Ratisbona, il Walhalla

In Germania, a pochi chilometri dalla magnifica città di Ratisbona e lungo il corso del fiume Danubio, un vasto complesso commemora i grandi protagonisti della cultura e della storia tedesca. Si tratta di una visita decisamente interessante che si realizza nel monumento più esplicito alla grandezza e magnificenza di una nazione …

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Il Walhalla, nei pressi di Ratisbona (Foto Dage 2016)

Il Walhalla, questo è l’altisonante nome del complesso, non è una meta particolarmente frequentata, ma è solo qui che con una semplice passeggiata si possono vedere tutti insieme i protagonisti del pensiero filosofico e scientifico, delle arti e della letteratura, della politica e più in generale della storia di un grande paese: non tutti, chiaramente, ma solo coloro che si sono messi in particolare evidenza per le qualità intellettuali, morali e per il prestigio acquisito.

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Il Walhalla (Foto Dage 2016)

Lungo le pareti, sopra solide mensole marmoree poste su più livelli, sono collocati i busti con l’iscrizione del nome del personaggio rappresentato. Scorrendo quanto esposto, il visitatore è costretto a mettere alla prova la sua competenza in fatto di germanesimo di fronte ai volti immobili di Otto von Bismarck, Albert Einstein, Carl Friedrich Gauss, Johann Sebastian Bach, Wolfgang Amadeus Mozart, Richard Strauss, Ludwig van Beethoven, Richard Wagner, Johann Wolfgang von Goethe, Hans Holbein, Peter Vischer il Vecchio, Martin Lutero, Erasmo da Rotterdam, Edith Stein, Sophie Scholl, Immanuel Kant e molti, molti altri.

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La visita si svolge in modo particolarmente ordinato. Ci sono ampi parcheggi e vi è la possibilità di scegliere se raggiungere il complesso tramite l’imponente, ma anche tanto faticosa, scalinata che inizia alla base del colle, oppure se compiere il percorso stradale ritrovandosi, in questo modo, comodamente già al livello del tempio. Noi abbiamo scelto la seconda soluzione poiché era gennaio e gli scalini erano coperti da un pericoloso strato di ghiaccio. Immolarsi alla causa della magnificenza teutonica poteva giustificare il tentativo, ma bisognava mettere d’accordo più persone e, tra queste, alcune particolarmente sagge …

Di mattina, alle ore 10.00 esatte, una signora fa scattare la serratura del portone di ingresso, accende le luci e raccoglie il piccolo compenso (quattro euro a persona) richiesto per la visita dell’interno. Dalla sua postazione inizia la visita: da sinistra avanzando verso il fondo, quindi si passa al lato destro sino all’uscita. Il volto marmoreo che chiude la carrellata è quello di Sophie Scholl. Alla giovane martire spetta l’arduo compito di salutare i visitatori ricordandogli che anche nei momenti più bui della storia si può guadagnare l’eterna riconoscenza di un popolo. Poco più indietro, una mensola con alcuni posti vacanti, ci fa capire che c’è ancora spazio per qualche nuovo inserimento.

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Walhalla, decori in stile romantico (Foto Dage 2016)

Il vasto complesso fu realizzato tra il 1830 e il 1842 su volontà del re Ludovico I di Baviera, che volle incarnare in un’architettura la tradizione nordica del Walhalla, ovvero del luogo in cui si riunivano le anime degli eroi deceduti in guerra. L’edificio fu progettato da Leo von Klenze che, per non tradire le aspettative del suo re, si ispirò al tempio dei tempi, il Partenone.

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Walhalla, busto di Sophie Scholl (Foto Dage 2016)

La dimensione della costruzione è impressionante, il solo tempio è lungo 67 metri, largo 32 e alto 20. Il riferimento al Partenone è quasi esatto perché questo misura alla base 70 per 31 metri. Se comprendiamo anche l’imponente basamento, la lunghezza del Walhalla aumenta a 125 metri e l’altezza a 55 metri. I busti esposti sono 130. L’ultimo collocato è quello del poeta Heinrich Heine che, finalmente, nel 2010 ha trovato spazio tra i molti poeti e romanzieri già presenti. Il più recente personaggio rappresentato è Konrad Adenauer che fu il primo Cancelliere della Repubblica Federale Tedesca. Nel 2008 ha trovato posto anche Edith Stein, ebrea, poi convertitasi al cattolicesimo e divenuta monaca dell’Ordine delle Carmelitane Scalze. Edith venne deportata a Auschwitz insieme alla sorella Rosa e il 9 agosto 1942 fu uccisa nelle camere a gas. Nel 1998, papa Giovanni Paolo II la proclamò santa e l’anno successivo la dichiarò compatrona d’Europa. Nel Walhalla si può approfittare per fare una profonda riflessione non solo sulla magnificenza teutonica, ma anche sulle perversioni della sua storia moderna.

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Vista del danubio dal Wahlalla (Foto Dage 2016)

Uscendo, una meravigliosa vista sul Danubio e un placido parco, offrono al visitatore il luogo ideale per continuare a riflettere o semplicemente per sedersi in una panchina e programmare la prossima visita in una nazione che offre molto più di quanto ci si possa aspettare.

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