Visita alla sede del Bauhaus di Dessau

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Sognavamo da tempo di visitare la sede del Bauhaus a Dessau in Germania. Alla fine ci siamo andati e l’esperienza ha ricambiato la lunga deviazione fatta per raggiungerla. Il luogo è ricco di testimonianze, agevolmente visitabile e perfettamente conservato. Siamo davanti all’edificio simbolo del Neues Bauen, la modernità architettonica, che fu anche il luogo dove operarono i massimi esponenti dell’arte tedesca e, di conseguenza, europea ai tempi della Repubblica di Weimar: vi pare cosa da poco?

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Ciò che rimane dell’architettura nazista (parte I)

Tra il 1933 e il 1945, nei territori del Terzo Reich sorsero architetture fortemente ispirate ai valori, ai principi, alle linee programmatiche e agli intenti propagandistici espressi dalla dirigenza del partito nazionalsocialista. A queste si accompagnarono opere rispondenti a impellenti necessità di carattere bellico (ad esempio, le opere difensive) e importanti interventi a carattere infrastrutturale (a partire dalle autostrade). Non mancarono, infine, architetture funzionali allo sviluppo del famigerato sistema concentrazionario. Molti progetti restarono sulla carta. Molti furono abbattuti dai bombardamenti alleati o demoliti nel corso di successivi interventi di riassetto urbano. L’eredità architettonica del regime, tuttavia, è ancora in parte presente ed è oggetto tanto di imbarazzo, quanto di attenzione. Vediamo alcuni tra gli edifici eretti durante gli anni del nazionalsocialismo tutt’oggi visitabili…

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The Monday Travel Song: 99 Luftballons by Nena

Lunedì, è già ora di partire e come spesso capita il viaggio sarà sia nello spazio che nel tempo. Questa volta andremo a Berlino ovest, siamo infatti nel 1983 e c’è ancora l’Antifaschistischer Schutzwall, la barriera di protezione antifascista conosciuta come Muro di Berlino. Ci andremo in compagnia della cantante Nena e della sua hit planetaria 99 Luftballons che rimane una delle canzoni più memorabili del suo decennio…

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L’altra Breslavia in 15 mete

breslavia cosa visitare

La città polacca di Breslavia è ricca di storia, di curiosità, di belle architetture, di locali e più in generale di fascino. Si tratta di uno dei segreti d’Europa meglio custoditi e finalmente svelato. Di recente, infatti, la città è divenuta meta turistica molto ambita grazie alla sua elezione a Capitale della Cultura (2016) e ai voli low cost che hanno iniziato a raggiungerla da ovunque. La guida turistica della città (chiese, cattedrali, chiese, palazzi antichi, chiese) la trovate facilmente, la “guida alternativa” alla città di Breslavia, invece, la trovate solo qui…

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Gli gnomi di Breslavia

breslavia e gli gnomi

Usciamo dall’albergo, abbassiamo lo sguardo e vediamo uno gnomo. Non lo disturbiamo, sta ancora dormendo. Poco oltre ne vediamo un altro e poi un altro ancora e in seguito anche due o tre in una sola volta. A fine giornata non si contano gli gnomi che abbiamo incontrato lungo le vie della città di Breslavia in Polonia. Chiaramente sono solo delle statuine in bronzo altre tra i venti e i trenta centimetri, ma pur sempre di gnomi si tratta. Ci sono piccoli musicisti, pompieri, muratori, innamorati, bevitori, motociclisti, panettieri, fiorai, professori, chitarristi e c’è persino un mesto gnomo carcerato e anche lo gnomo italiano che se ne sta seduto sulla sua Vespa con una pizza e un fiasco di vino… Ma quanti sono? E perché?

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Breslavia, I Pedoni Anonimi

statue all'incrocio tra le vie Mazowiecka e Świętokrzyska.

A pochi passi dal centro storico di Breslavia (Wroklaw), in corrispondenza del trafficato incrocio tra viale Świdnicka e viale Piłsudskiego, troviamo una curiosa opera d’arte pubblica formata da quattordici sculture monocrome rappresentanti anonime e ordinarie persone. Parte delle sculture sono poste su un lato del viale, le altre, nel lato opposto. L’opera non passa inosservata poiché vediamo le immobili figure in bronzo affondare nella pavimentazione e poi, oltre la strada, ne vediamo altre riemergere. Le statue sono a altezza naturale e sono collocate in corrispondenza del passaggio pedonale. Già a prima vista il gruppo scultoreo crea interesse e coinvolge il pubblico…

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