Ratisbona, il Walhalla

In Germania, a pochi chilometri dalla magnifica città di Ratisbona e lungo il corso del fiume Danubio, un vasto complesso commemora i protagonisti della cultura e della storia tedesca. Si tratta di una visita interessante e istruttiva che si svolge nel più esplicito monumento dedicato alla grandezza e magnificenza di una nazione…

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Il Walhalla, nei pressi di Ratisbona

Il Walhalla (1842), questo è l’altisonante nome del complesso, non è una meta particolarmente frequentata, ma è solo qui che con una semplice passeggiata si possono vedere insieme molti dei protagonisti del pensiero filosofico e scientifico, delle arti, della letteratura, della politica e più in generale della storia di un grande paese quale è la Germania. Chiaramente non troviamo tutti gli illustri teutonici, ma solo coloro che si sono messi in particolare evidenza per le qualità intellettuali, morali e per il prestigio acquisito.

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Il Walhalla

Lungo le pareti, sopra solide mensole marmoree poste su più livelli, sono collocati i busti con l’iscrizione del nome del personaggio rappresentato. Scorrendo quanto esposto, il visitatore è costretto a mettere alla prova la sua competenza in fatto di germanesimo osservando uno accanto all’altro Otto von Bismarck, Albert Einstein, Carl Friedrich Gauss, Johann Sebastian Bach, Wolfgang Amadeus Mozart, Richard Strauss, Ludwig van Beethoven, Richard Wagner, Johann Wolfgang von Goethe, Hans Holbein, Peter Vischer il Vecchio, Martin Lutero, Erasmo da Rotterdam, Edith Stein, Sophie Scholl, Immanuel Kant e molti, molti altri.

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La visita si svolge in modo particolarmente ordinato. Ci sono ampi parcheggi e vi è la possibilità di scegliere se raggiungere il complesso tramite l’imponente, ma anche faticosa, scalinata che inizia alla base del colle, oppure se compiere il percorso stradale ritrovandosi, in questo modo, comodamente già al livello del tempio. Noi abbiamo scelto la seconda soluzione poiché era gennaio e gli scalini erano coperti da un pericoloso strato di ghiaccio. Immolarsi alla causa della magnificenza teutonica poteva giustificare il tentativo, ma bisognava mettere d’accordo più persone e tra queste, alcune particolarmente sagge…

Di mattina, alle ore 10.00 esatte, una signora fa scattare la serratura del portone di ingresso, accende le luci e raccoglie il piccolo compenso (quattro euro a persona) richiesto per la visita dell’interno. Dalla sua postazione inizia la visita: da sinistra avanzando verso il fondo, quindi si passa al lato destro sino all’uscita. Il volto marmoreo che chiude la carrellata è quello della nostra beniamina Sophie Scholl. Alla giovane martire spetta l’arduo compito di salutare i visitatori ricordandogli che anche nei momenti più bui della storia si può guadagnare l’eterna riconoscenza di un popolo. Poco più indietro, una mensola con alcuni posti vacanti, ci fa capire che c’è ancora spazio per qualche nuovo inserimento.

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Walhalla, decori in stile romantico

Il vasto complesso fu realizzato tra il 1830 e il 1842 su volontà del re Ludovico I di Baviera che volle incarnare in un’architettura la tradizione nordica del Walhalla, ovvero del luogo in cui si riunivano le anime degli eroi deceduti in guerra. L’edificio fu progettato dall’artista e architetto Leo von Klenze (autore anche della magniloquente Befreiungshalle) che, per non tradire le aspettative del suo re, si ispirò all’architettura del tempio dei tempi, il Partenone.

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Walhalla, busto di Sophie Scholl

La dimensione dell’edificio è impressionante, il solo tempio è lungo 67 metri, largo 32 e alto 20. Il riferimento al Partenone è quasi esatto perché questo misura alla base 70 per 31 metri. Se comprendiamo anche l’imponente basamento, la lunghezza del Walhalla aumenta a 125 metri e l’altezza a 55 metri. I busti esposti sono 130. L’ultimo collocato è quello del poeta Heinrich Heine che, finalmente, nel 2010 ha trovato spazio tra i molti poeti e romanzieri già presenti. Il personaggio vissuto in tempo più recente rappresentato è Konrad Adenauer che fu il primo Cancelliere della Repubblica Federale Tedesca. Nel 2008 ha trovato posto anche Edith Stein, ebrea, poi convertitasi al cattolicesimo e divenuta monaca dell’Ordine delle Carmelitane Scalze. Edith venne deportata a Auschwitz insieme alla sorella Rosa e il 9 agosto 1942 fu uccisa nelle camere a gas. Nel 1998, papa Giovanni Paolo II la proclamò santa e l’anno successivo la dichiarò compatrona d’Europa. Nel Walhalla si può approfittare per fare una profonda riflessione non solo sulla magnificenza teutonica, ma anche sulle perversioni della sua storia moderna.

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Vista del danubio dal Wahlalla

Prima di uscire notiamo che i pochi turisti sono tutti giunti davanti al busto di Sophie Scholl per soffermarsi a lungo davanti a esso vuoi per dire una preghiera, vuoi per semplicemente osservare il marmoreo volto della giovane.

Uscendo, una meravigliosa vista sul Danubio e un placido parco, offrono al visitatore il luogo ideale per continuare a riflettere o semplicemente per sedersi in una panchina e programmare la prossima visita in una nazione che offre molto più di quanto ci si possa aspettare.

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