest’ultima si trova lungo il canale di Spandau nel tratto che collega l’ex stazione dei treni Hamburger Banhof (oggi trasformata in galleria d’arte) al porto di Nordhafen. Si tratta di una torretta di guardia BT 4×4 con i numeri a indicare in metri la lunghezza alla base del costrutto. In particolare svolgeva il ruolo di torre di comando con il compito di coordinare le altre torrette disposte nei dintorni.

Il Memoriale Günter Litfin presso l’ex postazione di comando Kieler Eck | © looking for europe

Compresa all’interno di una giardino condominiale, dal 1995 è divenuta patrimonio storico della città e dal 2003 è stata trasformata in museo e memoriale dedicati alla prima vittima per aver tentato illegalmente il passaggio attraverso la cinta berlinese. Si trattava del giovane Günter Litfin che all’età di ventiquattro anni venne intenzionalmente sparato dalle guardie di confine mentre fuggiva verso Berlino Ovest attraversando a nuoto il porto di Humboldt vicino l’attuale stazione centrale. Tra il 1961 e il 1989, almeno 140 persone sono state uccise o hanno subito un incidente mortale nella zona di confine.

12 Il Gedenkstätte Berliner Mauer

Uno dei rari siti dove la struttura originale del Muro è rimasta relativamente intatta si trova lungo l’ex confine segnato dalla attuale Bernauer Strasse. La struttura è oggi inserita in un ampio memoriale che si sviluppa dalla stazione Nordbahnof al parco Mauerpark con un’estensione di 1,4 chilometri. Il memoriale si compone di molti elementi costituendo un vero e proprio parco didattico, didascalico e monumentale. Al suo interno troviamo il Monumento al Muro di Berlino che, largo 40 metri e lungo 70 metri, presenta le due cinte parallele, quella lungo in confine e quella arretrata che delimitava la Striscia della Morte, e una torretta di guardia originale ricollocata al suo interno. Il tratto di Muro è delimitato agli estremi da due pareti alte 7 metri in acciaio cromato all’interno e in acciaio Corten all’esterno. Lo spazio non è accessibile consentendo al visitatore di percepire l’effetto di “astrusa limitazione” imposta ai berlinesi durante i 28 anni di permanenza del Muro.

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Il Gedenkstätte Berliner Mauer | © visitBerlin

Il memoriale comprende anche tratti del muro esterno che, dove mancanti, sono sostituiti da strisce di steli in acciaio Corten che ne ricostruiscono la presenza spaziale. A questi si aggiungono anche i tracciati segnati a terra che rivelano la localizzazione dei tunnel scavati da chi tentava la fuga a Ovest e la pianta degli edifici che furono abbattuti per fare spazio alla Striscia della Morte. Al suo interno troviamo una molteplicità di pannelli didascalici che riportano informazioni sui principali eventi legati alla presenza della barriera contenitiva. Tra questi, vi è anche la Finestra della Memoria dove sono commemorate le 131 vittime del Muro per la maggior parte uccise dalle guardie di confine della Volkspolizei o per incidenti mentre tentavano l’attraversamento della barriera. Si tratta di una parete, anch’essa in acciaio Corten, dove sono riportati i nomi di ciascuna vittima insieme al ritratto fotografico. Oltre alla sezione all’aperto, il memoriale prevede anche un centro visitatori (Besucherzentrum) che fornisce le informazioni utili per orientarsi nella vasta area e un centro documentazione (Dokumentationszentrum) dalla cui torre panoramica è possibile osservare nel suo insieme l’articolato complesso.

13 La Cappella della Riconciliazione

All’interno della vasta area del memoriale di Bernauer Strasse, troviamo anche una cappella la cui storia e il cui significato meritano attenzione. La Kapelle der Versöhnung, letteralmente la Cappella della Riconciliazione, sorge pochi metri di fronte a dove passava il confine con Berlino Ovest. Quella che attualmente possiamo vedere è una nuova edificazione che prende il posto dell’omonimo edificio religioso abbattuto dopo la costruzione del Muro di Berlino perché sorgeva proprio all’interno della Striscia della Morte. La demolizione dell’edificio in stile neogotico realizzato nel 1894 avvenne nel 1985 e servì a prevenirne l’utilizzo come trampolino per la fuga. Dopo la riunificazione, il terreno fu restituito al Congregazione della Riconciliazione Protestante che nel 1996 fece ricostruire la cappella su progetto degli architetti Peter Sassenroth e Rudolf Reitermann. L’inaugurazione avvenne il 9 novembre del 2000 durante l’undicesimo anniversario della caduta del Muro.

la Cappella della Riconciliazione di Berlino | © looking for europe

La cappella è composta da due corpi integrati l’uno all’interno dell’altro e entrambi di forma ovale. Le pareti del corpo interno sono state realizzate in pivé ossia con terra umida compattata dentro casseforme lignee. L’esterno è realizzato in doghe di legno. Vi sono conservati l’altare e le campane della precedente chiesa. Il nome è stato mantenuto riferendosi non solo alla riconciliazione tra cattolici e luterani, ma anche e sopratutto allo scopo riconciliatorio del memoriale.

14 Mauerpark

Il Mauerpark, letteralmente il Parco del Muro, è un parco di Berlino posto nel quartiere di Prenzlauer Berg. Viene presentato al pubblico con il motto “nella ex-striscia della morte oggi si gioca a pallacanestro e si canta il karaoke” ed è proprio questo il ruolo di un’area rimasta libera e aperta alle più originali espressioni sia artistiche che di intrattenimento. Il parco è stato inaugurato nel 1994 prendendo il posto di un deposito merci. Nell’adiacente stadio Jahnstadion è conservato un tratto del Muro lungo circa 30 metri divenuto luogo di libera manifestazione artistica dei writer. L’oscura striscia recintata che separava le due Berlino è oggi un luogo vitale dove, nel fine-settimana, si svolge il più esteso e frequentato mercato delle pulci della città. Nelle sere d’estate, Mauerpark è letteralmente invaso da calciatori amatoriali, giocolieri, musicisti e più in generale dai giovani che lo raggiungono per socializzare. Una tappa fortemente simbolica.

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Il tratto del Muro conservato presso il Jahnstadion visto dal Mauerpark | ©  micharl_foto

 

 

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4 risposte a "Berlino: 14 tappe lungo il percorso del muro"

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