15 giugno 1934, Hitler visita la Biennale di Venezia

Dal 14 al 16 giugno 1934, Adolf Hitler visitò Venezia e, il giorno successivo al suo arrivo, si recò presso i Giardini della Biennale per visitare la celebre mostra d’arte. Non si trattò di un viaggio di piacere, bensì del primo viaggio di stato del leader tedesco che, a Venezia, finalmente incontrò il suo beniamino, Benito Mussolini…

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Hitler e Mussolini a Venezia nel 1934 (Wikimedia Commons)

Dal 1933, Hitler era il leader indiscusso e indiscutibile della politica germanica. Come primo viaggio da cancelliere scelse Venezia e, come ospite, Benito Mussolini. Italia e Germania, è bene ricordarlo, non erano ancora formalmente alleate, ciò avverrà tre anni più tardi quando l’Italia aderì al patto Anticomintern che legherà indissolubilmente il suo destino a quello della Germania nazista e del Giappone imperialista. Anche a trattato non firmato, tuttavia, i due leader e di conseguenza le due nazioni, iniziarono da subito un percorso di lento, ma inesorabile, avvicinamento e questa visita. rappresentò un importante “primo passo”. Va detto anche che in gioventù Hitler tentò in ogni modo di diventare un apprezzato pittore e, la sua visita a Venezia, Biennale d’Arte compresa, fu anche quella di un artista, fallito, ma pur sempre artista.

La corte di una antica residenza a Monaco, Adolf Hitler 1914
La corte di una antica residenza a Monaco, Adolf Hitler 1914

Come pittore, Adolf non ebbe mai l’opportunità di esporre e tanto meno in un contesto così prestigioso come quello della Biennale d’Arte di Venezia; ugualmente, tuttavia, riuscirà a parteciparvi in modo tale da accentrare l’attenzione come nessun altro artista riuscì a fare in quell’edizione.

Da sottolineare il fatto che Hitler non visitò i Giardini della Biennale insieme a Mussolini, non mancò, in ogni caso, la presenza un nutrito gruppo di camicie nere in rappresentanza del regime nazionale.

Come prevedibile la visita offrì numerosi spunti per i commentatori: il cancelliere espresse idee molto precise e nette riguardo la proposta artistica esposta nei padiglioni nazionali, confermò l’esigenza di modificare il padiglione tedesco secondo le nuove linee guida dell’architettura nazionalsocialista e rifiutò il quadro che gli fu dato in omaggio. Un ospite tanto illustre quanto complicato da gestire. Ma andiamo con ordine.

Questo padiglione non mi piace

Il padiglione Germania fu costruito secondo il progetto dell’architetto italiano Daniele Draghi e fu completato nel 1909 davanti a quello francese e a fianco di quello inglese. Durante la sua visita, Hitler ordinò di modificarlo nella direzione di un’architettura più monumentale e in linea con i nuovi canoni dell’architettura nazionalsocialista. Canoni che, insieme all’amico Albert Speer, avrebbe poi accuratamente definito. Il progetto verrà in seguito affidato all’architetto, Ernst Haiger e il nuovo edificio sarà inaugurato nel 1938.
Chi visita i Giardini della Biennale oggi, trova esattamente lo stesso edificio che Hitler volle in rappresentanza della sua nazione, aquila e bandiera uncinata, a parte. Se volete approfondire, cliccate qui.

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Giardini della Biennale, il Padiglione Germania (Foto: Looking for Europe 2015)

Il dono rifiutato

Durante la sua visita Hitler fu accompagnato dal presidente della Biennale, Giuseppe Volpi di Misurata e dal suo segretario generale che decisero di dare un omaggio all’ospite scegliendo un dipinto dell’artista veneziano Fioravante Seibezzi. Il cancelliere senza troppe remore, rifiutò l’omaggio pittorico raffigurante una veduta di Venezia. Troppe sfumature, mentre Adolf preferiva immagini chiare e nitide: preferiva lo stile oleografico che lui stesso aveva scelto per i suoi dipinti. Così, venne offerto a Adolf una quadro che questi aveva ammirato presso il padiglione Italia: si trattava del dipinto dell’artista toscano Memo Varaggini dal titolo Barche. Questa volta il cancelliere fu molto soddisfatto. Il pittore toscano è qualificato come fine paesaggista, ma l’apprezzamento di Hitler diventerà la principale voce della biografia di questo artista: biografia che per il resto è quella di un pittore innamorato della natia Maremma che continuò a rappresentare con dipinti che evocano pace, tranquillità e serenità.

Fioravante Seibezzi, Veduta del Canal Grande olio su tela
Fioravante Seibezzi, Veduta del Canal Grande olio su tela

Arte degenerata

Hitler rimase per lo più deluso dalle opere esposte ai Giardini della Biennale; e come poteva essere altrimenti? La scena artistica era dominata dal cubismo, dall’espressionismo, dallo stile dada, dall’astrattismo e dal primitivismo: tutte forme espressive che il cancelliere considerava degenerate. Questo accadeva non solo nei padiglioni nazionali della Biennale d’Arte, ma anche nella sua Germania dove questi stili erano proliferati durante gli anni della odiata Repubblica di Weimar.

Chiunque ad esempio volesse giustificare i disegni o le sculture dei nostri dadaisti, cubisti, futuristi o di quei malati espressionisti, sostenendo lo stile primitivista, non capisce che il compito dell’arte non è quello di richiamare segni di degenerazione, ma quello di trasmettere benessere e bellezza. Se tale sorta di rovina artistica pretende di portare all’espressione del “primitivo” nel sentimento del popolo, allora il nostro popolo è cresciuto oltre la primitività di tali “barbari”.

Dal discorso di Adolf Hitler durante il congresso sulla cultura tedesca, 1935

Dopo la visita, Adolf, poté riposare nella suite per lui riservata presso lo storico Hotel des Bains, nel lungomare del Lido di Venezia. Si trattava del medesimo albergo più volte frequentato dallo scrittore Thomas Mann che considerava Hitler Uno straccione bugiardo e ridicolo che latra ai microfoni. Al tempo Mann era già in esilio, prima in Svizzera, poi in Francia e infine negli Stati Uniti. L’hotel veneziano resterà in ogni caso celebre per essere stato il luogo scelto per l’ambientazione del magnifico romanzo dell’autore tedesco, La Morte a Venezia. Del soggiorno di Hitler, invece, si trovano solo poche e confuse memorie.


Potete ripercorrere la visita di Hitler a Venezia guardando il filmato “L’incontro Mussolini-Hitler a Venezia” disponibile anche presso l’Archivio Storico Istituto Luce. Al minuto 5:30 trovate le sequenze della visita alla Biennale.


FONTI

http://carta.ilgazzettino.it/gfx/blob.pdf

Sito ufficiale della Biennale di Venezia

Academia.edu – articolo sulla storia della Biennale

The Hitler Pages

labiennalevenezia.at

Estratto dal testo Wagner and Venice


LETTURE CONSIGLIATE

Hitler e Mussolini

Hitler di Shigeru Mizuki

Padiglioni e spazi della Biennale di Venezia

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